venerdì 23 febbraio 2018

IL PONTE - periodico del MEDIO FRIULI - Marzo 2018



CODROIPO (Ud)
“IN CHORDIS ET Organo”,  CONCERTI in Omaggio al maestro organaro GUSTAVO ZANIN

Due sono stati i concerti d’organo voluti dall’Amministrazione e dalla comunità per rendere omaggio a Gustavo Zanin e alla sua famiglia che, da 190 anni, si dedica a una speciale forma di artigianato: costruire e riparare organi. A partire dal capostipite Valentino, nel 1827, la famiglia Zanin ha prodotto strumenti musicali che hanno fatto conoscere Codroipo nel mondo. L'ultima produzione è quella di un organo a Vienna. 
Mons. Ivan Bettuzzi, in Duomo, ha così salutato il numeroso pubblico: "Zanin, illustre componente, riceve l'omaggio della sua città, per l'altissima professionalità che ha dimostrato in tanti anni e ora l'ha trasferita ai figli. 
Quando l'artigianato si mescola al sentimento, immancabilmente diventa arte.  E l'organo è la sintesi dell' orchestra, il suo compendio.   
La Famiglia Zanin è presenza artigianale silenziosa e discreta nella comunità. Il suo volontariato silenzioso esprime la melodia di cui l'organo è simbolo".   L'assessore Cividini: "L' Amministrazione di Codroipo ha colto la volontà della comunità di omaggiare il maestro di vita Gustavo Zanin, sempre animato dalla voglia di  comunicare, con modestia e umiltà, la sua grande cultura e le sue emozioni. La storia dell'organo nasce nel terzo secolo a.C. 
Quindi è utilizzato da 2200 anni.  La Ditta Zanin è dentro la storia da 190 anni. Esempio vincente di un artigianato di qualità, basato sulla cultura ed esperienza, pronta ad accogliere nuove sfide.  L'organo è lo strumento d'eccellenza per avvicinare l'uomo a Dio".    
I concerti hanno trovato vita a Codroipo, in Duomo, con M° Beppino Delle Vedove all’organo e il Quintetto di Ottoni “Giles Farnaby Brass” e a Pozzo, nella parrocchiale, con M° Daniele Parussini all’organo e M° Francesco Fabris al violino.  Qui, l’organo della metà del 700 a opera del maestro organaro di origine dalmata Pietro Nacchini non è originario.  Fu acquistato, infatti, dalla chiesa conventuale del Santo Spirito a Udine e rimontato in chiesa a Pozzo nel 1811. Fu ristrutturato dall’Azienda Zanin negli anni 80, grazie al benefattore di Pozzo, Giuseppe Tramontini, detto “Bepo Pincjan”, che abitava in Via San Daniele. Il parroco di allora era Don Giuseppe Tracanelli, nativo di Goricizza, in servizio a Pozzo dal 1978 al 2001. Ora è ospitato in casa di riposo per religiosi. Due occasioni culturali di pregio che hanno visto Gustavo Zanin, "eterno fanciullo dalla chioma d'argento" portare il suo saluto ringraziando il pubblico e i promotori con l'augurio che "ancora per tanti anni queste musiche con gli organi Zanin accompagnino i momenti più felici della comunità".
                                                                                  


