mercoledì 23 maggio 2012

PONTE di Giugno 2012


CAMINO
 PICCOLE FIAT IN RADUNO                 

La settima  edizione  del raduno Piccola Fiat, promossa dall’associazione "Piccola Club”,  in due  giorni di aprile, ha visto sfilare numerose Fiat  Mod. 18, R25, 211R, 215, 250, 300 oltre a  trattori di derivazione in un giro turistico tra Camino e i paesi limitrofi, rumorosamente invasi dai mitici prototipi torinesi, conclusosi  con il pranzo a Iutizzo.  Novità sono state l’intensa attività di prove di lavorazione agricola direttamente sui campi in località Molino di Glaunicco e la “Piccola by Night”  che ha riservato divertimento e sorprese per tutti i partecipanti. Prove di aratura, fresatura, taglio erba e altre di abilità su quattro ruote hanno deliziato i numerosi appassionati che, alla fine, si sono dichiarati soddisfatti  dei loro,  pur datati, beniamini.   Al termine del raduno il presidente Paolo Tondo ha avuto espressioni di ringraziamento per le tante persone che hanno contribuito alla riuscita della manifestazione,  con o senza trattore, tra cui i cuochi e bariste, piloti, gruppo elettrogeno e il Fiat 80-90 che lo faceva funzionare, i proprietari dei terreni, i fornitori di cibo e bevande, gli sponsor. Poi, quasi fossero persone,  per tutte le “Piccola”  presenti, anche quelle statiche, per gli aratri, erpici, frese,  tricia, barre falcianti, cavi di traino, il pianale zaccaria, e, infine,  per il suo 211 uscito incolume dall’esilarante avventura. Con l’appuntamento al prossimo anno e su facebook , al gruppo Fiat Piccola Club.


BERTIOLO                   
“UNO STINCO DI SANTO” il nuovo spettacolo di Clâr di Lune
12 spettacoli in 17 anni. Questo è il patrimonio di "Clâr di Lune", la compagnia teatrale che trova linfa creativa e collante nella sua regista, Loredana Fabbro, e nella sua presidente, Vittorina Cressatti.  Una Compagnia che va oltre il teatro perché riesce a coniugare passione e socialità al punto da farne scaturire cultura. Una trilogia vincente che si rafforza ad ogni spettacolo, ad ogni iniziativa e presenza attiva sul territorio.
Sul palco dell'Auditorium di Bertiolo, con sceneggiatura di Ennio Malisani,  il debutto del  nuovo spettacolo, "Uno stinco di santo", ha confermato il valore della compagnia e di ogni suo componente, sia esso attore che sostenitore. Impeccabile la recitazione, derivata da una altrettanto impeccabile regia. Quasi due ore di fiato sospeso e tensione sempre a livello alto,  scandite da cambi di situazioni repentini e mai prevedibili, di personaggi molto diversi tra loro fusi dalla trama fluida e gradevole. Sul filo della risata che soggiace poi alla riflessione.  Fin dall'entrata in scena. Non sul palco ma in mezzo al  pubblico,  a voce coesa nell’intonazione corale. Cosmopolita l’intreccio di  lingue mescolate con eleganza per conferire vivacità e colore ai dialoghi. Variegato l’intarsio di personaggi di provenienza veneziana, friulana, austriaca, fino al "Mamaluc  friulan-musulmano”, con tanto di turca innamorata. Creativa la ricerca  dei sentimenti umani  non classificabili in un tempo datato bensì  in un “futuro che è nel passato”.  In scena pure i vizi ma anche i pregi dell'umanità: arrivismo, codardia, falsità, autorità, tradimento, avarizia, a braccetto con fiducia e sincerità fino ad affermarsi nell’Amore che  trionfa e scioglie ogni discordia.  Prima fra tutte e chiave dell’intera trama, la reliquia di San Marco, garante del futuro della Patria del Friuli,  nascosta nello  stinco o "Parsut" . Che diventa  foriero di pace in un epilogo risolutore.


