domenica 31 luglio 2011

30 luglio 2011: Voce narrante alla prima di "L'Italia chiamò"

Castello di Porpetto (UD): una rivelazione l'Azienda Morés, produttrice di erbe officinali e lavanda.














Giove Pluvio davvero infuriato non ha scalfito nemmeno una virgola dell'entusiasmo delle ballerine della Danceart di Codroipo (Marzia Baldachini, Elena Barberino, Natalia Gobulin, Marta Longo e Adele Peterlunger con la coreografa Valentina Cengarle)nè della soprano Eva Burco (Dea Italia), del tenore ed autore Paolo del Torre (Pallante) e del pianista Matteo Ziraldo. Nè il mio, felice di far parte di un progetto culturale di ampio spessore come voce narrante de " L'Italia chiamò" suoni, parole e danza dell'Italia Unita. Un'opera prima assoluta del Maestro friulano Paolo Del Torre, anche creatore del "Sogno di Klaus", che ha debuttato al Palamostre di Udine nel dicembre 2010. Un'opera eseguita dall'Associazione "Giovanidee"per pianoforte nero luccicante e musica di Mozart, Bellini, Donizetti e Verdi, brani di Puzzini, Rossini e Verdi e alcuni inediti, in una location semplicemente perfetta, profumata di lavanda e illuminata da torce, in una terra di confine che ha dato molte vite umane al primo conflitto mondiale. Quelle dei ragazzi del 99. Ben 32 nel comune di Porpetto! Danza, dunque, delle Muse e voci di due giovani talenti della lirica che hanno toccato il culmine nel canto corale con il folto pubblico dell'Inno di Mameli. Per i cento...cinquantanni della Dea ITALIA!
Back stage delle Muse





Eva Burco, soprano


Inno di Mameli









Un viaggio nella mitologia a conoscere la Dea Italia, la Dea Roma, Pallante, le Muse.
Dopo lo spettacolo una signora mi ha fermato e mi ha detto "Alla mia età ho ascoltato una bella fiaba!". Ho risposto "E allora...evviva le fiabe!"
Aggiungo anche "Evviva la Vita, così ubriaca di opportunità!".
REPLICA IL 10 SETTEMBRE a Sottoselva di Palmanova.

Scritto dal Soprano Eva Burco
Cari amici,
sono passati tre giorni dalla prima dello spettacolo “L’Italia chiamò” che si è tenuto sabato sera scorso presso l’Azienda Agricola Morés di Castello (Porpetto) dove ho avuto l’onore di impersonare la Dea Italia, e il profumo di lavanda dei campi circostanti ancora rimane nei ricordi e negli abiti, la piacevole sensazione di sentirsi a casa e coccolati, protetti e accolti con immensa gioia e umiltà…
Un grazie di cuore alla Famiglia Candotto, all’Associazione Giovanidee di Pasian di Prato, ad Alessandro Sdrigotti, all’autore e tenore Paolo Del Torre e al pianista Matteo Ziraldo, nonché alla Danceart di Codroipo che, con le coreografie di Valentina Cenglare, ha saputo ammaliarci con le sue Muse.
Infine un grazie particolare a Pierina Gallina, la nostra “Cultura” che, con dolci ma incisive inflessioni della voce ci ha preso per mano e condotto nel magico mondo dei miti e delle fiabe.
Eva

sabato 16 luglio 2011

30 giugno 2011: festa per Maristella



E' l'ultimo giorno di scuola ma la voglia di far festa non si siede. Anzi! L'occasione è il prossimo compleanno nonchè traguardo dei 10 lustri di Maristella. Tutti insieme vogliamo dirle il nostro affetto e i "quasi auguri".

23 giugno 2011: Ute di Rivignano a raccontar fiabe

E' l'ultimo giorno in cui la scuola è aperta tutto il giorno. si può dire che siamo in odore di fine anno. E ci dispiace! Ma... per salutarci in bellezza ecco alcuni amici Pauli, Marisa, Armida e Liliana, dell'Ute di Rivignano... venuti appositamente per raccontarci le storie. Noi li accogliamo con il nostro consueto buonumore. Ecco le storie della tartaruga che un tempo aveva le ali, la storia in friulano di Marisa e...il pesce quadrato, con tanto di palcoscenico e la voce di Liliana. Quel pesce quadrato tanto disprezzato perchè non era uguale ai pesci palla diventa un vero eroe!
E anche lui va in vacanza, come noi!













Buone vacanze! Arrivederci a settembre...

