domenica 29 gennaio 2012

I BALCANI GENTILI di BOSNIA e SERBIA … dove la felicità è un mito conquistato


Indosso  occhi  ancor più curiosi per scrutare l’orizzonte sconosciuto di Bosnia e Erzegovina. Armonioso il paesaggio color smeraldo.  Pale aeoliche, ulivi,  rosmarino ricamano il tragitto che conduce  a Mostar, nota per il ponte distrutto e ricostruito.  Nei  coloratissimi bazar sfila  un luminoso  arcobaleno  di popoli.  C’è chi prega nelle moschee e  chi al bar beve birra con musica a tutto volume. Ragazze altissime con minigonne vertiginose e altre con il velo camminano insieme nella  città di pittori e poeti tra i più bei Patrimoni Unesco al mondo. 
Come a Sarajevo, la Gerusalemme d’Europa.  Città di contrasti, gemellati nella corsia dell’Umanità.  E’ moderna, Sarajevo, con negozi di grandi firme. Vecchia, con mercanzie turche e orientali.  E’ poesia, con le rose dipinte intorno ai buchi delle bombe sull’asfalto.  Gentile, a dare il benvenuto ai turisti, testimoni di rinascita.

Improvviso, un  cartello annuncia un luogo che invita  a nozze  l’anima:  Medjugorje.  Un paese come tanti, con negozietti di souvenir in fila ordinata.  Eppure… cinquemila persone, chitarre e voci  sotto il sole a picco mi dicono che qui “Qualcuno” esiste.  Accendo una candela.  Mi avvicino alla folla in preghiera dinanzi alla  Madonna. Origlio il fruscio dei passi lenti.  Nel negozio del fotografo ufficiale leggo “ Chi crede deve far vedere quanto è bello credere”. Punti di domanda corteggiano i miei pensieri mentre saluto Medjugorje.  Ma durano  lo  spazio di un battito di cuore perchè  inaspettate  visuali  si profilano  sotto il cielo della Serbia.  Comodamente si arriva a Belgrado, la capitale. Duemila conflitti in duemila anni.  40 volte distrutta. Eppure le sue  35 piazze, 5500 strade, 16 isolette,  Sava e  Danubio, sanno incipriarle  il volto seducente, con hotel di lusso, raffinata cortesia, turisti entusiasti  a  Scadarlja o alla tomba di Tito.  E’ patria dei monasteri, la Serbia,  dove  i monaci scelgono un'esistenza di silenzio e preghiera. Dove ne condivido la cena  in refettorio, alla luce fioca delle icone e degli affreschi  bizantini. Dove dormo, nella foresteria, in  una camera essenziale ma accogliente, sotto una trapunta di fiori stellati ed il frinire cullante delle cicale. Respiro tranquilla sul cuore della  Serbia  vera, tra distese di campi, alture, ciuffi d'albero e case sparse.
Ci si nutre della terra qui, si lavora, si balla, si canta. Si fa presto con calma.  
Bombe e lacrime sono un capitolo chiuso a chiave nel cassetto della memoria.  Perchè oggi i figli di Bosnia e Erzegovina e Serbia  ammiccano alla Felicità.  


Con matite di speranza disegnano un domani di opportunità  che vada a braccetto con la storia, sul filo di un  tempo lungo quanto un fascio di eternità.

sabato 28 gennaio 2012

24 gennaio 2012: CAMMINO di SANTIAGO, due esperienze a confronto: in bici e a piedi

BICI in poltrona  (Codroipo - Udine)

 Davanti al pubblico delle grandi occasioni, i protagonisti della serata  dedicata a "Il Cammino di Santiago di Compostela" hanno condiviso la gioia e il senso dell'esperienza di questo viaggio.  Uno di quelli che arricchiscono la storia umana e di fede di chi ha la fortuna di poterlo compiere. Il viaggio è stato descritto con parole ed immagini da cinque viaggiatori:  Maria Rosa e Angelo Cudin che hanno fatto il percorso in bicicletta e Gabriella, Lorenzo e Luca Savonitto che hanno solcato le strade di Spagna a piedi e in bici.  Mons Ivan Bettuzzi, parroco di Codroipo, ha saputo introdurre il tema dell'incontro con la sua personale esperienza. e con puntuali precisazioni storiche.

La serata è stata curata dagli "Amici del pedale" presieduta da Renato Chiarotto.
Interventi di Marco Bregant (www.camminoceleste.eu), dell'Associazione Aquileiense e dell'Assessore codroipese Flavio Bertolini.
 