BERTIOLO

“IL GIOCO DEI CONTRASTI” REGNA NELL’OFFICINA DEI DESIDERI

La Compagnia “Clâr di Lune” ha dato vita alla 12° edizione dell’Officina dei desideri, laboratorio teatrale riservato a bambini e ragazzi, con la regia di Loredana Fabbro. Ricerca e sperimentazione sono i cardini del progetto che quest’anno ha giocato ai contrasti, al pro e al contro, agli opposti che si attraggono e diventano storie da inventare e raccontare. Che hanno come protagonisti il lupo buono e il cacciatore cattivo, gli zombi che scacciano le persone antipatiche, i bambini mascalzoni che imbrogliano ignari vecchietti. Situazioni inventate dai bambini  confluite in un’unica e variegata storia, ambientata a Belpaese, dove tutti sono attenti al risparmio energetico e allo sfruttamento di energie rinnovabili. Questa è la storia che gli allievi del laboratorio hanno messo in scena in Auditorium, il 28 aprile, davanti a trecento persone. Raccontando loro che gli abitanti di Belpaese, riuniti per organizzare una festa, litigano per la discordanza di pareri. Ma la natura risolve il litigio con pioggia e vento che provocano un disastro ed il buio completo. Ed è proprio in quel momento che la piazza buia diventa luogo d’incontro, quando ognuno porta qualcosa e la condivide, dando origine alla solidarietà. E’ così che Belpaese supera i contrasti, le divisioni e le critiche. Cantando l’Inno alla Gioia i bambini hanno offerto una splendida lezione di educazione  e umanità, sottolineata dal Sindaco Mario Battistutta e dall’Assessore Provinciale Mario Virgili nonché dalla presidente  di “Clâr di Lune” Vittorina Cressatti che ha ringraziato i tecnici luci- audio e gli animatori  del laboratorio Angelica Grosso, Donatella Grossutti, Manuela Vignando e Mario Grosso.

CODROIPO 
                                           
VOCI ED EMOZIONI ALL’UNISONO  AL SAGGIO DELLA SCUOLA DI MUSICA

Piccole e grandi voci, come affreschi di un grande autore, emozionano  il pubblico del Benois,
al saggio di fine anno  della Scuola di Musica “Città di Codroipo”. Un puzzle di canti,  filastrocche  e conte della tradizione,   in elegante parata,  si posa già dalle prime note sulle ali fragili e tenaci della musica, che nella Scuola trova fiato e linfa.  “Ursule Parussule e Man Man Muarte” risorgono ritrovando  la legittima dignità nelle voci più piccole ma già sulla strada dell’armonia, accompagnate dall’orchestra d’archi e fisarmonica. Accenti di tromboni, clarinetti,  percussioni  e xilofoni fanno da spalla a “Filastrocca maliziosa e dell’altro ieri”,  all’ “Un Doi Tre Cuatri Cinc Sis Siet”, a “Ae bae dome scae”,  ai brani africani in versione  tre voci, body percussion,  magliette colorate e giovani piedi. A rispolverare  un De Andrè  del periodo d’oro  provvede  il coro degli adulti interpretando  “Volta la carta”  per ugole maschili e femminili, violino e batteria. Calorosi gli  applausi per il Super Coro, nobile interprete di classici anni 60 e dei suoni del bosco prima di  “The lion sleep tonight”. Il cuore lievita ed esulta quando la chitarra annuncia “C’era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones”,  quando il Super Coro intona “Cantava viva la libertà” e  l’ensamble di tutti i cori gonfia il palco con “Il gatto e la volpe” di Bennato. In quel preciso momento  si avvera il senso della Scuola di Musica, dell’operato dei suoi insegnanti e del Direttore Giorgio Cozzutti.  Musica per tutti, perché Lei  è come il sangue, è in ogni essere pulsante. Musica senza anagrafe, senza classifiche, senza metronomi. Senza confini.  E a Codroipo la fortuna di possedere una Scuola così vicina, a portata di voce e di cuore,  deve convincere ad abbattere le scuse e ad aprire la sua porta. Perché al solo respirarne l’atmosfera si diventa 

