lunedì 21 ottobre 2013

L'ORGANISTA JEAN GUILLOU e GUSTAVO ZANIN a UDINE per "SERATE D'ORGANO" 17 ott 13

Jean Guillou



 



 

17 ottobre 2013: 99° concerto per organo nella chiesa di San Quirino in Via Gemona a Udine.

 Due GRANDI. Due Maestri che hanno dedicato la vita, e continuano a farlo, all'ORGANO.
 Jean GUILLOU, parigino, organista, pianista, compositore, compositore, progettista d'organi. Suona a Udine per la prima volta.
Gustavo ZANIN, di Codroipo (UD), grande artigiano di tradizione organara lunga oltre 150 anni. Ha costruito oltre 500 organi che risuonano in chiese di tutto il mondo.
Cosa li unisce? Lui, l'ORGANO.
E una coincidenza quasi incredibile: sono nati lo stesso giorno, lo stesso anno, alla stessa ora: il 18 aprile 1930, alle 4 del mattino. In questa foto Gustavo Zanin ha il certificato di nascita in mano.
                                                        L'organo Gustavo Zanin del 1989
 Gustavo Zanin ha voluto offrire il concerto agli artigiani, coloro che ancora nella manualità trasfondono lo spirito, i commilitoni dell'arma del Genio, al Rotary, agli artisti, ai giornalisti, agli amanti della musica, ai concertisti, ai sindaci del codroipese e autorità regionali e provinciali.
 Jean Guillou: perfetto sincronismo di piedi e mani, danzerine sui tasti, per sapienti virtuosismi.   Falangi come millepiedi farneticanti. Polpastrelli addomesticati al pensiero del Maestro. Con buona pace di Haendel ed il suo Concerto per organo e orchestra in re minore op 7 n° 4 - Largo e allegro.
 Riceve calorosi applausi il maestro: papillon, figura elegante,  filiforme, atletica. Capelli bianchi ad incorniciare il viso fresco di passione, proiettata a scenari di un futuro imbevuto di musica.

 2° pezzo: Sagas op. 20. N° 4 Leonardo - n° 6 Ikarus, di Jean Guillou. Composti per gli astronauti dell'Apollo 8.
Quasi musiche spaziali dalle ritmiche slegate eppure compatibili, quasi colonne sonore di film noir, con fulmini, scosse elettriche sulle tastiere e nell'aria della chiesa nuova della parrocchia di San Quirino. Pause. Note d'aurora palpitanti di astronavi con i piedi sulla luna. Quasi un'alba in una foresta tropicale. Forsennati dialoghi, potenza adrenalinica oltre ogni barriera ipotizzabile. Fermo senza preavviso.
 E Jean, 83 anni suonati, scavalca lo sgabello con l'agilità di una gazzella in fuga. Con sorprendente duttilità corre a salutare il pubblico e a riceverne gli scroscianti applausi. Vi fa ritorno, risaltando lo sgabello a gambe unite, in un unico, agilissimo, movimento. E suona  il Preludio e fuga in Re maggiore di Bach e poi Liszt, Fantasia e fuga su B.A.C.H., in versione sincretica. L'energia si riequilibra precedendo le improvvisazioni su tre temi, friulano, italiano, gregoriano. Imponenti. Sovrane. In un film a occhi aperti su scenari visualizzati senza sforzo e senza ritegno. E, prima del finale, suona solo con i piedi.
I meritati e scroscianti applausi a celebrare l'eco della perfezione o, meglio, della sublimazione della musica per organo. Il pubblico continua a ringraziare Jean per ciò che ha appena donato: confidenze sonore, pirotecniche polifonie, spari nelle trincee emotive fino a prima insospettate.
A Jean viene regalato un mazzo di fiori.
 
 Va dalla signora Marinella, moglie di Gustavo Zanin, e glielo offre.  Un abbraccio che contiene enciclopedie.



 Gustavo Zanin " Per me è un'emozione grandissima essere qui. Io sono solo un artigiano che dà la materia a queste mani divine", riferendosi a Jean. "Noi ci avviamo al crepuscolo - ha continuato - ma sentiamo nel futuro musiche, melodie e suoni che non sono dell'uomo. In queste mani c'è del divino!"
 Due magnifici, in attività e in straordinaria salute. Un filosofo tedesco diceva che "E' bello essere giovani ma è anche bello saper diventare vecchi".