                                            Luca, Maria Rosa, Loredana, Don Ivan Bettuzzi

                                                     Angelo Cudin e Maria Rosa

                                                         Filmato dei Savonitto
                                                 Luca, Gabriella, Lorenzo
                                                                   Luca Savonitto
                                                                  Maria Rosa e Luca


Don Ivan Bettuzzi: " La componente antropologica nasce intorno al Cammino di SANTIAGO (= Giacomo) COMPOSTELA (Tomba di Giacomo). Giacomo, figlio di Zebedeo, fu evangelizzato in Spagna. Rientrato in palestina fu martirizzato da re Erode che ne temeva la fama. Nell'813 Pelaio, un eremita, vide una pioggia di stelle cadere sopra un colle. Una notte gli apparve in sogno Giacomo che gli disse "Lì troverete la mia tomba". Il vescovo Teodomiro scavò e trovò la tomba dell'apostolo Giacomo.  GIACOMO CAMPUS STELLE, da un fatto prodigioso. Verso il 1500 inizia la tradizione di spostarsi verso San Giacomo. Anche dal Friuli si passava per andare a Santiago.
RITI:
Vestizione, consegna della scodella recuperata dalla conchiglia (piatto, scodella), voto di povertà, testamento prima di partire.
PERCHE' andare a Santiago? Per chiedere una grazia, per offrire un sacrificio, per una penitenza, sanzione, pena. Ultimo atto: arrivare a Finisterre per bruciare l'abito, vestire la veste bianca. girarsi a oriente, verso Casa.
Mai andare da soli. Il guppo protegge.
Ecco nascere chiese, alloggi, ospitali (da qui gli ospedali), locande.
San francesco d'Assisi è stato un pellegrino. Dante, nella Vita Nova, parla di tre cammini:
1 per Gerusalemme (Palmieri) simbolo: Palma
2 per Roma, sulla via Francigena (Romei) simbolo: Croce
3 per Santiago (Pellegrini) perchè è il luogo più lontano (Peregrino) simbolo: Conchiglia.
Dall'intreccio delle direttrici nascevano le città.
Il cammino fu fiorente fino al 1700. Poi in declino fino al 1989 quando Papa Giovanni Paolo 2° fa accadere a Santiago la giornata mondiale della gioventù. Mezzo milione di giovani andò a piedi a Santiago. Ciò ha fatto nascere l'interesse per la ricerca del senso del cammino con la ricerca della fede, la sfida personale.
Il 23 ottobre 1987 il Consiglio d'Europa dichiarò il Cammino un Itinerario Culturale Europeo.
Nel 1993 l'Unesco lo ha dichiarato Patrimonio mondiale dell'umanità.
La cristianità è debitrice di questi pecorsi perchè metafora dell'esodo in Europa. Esodo = bisogno di una meta da raggiungere. Il Pellegrino non è un vagabondo perchè ha un luogo da cui partire e uno dove arrivare.
OGGI: l'uomo ha bisogno di capire chi è, sui sentieri di chi lo ha preceduto.
PERCORSO DI MARIA ROSA E ANGELO CUDIN IN BICI:
30 APRILE - 13 MAGGIO 2011:
RONCISVALLE-PAMPLONA (CITTA' DEI TORI)
PAMPLONA-ESTELLA
ESTELLA-LONGROMO
LONGROMO-BURGOS
MESETAS
SHANTAGUN
LEON
ASTORGA, con la Cattedrale di Gaudì e il museo del pellegrino
PALAS DEL REI          BARCELLONA
Maria Rosa: "Il cammino lascia un appagamento interiore indescrivibile"
LUCA SAVONITTO: 2010          11 giorni a piedi - 3 in bicicletta
"Cos'è il cammino?" " E' una porta che si apre e non si richiude più. Alla base c'è la fede ma si sente una grande energia tra le persone. E' un percorso a tappe ed è una fortuna poter far tutto il cammino. Ho conosciuto gente di 27 nazionalità, di tutto il mondo.
Perchè fare il cammino? Infiniti sono i motivi. Qualcuno non ha un motivo. Il punto è PARTIRE, aver il coraggio di trovare il tempo.
MARCO BREGANT ( dell'Ass. Aquileiense):
Il cammino ha bisogno di UMILTA' per accettare tutto come un dono - di CUORE APERTO, vuoto da preconcetti per accogliere gli  incontri. A piedi il pellegrino si accorge dei particolari, rivede i pellegrini.
Cos' la CREDENZIALE?
E' il documento che attesta che il pellegrino è tale. Che va verso la meta. Il turista esige, il pellegrino apprezza e ringrazia. La Credenziale raccoglie i timbri delle tappe effettivamente toccate.