19 maggio 2012: SCUOLA di MUSICA "CITTA' di CODROIPO" al BENOIS

VOCI ED EMOZIONI ALL’UNISONO AL SAGGIO DELLA SCUOLA DI MUSICA

Piccole e grandi voci, come affreschi di un grande autore, emozionano il pubblico del Benois,
al saggio di fine anno della Scuola di Musica “Città di Codroipo”. Un puzzle di canti, filastrocche e conte della tradizione, in elegante parata, si culla già dalle prime note sulle ali fragili e tenaci della musica, che nella scuola trova fiato e linfa. “Ursule Parussule e Man Man Muarte” risorgono ritrovando la legittima dignità nelle voci più piccole ma già sulla strada dell’armonia, accompagnate dall’orchestra d’archi e fisarmonica. Accenti di tromboni, clarinetti, percussioni e xilofoni fan da spalla a “Filastrocca maliziosa e dell’altro ieri”, all’ “Un Doi Tre Cuatri Cinc Sis Siet”, a “Ae bae dome scae”, ai brani africani in versione tre voci, body percussion, magliette colorate e giovani piedi. A rispolverare un De Andrè periodo d’oro provvede il coro degli adulti interpretando “Volta la carta” per ugole maschili e femminili, violino e batteria. Solo applausi per il Super Coro, nobile interprete di classici anni 60 e dei suoni del bosco prima di “The lion sleep tonight”. Il cuore lievita ed esulta quando la chitarra annuncia “C’era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones”, quando il super coro intona “Cantava viva la libertà” e l’ensamble di tutti i cori gonfia il palco ed emoziona il pubblico con “Il gatto e la volpe”. In quel preciso momento si avvera il senso della Scuola di Musica, dell’operato dei suoi insegnanti e del Direttore Giorgio Cozzutti. Che la Musica sia per tutti, perché Lei è come il sangue, è in ogni essere pulsante. Musica senza anagrafe, senza classifiche, senza metronomi. Senza confini. E a Codroipo la fortuna di possedere una Scuola così vicina, a portata di voce e di cuore, deve convincere ad abbattere le scuse ed ad aprire la sua porta. Perché al solo respirarne l’atmosfera si diventa diversamente felici.


                                                            Prove prima dello spettacolo


                                                 Testo di "Volta la carta" di Fabrizio de Andrè
                                                con Insegnante Micaela Di Giulio e Carla Gramai
                                                     Spettacolo al via
                                                           Piccoli visi "concentrati"



                                             Il "Coro" interpreta "Volta la carta"

M.o Giorgio Cozzutti 

                                                    Ensamble in "Il gatto e la volpe" di Bennato
 

domenica 20 maggio 2012

PONTE maggio 2012



CAMINO                          


INGE E BACH, DUE ORSETTI IN BIBLIOTECA

Bambini e genitori hanno fatto da spalla all’autore del libro in friulano “Inge e Bach” e all’illustratrice Francesca Gregoricchio. Il 3 aprile, in biblioteca,  Luca De Clara, ha raccontato le 12 storie che compongono il suo libro, nato dall’esperienza personale di vita a Tarvisio abbinata ad una fervida fantasia, spesso ispirata dalle parole della figlia. Due orsetti intraprendenti ne combinano delle belle insieme ai loro amici del bosco, organizzando perfino un festival della canzone. Il sindaco Beniamino Frappa ed il Presidente della Biblioteca Alberto Frappa hanno avvalorato l’esperienza letteraria di De Luca con l’augurio che siano molti i bambini ed i grandi a divertirsi in varie occasioni con il libro, fresco ed accattivante, per i contenuti e per le illustrazioni.
 

CAMINO

Serata sanitaria e gita sociale con l’A.F.D.S.

Come è tradizione nella sezione caminese, presieduta da Illario Danussi, nella  sala Consiliare del Comune, il 9 maggio, ha avuto luogo la serata sanitaria su un tema di attualità. La Dott.ssa Eva Martinelli, microbiologa, ha ampiamente informato il pubblico sulle   “Infezioni emergenti “west nile virus” e sulle conseguenze che possono provocare sull’organismo umano, ad ogni età.

La sezione A.F.D.S. promuove la tradizionale gita sociale per domenica 24 giugno in Austria, a Friesach, Gurk e St. Veit. Iscrizioni entro il 3 giugno presso i consiglieri, la Trattoria Da Savorgnan o presso il Presidente.