Si conoscono da trent'anni Gustavo e Jean. Dall' inaugurazione dell'organo nella chiesa torinese di S. Rita.  E Jean  dedica a Gustavo un pezzo di Bach: uno dei suoi preferiti.
                                                      Gli Zanin con Jean Guillou

                                                  Segreta complicità tra Jean Guillou, nato ad Angers il 18 aprile 1930, alle ore 4 del mattino, e Gustavo Zanin,   noto nel mondo per l’Azienda di organi giunta alla 7° generazione, nato a Camino al Tagliamento (UD) alla stessa ora, giorno, anno. Una combinazione sorprendente che li vede anche amici. Due grandi “vecchi”. Uno che plasma l’organo. L’altro che gli dà voce con movenze spettacolari. E a Udine, nella chiesa di san Quirino, Jean in concerto con il patron Gustavo. Da brivido!
      
                                                   Chapeau Maestro!

Esterno della chiesa di Via Gemona a Udine





 
 JEAN GUILLOU
Un grande personaggio del concertismo internazionale, l’organista di Saint-Eustache a Parigi, celebre non solo per le sue interpretazioni, improvvisazioni e trascrizioni per organo, ma anche eclettico compositore di opere per organo, pianoforte, orchestra, musica corale e da camera, nonché progettista di organi. Nel dicembre 2008 ha inaugurato lo straordinario strumento della chiesa di Sant Antonio dei Portoghesi a Roma mentre è in fase di costruzione il nuovo strumento da lui progettato per la Cattedrale di Leon in Spagna. «Un organo a struttura variabile – spiega Guillou, – che potrà essere trasportato in tutto il mondo». Guillou ha studiato al conservatorio di Parigi, con Marcel Dupré, Maurice Duruflé e Olivier Messiaen. Nominato professore di organo e composizione all’Istituto di Musica Sacra di Lisbona nel 1955 si stabilí a Berlino facendo poi ritorno a Parigi nominato organista titolare della chiesa di Saint-Eustache, nel 1963. Interprete della letteratura organistica dal 18° secolo ai nostri giorni è riconosciuto come un compositore di primo piano con opere che spaziano dalle sinfonie e i concerti per pianoforte e organo. Guillon ha inciso oltre 100 dischi per la Universal-Philips-Decca. Da oltre 40 anni tiene corsi di perfezionamento in tutto il mondo e ha insegnato per 35 anni interpretazione e improvvisazione ai Meister L’amore senza fine di Romeo e Giulietta, sublimato da William Shakespeare nella notissima tragedia, è fra le più famose celebrazioni dell’amore sfortunato.
Jean ha studiato al Conservatorio di Parigi, con Marcel Dupré, Maurice Duruflé e Olivier Messiaen. Nominato professore di organo e composizione presso l’Istituto di Musica Sacra di Lisbona nel 1955 si è poi stabilito a Berlino tre anni dopo, facendo finalmente ritorno a Parigi, in seguito alla sua nomina ad organista titolare della chiesa di Saint-Eustache, nel 1963. Interprete di rilievo della letteratura organistica dal 18° secolo ai nostri giorni  Jean Guillou è riconosciuto come un compositore di primo piano con opere che spaziano dalle sinfonie ed i concerti per pianoforte e organo, alla musica da camera e corale, ad opere per organo solista, senza dimenticare la concertazione dell'organo con altri strumenti. Ha arricchito il repertorio organistico attraverso una serie di straordinarie trascrizioni di opere di autori diversi come Bach, Handel, Liszt, Prokofiev, Rachmaninov, Mussorgsky, Tchaikovsky e Stravinsky. Con la pubblicazione del suo libro "L’Organo, memoria e futuro" (Carrara, 2011) è emerso come una figura di primo piano nel campo della teoria e progettazione degli organi. Le sue idee hanno portato straordinari frutti (Alpe d'Huez, Tonhalle di Zurigo, Chant d’Oiseau a Bruxelles, Auditorium di Tenerife, Conservatorio di Napoli) e diversi tra gli organi rivoluzionari costruiti secondo i suoi piani, possono essere ascoltati attraverso le sue registrazioni discografiche. Nel dicembre 2008 ha inaugurato lo straordinario strumento progettato per la chiesa di Sant Antonio dei Portoghesi a Roma mentre è in fase di costruzione il nuovo organo da lui progettato per la Cattedrale di Leon in Spagna. Jean Guillou ha inciso oltre 100 dischi per la Universal-Philips-Decca, Dorian, CBS, Festivo, Augure. La maggior parte delle sue composizioni è pubblicata da Schott Music. Da oltre 40 anni tiene corsi di perfezionamento in tutto il mondo ed ha insegnato per 35 anni interpretazione e improvvisazione ai Mesiter Kurse di Zurigo.
 

                                                           Il Cd autografato da Jean Guillou.
 

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