sabato 29 giugno 2013

OASI - Sauris, isola delle dolomiti friulane - LIBRO di FOTOGRAFIE di Giacomo Cataruzzi e VERSI di Marina Mio.

 5° tappa dell'"Oasi tour".
Per la prima volta, l'inaugurazione di una Mostra fotografica accompagna la presentazione del libro fotografico "OASI - Sauris, isola delle dolomiti friulane" e la proiezione del filmato multivisione.
A Bugnins di Camino al Tagliamento (UD) venerdì 28 giugno 2013, negli accoglienti locali dell'Azienda Agricola FERRIN (
www.ferrin.it), da Fabiola e Paolo che ospitano da molti anni presentazioni di libri, mostre d'arte ed eventi culturali.

 Poesia fatta immagine. Immagini da stampare negli occhi e sul cuore.
Puzzle di un paese ritratto con Amore.
Dove le nuvole lambiscono i pini e li divorano.
Dove il silenzio osa.
e benedice i passi solitari.
Tetti, come fari sulla neve,
candore ricamato d'infinito.
Dove il Bello esige rispetto
e responsabilità.
Dove è ancora possibile
connettersi con la Natura,
per creare istintiva Armonia.
Dove
Oltre
c'è solo il Nulla...

Dai Ferrin: Inaugurazione di una mostra fotografica di 13 stampe per accompagnare la presentazione del libro fotografico OASI e la proiezione del filmato multivisione. Fotografie di Giacomo Cattaruzzi.
 Fabiola Tilatti Ferrin introduce la serata che punta l'occhio su straordinarie immagini, scattate a Sauris (UD), 400 abitanti,  da Giacomo Cataruzzi, ricercatore scientifico e fotografo per passione

 L'editrice, signora Maura, delinea con sapienti pennellate verbali il significato del libro." L'uomo nel libro non c'è. Si sottintende. Non si vede. La natura regna sovrana e ripete all'uomo "Sono io che comando". Foto in bianco e nero, a colori, in punta di cuore, colme di spiritualità".

Cataruzzi: " Io non fotografo per professione. La fotografia non mi dà da mangiare ma nutre il mio spirito. Sauris è la mia passione. Mi invita alla bellezza. E' un gradino più su delle altre vallate. Per la posizione geografica, perché non è di passaggio, ha 18 km di tornanti e le gallerie con le luci arancione. Come si può descrivere un territorio fotograficamente? Con la natura senza uomini. Occhio e natura per fermare in uno scatto la bellezza universale. Cosa si vede a Sauris? Le case storiche in legno, i borghi straordinari con cascate di fiori alle finestre. Ma la natura...Perché fare foto? Ciò che vedo e mi emoziona io lo voglio condividere. Non voglio tenere tanta bellezza solo per me. Da questo volontà è nata l'idea del libro. Perché sia condiviso, criticato, guardato, amato".
 
" A Sauris la natura è anche a colori. La senti. Ha odori e profumi suoi. C'è qualcosa che colpisce occhi e  spirito. La natura sovrasta sempre".
I territori ti si offrono per essere goduti. Ma solo se li vuoi e li apprezzi. Altrimenti pazienza. Resta una trine di Pace, sia che tu lo voglia o no.
 Alba rossa a Sauris
 Tempesta di vento con tramonto sereno. Pizzi ghiacciati. Sculture di vento. Impronte di angeli discreti. Tappeti di bucaneve sgargianti.
 Le foto sono accompagnate dalle storie che Marina Mio, cultrice del nostro Friuli dal punto di vista letterario e storico, ha raccontato sul libro, sia in prosa che in versi. Sinteticamente amalgamati alle foto. In italiano e in inglese, con la speranza che il libro valichi i confini nazionali.   Le foto inquadrano le storie, come cornice benedetta dal tempo.
 "Dalla Carinzia la popolazione si spostava per cercare un territorio dove poter vivere. Allevava sparvieri. Mangiava fave. E in seguito il prosciutto. Nel 1700 aveva una popolazione numerosa e qui arrivavano da lontano i ricercatori di reliquie. A Sauris di sotto si conserva il dito della mano sinistra di S. Osvaldo, foriero di denaro. I battitori d'oro di Venezia venivano fin qui a ringraziare S. Osvaldo e ritornavano a Venezia con un batuffolo di cotone "sacrosanto". A Sauris di sopra c'è San Lorenzo, cui è dedicata la chiesa del 1600 e rimasta integra" ha spiegato Marina.
 Carnevale: L'uomo è in tutte le cose. Bisogna vedere oltre le figure umane...
 Cascata di nuvole
 
 Chiesa di San Lorenzo.  Cataruzzi: "Sola, sotto la notte. La luce lambisce il freddo. La chiesa è una piccola candela. Ci si sente piccoli. Comprendiamo quanto siamo piccoli e quanto sia sconfinato il cielo sopra di noi. E la notte arriva dopo ogni, singolo giorno...
 

                                                    le orme di Giacomo
 
 Ci siamo disabituati alla bellezza, al silenzio, ma tra le nostre montagne c'è un lago che conforta occhi e sensi. Un luogo dello spirito. Un'OASI".
FILM "Oasi":  20 minuti immersi nell'emozione che non cerca confronto né parole né mani. Felice di stelle riflesse nella pioggia, sospese nel buio, coriandoli roteanti.
"Abbiamo bisogno di svestirci dell'importanza che diamo a noi stessi e sentirci PICCOLI come una candela nella notte".
                                          
                       Grazie a Giacomo e Marina! E ai "Ferrin" per la loro generosa sensibilità culturale.

Nessun commento:

Posta un commento