Un difetto delle donne

Le donne hanno forze che sorprendono gli uomini...
sopportano fatiche e portano fardelli,
ma comprendono la felicità, l'amore e la gioia.
Sorridono quando vogliono urlare..
Cantano quando vogliono piangere..
Piangono quando sono felici.
e ridono quando sono nervose.
Combattono per quello in cui credono...
si ribellano all'ingiustizia.
Non accettano un "no" come risposta
quando credono che ci sia una soluzione migliore.
Rinunciano per far avere di più alla famiglia.
Vanno dal dottore con un'amica spaventata.
Amano incondizionatamente.
Piangono quando i loro figli vincono
e festeggiano quando i loro amici ricevono premi.
Sono felici quando sentono parlare
di una nascita o di un matrimonio.
I loro cuori si spezzano quando muore un amico.
Stanno in lutto per la perdita di un membro della famiglia
ma sono forti quando pensano che non sia rimasta più forza.
Sanno che un abbraccio ed un bacio
possono curare un cuore spezzato.
Di donne ce ne sono di tutte le forme, misure e colori.
Guideranno, voleranno, cammineranno, correranno
o ti invieranno e-mail
per mostrarti quanto tengano a te.
Il cuore di una donna è ciò che continua a far girare il mondo.
Portano gioia, speranza e amore.
Hanno compassione ed idee.
Danno supporto morale alla famiglia e agli amici.
Le donne hanno cose vitali da dire
e tutto da dare.
Comunque, se c'è un difetto nelle donne
è che si dimenticano del loro valore.

giovedì 14 luglio 2011

poesie 2011

SE LA LUNA POTESSE PARLARE

Bimbo su cuore di mamma,
abbandono
fiducia totale…

Bombe su nati già morti,
fuoco sottopelle,
terrore totale…

Letto profumato d’amore,
ciglia in ritmica soave,
piume d’angelo adagiate…

Sabbie gelide di cadaveri in fila,
immondizia umana
da azzerare…

Donna gonfia di vita e salute
su tacchi di entusiasmanti traguardi,
stima, applausi…

Botte, sfregi, lividi, merce scaduta
sotto pantere a due gambe,
disprezzo… rifiuto…

Se la Luna potesse parlare…


10 aprile 2011



L’AMORE SE NE INFISCHIA DELLE SERRATURE


Ancora Amore
pur col filo spinato nel cuore…
l’eco di parole di abbandono,
di disprezzo, di taglio netto.

Sinfonie del nulla!

Un biglietto per caso,
da una figurante col telo bianco,
in cambio di una moneta.

“L’amore se ne infischia delle serrature”…
e il respiro si fa nuvola,
il passo di brezza,
solitaria piuma volteggia
ad asciugare occhi di temporale.

Ancora Amore
verso mani tese a carità,
barboni e cantastorie,
petali di mondo
in digitali impazzite.

Sciarpe di brezza
a scaldare mani di ghiaccio
con brandelli di speranza
sbocciate da canne di pistola
fumanti.

“L’Amore se ne infischia delle serrature”.

24 aprile 2011



SOLO PER TE

Guardami
con gli occhi dei vent’anni,
non sciupati dal vento,
impazziti nell’avermi
rannicchiata
dentro la tua anima.

Amami,
come se fossi la perfezione
o coriandolo di luna rossa
posato sulle tue mani calde.

Baciami
sulle note di “Senza Luce”
con i brividi bollenti
a divorare la pelle di seta.

Stringimi,
per il tempo di una poesia,
scritta solo per Te,
dove ci sto tutta in un “Ti amo”.

Férmati
a contare le nostre rughe,
impantanate
sotto cumuli di fretta.


24 febbraio 2011

IL PARADISO E’ QUESTA CASA
Morgana lo ha detto stasera.
Lo ha ripetuto con convinzione
“Il Paradiso è questa casa,
perché si è tutti felici”.
Mongolfiera esultante io,
sul tappeto di pelle
invecchiata con un senso.
Un perché che sta tutto
In una frase “Il Paradiso è questa casa!”
La mia casa delle fate, benedetta e fortunata.
La mia casa con qualche spiffero
Il camino sempre acceso,
a tratti fumante, a tratti sbuffante.
Ma sempre acceso!
E con l’odore buono del pane
E di pannolini e di coccole.
Odore di vita nuova.
La mia, dilatata in nuovi occhi
Che oseranno sfidare l’infinito
Per un’emozione
E una lacrima di gioia.
19 gennaio 2011 ore 20.57

poesie varie 2010

55 ANNI…DISOCCUPATA

Nessuno scommette più su di Te.

Azzerati i giorni del successo,
del benessere, della carriera,
del rispetto, dell’abbondanza,
del prestigio, della sicurezza.

Chiusa l’agenda del direttore,
sigillata la porta dello stabilimento,
è utopia lavorare di nuovo.
Tra i ragazzi ti presenti ai colloqui,
vestita d’azzurro chiaro, semplice, raffinato.

