domenica 22 settembre 2013

Il PONTE di Ottobre 2013


BERTIOLO

PELLEGRINI AL SANTUARIO DI SCRENCIS

Dall'anno mariano 1954,  dall’8 settembre, Natività di Maria, al 15 settembre, giorno dedicato alla Madonna Addolorata, trova vita l’Ottavario di Screncis,  con  importanti appuntamenti religiosi che richiamano nel santuario bertiolese  numerosi fedeli che si alternano da ogni paese del Medio Friuli. Anche l’edizione 2013 ha mantenuto fede alla tradizione.  Domenica 15, oltre ai pellegrinaggi classici, si è svolta la prima “camminata-pellegrinaggio” promossa dalla Parrocchia di Bertiolo e dall’Associazione  dal carattere internazionale “Iter Aquileiense” di  Mariano del Friuli (Gorizia), curatrice, tra l’altro, della “Via Celeste” da Aquileia al Monte Lussari.   24 i Km percorsi a piedi,  partendo dall’Oratorio Archè di Codroipo, per raggiungere il Santuario Mariano di Screncis in serata.  Non solo cammino però, ma sorprendente visuale ravvicinata  dell’ambiente che si incontra da  Codroipo a Varmo. Inoltre, come gradita sorpresa, visita guidata della chiesa di  Muscletto, cui è seguita quella della parrocchiale di Varmo e della chiesetta di S.M. Assunta a  Santa Marizza,  grazie alle precise e professionali spiegazioni dello storico Franco Gover.   Molto apprezzato il saluto ai pellegrini da parte dell’Assessora di Varmo, Michela De Candido. Dopo  la visita del Museo delle Carrozze a San Martino e la sosta  a Passariano, i pellegrini, giunti anche da Gorizia e Pordenone,   si sono ricongiunti al Gruppo Parrocchiale di Codroipo fino al Santuario di Screncis  per la S. Messa.

                                                                                             

CAMINO                                    DANILO TONDO…  ARTISTA PER HOBBY                                   

Figlio del "Sartor" Edoardo,  Danilo Tondo nasce nel 1948 a Camino T (UD) dove vive con Loretta. Da sempre affascinato dal legno, dopo la pensione frequenta corsi di intaglio. Il primo nel 2007 al Somsi di San Vito T (Pn) con il maestro Mario Zoncolan di Savorgnano al T (Pn).  Poi all'Ute di Codroipo  frequenta i corsi di storia dell'arte, intaglio del legno con il maestro Dario Felice e del rame con il maestro Luigi De Clara. Poi all'Ute di  Bertiolo il corso di mosaico con il maestro Alverio Savoia.  In agosto Danilo decide di mostrare ai paesani e agli amici corsisti le sue opere  dove appare subito evidente l'evoluzione del suo hobby che spazia dall’ intaglio del legno, al mosaico, fino al seminato.  Danilo accoglie con grande cordialità   chiunque visiti la sua collezione e ripete di non sentirsi un Artista bensì un "hobbista per passione che si diverte e sta bene". Passione, per lui, significa poter dire "L'ho fatto io" . Egli non  vende le sue opere. Con dovizia di particolari e pazienza egli chiarisce i passaggi della sua personale tecnica del “seminato”. Il primo elemento è lo smalto per mosaicisti che viene frantumato col martello, a grana grossa e fine. Sul disegno fotocopiato e ingrandito su compensato, inizia dai piccoli particolari, con smalto a grana grossa e poi fine, cui segue manualità e precisione nell'uso della spatola per découpage.  "Su 40 ore di lavoro, 10 servono a creare il materiale. E il 30% è polvere" spiega Danilo. " Dopo i particolari bisogna fare i riempimenti ma a pezzi, altrimenti la colla si asciuga. Il pregio è non far vedere le aggiunte. Ci vuole molta manualità per stirare la grana di pietre colorate". Idea di Danilo per rifinire il bordo dell'opera: " Attacco la carta plastificata un millimetro più in alto rispetto al compensato per contenere il vinavil. La verniciatura con lo smalto ne nasconde poi le imperfezioni e rifinisce l'opera". Il legno più usato per l'intaglio è il tiglio perché è tenero, a fibra compatta e senza nodi.  L'intaglio può essere a bassorilievo, 8/10mm, o ad altorilievo, 20/30 mm. "E' tutta questione di millimetri, per dare prospettiva, e di  abilità nel curare i particolari. Bisogna avere molta cura degli attrezzi che vanno bene affilati con la mola ad acqua per non scaldare l'acciaio e poi lucidati su cuoio (come facevano i barbieri col rasoio).  Bisogna togliere il legno quel tanto che serve a non far sparire il disegno. E' una sfida con me stesso. Quando inizio un'opera mi chiedo se sarò in grado di completarla. Ci metto tutta la concentrazione possibile, impegno e passione" conclude Danilo, con quel pizzico di legittima soddisfazione che lo fa rientrare di diritto nella categoria degli “Artisti per Hobby”.

