giovedì 2 maggio 2013

PIETRASANTA (LI): Dove TUTTO E' ARTE

6 aprile 2013:
Toscana: Peschi in fior. Cipressi come sentinelle giudiziose. Dolci colline gentilmente tratteggiate. Cielo con nuvole multicolori, in gradazione bianco ghiaccio a grigio fumo di Londra. Come in un quadro naif. E la pianura, con vivai in elegante passerella. Ancora cipressi in picchetto d'onore. Colline con la barba verde. Spettinata eppure ordinata. Pini marittimi a giudicare l'ombra.
  Finalmente a Pietrasanta! A Palazzo Guiscardo, in pieno centro.
Svuoto la testa. A lasciare spazio alla città d'arte che da tempo desideravo solcare.
 Botero abita qui.

 Davanti al Duomo, installazioni d'arte spianano le idee.
All'interno l'organo incalza nel saluto. Verseggia su note consenzienti. Inesperte mani osano. La musica vince e trionfa. Cerca silenzi. Solo accennati.
Dal soffitto penzola un ottagono con stemma reale corona. Il pulpito ornato di statue approva.
A Pietrasanta tutto trasuda arte. Perfino un Grazie diventa ARTE. Come ti giri c'è una mostra, gente a frotte che ride e si racconta, seduta sul sagrato del Duomo e nei chiostri. Giovani di ogni età che disegnano, dipingono. E c'è un silenzio denso di educazione.
Si sta bene qui. Vien voglia di sdraiarsi. Ringraziare Dio senza rumore perché il Grazie vero non ha voce.
Chiostro S. Agostino: Museo dei bozzetti.
Obbligatorio appoggiare ogni energia sul marmo bianco.
Appena fuori la musica e la voce di Atìretha Franklin a tutto volume invita allo spettacolo. Un ragazzo in canotta rossa disegna un cerchio con l'acqua di una bottiglietta di plastica. E' un giocoliere in monociclo. mentre le campane annunciano la sera, invita la gente ad avvicinarsi. "L'anno scorso ho fatto 8mila kilometri in bicicletta in giro per l'Europa" racconta. "Basta poco per credere in qualcosa" e apre il suo numero.


Arte e ancora arte a ogni battito di ciglia. Anche il cinguettìo va a passo di danza.
 
                                                                        
                                              Il silenzio delle cose... la musica dei chiaroscuri
                                                                    Botero con ali verso il cielo
                                                   Pietrasanta: piazza Duomo

     Camera Nero Portoro
                                             Palazzo Guiscardo a Pietrasanta

                                                          MARINA di PIETRASANTA
Ingresso al pontile. "Trova dentro di sé la rotta che attraversa ogni bufera".
In fondo al pontile pescatori armati di canne ed esche e tempo paziente. Arrivano alcuni nonni e conversano "Ieri ho preso un'oratina...". Discorsi semplici, con qualcuno che ascolta e sorride.
Una bambina di sessant’anni ha chiuso le sue paure in una minuscola valigia.
E’ salita da sola sul treno del desiderio, indossando ali di sogno mai putrefatto, sempre solleticato dalla saggina dei giorni multicolori.
Cammina su tacchi spediti via posta ad un indirizzo nuovo: Pietrasanta.
Brufolo di terra, quasi a caso tra onde e neve. Da prendere tra i pollici, schiacciare – senza fargli male – e lasciarsi innaffiare da un “TUTTO” avvolgente.
Stupite orecchie si nutrono di “Tic-tao-zic-tum”. Colonne sonore dirette da dita affusolate,  mani divine,  sangue umano e ali di muri. Muri santi.
Occhi roteanti squarciano simmetrie in continuo divenire. Libero da spiegazioni, logiche di perfezione, inutili dettagli.
Naso all’insù, all’ingiù. Ovunque, nei laboratori di talco o bronzo, nei meandri più intimi, annusa alito di terra buona e calda dentro.
Come nel ventre di sua madre. Quando si nutriva di zampilli di innocenza.
E Pietrasanta la culla  con nenie antiche fresche di attualità.
Le apre le porte di inaccessibili confidenze.
La bambina di sessant’anni si tocca le trecce imperfette.
Una mano a loro e una a Pietrasanta. Che le schiude i sigilli di un infinito possibile, sulla strada dell’Oltre. Oltre l’involucro di pelle increspata,  oltre il limite del pensiero troppo audace, oltre la più sorprendente possibilità.
La lascia libera di vagare tra le pieghe del suo respiro, di solleticare rime irriverenti, di concedersi  il legittimo indugio.
E la bambina corre a braccia spalancate come di più non potrebbe. Le sue gambe svettano fino all’”Horse with bridle” che la guarda  con  occhi spenti,  le parla  con muto alfabeto.   
La bambina di sessant’anni si siede. Con aghi di luce ricama per lui accoglienti certezze.
Con occhi già innamorati disegna i contorni di Pietrasanta nella porzione di cielo che  da lì sotto  riesce a scrutare.   Sa che Pietrasanta si è già accucciata nell’angolo segreto del suo saggio cuore. Obbedisce quando la invita ad abbassare le ciglia. Saracinesche di pace che, insieme, donano al Pianeta.
Affinchè possa sognare di incrociare 14miliardi di mignoli proprio qui, a Pietrasanta.
Affinchè sia incipit di una nuova era.
Di Arte e Assonanza in dignitosa libertà.
In un dialogo che esploda nel palmo di un’IDEA.

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