martedì 12 febbraio 2013

VIOLENZA SULLE DONNE...PERCHE'?





VIOLENZA SULLE DONNE: PERCHE’?

                    La mia opinione:
E’ una strage, una piaga sociale.Quasi quotidianamentegiornali e telegiornali aprono con titoli raccapriccianti. Con numeri da brivido. Scrivono di botte,ossa rotte, violenze inenarrabili sulle donne. Anche di casa nostra. Donne uccise dai mariti, ex mariti, spasimanti. Così, quasi fosse di moda. L’ultimo nome sulla cronaca locale è quello di Lisa, 22 anni. “Figlia” nostra. Mamma di una bimba di due anni,il cui destino non può lasciarci indifferenti.
Ma chi sono, cosa fanno, come vivono, cosa pensano queste Donne?

Sono un vento di girandole che, se da una parte sembrano sostenere il mondo o le proverbiali tre colonne della casa, dall’altra vengono umiliate, violentate, stuprate,uccise. Un dato di fatto dagli albori del mondo.Eppure oggi poco sembra essere cambiato.Siamo nel 2013, esiste l’emancipazione, la cultura, l’autonomia. Ma ancora molte Donnesono indifese, in balia della cattiveria degli uomini che sfocia in violenza, il più delle volte foderata di silenzio e terrore.E, quando va meglio, ferite sull’anima.
Cosa fa la società? Troppo spesso si gira dall’altra parte.Come la maggior parte della gente che preferisce non vedere, non sentire le urla mute, pensando che si trattidi fatti privati dove è scorretto mettere il naso. E quando scatta la morte?Sgomento o commozione più o meno mistaa paura e poi basta. Zitti i media, si archivia la notizia. E si va avanti. Fino alla prossima tragedia. Magari sulla vicina di casa.
Perciò non è facile parlarne e tantomeno scriverne.
Alcune persone ritengono non corretto divulgare un fatto di violenza, per rispetto della vittima e della sua famiglia. Al contrario, altre sostengono che sia importante rendere noto questo tipo di notizie, perfar capire che non si vive nell' “isola felice”, in cui non succede niente di male, in cui le notizie di cronaca nera non ci toccano. Le vittime e i loro aggressori appartengono a tutte le classi sociali o culturali, e a tutti i ceti economici. Esiste la violenza domestica, attraverso minacce, maltrattamenti fisici e psicologici, persecuzioni, percosse, abusi sessuali. Se le violenze si consumano in privato è difficile che vengano denunciate. La violenza sulle donne solo da pochi anni è diventato tema e dibattito pubblico ma mancano politiche in contrasto, progetti disensibilizzazione e di formazione.E’ vero che sono in aumento le donne che si rivolgono ai centri sociali o di ascolto ma si ritengono non autosufficienti dal punto di vista economicoe questo dato è tanto più negativo se si pensa che è spesso lo stesso partner ad usare violenza. Ciò va in contrasto coni contesti culturali in cui le donne hannol'opportunità d'esprimere i propri talenti,dimostrandodi poter ottener gli stessi risultati degli uomini, arrivando, in molti campi a superarli.
                                      Ma ancora non basta.
Sono ancora troppe le Donne che si leccano le ferite in silenzio, che vivono nel terrore di sentire quella chiave girare nella serratura. Che non hanno quasi mai il coraggio di urlare“aiutatemi” perché vittime di una violenza psicologica profonda, ridotte mentalmente a una nullità, un niente dolorante.
Sono ancora troppo poche le associazioni o enti che abbianovoglia e coraggio di farsene carico. Di coglierne i segnalicome l’aggressività e la rabbia, emozioni che spesso vengono represse per scoppiare tra le mura domestiche. Acuite da alcolismo, disoccupazione, depressione, tossicodipendenza da droga e gioco. Solo gli epiloghi drammatici finiscono sulle cronache.
 
Sto cercando di avere delle risposte confortanti dagli uomini. Non voglio credere che siano in tanti dei "Lupi mannari".
 

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