                                                                                                         

CAMINO – SAN VIDOTTO

ABITI DA SPOSA IN SFILATA          

 


In occasione del “Perdon di San Vidotto”, sul far della sera, come per magia, abiti da sposa appaiono come visioni. Abiti  già indossati dalle donne del  luogo nelle varie epoche fino ai più attuali, tolti per un'ora dal silenzio degli armadi e del tempo. Idea vincente, giunta alla seconda edizione, di Eliana Gallai, che ha dato il meglio di sé anche in veste di presentatrice, snocciolando aneddoti e usanze collegate al rito nuziale.  Degne di nota tutte le interpreti della sfilata. Le “modelle”  Elisa Gasparini, Elisa Padovani, Elena Romanelli, Dolores Rebbelato, Azzurra e Viviana Locatelli, Diana Lenarduzzi, Sara Liani e le  “damigelle”   Ambra ed Evita Gaudino, Agnese Frappa, Marta Giacomuzzi, Alice Pascutti, Emma ed Arianna Molinari. A sera inoltrata si è conclusa la romantica passerella di abiti che hanno siglato la tappa più importante di molte donne in un tempo più o meno recente: il giorno del loro matrimonio. 


                                   CAMINO – STRACCIS   

IL TESTAMENTO di DON GIANNI PILUTTI

Quinto di sette fratelli, Don Gianni Pilutti era nato a Straccis nel 1929. E’ mancato dopo accidentale caduta il 18 settembre, appena tornato da Medugorje.  Per sua volontà  è stato sepolto nella tomba di famiglia nel  cimitero di Bugnins, dopo i solenni funerali nella sua chiesa nativa. 25 i parroci che hanno ufficiato la funzione, presieduta dal già Vescovo Brollo, insieme al Vicario generale Genero, al foraneo di Codroipo Don Bettuzzi e al parroco di Camino, Don Kulik .  Missionario in Cile e  per 30 anni in Uruguay, Don Gianni  era tornato in Italia nel 91. Parroco prima  a Castel di Godego (Tv), poi a Tolmezzo, a Varmo fino al 2009 ed   infine ospite alla Fraternità Sacerdotale di Udine. Già nel 1998,  egli aveva stilato il proprio testamento che ora i suoi familiari porgono come dono a tutti coloro che lo hanno stimato e amato.  Per ricordare un sacerdote  di rara sensibilità, con lo spirito missionario nell’animo, generoso con tutti senza aspettarsi mai un “grazie”. Un testimone  gioioso ed autentico del VANGELO.

Nel nome della Ss.ma Trinità, benedico la vita, il tempo che mi è stato dato in dono.

Benedico la vita, con le sconfitte, il peccato dell’inerzia, le paure che mi hanno fermato;

Lo spiraglio di luce che la fede è la fiducia nel perdono di Dio e la sua Grazia.

Benedico coloro che mi sono stati vicini con le loro critiche, con gli stimoli sommessi.

Benedico famiglia, genitori e fratelli che hanno rispettato la mia libertà di scelta.

Ho fatto a sedici anni il voto di povertà.

Ho cercato di ricordare le parole de Maestro:

“vendi quello che hai e seguimi ”

Mi hanno detto che non si vende per il vuoto, ma per un investimento, che è la libertà

Mi hanno detto che se non lasci tutto, non lasci niente. E’ stata la prova più grande:

cercare e vivere l’essenziale.

Ho usato tanto denaro, ma il denaro non mi ha posseduto.

Lasciare tutto, è tanto difficile.

