domenica 10 novembre 2019

CAMINO T (UD): "Salvo complicazioni morirò" - Teatro con gruppo Senior Dip. Teatro Scuola Musica "Città di Codroipo" 9 novembre 2019

Un piacere ammirare, in un teatro gremito,  gli attori "Senior"   sui 16/18 anni, allievi di Teatrando, dipartimento della Scuola di Musica "Città di Codroipo", cimentarsi con piéces teatrali del calibro del "Malato immaginario" di Moliére.  
Personalizzato certamente ma preso molto sul serio e interpretato con il piglio autorevole dei quasi professionisti. Quando ci si ammala della paura di ammalarsi si finisce per assomigliare al protagonista, Argante, che fa girare la sua vita intorno alle malattie, come si conviene al perfetto ipocondriaco ovvero colui che vuole a tutti i costi essere ammalato.
In pratica, l'ipocondriaco non affronta mai il vero problema che sta nel senso di fragilità personale, ma ha bisogno di trovare malattie anche dove non ci sono.
Nella trama del teatro si cerca di evidenziare come questo aspetto colpisca anche la famiglia e il personale di Argante. Come la domestica, Tania,  che lo asseconda in ogni richiesta, a volte crudele ed egoista. O la figlia maggiore, che si trova costretta a convolare  a nozze con la persona scelta dal padre perchè figlio del Dottor Purgon. nonostante ella sia innamorata di un bravo giovane.
A riportare la speranza sarà il ritrovamento di un referto medico sbadatamente o volutamente dimenticato dalla serva un anno prima dentro un cassetto.
 Finirà così il sottile gioco di potere del Dottor Purgon e della moglie di Argante e arriverà il lieto fine di uno spettacolo coinvolgente e davvero ben strutturato. 
Ben calibrato il ritmo narrativo che conduce lo spettatore a momenti di ilarità e sonore risate ad altri di riflessione e, perfino, di una sorta di accennata malinconia.  
Con le scenografie curate da Monica Aguzzi, Gabriele Bosco e Michele Zamparini, il M° Giacomo Balduzzi per la parte musicale, le attrici e attori,  sotto la regia di Monica Aguzzi hanno dato prova di grande competenza scenica, dialettica e interpretativa.

 La serata teatrale è stata promossa dalla compagnia teatrale "Sot la Nape" di Varmo, presieduta da Sandra Zanini, nell'ambito della Rassegna Teatrale d'Autunno, in sinergia con il Comune di Camino, rappresentata dall'Ass. Cristina Pilutti,  e la compagnia Agnul di Spere di Codroipo.















 90 minuti in scena, trasmettendo al pubblico tutto il loro entusiasmo e gioia condivisa per il teatro fatto con dedizione e impegno. 
Un investimento nei giovani che sta dando ottimi frutti.

sabato 9 novembre 2019

CODROIPO (UD) INAUGURATI I MURALES DELL' EX PESA DI PIAZZA GIARDINI 9 novembre 2019


Foto Marco Mascioli-   SIMONE FANTINI
 Metti un artista affermato e innamorato della sua città natale, Codroipo. Metti Amo Codroipo con il suo portavoce, Antony Santelia, che sforna e realizza progetti  finalizzati a rendere più bella la città e il risultato è sotto gli occhi di tutti. 
Una vetrina d’arte in vari punti di Codroipo che vede i murales protagonisti. 
Ben quattro in Piazza Giardini, realizzati dallo stesso pittore, Simone Fantini, classe 1974. 
Dopo il grande murale realizzato lo scorso anno, in un centinaio di ore di lavoro, ha ridato dignità alla fatiscente ex pesa, sempre in Piazza Giardini, inaugurata nella sua nuova veste. 
“Amo Codroipo vuole creare una comunità che ancora non si sente tale” ha affermato Santelia. 
Come? 
Con l’arte e tante altre iniziative sociali che potrebbero diventare tradizione solo con una minima partecipazione economica dei cittadini. 
“I murales danno uno schiaffo in faccia a chi passa e si accorge che c’è qualcosa di nuovo e di bello.  Gli artisti ispirano, emozionano anche mentre dipingono.”
Ha, inoltre, ringraziato gli sponsor TecnoCell Riparazioni Cellulari e Tablet di Massimo Burba Ceramiche Artistiche L. Della Mora concessionario Fiat Scodellaro Auto Carrozzeria Cinelli Luigi eredi s.n.c. Ideacolor Modesto Colori.


 
Per l’Assessore Graziano Ganzit  l’arte dà fiducia e il fatto che nessun murale sia stato imbrattato è  ottimo segnale di una nuova civiltà e rispetto.” 
Foto Marco Mascioli
Per i murales dell’ex pesa, Simone Fantini  ha scelto lo stile campestre  che ben la rappresenta e in memoria  della realtà contadina che va sparendo, cui ha aggiunto la Dea Giustizia con la bilancia in mano e la frase “Non è mai troppo tardi per far la cosa giusta”, affinchè sia oggetto di riflessione da parte di chi la leggerà.
murale in Piazza Giardini  realizzato nel 2018




sabato 2 novembre 2019

FORTE E CHIARO - Mensile del MEDIO FRIULI feb. 2019


                                                  GIOVANI TALENTI DI CASA NOSTRA

GIACOMO LENARDUZZI, CUOCO PROFESSIONISTA DIPLOMATO ALLA  Scuola Internazionale Di Cucina Italiana, UNICO FRIULANO AL 41° CORSO alla Reggia di Colorno


21 anni appena compiuti e un curriculum di tutto rispetto, Giacomo Lenarduzzi di Codroipo rappresenta una brillante rivalsa contro i luoghi comuni che vorrebbero l’universo giovanile in declino di valori e sogni.   Senza badare a sacrifici e a qualche esperienza che ha lasciato il segno, dopo aver frequentato il 41° Corso Superiore di Cucina all’ALMA, uno stage nella Penisola Sorrentina in un Grand Hotel 5* e una settimana di esami teorici e pratici, si è meritato il diploma di “Cuoco Professionista di Cucina Italiana”, rilasciato dalla prestigiosa Scuola fondata da Gualtiero Marchesi e sita nella storica Reggia di Colorno, Parma.