                                                                                                                  

CAMINO:

ALLADIN E LA  MAGIA DEI GENITORI                    

Dal 1985 continua, e sempre con maggiore linfa ed entusiasmo, la tradizione che vede  i genitori  della scuola materna dar vita ad uno spettacolo, creato  per divertirsi e  far divertire i  propri bambini oltre al   pubblico di ogni età.  Nell’edizione   2012 i provetti attori e attrici hanno sfoggiato  doti teatrali di grande rispetto realizzando “Alladin”, la celebre fiaba inserita nelle Mille e una notte. Sotto la regia di Eliana Gallai, tutto è stato predisposto con puntigliosa cura, dai costumi alla scenografia. Lo spettacolo che ne è risultato ha ottenuto un alto indice di gradimento in tutte le occasioni in cui è andato in scena  nella  sala teatro. Il sindaco Beniamino Frappa ha dedicato espressioni di plauso ed incoraggiamento ai genitori, valorizzandone  l’indispensabile  ruolo nella famiglia e nella comunità.


CAMINO:


BIENNALE DI   PITTURA CON IL MOSTO



La biennale di Pittura spontanea con il mosto di vino,  giunta alla quarta edizione, ha trovato  il suo compimento il 5 maggio, presso l’ Azienda agricola Ferrin di Bugnins  in collaborazione con il Centro Culturale “I CONTEMPORANEI 3000” di Udine.  La giuria, presieduta dall’udinese M.o Giorgio Valentinuzzi, composta da persone qualificate nell’arte, cultura e critica, proclamerà tre vincitori cui saranno attribuiti i relativi premi nel corso della cerimonia prevista  sabato 19  maggio, alle ore 18.00. Tutte le opere realizzate con il mosto saranno esposte in una mostra che rimarrà aperta fino al 24 giugno, nei locali dell’ Azienda Ferrin. Il regolamento è scaricabile dai siti www.ferrin.it (sezione Appuntamenti) e su www.icontemporanei.it.

La biennale di pittura si inserisce nel carnet di proposte per Cantine Aperte, l’annuale appuntamento con le degustazioni gratuite dei vini di qualità presso le cantine socie del Movimento per il Turismo del Vino. Quest’anno si svolgerà domenica 27 maggio e sarà preceduta dalla cena col Vignaiolo presso il Ristorante al Mulino di Glaunicco, sabato  26 maggio, la cui partecipazione è soggetta a  prenotazione.
                                                                                                 

CAMINO



EX-TEMPORE DI PITTURA PER RICORDARE PRIMO MARINIG



Giunto all’ottava edizione, il premio Marinig cambia il profilo organizzativo. Dall’Associazione culturale “Il Cjavedal”, infatti,  passa in mano alla  Pro Loco "Il Vâr" che ha messo in cantiere  una ex-tempore di pittura, dal 25 al 27 maggio.  La Pro Loco intende così  mettere in risalto i luoghi di maggior pregio paesaggistico, storico, folcloristico del territorio caminese  tanto cari a Primo Marinig, già sindaco di Camino e vice-presidente della provincia di Udine.
La partecipazione è gratuita e aperta  a tutti gli artisti di qualsiasi tendenza e tecnica. Le opere  saranno esposte in mostra fino al 17 giugno. Il 50% del ricavato ottenuto dalla vendita delle opere (esclusi i vincitori con premio acquisto) durante la mostra verrà devoluto all’associazione no profit “Augere Onlus”, impegnata da oltre dieci anni nella costruzione e nella gestione dell’ospedale per l’infanzia di Santa Maria in Rilima, in Rwanda.

Sono previsti premi in denaro che saranno consegnati durante la cerimonia ufficiale che si terrà domenica 27 maggio, alle ore 18.00, nella cornice di Villa Minciotti, in Via Tagliamento.
Per consultare e scaricare il regolamento completo http://issuu.com/studiodendis/docs/premio_marinig_web


CAMINO: 

GIACOMO BATTARA E IL SUO LIBRO “PUSHER” a BUGNINS

In collaborazione con“Terre di Mezzo” la cantina Ferrin di Bugnins  ha accolto uno degli autori più in vista nel panorama editoriale italiano nonché direttore della collana di narrativa Minerva Edizioni: il giornalista ferrarese Giacomo Battara. La sua ultima fatica letteraria è stata introdotta da Francesco Altan, scrittore e docente di criminologia.  Così Battara svela il suo "Pusher", definendolo non un giallo bensì narrativa: una storia, ambientata a Sauris di Sopra (Friuli) e a Milano, intrisa di violenza ma anche d'amore pulito, platonico e talmente forte da riuscire ad uccidere.