Il poco denaro che può restare, lo lascio a quelle persone che sapranno usarlo per gli ultimi,

in attesa dell’approdo felice, senza ritorno ma senza rimpianto.

IN MANUS TUAS DOMINE COMMENDO SPIRITUM MEUM

IN TE SPERAVI MARIA, SPES MEA”.                Gianni Pilutti   
 

CODROIPO

SOS DALLA  SCUOLA DI MUSICA
 

Sono stati azzerati i contributi comunali all’Associazione musicale e culturale che gestisce la  Scuola di Musica “Città di Codroipo”, nonostante siano quasi 500 i soci  corsisti che avvallano la serietà e la professionalità espressa da tutti gli insegnanti, capitanati dal Direttore M.o Giorgio Cozzutti e dal Presidente Luca Turco. Preoccupazione per la sopravvivenza della Scuola?  Nessuno la nega.  Ma tutti coloro che la frequentano o la conoscono si stanno rimboccando le maniche per scongiurare  tale evenienza. E’ troppo importante questo sodalizio,  esempio autentico di etica e pulizia gestionale,  creatura che sta crescendo ma fragile ed in pericolo,  fabbrica di esperienze, cultura e amicizia da non poterne fare a meno.

Pena una Codroipo  orfana di musicisti e di talenti inespressi.

Perciò l’appello del Direttore Cozzutti deve arrivare al cuore e alla sensibilità di tutti. 

“Da sempre siamo abituati a viaggiare contro vento ma la burrasca degli ultimi anni minaccia ora la nostra stessa esistenza“ dichiara il Direttore Cozzutti. “Da tempo proponiamo sul mercato gli spettacoli prodotti dai nostri dipartimenti. Abbiamo avviato altre iniziative creando una rete di collaborazione tra associazioni, molte delle quali minacciate dalle stesse difficoltà economiche, ma non basta. Abbiamo organizzato, assieme all’Associazione Musicale Sante Sabide,  una grande Festa della Musica a ottobre sfruttando gli spazi offerti della Corte Bazan di Goricizza.  Una tre giorni di musica, amicizia e gastronomia con lo scopo di raccogliere i fondi a noi tanto necessari.

Una specialissima Festa della Musica, dell’Amicizia e della Condivisione di un grande Progetto… sulle note libere della MUSICA”.  Ferrea la volontà della Scuola di Musica  e dell’Associazione di continuare la propria attività  che dal 1984 si occupa di formazione musicale, a partire dai sei mesi d’età fino alla preparazione superiore, in sinergia con il Conservatorio “Tomadini” di Udine.  Non si piegherà sotto la scure delle difficoltà economiche.  Parola di migliaia di sostenitori e amici della  Scuola e della Musica!  

                                                                                                                          

