domenica 3 marzo 2013

x il PAESE marzo 2013


          OPINIONI IN CONTROLUCE:    QUANTE FACCE HA LA VIOLENZA?

 E’ come salire sulle montagne russe.  La parte più difficile è  scendere alla velocità di un razzo impazzito e non vomitare.
Questo è l’effetto che mi fa la  Violenza. Quella che, sul vocabolario, assume il significato di “ tendenza all’uso della forza, dell’aggressività. Su  persone, animali, cose”.
Dopo aver scritto di violenza sulle donne, nello scorso numero, molte persone mi hanno incoraggiato a dire altro. Donne che ritengono giusto spezzare terrorizzati silenzi.  Uomini che si schierano dalla parte delle donne. Altri  che parlano di una violenza generale e domestica, anche  di donne contro gli uomini e altre donne. Di madri contro i figli. Di nuore contro le suocere. Contro  i vecchi. Contro gatti e cani. Atti normali dentro “casa nostra”.
Ora ne scrivo, perché mi auguro che ne scaturisca  un dibattito, un’opinione, una critica.
E’ vero che ci sono casi di maltrattamenti di uomini verso le donne. Ma ci sono anche quelli di donne che violentano psicologicamente gli uomini fino a trasformarli in burattini nelle loro mani. Ecco alcuni  punti di vista maschili.
 “ Si fa tanto parlare di violenza sulle donne.  Perché nessuno parla di ciò che subiamo noi, vicino a donne, fidanzate, mogli, gelose, possessive, anche traditrici? Scrivete anche della violenza che voi donne fate a noi, con la lingua, le capacità, perfino i muscoli, per schiacciarci. Ci comandate a bacchetta e noi obbediamo. Altroché sesso debole!”
“ Le favole di una volta erano crude perché nascevano sempre dalla realtà. Adesso le favole fanno ridere perché si ha paura della paura. Perché non si deve dire che il “lupo mannaro” esiste davvero?  Che è la persona  dalla doppia personalità, quella che uccide e poi piange e chiede perdono? Si dice sempre che sia un maschio e, per l’amor di Dio, c’è anche quello. Povera la donna che gli sta vicino. Chi fa questo è depravato. La cosa non mi riguarda. Io amo la donna della mia vita e la ringrazio di esistere. Condanno i miei simili che usano violenza però le donne devono smetterla di accettarle in silenzio. Devono difendersi perché sono più forti, più in gamba di noi uomini. Che siamo invidiosi di loro e, con i nostri muscoli, vogliamo nascondere la nostra debolezza. Ma non date sempre la colpa solo a noi uomini. Ci sono situazioni all’incontrario. Intendo dire che ci sono anche donne che si comportano così”.
 “ L’uomo è violento per invidia. Da sempre la donna è più intelligente, più brava di noi. Adesso che ha anche l’autonomia economica e può vivere bene da sola, per noi è una sconfitta. E ci brucia. Quello che frega la donna è l’amore. Se si innamora di un uomo così, oltre che essere distrutta e subire violenza fino alle estreme conseguenze, rinuncia alla dignità, sopprimendo talenti e potenzialità. Nella speranza che lui cambi, diventi l’uomo dei suoi sogni. Non importa se deve aspettare una vita. Lei continuerà ad annullarsi, sprecando il tempo e se stessa. Ma è solo colpa sua “ .
 “L’epoca in cui viviamo  è forse  peggiore di ciò che accadeva nel medioevo o accade nel terzo mondo. Mi sa che siamo noi quelli! La violenza non è dell’uomo sulla donna. E’ violenza e basta. Viviamo in una società violenta. Basta accendere la televisione per capirlo. Anche i cartoni animati per bambini mostrano solo armi, lotte, morte. E i telegiornali? Bella cosa, a cena, sentire di zii che uccidono nipoti, mariti le mogli, padri o madri i figli. Appena nati già buttati dal quinto piano o nei bidoni della spazzatura. Cos’è quella cosa lì se non violenza che diventa patologia?  Di cani sgozzati, di gatti che ricevono bottiglie piene d’acqua sulla  testa, colpevoli solo di corteggiamento. Il colmo è che ci piace ascoltare e rabbrividire. Perché fa parte della natura umana“.
Il tempo mi appare come carta carbone color sangue.
“ E’ mai stata lei in una casa di riposo? Vada vada. Vedrà vecchi buttati là perché lo hanno deciso nuore frettolose. No, meglio, cattive, violente. E i mariti?  Zitti. Perché hanno paura della moglie che decide, che comanda. Che arriva perfino a obbligarli a tagliare i rapporti con i genitori.  Che poi muoiono di crepacuore e i figli non vanno neanche al loro funerale.  Scriva, scriva queste cose. Se qualcuno non ci crede, lo mandi da me”.
Chilometri di parole, inarrestabili. 
 
 
  CODROIPO                                                
LETTORI VOLONTARI IN BIBLIOTECA: tessitori di sogni a costo zero
 
Sono tanti. Donne, uomini, mamme, nonne. Persone cui piace leggere, raccontare, stare con i bambini, coglierne la gioia. Sono la ricchezza delle biblioteche cui regalano voce, tempo, dedizione. Quelli del sistema bibliotecario del Medio Friuli si chiamano “Voltapagina”  e animano le sezioni dei ragazzi durante magici incontri dove si fanno autentiche e divertenti scorpacciate di storie. In vari pomeriggi, dopo la scuola,  le varie biblioteche  riuniscono bambini, genitori, nonni per un  sano ascolto di storie, spesso arricchite da laboratori e presenze di ospiti speciali.  Tutto a costo zero. Ma ad alto tasso di felicità.  Per informazioni:  biblioteca Codroipo: 0432 908198
 
CODROIPO
LA BELLA ADDORMENTATA NEL BOSCO
Se una  fiaba classica viene portata in scena dai genitori come dono per i propri figli, la sua suggestione  si amplifica illuminando i loro ricordi. Così è stato  per le tante fiabe interpretate nel corso degli anni e così sarà per la “Bella Addormentata nel bosco”,  personalizzata con soluzioni creative dai genitori della scuola dell’infanzia Parrocchiale in Auditorium, per Carnevale.  Un mix di quadri scenici nati da una straordinaria coesione e voglia di divertirsi dei protagonisti, ha fatto divertire il folto pubblico e scaturire applausi spontanei e contagiosi. Ogni dettaglio è stato curato per rendere speciale la rappresentazione,  dal narratore alle  fate Flora, Fauna e Serenella, alla Bella con la corte e il principe, a Malefica e agli abitanti del bosco. La musica e i costumi ne hanno disegnato la cornice  di allegria e di lodevole condivisione.
                                         

Nessun commento:

Posta un commento