domenica 18 agosto 2013

x IL PAESE settembre 2013


DEBUTTO ALLA SCUOLA DELL’INFANZIA: PASSAGGIO DELICATO MA NON NECESSARIAMENTE CRITICO

Per 500mila bambini italiani, da due e mezzo a tre anni e mezzo, si avvicina il “debutto” alla Scuola dell’Infanzia.    

Non sarà una passeggiata, si sa,  e le stime parlano di almeno 100mila bambini in crisi. E di altrettante famiglie, spesso troppo ansiose di fronte al primo “Volo” dei loro bimbi.  

Si possono già disegnare scenari di pianti, sonno disturbato, pipì addosso e “scioperi della fame”?

Per alcuni sì, soprattutto per quei bambini che hanno vissuto solo a contatto con la famiglia.  Per loro sarà un grande cambiamento scoprire la confusione, un ambiente che richiede il rispetto di alcune regole di convivenza, semplici ma fondamentali, insegnanti che devono dedicarsi a 25-28 bambini in contemporanea. I problemi di adattamento saranno più accentuati  fra i bimbi che non sono mai andati all’asilo nido. Per loro potrebbe essere  una rivoluzione. Nei tempi, ritmi, abitudini.

Quasi un normale “trasloco”, invece, per chi possiede un piccolo bagaglio di relazione tra pari, del  “darle e prenderle”, mangiare in compagnia,  fare e stare insieme, convivere e, talvolta, a superare  la paura dell’abbandono che, per i bambini piccoli, è la più terribile.

Cosa aspettarsi, dunque, dai propri figli da metà settembre ai primi di ottobre, ovvero nel periodo di inserimento alla scuola dell’infanzia?

Qualche crisi di pianto, al momento di salutare mamma e papà o al mattino prima di uscire di casa, o  una sorta di regressione, tornando a fare pipì addosso, o svegliandosi  in piena notte,  nervosismo fino a qualche forma di aggressività.   Anche in questi casi, niente paura!

Spesso il bambino mette solo in atto strategie per imporre la propria volontà, approfittando dell’ansia o dell’emotività dei genitori. Se evitare del tutto ogni problema è missione quasi impossibile, esistono modi semplici e utili per minimizzare i disturbi e aiutare il bambino ad adattarsi alla novità. Come? Accompagnandolo, magari entrambi i genitori, a scuola, almeno per i primi giorni. Parlandogli con tranquillità del cambiamento, delle novità, rassicurandolo con sincerità e fiducia nella scuola. Promettendo solo ciò che si può mantenere, senza affidarsi o cedere a “ricatti.”  Salutandolo, sempre, con serenità.  Perché a tre anni il bambino ha le antenne ben aperte, osserva tutto e in ogni situazione. Impara da ciò che vede e sente. Capisce e percepisce tutto,  soprattutto il nervosismo dell’adulto.

Fortemente raccomandate dosi extra di coccole, e la sera, dopo cena, un po’ di tempo in attività rilassanti, come un gioco con mamma e papà o la lettura di una fiaba. Per tranquillizzarlo e fargli capire che andare alla scuola dell’infanzia non cambia proprio tutto. Semmai aggiunge opportunità, conoscenze, amicizie.   Perché, come tutti gli esseri umani, il bambino si nutre di novità, curiosità e gioia.

E, quando torna a casa, evitare di affliggerlo con domande tipo “ Cosa hai fatto a scuola, hai mangiato, hai dormito?” ma, semplicemente, chiedergli “Ti sei divertito?

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