"E' un libro fatto di sentimenti, di cose pure ma anche di tanti dubbi verso la società d'oggi, con un finale aperto lasciato alla decisione del lettore e al suo stile di visione della propria vita. E' un libro che mette in discussione, che apre interrogativi e un mondo di riflessioni. Insomma...un'esperienza importante. Di due mondi speculari, tra i toni del rosa con l'amore ed il nero con la droga, la pedofilia, la pornografia. Con due ambientazioni all'opposto: la montagna ed il carcere. Con due personaggi esattamente contrastanti, il montanaro ed il "pusher" o spacciatore che si ritrovano a vivere insieme, in carcere, da amici veri. Sono storie reali, non metafore, ispirate da fatti di cronaca e dalla conoscenza diretta di un Pusher legate tra loro con il filo della fantasia." L'augurio che Giacomo Battara fa al suo libro è quello di "FAR ACCENDERE UN PENSIERO LIBERO".


CAMINO:                            

QUATTRO… SPETTACOLO RIVELAZIONE AL FEMMINILE

Spettacolo coinvolgente, equilibrato nell'intreccio di musica, danza, incisiva recitazione. Triade perfetta, rigorosamente al Femminile. Intriganti cambi di scena, dal ritmo perfetto, agganciati al palco e sganciati subito dopo in favore della platea. A contatto con il folto pubblico, per un contatto ravvicinato. Autentico. Competenza, sfida, entusiasmo, emozione serrati in ogni passo di danza, in ogni nota del pianoforte, violino e violoncello, in ogni sillaba sapientemente pronunciata. Su tutto aleggiava, chiaro e sicuro, l'affiatamento del gruppo, unito dal progetto forte, dall'urgenza di creare, interpretare. Insomma, di fare buon spettacolo. Con il valore della semplicità, della psicologia e del garbato buon gusto. 4 donne, Coco Chanel, Billie Holiday, Nilde Iotti, Frida Kahlo,  diversissime tra loro, sono state delineate con tratti essenziali e precisi, interpretate con dichiarata passione vissuta lì, tra i pori della pelle, tra il sinergico battito dei cuori, cuciti dal filo dell'Arte.

Le interpreti fanno parte del GAF, acronimo di Giovane Arte al Femminile,  un gruppo di recente formazione costituito da ragazze dai 15 ai 25 anni che vogliono esprimersi attraverso la danza, la musica e la recitazione e provengono dalla scuola di danza di Camino e della scuola di Musica di Codroipo.
Progetto d’esordio del gruppo è proprio "QUATTRO - Quattro donne, quattro stagioni, quattro emozioni", che nasce dalla voglia di unire le diverse arti in un solo spettacolo, del tutto diverso da un saggio di danza o da un saggio di musica.
L’inedito spettacolo è diviso in quattro atti, simboleggianti il ciclo delle stagioni a ciascuna delle quali viene associato un sentimento che ha contraddistinto l'esistenza di ciascuna delle quattro donne “protagoniste”.
Le interpreti:
Veronica Bezzo, Giulia Bravin, Giulia Frappa, Sara Liani, Chiara Martinuzzi, Lorenza Panigutti,
Veronica Panigutti, Maria Vittoria Pivetta, Arianna Querin, Anna Turcati, Lucia Turcati, Giulia Turcati, Elisa Zanin. Collaborazione di Giulia Giavedoni, Monica Aguzzi, Massimiliano Paron, Fabio Scaini e Daniele Locatelli. Patrocinio del Comune di Camino.



