sabato 24 agosto 2013

MOSTRA di DANILO TONDO a CAMINO T - 14/25 agosto 2013

Foto
Danilo Tondo, nato nel 1948 a Camino T (UD) dove vive con Loretta. Figlio del "Sartor", Edoardo Tondo. Da sempre affascinato dal legno, dopo la pensione frequenta alcuni corsi di intaglio. Il primo nel 2007 al Somsi di San Vito T (Pn) con il maestro Mario Zoncolan di Savorgnano al T (Pn).  Poi all'Ute di Codroipo  frequenta i corsi di storia dell'arte, intaglio del legno con il maestro Dario Felice e del rame con il maestro Luigi de Clara. Poi all'Ute di Bertiolo, frequenta il corso di mosaico con il maestro Alverio Savoia.        
La Mostra di Camino T (UD). Tutto l'allestimento è realizzato da Danilo.
 Con grande cordialità egli spiega l'evoluzione del suo hobby. Intaglio del legno, mosaico, seminato.
 La tecnica del seminato prende il nome dal gesto del seminare
                                                                 Le sue realizzazioni




                               Danilo non si definisce un Artista bensì un "hobbista per passione che si diverte e sta bene". Passione, per Danilo, significa poter dire "L'ho fatto io".
                                                         Non vende le sue opere.
             "Ho fatto questa mostra per i miei paesani e gli amici corsisti" dichiara Danilo.

                                     Stesso soggetto in quattro tecniche: intaglio legno, rame, mosaico, seminato.
                                                      Personale creatività di Danilo




                                                       Le prime opere, dal 2007.
 Spiegazione della tecnica del Seminato. Ecco i materiali.
 Il primo elemento è lo smalto per mosaicisti che viene frantumato col martello, a grana grossa e fine.

 Sul disegno fotocopiato e ingrandito su compensato, si inizia dai piccoli particolari.
                                                   Vinavil

                                                       e smalto a grana grossa
                                                 Poi a grana fine
   Ora ci vuole manualità unita a paziente precisione nell'uso della spatola per découpage fino al completo riempimento del soggetto.  "Su 40 ore di lavoro, 10 servono a creare il materiale. E il 30% è polvere" spiega Danilo. " Dopo i particolari bisogna fare i riempimenti ma a pezzi, altrimenti la colla si asciuga. Il pregio è non far vedere le aggiunte. Ci vuole molta manualità per stirare la grana di pietre colorate".
Idea di Danilo per rifinire il bordo dell'opera: " Attacco la carta plastificata un millimetro più in alto rispetto al compensato per contenere il vinavil. La verniciatura con lo smalto ne nasconde poi le imperfezioni e rifinisce l'opera".
 Il legno più usato per l'intaglio è il tiglio perché è tenero, a fibra compatta e senza nodi.
L'intaglio può essere a bassorilievo, 8/10mm, o ad altorilievo, 20/30 mm.
 Modellatura, con arrotondamento delle figure. "E' tutta questione di millimetri, per dare prospettiva, e di  abilità nel curare i particolari".
 "Bisogna avere molta cura degli attrezzi che vanno bene affilati con la mola ad acqua per non scaldare l'acciaio e poi lucidati su cuoio (come facevano i barbieri col rasoio)".
Il metodo dell'intaglio richiede attrezzatura costosa e materiale economico. Il mosaico, al contrario, attrezzatura economica e materiale costoso.

 "Bisogna togliere il legno quel tanto che serve a non far sparire il disegno".

 
"E' una sfida con me stesso. Quando inizio un'opera mi chiedo se sarò in grado di completarla. Ci metto tutta la concentrazione possibile, impegno e passione" conclude Danilo Tondo.

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