                              CODROIPO – POZZO

ENNIO MARTINIS, MANI IN ARTE PER POZZO e per la chiesetta di SAN ROCCO

Originario di Cassacco, Ennio Martinis abita a Pozzo da una quarantina d’anni. Da quando è in pensione, egli dona al suo paese adottivo tempo e passione per l’arte in cui è professionista, la pittura. Titolare del noto Studio grafico pubblicitario Martinis di Udine, scenografo, disegnatore grafico, ideatore dei più famosi marchi pubblicitari tra cui la clessidra dell’Ado, è figlio di Aurelio, apprezzato caricaturista e conosciuto come il “Pittore delle Dolomiti o delle montagne”. Ennio, dopo una vita trascorsa a capofitto nel lavoro, si dedica a  “Poç da l’agnul” cui mette a disposizione a piene mani la stimata professionalità.  Degni di nota il paziente restauro della scultura lignea e in ferro battuto della Madonna del Rosario e dei santi Domenico e Teresa, numerosi quadri, affreschi, cartellonistica e gigantografie per la festa di fine agosto, al cui interno spiccano la rappresentazione astratta dell’angelo, del pozzo con l’acqua nell’ “agâr” e l’allegoria dei costumi friulani nella Stajare.   Ma l’impegno più rappresentativo di Martinis riguarda interventi di riqualificazione e ripristino di opere trafugate in un recente passato nella chiesetta di San Rocco,  accanto al locale cimitero. Datata 1400, era stata privata anche dell’acquasantiera e  della statua lignea del Redentore, oggi conservata al Museo diocesano di Udine. Martinis ha donato alla comunità il quadro di San Rocco, rappresentato nel rispetto dell’iconografia tradizionale, dell’architettura storica e della bellezza e quello della Chiesetta con i fedeli delle comunità di Pozzo, Beano, Gradisca che ogni 16 agosto vi si riuniscono. Ma, come  a Martinis,  agli abitanti di Pozzo la chiesetta sta molto a cuore, tant’è che è nato un gruppo spontaneo “Borc San Roc”, capitanato da Angela Pevato, per far rincontrare i  residenti e i nativi e  raccogliere fondi per il restauro del pavimento e per l’acquisto dell’acquasantiera. La chiesetta non ha pretese artistiche, ma è splendida nella sua armonia ed essenzialità. In segno di riconoscenza per le offerte, Martinis ha stampato una pergamena artistica che riporta le immagini della chiesetta e di San Rocco viandante.  “Mi sono affezionato al paese adottivo – dichiara il grafico-pittore Martinis – e volentieri metto a disposizione le mie competenze grafiche e pittoriche. Lo stile a me più congeniale è l’astratto moderno ad olio, per opere di grandi dimensioni. Ma dipingo con gli acquerelli, con l’aerografo,  realizzo caricature, ritratti e quadri fino a rasentare la fotografia, molti affreschi con la tecnica ad olio su tela poi incollata sul muro, per evitare i danni dei raggi ultravioletti del sole. Non ho frequentato scuole di disegno per il semplice fatto che ai miei tempi non esistevano ma ho imparato le tecniche di pittura ed affresco dal prof. Caucich, nei corsi serali.   Inoltre, dal 2003, realizzo un presepio monumentale in stile Vinciguerra, il primo illustratore che ha inventato il processo dell’incisione, e che ogni anno si arricchisce di tre elementi. Per il Natale 2013 ne faranno parte la parrocchiale, la chiesetta di San Rocco e una “donna con arconcello. L’invito di venirlo a vedere in Via San Rocco è esteso a tutti, non solo ai miei paesani”.  Martinis ha realizzato anche il calendario 2014 “Balcon sul paîs di Poç”, i cui proventi saranno interamente devoluti alla Chiesetta di San Rocco. Una sorta di radiografia di Pozzo, immortalato in un racconto visivo di 50 foto firmate Martinis, quale omaggio al suo paese.

                                                            

TALMASSONS

                                DAL COSMO ALLA PAROLA, UN LUSTRO DI  POESIA AL CAST                

Sotto un cielo capriccioso  dove la luna appariva e spariva come ritornello di una canzone a lei dedicata ha trovato vita ed essenza "Dal Cosmo alla Parola", manifestazione ideata e coordinata dalla poetessa Marta Roldan e giunta alla quinta edizione. Davanti ad un pubblico attento e partecipe, tra cui molti bambini,  poeti friulani e veneti, vestiti di bianco,  hanno dato voce alle loro opere ispirate al Cosmo: Antonella Barina di Venezia, Piergiorgio Beraldo di Mestre, Pierina Gallina di Codroipo, Luigina Lorenzini di  Vito D’Asio,  Rosanna Perozzo di Padova, Alessandra Pekman di Muggia, Giorgia Pollastri di Mestre, Marta Roldan di Codroipo, Patrizia Pizzolongo di Codroipo, Irene Urli di Rivolto,  Fiorenzo Zerbetto di Mestre.  Accanto a loro le  "Voci d'inchiostro" dell’ Università  di Udine:  Jessica Franco, Elisabetta Rossi,  Angelica Pipino, Michela Felline e Matteo Bianco alla chitarra:   A tutti i protagonisti della serata la mosaicista Marina Mariuzza ha donato un originale segnalibro stellare. Il Presidente del Cast, Lucio Furlanetto, ha fatto gli onori di casa e aperto le porte della cupola di osservazione da cui vedere la Luna e i pianeti. Fabio Mariuzza, con l’ausilio di immagini rappresentative del Cosmo,  ha spiegato ciò che quella sera succedeva nel  cielo, indicando le varie stelle e costellazioni. Versi e osservazioni stellari hanno alzato i calici alle stelle con i vini  offerti dall’Azienda Ferrin di Bugnins di Camino al T.  

Nessun commento:

Posta un commento