POZZO (Codroipo - Ud)
GLI ABITANTI SI SENTONO ABBANDONATI DAL COMUNE
A mettere il dito nella piaga è ancora la sacrestana Angela Pevato,  in rappresentanza del paese che conta 600 abitanti.   
Angela ricorda le parole del sindaco Marchetti in campagna elettorale a Pozzo e le promesse, mai mantenute, di essere presente e di promuovere una riunione con gli abitanti per descrivere il programma di interventi. 
I più urgenti sono stati segnalati anche con lettera protocollata il 10 febbraio 2017.  Della lunga lista i più urgenti riguardavano i marciapiedi rotti in via San Rocco, la manutenzione delle piste ciclabili verso il cimitero, Goricizza e Gradisca, la ristrutturazione del muro di cinta e della cella mortuaria in cimitero e la costruzione dei loculi  x cremati, l’adeguamento al traffico della strada verso la zona  industriale “prats di loret”, ripristino delle fognature in piazzetta di via San Rocco.  
La Pevato segnala, inoltre, i problemi di sicurezza dipendenti dalle abitazioni private abbandonate con transenne sulla strada. Uno tra i tanti Palazzo Zardini.  Sarebbero indispensabili i dissuasori di velocità da Goricizza a Pozzo.   A onore del vero, alcuni i giorni fa, il Comune ha provveduto a potare gli alberi della piazzetta di Via S. Rocco, tralasciando però quelli vicino alla chiesa e sulla via dopo la chiesetta di San Rocco. Altro punto dolente è proprio la chiesetta. La Pevato sostiene che l'intervento più indispensabile è il pavimento che si sta totalmente frantumando.  Oltre una cortese telefonata di Boem di mesi fa, con la promessa di interessarsi alle sorti della chiesetta e a eventuali contributi regionali, nulla è stato fatto.
Ultima nota dolente è l'impressione certa che l’Amministrazione rivolga la propria attenzione verso altre frazioni dimenticando Pozzo, nonostante i voti in suo favore siano stati numerosi. 
Insomma, gli abitanti di Pozzo sono stanchi delle promesse mai mantenute ma la speranza è almeno di vedere qualcuno dell'amministrazione interessarsi a loro. Rivolgono un appello all’ Assessore Ganzit che a Pozzo abita e all’Assessore Nadalini, referente per le frazioni, che a Pozzo gestisce anche l'unico bar.  Con senso di delusione per le promesse mancate Angela Pevato e gli abitanti attendono un riscontro alle loro richieste.
                                                                                                                      

CODROIPO
FAREINSIEME, NUOVO SPAZIO CULTURALE E RICREATIVO
Ha sede in piazzetta Marconi, nel cuore storico di Codroipo, ed è una Associazione a tutti gli effetti, gestita da un gruppo di mamme, educatrici e animatrici che ha fermamente creduto in un progetto di condivisione. Ce l’ha fatta aprendo questo spazio di ascolto, formazione, gioco e divertimento non solo per bambini, ma anche per mamme, papà, nonni e zii.
Praticamente per tutti. FareInsieme, infatti,  è uno spazio dove i genitori trovano risposte ai loro bisogni e la possibilità di esprimerne di nuovi, promuovendo in prima persona l’attivazione di servizi aggiuntivi.  È un’occasione per sperimentare nuove abilità, arricchire le proprie esperienze in relazione a quelle di altri genitori e conoscere nuove strategie, anche relazionali, per la gestione dei propri figli. Il progetto è pensato per dare sostegno alla funzione genitoriale nei compiti educativi, ma si rivolge anche all’intera comunità in cui i bambini crescono.
Cosa promuove?
Molteplici sono le proposte per tutte le età, gratuite e a ingresso libero (possibilmente con prenotazione) incontri, dibattiti, serate su temi di attualità come il bullismo, i pericoli dei social e del web, i nuovi linguaggi mediatici, la comunicazione, la relazione, la violenza. Senza tralasciare il gioco, i libri, i racconti, i laboratori. Ogni sabato, dalle 15 alle 19, si incontrano genitori e bambini dai 3 ai 10 anni, anche solo per condividere occasioni con i figli oppure affidandoli all’educatrice presente per regalare un momento allegro di condivisione e socializzazione.  Ogni mercoledì dalle 10.00 alle 11.00,  Spazio FareInsieme mette a disposizione delle neo-mamme e mamme in gravidanza uno spazio a loro dedicato, nel quale possono incontrarsi per confrontare le proprie esperienze, per esprimere i propri dubbi, per avere risposte alle molte domande che si pongono sulla cura dei loro bambini. Ma anche semplicemente per fare due chiacchiere in un ambiente accogliente per loro e i bambini, dove trovare giochi, libri, un fasciatoio, materiale informativo. In più, una persona disponibile ad ascoltarle e sostenerle. Un nuovo spazio, insomma, che può essere punto di riferimento prezioso, gratuito, a disposizione di tutti.
SpazioFareInsieme è anche su facebook . Per informazioni cell 3496263747 e mail spaziofareinsieme@faretra.org
                                                                                                                     