giovedì 12 gennaio 2012

5 gennaio 2012: Forme Plastiche di Giorgio Valentinuzzi da FERRIN a Bugnins (UD)

La mostra-evento "Forme plastiche & cosa faccio quando dipingo" è la manifestazione targata Giorgio Valentinuzzi, Presidente di CONTEMPORANEI 3000, artista delle forme plastiche. Anima udinese, Valentinuzzi ha realizzato un Dvd con immagini e video dal titolo "Cosa faccio quando dipingo", diretto ed interpretato da lui stesso e dal collaboratore Edoardo, "Edi Cola", Antoniolo. Giorgio vuole far muovere un gran numero di persone e farle interagire con le opere e i territori. Creare, cioè, l'effetto cultura. Da Ferrin a Bugnins di Camino al Taglaimento (UD), azienda e polo culturale a pieno ritmo, ospite di Fabiola e Paolo, Valentinuzzi ha inaugurato l'esposizione che si ripeterà a Vicenza, Parma e Roma. Il critico Carlo Milic ha presentato Valentinuzzi delineandolo nell'atto "del piegare l'opera facendola diventare mezzo e non espressione di una categoria dello spirito al fine di esercfitare un ludico esempio del mutare del significato di una memoria plastica. Una presenza, quindi, che cerca la propria identità".
Due fini dicitori Franco Falzari e Vito Zucchi, hanno teatralizzato le conversazioni tra Valentinuzzi e Edorado Antoniolo, con deliziosa verve recitativa.
E' seguita l'accensione del falò epifanico che ha pronosticato un 2012 sotto i migliori auspici






martedì 10 gennaio 2012

10 gennaio 2012: CODROIPO – RIVOLTO RUBATE OCHE DAL BOSCO DI SAN FRANCESCO A VILLA MANIN: I BAMBINI PUNISCONO I RESPONSABILI






Lunedì mattina, sulla  rotonda di Lonca di Codroipo, a due chilometri da Villa Manin, tra i cespugli spiccava la sagoma di un’oca realizzata da qualche scuola friulana e protagonista dell’allestimento “Il Bosco di San Francesco”. Una piccola allieva della scuola dell’infanzia di Rivolto l’ha notata e ha consigliato alla madre di riportarla al suo posto. La sagoma dell’oca è stata consegnata all’ufficio della Pro Loco che ha provveduto al relativo riposizionamento. Ma ieri mattina due allieve della scuola hanno visto  un’altra oca, nello stesso punto del giorno precedente. Sotto il segnale con la freccia  indicante la rotonda di Lonca. Le due bambine, molto amareggiate, hanno riferito alle insegnanti ciò che avevano visto. Hanno anche chiesto di scrivere un cartello “ Vergogna. Non portate via le paperelle di Villa Manin. Lasciatele in pace. I bambini della Scuola dell’Infanzia di Rivolto vi sgridano”.  I bambini “grandi” in rappresentanza della Scuola, sono andati sul luogo dove giaceva, infreddolita e bagnata, l’oca rivestita di ovatta e lana. Al suo posto hanno posizionato il cartello con le parole dettate dal loro cuore.  Poi hanno voluto personalmente consegnare agli addetti della Pro Loco la sagoma dell’oca, priva del palo di sostegno visibilmente spaccato e del nome della scuola autrice. Tutti gli addetti in forza all’Ufficio Pro Loco e i volontari del “Bosco di San Francesco” hanno ringraziato i bambini, informandoli di aver già denunciato la scomparsa delle oche, nella speranza che simili fatti non si ripetano.

10 gennaio 2012: Mostra presepi Villa Manin -Passariano-Ud


Da mercoledì 7 dicembre 2011 a domenica 22 gennaio 2012 a Villa Manin di Passariano (Ud) nell’esedra di levante e giardino, ‘Presepi in Villa’, la 3a rassegna di arte presepiale in Friuli Venezia Giulia, a ingresso libero. L'esposizione presenta i presepi più belli ed originali creati dai numerosi appassionati, privati, enti o associazioni dell’arte presepiale della nostra Regione.
La Curatrice della mostra l’esperta d’arte Lucia Castellano.
Accanto alla mostra, la Piazza Tonda accoglie “Il Bosco di San Francesco“: sagome a forma di animali, quali pecore, asini, scoiattoli, decorate dagli alunni delle Scuole dell'Infanzia e Primare del Friuli Venezia Giulia rappresenteranno il profondo e armonioso rapporto fra il Santo di Assisi e tutte le creature della Natura.















8 gennaio 2012: Presepio di CORGNOLO (UD)