Sei un numero di pratica.
Un curriculum da visionare.
Tu che giudicavi, ora sei giudicata. Vecchia!

Anche se le tue gambe volano
e il tuo cervello pulsa.
Anche se pagheresti tu
per poterti alzare con un obiettivo,
per poterti sentire ancora parte di un progetto.

Il tuo destino fra mille altri.
Con l’etichetta della crisi.
Con occhi lucidi pronti alla condanna:

Hai 55 anni…perché investire su di te?


26 agosto 2010






26/8/2010 (maria cristina, una signora che ho conosciuto ad un colloquio)

NON CI SARO’
Ma io non ci sarò per sempre
A respirare vita
E accarezzare pelli di velluto
E sbuffare per il piacere di farlo.
Ma io non ci sarò per sempre
A correre e riempire il puzzle
Di emozioni, colori, dispiaceri
Inghiottiti e zittiti
Per paura di affrontarli.
Ma io non ci sarò per sempre in questa casa,
in questo letto,
in questa scuola,
con questi occhi,
con queste gambe danzerine.
Non ci sarò
A vedere nuovi tramonti
E nuovi soli e lune gonfie di luce.
Dove sarò?
In quale stella mi siederò a guardare la vita che ho seminato,
mentre germoglia e fiorisce
senza di me?
25 agosto 2010 ore 16.40

Stelle in Madagascar

Affondano i miei piedi
su caldi granelli di luce
avvolti nel blu,
baciati da Venere
e dalla Croce del Sud.
Impalpabili impronte
sussurrano il mio passaggio
su questo schizzo di Paradiso.
Sul letto d’Oceano
barche appisolate
cullano sogni di profumi e mercanzie
e carezze di luna piena
su pettini di vento.
Una conchiglia,
ladra del mio pensare,
chiude a ventaglio le tendine
prima dell’eterno respiro.
Dio…
la tua immensità
mi dilata l’anima!
3 luglio 2010

Incerto il vento s’impiglia in pianti di bimba,
il viso di sabbia,
mani nel naso,
a trovar conforto.
Pomeriggio di sole indifeso
Da nuvole incombenti.
Vedrò ancora per poco occhi bagnati,
sorrisi impolverati.
Sfumeranno…
con la loro età.
1 giugno 2010 in giardino a Rivolto










GIOCHI DI BIMBI

Pomeriggio di sole indifeso,
ventilato di fresco;
bimbi a voci spiegate
a giocar con timori e meraviglia,
litigi e vittorie,
fragili certezze
e discorsi su strade di sabbia,
intrecciati di oggi e domani
in “la la la e bla bla bla”
su gambe al galoppo.
Visi di pelle fresca e occhi di cielo,
mani nel naso,
occhi bagnati,
sorrisi impolverati…
sfumeranno…
nella retina del cuore…
come la loro età.

15 marzo 2010

Pomeriggio, a scuola
SPUNTO PER LA FELICITA’
Domenica pomeriggio… il mio tempo della paura.
Paura di morire,
paura del vento di bufera
che spazzi via la FELICITA’.
Io, creatura scelta da Dio
per gridare al mondo che la FELICITA’ esiste,
e non si compra…si dona soltanto,
non si inventa… ma si sente a brivido caldo.
Perché lei sta lì, in punta di piedi,
non fa rumore, non fa pubblicità,
gonfia il petto di farfalle,
e colora il sorriso di festa
e il sorriso si fa mondo,
le mani si cercano,
gli occhi s’incontrano
e lo straniero svanisce
per diventare unica razza,
unica pelle, unica FELICITA’.
30-5-10 ore 14.00
la poesia mi sgrida perché le volto le spalle. La poesia, mia amica infinita, mi aspetta e mi premia. Anche se io la tradisco con cose che appaiono più importanti. La mia poesia mi ama, esattamente come sono.



ANCORA UNA CREATURA

Ancora una creatura
nuota nel ventre caldo
Della mia bambina,
dea dell’Amore
e della Vita.

Ancora una creatura
rincorre inconsapevole
il mondo che la aspetta
per accoglierla
con braccia calde,
a ripararla dalla luce
troppo forte
o dai sogni senza colori.

Ancora una creatura
a solcare la mia porta,
a possedermi l’anima.

Ancora madre la mia bambina,
ancora latte dal suo seno
per l’espandersi
della mia creatura
nuova.


24 febbraio 2010

10 luglio 2011: Mezzomonte, Pian Cansiglio, Villaggio dei Cimbri

LUOGHI VICINI eppure sconosciuti.
Con il bellissimo motivo di salutare ed ammirare gli sposi Prisilia e Francesco abbiamo scoperto un paesino incantevole: Mezzomonte, dove il sole dirige i raggi fino a possederlo, il campanile svetta elegante sfoggiando concerti per campane autentiche, quelle che suonano grazie a sapienti movimenti di corde.

















