sabato 17 marzo 2012

29 marzo 2012: CAMMINO DI SANTIAGO a CODROIPO (UD)

                      
                                             da sx: Don Ivan Bettuzzi, Luca Savonitto, Marco Bregant




Il Cammino di Santiago, patrimonio mondiale dell’umanità, ed il  Cammino Celeste, protagonisti indiscussi di una serata all’Archè, nella parrocchia codroipese, hanno richiamato  da vari punti del Friuli, tra cui Trieste e Gorizia, un pubblico numeroso, attento e partecipe.  Due  viaggi  virtuali,  due  itinerari che rientrano nel sogno di molti,  sono stati chiariti nei particolari e nelle emozioni da tre  “pellegrini” che ne hanno solcato le strade  più volte.  Dopo l’introduzione di Mons. Ivan Bettuzzi,   Mario Bressan di Gorizia, veterano del Cammino di Santiago, ha condiviso  l’esperienza dell’essere  e sentirsi “Pellegrino” ovvero colui che va in luogo peregrino, cioè lontano. Il codroipese Luca Savonitto ha aggiunto personali suggestioni al senso  del Cammino attraverso il commento di immagini del suo percorso vissuto  nel 2010, a piedi e in bicicletta. Cos’è il Cammino? E’ una porta che si apre e non si richiude più.  Chiede umiltà  per accettare tutto come un dono, cuore aperto per accogliere gli incontri.  E' un percorso a tappe ed è una fortuna poterlo fare tutto.  Il Cammino, su qualunque traiettoria avvenga, è un’esperienza che racchiude il senso di un viaggio immenso, dentro se stessi, dentro la fatica, dentro la natura, ma accanto ad altre persone, accanto a Dio. Uno di quelli che arricchiscono la storia umana e di fede di chi ha la fortuna di poterlo compiere. E’ un annegare nell’infinita possibilità di sensazioni che nascono e mai muoiono. Perché incidono l’anima, perché riflettono le pupille in altri occhi, occhi  di persone mai viste eppure percepite come giuste. Con piedi affiancati, voci rispettose, silenzi pieni di inni alla Vita, di un bastone su cui appoggiarsi, di un masso dove riposarsi, di un ospitalero volontario che è lì, solo per accogliere.

Il goriziano Marco Bregant, veterano  del Cammino di Santiago ed esploratore nell’ambito dell’Associazione “Iter Aquileiense”  di Mariano del Friuli, ha reso visibili con  filmati la sua ultima straordinaria esperienza,  che lo ha visto riportare in vita  il cammino originale del Medioevo, rendendolo di nuovo praticabile, da Aquileia al Monte Lussari, per 205 Km.   Il Cammino Celeste, ancora poco conosciuto, si snoda interamente  in terra friulana fino a confluire al famoso Santuario insieme ai Cammini provenienti dall’Austria e dalla Slovenia.   Sui Cammino di Santiago e Celeste  l’esploratore goriziano ha fornito ampia spiegazione, sia a livello tecnico-logistico  che emozionale. Perché mettersi in cammino?  Infiniti sono  i motivi che  chiamano a un simile “viaggio” ma a volte il motivo non c’è. Il punto è “partire”, avere il coraggio di trovare il tempo e andare, lasciando da parte gli impegni o il lavoro, sfidando se stessi  e raggiungere la “meta”. Santiago de Compostela, in Spagna, nel caso del Cammino di Santiago ed il Monte Lussari, in Friuli, nel caso del Cammino Celeste.  Per maggiori info: www.pellegrinando.it o www.ilcamminoceleste.it

La componente antropologica nasce intorno al Cammino di SANTIAGO (= Giacomo) COMPOSTELA (Tomba di Giacomo). Giacomo, figlio di Zebedeo, fu evangelizzato in Spagna. Rientrato in palestina fu martirizzato da re Erode che ne temeva la fama. Nell'813 Pelaio, un eremita, vide una pioggia di stelle cadere sopra un colle. Una notte gli apparve in sogno Giacomo che gli disse "Lì troverete la mia tomba". Il vescovo Teodomiro scavò e trovò la tomba dell'apostolo Giacomo. GIACOMO CAMPUS STELLE, da un fatto prodigioso. Verso il 1500 inizia la tradizione di spostarsi verso San Giacomo. Anche dal Friuli si passava per andare a Santiago.
RITI:
Vestizione, consegna della scodella recuperata dalla conchiglia (piatto, scodella), voto di povertà, testamento prima di partire.
PERCHE' andare a Santiago? Per chiedere una grazia, per offrire un sacrificio, per una penitenza, sanzione, pena. Ultimo atto: arrivare a Finisterre per bruciare l'abito, vestire la veste bianca. girarsi a oriente, verso Casa.
Mai andare da soli. Il guppo protegge.
Ecco nascere chiese, alloggi, ospitali (da qui gli ospedali), locande.
San francesco d'Assisi è stato un pellegrino. Dante, nella Vita Nova, parla di tre cammini:
1 per Gerusalemme (Palmieri) simbolo: Palma
2 per Roma, sulla via Francigena (Romei) simbolo: Croce
3 per Santiago (Pellegrini) perchè è il luogo più lontano (Peregrino) simbolo: Conchiglia.
Dall'intreccio delle direttrici nascevano le città.
Il cammino fu fiorente fino al 1700. Poi in declino fino al 1989 quando Papa Giovanni Paolo 2° fa accadere a Santiago la giornata mondiale della gioventù. Mezzo milione di giovani andò a piedi a Santiago. Ciò ha fatto nascere l'interesse per la ricerca del senso del cammino con la ricerca della fede, la sfida personale.
Il 23 ottobre 1987 il Consiglio d'Europa dichiarò il Cammino un Itinerario Culturale Europeo.
Nel 1993 l'Unesco lo ha dichiarato Patrimonio mondiale dell'umanità.
La cristianità è debitrice di questi percorsi perchè metafora dell'esodo in Europa. Esodo = bisogno di una meta da raggiungere. Il Pellegrino non è un vagabondo perchè ha un luogo da cui partire e uno dove arrivare.

1 commento:

  1. Buongiorno, segnaliamo il link ufficiale al Cammino Celeste rispetto a quello errato pubblicato nell'articolo: http://www.camminoceleste.eu/ per ogni informazioni e richiesta siamo disponibili all'indirizzo e-mail camminoceleste@libero.it Buon cammino!

    Associazione Iter Aquileiense

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