CODROIPO

Patrizia Pizzolongo Vince il 1° premio di poesia a Campobasso

Patrizia, già insegnante nella scuola dell'Infanzia di Rivolto e di Via Circonvallazione sud di Codroipo, si è classificata prima al Concorso Nazionale di Poesia, organizzato dal Dopolavoro Ferroviario di Campobasso, (tra l'altro sua terra d'origine) con l'opera "La Terra". 
Terra devastata, offesa, tradita eppure amata con un amore tra il materno e l'infantile, da ritrarre in versi dolcissimi "Ti avvolgo in un abbraccio con coperte di nuvole".   

Complimenti Patrizia!





LIBRO
di Daniela Rossi
Si legge in un soffio. Una pagina tira l’altra.  E’ un libro nitido e tagliente, come una giornata di sole d’inverno. Dirompente. Che abbraccia e rincuora. Avvincente come un’avventura. Prende subito, fin dalle prime righe. Sarà per lo stile agile e coinvolgente della scrittrice milanese ma nata a Sanremo. Sarà perché parla dell’ Amore, quello da “Piccoli”, che non vuol saperne di morire e ritorna quando meno uno se l’aspetta. Anche a cinquant’anni. Anche dopo tanti errori e matrimoni sbagliati e scelte impulsive, spesso fatte per scappare, e proprio da quell’Amore. Quello poetico dei vent’anni. 
Quando per scaldarsi bastava un maglione e un tetto di stelle. Senza nulla sapere di ciò che accadrà, delle corde che la vita tenderà,  della ricerca di altri da se stessi, per non pensarsi più. Scoprendo, trent’anni dopo, che nulla è immutato a parte il corpo che però riconosce istintivamente l’altro. 
La speranza di assoluto ridotto in cenere dalla Vita, dal volere di altri, dal destino forse. Lo sfondo è quello degli anni 70. Quello delle lunghe gonne a fiori e del tutto senza nulla.
Due ragazzi, costretti poi a una separazione mai risolta, coinvolti da nuove relazioni e responsabilità. Figli con i nomi desiderati insieme per quelli dei loro sogni. Ma figli di altri. Proprio con loro, con le gelosie e i doveri, il sogno prenderà un’altra piega perché dovrà confrontarsi con la vita reale e il suo carico di ostacoli e vendette.
Cambia il contesto che diventa anti Amore, anti sogno. 
Eppure, il sentimento dalle radici profonde, ha risorse che nemmeno i due protagonisti sanno di avere.
Il Primo Amore, dunque, quello travolgente, totale, unico, assoluto della gioventù, quello che “non si scorda mai” è il protagonista di questo libro che insegue caparbiamente, contro ogni ragione, il mito di un sogno romantico. 
Un sogno che inevitabilmente si frantuma contro l’imperfezione umana.  La protagonista, però, reagisce al dolore e trova una realizzazione con intelligenza, intraprendenza e creatività. Intorno a lei ruotano personaggi eterogenei e molto lontani dal suo pensiero anticonformista. Ma improvvisamente quell’antico Amore sembra di nuovo possibile. 
Saranno molte le delusioni ma con una soluzione, forse imperfetta ma che le permetterà di continuare a vivere. Riuscirà a ritrovare la sua strada, mantenendo integra la propria freschezza, la positività, l’umanità e la passione, grazie anche al fatto di essere lei stessa un’artista.  A dispetto dell’età matura e delle convenzioni sociali che vorrebbero imprigionarla nel grigiore assoluto, nel banale, nell’ovvio, come quello della famiglia d’origine, e poi della famiglia del suo “Ragazzo” di sempre.
La storia è resa con una scrittura tagliente come un rasoio e lucida come una lastra di ghiaccio. Calda e avvolgente come un plaid di pile in pieno inverno.
In un libro coraggioso e altruista, coerente e sincero, che merita di essere riletto e approfondito anche perché è facile ritrovare una parte del proprio vissuto. Dove è facile  prendere a schiaffi e carezze, ridere e piangere, arrabbiarsi e intenerirsi insieme alla protagonista.