CODROIPO

SCUOLA: PER IL PROGETTO TRILINGUE: SCELTA LA SCUOLA DI RIVOLTO

La società Filologica Friulana ha editato un libro animato di Lia Bront, “1 2 3,” con filastrocche nelle tre lingue parlate in Friuli: friulano, tedesco e sloveno.  In collaborazione con il Comune e la Biblioteca di Codroipo ha  avviato il progetto trilingue nella scuola dell’Infanzia di Rivolto, con i bambini di cinque anni, affidandolo al regista Dino Persello. In tre incontri a scuola, più uno dimostrativo,  i bambini hanno imparato, divertendosi,  brevi filastrocche con numeri,  canti ed espressioni del quotidiano e di  saluto  nelle tre varianti linguistiche.  Sabato 21 aprile, presenti l’autrice Lia Bront, l’illustratrice Sandra Manzini, il Vice Sindaco Bozzini, il Prof. Gottardo Mitri, i coordinatori del progetto della Filologica e della Biblioteca, il libro è stato presentato ufficialmente in Biblioteca dai bambini di Rivolto e dal regista Persello in un incontro esteso a tutti i bambini da 3 a 5 anni del Circolo Didattico codroipese e ai loro genitori. 

domenica 13 maggio 2012

Il mio libro 1° classificato a OPERA UNO

COME AEREI DI CARTA



Come aerei di cartadi Pierina Gallina
Edizioni Andrea Moro

http://operauno.wordpress.com
In questo volume, risultato vincitore del concorso letterario indetto da Opera Uno, l’autrice ha raccolto poesie, fiabe e racconti scritti nel corso di 15 anni, dal 1993 al 2008.

Nelle poesie di Pierina Gallina si avvertono emozioni profonde, tutte legate ad un vissuto interiore variegato, nel quale gli affetti sono predominanti ma l’attenzione verso le vicende del mondo e della vita sociale è sempre viva. A versi fascinosi che esaltano la dolcezza dell’amore si alternano, quindi, versi malinconici che esprimono a volte anche inquietudine e rabbia nei confronti delle ingiustizie. Sono poesie gradevoli, coinvolgenti e ricche di umanità.

Così, all’inizio del libro, Pierina Gallina presenta la propria opera:
“In cinquemila giorni cinquanta gomitoli di Versi hanno spiccato il Volo… come aerei di carta. Liberi. Hanno i colori di chi amo… di chi mi ha lasciato ma non abbandonato… di chi ancora non conosco ma so già che amerò perdutamente… Mi sento creatura prediletta.

Una poesia tratta dal libro:

FUOCO PROIBITO

Mi metto un cappotto di sassi
per nascondere il fuoco
che arde nel mio corpo
così possente, miracoloso, vivo.

Mi metto un mantello di vento
per contenere la rabbia
che esplode nel mio sangue,
ribelle alla bufera,
folle per non tradire,
bollente per non morire.

Mi metto un velo rosso di vergogna
per spegnere l’impudenza
dei pensieri proibiti
dal buonsenso comune,
dal perbenismo compassato
che mi vuole brava e seria.

Sparo valanghe di pallottole
contro chi mi mette in scatola
e sigilla il mio cuore
per non farlo cantare.