Come sei approdato all’ALMA?

“Ci sono arrivato grazie a un sogno, alla mia famiglia che ha creduto in me, e alle parole dello chef  Filomeno Salerno, in arte Mimmo,  con cui ho praticato per due anni gli stage scolastici e le successive stagioni estive”.

Raccontaci com’è andata…

“Un anno lontano da casa non mi ha spaventato, anzi.  Dopo la prima visita, sono rimasto stregato dalla bellezza e imponenza della Reggia di Colorno, sede della scuola, carica di storia, ordine e disciplina. Seguire il corso è stata un’esperienza grandiosa che ti forgia l’esistenza. Il rigore e la professionalità degli chef, le prove pratiche e teoriche, i molti esami e gli allievi provenienti da tutta Italia, sono stati fondamentali per me”.

Da maggio a novembre 18 hai frequentato uno stage in costiera Sorrentina, in un hotel 5 stelle….

“Ho affrontato da solo le emozioni del viaggio in treno, la Circumvesuviana, il mezzo più affollato che avessi mai visto. Poi mi sono dovuto adattare all’alloggio lontano, al tipico dialetto napoletano, alle abitudini molto diverse dalle mie. Arrivato al lussuoso albergo a picco sul mare affacciato sul Golfo di Napoli, già nel giro illustrativo mi hanno fatto vedere i piatti serviti nel Gourmet, eseguiti con tanta passione e con una cura estetica impressionante. Come prima esperienza mi hanno messo in pasticceria ma il mio desiderio era di arrivare al più presto in cucina dove sono approdato in breve.  Allora ho capito di voler diventare un cuoco a 360°.

Cosa hai imparato?

“Ho lavorato sei giorni su sette, dalla mattina presto alla sera tardi, nella brigata del ristorante. Ho gestito relazioni, la stanchezza e me stesso. Ho imparato la cucina locale elevata al Gourmet, utilizzando prodotti dove la territorialità fa la differenza, ispirandomi alle portate per i due menù che avrei poi presentato all’esame. Nei giorni liberi, ho visitato Napoli, Pompei, Sorrento, Vico Equense, Amalfi, Positano, Capri, Castellamare e la Reggia di Caserta, annotando tutto per poi preparare la tesi finale.”

Cosa ti ha lasciato questa esperienza?

“ALMA, come scuola, è stata un’esperienza che mi ha coinvolto nel fisico, nel pensiero e nell’ anima. Mi ha trasmesso tenacia, fame di sapere e sperimentare, cura, bellezza, fiducia e, soprattutto, rispetto. Durante lo stage ha avuto l'opportunità di vedere luoghi bellissimi di un’Italia completamente diversa dalla mia regione, di riempire gli occhi di mare, colore e sole, di apprendere abitudini di vita e culinarie molto caratteristiche nei sapori e nelle forme. Ho conosciuto tante persone che mi hanno lasciato qualcosa, dai professori, ai ragazzi della scuola, dai cuochi alla gente calorosa della costiera. Per esempio, al Bar dove prendevo “u’ café’”mi chiamavano “o chef”, perché i napoletani sono così.” Tutto questo mi ha portato tanta ricchezza e ha lasciato un segno indelebile alla mia ancor giovane esperienza, che definisco fantastica”.

Che porte ti apre il diploma di Cuoco Professionista di Cucina Italiana e qual è il tuo sogno nel cassetto?

“Per ora sto collaborando con un locale della mia regione mentre sto facendo la patente.  Il programma ora è lavorare con qualche chef stellato in zona per apprendere la cucina regionale,  poi espandere le esperienze anche all’estero e, infine, aprire il mio  locale”.

Come vedi la tua vita oggi?

“Posso guardarla più da vicino e vedere il punto di partenza più in lontananza senza dimenticare che le mie scelte, a ogni bivio, sono state fedeli al mio punto d'arrivo”.

Se, chissà dove, in un domani non troppo lontano, leggeremo “Ristorante da Giacomo” sull’insegna di un locale di successo, sarà un piacere entrare e stringere la mano a Giacomo Lenarduzzi, condividendo con lui la gioia di un sogno divenuto realtà.

                                                                                                          
35° RITROVO DEI FERROVIERI DEL CODROIPESE

Fedeli alla lunga tradizione iniziata 35 anni fa, i ferrovieri in servizio e in pensione del codroipese, si sono ritrovati a Castelmonte. L'iniziativa è stata promossa da Gian Luigi Andrin e Alfredo Scodellaro. La Santa Messa è stata celebrata da Mons. Ivan Bettuzzi, anch'egli figlio di genitori ferrovieri, e da Mons. Pietro Moratto. 

Per l'occasione è stato anche pubblicato il libro riassuntivo degli incontri precedenti, curato da Agostino Mangiacapra, ex dirigente delle Ferrovie, con scritti di Alfredo Nonis e Alfredo Scodellaro.