Poi, eccoci alla scoperta del Piancansiglio, un vasto altopiano prealpino situato tra le province di Belluno, Treviso e Pordenone. Sull'altopiano sono presenti vari fenomeni di origine carsica, in particolar modo doline e inghiottitoi.




Sul Pian del Cansiglio sopravvive una minuscola isola linguistica cimbra. Fanno parte della stessa stirpe dei cimbri dell'Altopiano di Asiago poiché i loro antenati si mossero dal villaggio di Roana. Arrivavano dalla Baviera e venivano chiamati "Cruk". Essi raggiunsero per la prima volta il bosco nel 1707, prosperando grazie alle loro abilità di scatoleri (costruttori di scatoi, scatole generalmente in legno di faggio). Le migrazioni si fecero stabili dall'inizio dell'Ottocento, quando, con l'arrivo di Napoleone, la comunità cimbra dei Settecomuni si trovò in difficoltà a causa della perdita degli antichi privilegi che, sin dal medioevo, le avevano garantito una certa autonomia. Attualmente il loro numero, dalle 280 unità censite nel 1877 è fortemente diminuito e la sopravvivenza della comunità è messa a repentaglio soprattutto a causa della scarsa tutela culturale. Molti di questi villaggi sono costituiti da pochi fabbricati talvolta ridotti allo stato di ruderi e la maggior parte sono abitati solo stagionalmente.
Dal 2004, nel mese di settembre (terza domenica) l'altipiano è attraversato dall'Ecomaratona dei Cimbri, una gara nata per far conoscere il popolo cimbro ed il suo territorio.




mercoledì 13 luglio 2011

7 luglio 2011: ZUCCHERO in concerto a Villa Manin



A Villa Manin stelle e luna. Caldo gradevole. Persone a migliaia. Ci siamo anche Sofia e io. Settore Q, posti 84 e 85. Un baule sul palco. Un baule gigantesco che ad un tratto si alza. Rumore di elicottero e... 11 musicisti fanno da cornice a lui, a Zucchero! Un'ovazione li accoglie e lui è sul trono, armato di chitarra e cappello e voce. Inizia con le canzoni della sua gioventù, dedicando un pensiero al padre, uomo che parlava poco ma che gli raccontava di una signora di Udine, forse Lardina, che lo aveva salvato dai fascisti. La persona più importante per lui! "Io, grazie a Dio, scrivo canzoni e ciò che provo glielo dico con le canzoni". E un pensiero anche per la nonna Diamante, in dialetto romagnolo. E poi "Flyng angel in the sky", "Ho bisogno d'amore per Dio, che sennò sto male". Mi piace vedere la gente liberarsi dagli schemi e ballare, muoversi senza catene, cantare senza badare all'intonazione! "Sogni che a volte si infrangono al mattino, si spengono con l'alba", "Al mio paese vedo fiorire il grano a braccia tese, al mio paese. Ho visto cieli pieni di miseria. Al mio paese è ancora giallo il grano e vedo fiorire il buono...al mio paese", "C'è una luce che da sempre splende in me, lascio tracce sulla neve per tornare fino a te". Ecco, il trono va via e la voce di Zucchero nella mia gola sa d'estate, sa di arcobaleni fluttuanti tra le lacrime. Guardo oltre il cielo sopra la mia testa, guardo oltre la cattiveria umana. Sto bene. Forse sono felice! E Zucchero riprende " E' un peccato morire... Yeah...Sei nel mio destino ed è un peccato morire". Ora c'è più energia e la gente applaude. Anche Zucchero applaude ed invita tutti ad alzarsi in piedi. "Si accende un diavolo in me". Blues e violino per "Funky gallo" e poi effetti con immagini, farfalle e colombe che escono dal palco e sembrano venirmi addosso, in una carezza appena accennata. Un pensiero di Zucchero per l'amico Luciano! Ed ecco le loro immagini, insieme. Un tamburo sul cuore e il groppo lì, indeciso sul luogo di attracco. Il tempo si ferma e gioca a rimpiattino sullo sbuffo delle emozioni fino all' "Allegri ragazzi... Sto proprio bene qui a Codroipo. Ci sto fin che ne ho voglia. Dopo due mesi all'estero è bello tornare a casa". " Il mare salì sulla luna e dietro una cortina di stelle" ritornello ripetuto all'inverosimile, fino alla chiusura del baule, che riporta alla realtà. Ma dolcemente. Senza fretta. Sull'eco di applausi riconoscenti e gioia da riempire il cervello fino a farlo volare.










con Allison