Intervista con Pierina Gallina

Pierina GallinaPierina Gallina ci parla della sua attività letteraria.
“Come aerei di carta”: perché ha scelto questo titolo per il suo libro?
Gli aerei di carta sono leggeri, di solito non riescono a spiccare il volo. Dopo la timida esibizione cadono a terra e, spesso, vengono dimenticati lì, calpestati da scarpe distratte,  sciupati dalla pioggia o alzati dal vento per finire chissà dove.  Sono  soggetti al volere altrui e non hanno voce.
Quali sono i motivi ispiratori delle sue poesie e dei suoi racconti?
La VITA. Quella vera, quella che pretende l’energia, che va avanti nonostante tutto,  che fa sciogliere di emozione e diventare mattoni per la rabbia e l’ingiustizia. Quella del dolore, dell’affanno, della delusione. Ma anche quella di bimbi che nascono, di pianti di gioia, di semplici certezze che la felicità esiste.
Si sente più poetessa o più scrittrice?
Mi sento un puzzle fatto di tanti tasselli, diversi tra loro, a volte opposti. Mi piace provare, fare tante esperienze. E tutte si traducono in materiale di cui scrivere. Con urgenza, con caparbietà. Il tempo è pochissimo. Così la poesia è più economica. Poi ci sono gli articoli giornalistici, pure sintetici. E poi il dono di regalarsi più ampio respiro per comporre racconti, diari di viaggio, reportage. Solo solleticato, per ora, il progetto di un romanzo, ancora troppo costoso in termini di tempo. Ma, in fondo, mi sento più poetessa.
In quali momenti si dedica alla scrittura? Come concilia la scrittura con gli impegni quotidiani?
E’ sempre stato difficile conciliare…  Più verosimile è il “furto” di tempo al sonno, o fughe clandestine dalla tirannia degli obblighi e dei doveri. Sentendomi in colpa per pentole bruciate o attività di routine non portate a termine oppure con il magone di percepire negli altri che scrivere equivalga a perdere tempo.  Fino a convincermi che ciò sia vero e quindi, spesso, a lasciar perdere. Ma la scrittura è un’esigenza e chiama sempre. E’ una voce, una pulsazione, un’urgenza.
Cosa significa per lei scrivere?
Scrivere è come respirare. Non so farne a meno. Ed è sempre stato così. La mia vita è racchiusa in diari gelosamente custoditi. Una giornata non può chiudersi senza che l’abbia fermata sul quaderno. E in quei momenti ci scappa una poesia. Senza secondi fini. Solo per me. Un regalo che mi faccio. Qualsiasi evento della mia quotidianità io lo devo descrivere su un piccolo quaderno che ho in borsa o in un luogo accessibile. Devo fermare  ciò che mi colpisce o ciò che provo! Così come sento l’esigenza di fotografare ciò che vedo. Per me è indispensabile documentare in parole e immagini quasi ogni tassello di Vita che altrimenti andrebbe sprecato o, peggio, cancellato dalla memoria.
Si dice che i poeti abbiano “la testa tra le nuvole”: secondo lei c’è un fondo di verità in questa affermazione?
Assolutamente sì. I poeti hanno almeno un occhio in più e un cuore che batte più in fretta. Non si può chiedere loro di essere  sempre realisti, sempre prevedibili, sempre note intonate.  I poeti hanno le farfalle nello stomaco e nei pensieri. E, come loro,  devono volare. Il problema sta nel fatto che quelle ali spesso vengono sciupate o imprigionate in morse d’acciaio.
Nelle sue poesie si avvertono diverse sensazioni, a volte dettate dalla dolcezza dell’amore, a volte dalla malinconia o dalla rabbia. Quali emozioni sono predominanti nella sua ispirazione? Perché?
Sicuramente la dolcezza dell’Amore che però può diventare rabbia, dolore, delusione. Ogni emozione ha bisogno di uscire  dal chiuso della mente. Ha bisogno di trovare ali per risolversi o urlare. Le ali sono le parole. Le parole sono la Libertà.  Cosa c’è di più grande?
La poesia coltivata come passione, nel leggerla o nel comporla, può aiutare a vivere meglio? In che modo?
Il poeta è fortunato perché gioca con le parole e alla fine si ritrova faccia a faccia con loro. Che tornano sempre da lui. A consolarlo, a rimproverarlo, ad accarezzarne le malinconie. Le parole sono le confidenti, le amiche fidatissime. Che non tradiscono. Mai. Questa certezza aiuta sicuramente a vivere meglio, se non altro con se stessi.
Quali soddisfazioni ha ricavato dalla scrittura? E quali si aspetta per il futuro?
Le soddisfazioni sono le emozioni che  le persone che mi leggono provano. Esse  si rivedono nelle situazioni che descrivo e vi trovano le parole che non sarebbero state capaci di dire. La prima soddisfazione sta nel fatto che qualcuno legga ciò che scrivo. La cosa più difficile è trovare chi è disposto a fermarsi e leggere.
Con i suoi scritti intende lanciare dei messaggi al mondo? Quali?
Io scrivo in vari modi,  spaziando dai testi narrativi, alle poesie, ai reportage di viaggio fino ai redazionali per i giornali.  Il mio stile va a braccetto con la  sintesi e la ricerca del cuore del contenuto. Essere anche giornalista mi aiuta a bilanciare l’esigenza dello scrivere  con il tempo, sempre troppo breve.  Ma  non scrivo per  lanciare messaggi al mondo. O, almeno, non mi sono mai prefissata di farlo.

12 maggio 2012: !° dello Spettacolo "Uno stinco di santo" con Clar di Lune di Bertiolo (UD)

12 spettacoli in 17 anni. Questo è il patrimonio di "Clar di Lune", la compagnia teatrale che trova linfa nella sua regista, Loredana Fabbro, e nella presidente, Vittorina Cressatti. Che sa coniugare Passione e socialità al punto da farne scaturire Cultura. Una trilogia vincente che si rafforza ad ogni spettacolo, ad ogni presenza ed iniziativa.
Sul palco dell'Auditorium di Bertiolo (Udine) la prima di "Uno stinco di santo" ha confermato il valore della compagnia e di ogni componente, sia attore che sostenitore.
Impeccabile la recitazione. Derivata da una altrettanto impeccabile regia.  Quasi due ore con il fiato sospeso e la tensione sempre alta scandita da cambi di situazioni repentini e mai prevedibili. Fin dall'entrata in scena. Non sul palco ma tra il pubblico e a voce spiegata, in coro.
Un intreccio cosmopolita di lingue, anche nella stessa frase, di personaggi di provenienza veneziana, friulana, austriaca, fino al "Mamaluc" friulanmusulmano, con tanto di zingara innamorata. In scena pure i vizi ma anche i pregi dell'umanità: arrivismo, codardia, falsità, autorità, avarizia a braccetto con fiducia, sincerità fino all'Amore che, alla fine, trionfa.
E lo stinco o "Parsut" che contiene la reliquia di San Marco, garante del futuro della Patria del Friuli, affidato al servo sciocco che, ignaro del contenuto, sogna soltanto di mangiarlo.


E il "Mamaluc" arriva a Udine a cercare la reliquia
come l'austriaco che mente sulla propria identità e, con vari sotterfugi, si intrufola
nel palazzo di Pantalone, ora finalmente  "padrone".


Si finge musicista chiamato epr dar lezioni di musica a Caterina e Bianca, le figlie del defunto Antonini.

Pantalone riceve i regali dal Mamaluc

e la "zingara" legge le carte
preparandosi alla sofferenza di apprendere che il suo "Mamaluc" si sarebbe innamorato di uan cristiana.



Intanto l'Amore sboccia tra il finto musicista e Bianca, la figlia modello di Antonini, che, secondo il testamento, potrà sposarsi solo dopo che la secondogenita Caterina si sarà sposata.
E Pantalone vende Caterina al Mamaluc

che la compra e la porta con sè nel suo paese. Con la forza. Contro la sua volontà.


E la zingara sa tutto e soffre, come Bianca, che non crede che il suo austriaco sia un impostore.
Due donne diversissime e lontanissime unite dalla stessa sofferenza.
Ma l'Amore tutto può. Il Mamaluc  confida a Caterina le atrocità inflitte alla sua famiglia e scopre di avere il cuore friulano, pronto ad incontrare il suo.
Alla fine l'impostore ovvero Pantalone viene eliminato proprio con lo "Stinco che contiene la reliquia di San Marco". Il Friuli è salvo come i protagonisti.
                                          Che, ancora stupefatti, si mostrano al calorosissimo pubblico.
 E la regista appare soddisfatta.
Gli interpreti festeggiano il successo della prima del loro dodicesimo spettacolo!

lunedì 7 maggio 2012

5 e 6 maggio 2012: LAGO di COMO

                                        Centro storico di Como: Palazzo del governo o "Broletto"


                                   Cattedrale: Particolare
                                    Interno gotico. Vetrate non originale, del 1800, stile liberty, dipinte dai fratelli Bertini di Milano.
                                              Particolare esterno Duomo
                                            Casa medievale

                                           In posa regale all'Hotel Britannia


                                        Villa Carlotta a  Tremezzo (Como)



                                  Suggestioni del Lago visto da Villa Carlotta

                                          Parco di Villa Carlotta






                               Azalee in fiore

                                 Villa Carlotta vista dal motoscafo
                                      Parco di Villa Melzi (Bellagio)


                                                Particolare di Bellagio

                                                          Varenna
Lago di Como: coste frastagliate per paesaggi e prospettive sempre diverse e scenografiche.