domenica 3 novembre 2013

IL PAESE novembre 2013

GUSTAVO ZANIN  E JEAN GUILLOU: NATI LO STESSO GIORNO, SULLE NOTE DELL’ORGANO  
 Sono due grandi Maestri, uno friulano e l’altro francese. Dedicano ogni goccia di passione   all'ORGANO, il portentoso strumento musicale che Zanin costruisce e Guillou suona.

Gustavo ZANIN: Codroipese, grande artigiano di una tradizione organara lunga 150 anni,  ha costruito oltre 500 organi che risuonano nelle chiese di tutto il mondo.

Jean GUILLOU: Parigino, organista, pianista, eclettico compositore di opere per organo,  progettista d'organi di caratura internazionale.  

Cosa li unisce? L’organo  ma non solo.

Una coincidenza che ha dell’incredibile li vede nascere lo stesso giorno, lo stesso anno, alla stessa ora: il 18 aprile 1930, alle 4 del mattino. Certificato di nascita alla mano.

Il 17 ottobre 13, Gustavo Zanin invita a Udine l’amico Guillou e offre il suo concerto ad amici, artigiani, “coloro che ancora nella manualità trasfondono lo spirito”, ai commilitoni dell'arma del Genio, al Rotary, agli artisti, ai giornalisti, agli amanti della musica, ai concertisti, alle autorità regionali e provinciali.  E l’evento trova smagliante patria a Udine, nella Chiesa Nuova della Parrocchia di San Quirino. L’arte stellare di  Guillou  è sublimata dal perfetto sincronismo di piedi e mani sui tasti e dai sapienti virtuosismi.   Falangi come millepiedi farneticanti. Polpastrelli addomesticati al pensiero del Maestro, premiato da scroscianti applausi. Elegante, filiforme, atletico. Papillon e capelli bianchi ad incorniciare il viso fresco di passione, proiettata a scenari di un futurismo  imbevuto di grande musica.  Spruzzata all’ennesima potenza nel momento  dell’esecuzione di Sagas, Leonardo e Ikarus, ispirate all’Apollo 8. Musiche spaziali dalle ritmiche slegate eppure compatibili, quasi colonne sonore di film noir, con fulmini, scosse elettriche sulle tastiere e nell'aria. Note d'aurora palpitanti di astronavi con i piedi sulla luna. Forsennati dialoghi, potenza adrenalinica oltre ogni barriera ipotizzabile.

E Jean, 83 anni suonati, scavalca lo sgabello con l'agilità di una gazzella in fuga. Con sorprendente duttilità corre a salutare il pubblico, poi vola all’organo e suona  il Preludio e fuga in Re maggiore di Bach e poi Liszt. L'energia si riequilibra sulle improvvisazioni su tre temi, friulano, italiano, gregoriano. Imponenti. Sovrane. In un film a occhi aperti su scenari visualizzati senza sforzo e senza ritegno. E, prima del finale, Jean suona solo con i piedi. Gli applausi celebrano l'eco della perfezione della musica per organo. Il pubblico continua a ringraziarlo per le confidenze sonore, le pirotecniche polifonie, gli spari nelle trincee emotive. Gli viene regalato un mazzo di fiori.  
Galante, egli va dalla signora Marinella, moglie di Gustavo Zanin, e glielo offre.  Gustavo Zanin, noto nel mondo per l’azienda di organi giunta alla 7° generazione, si apre. " Per me è un'emozione grandissima essere qui. Io sono solo un artigiano che dà la materia a queste mani divine. Noi ci avviamo al crepuscolo  ma sentiamo nel futuro musiche, melodie e suoni che non sono dell'uomo.” Due magnifici uomini, in attività e in straordinaria salute.

Segreta la loro complicità, suggellata da trent’anni di amicizia e dalla combinazione sorprendente della nascita sincronizzata. Uno che plasma l’organo. L’altro che gli dà voce con movenze spettacolari. 

Jean in concerto con  patron Gustavo.

Da brivido!

 
 
 
 
 
 
 
CAMINO Tagliamento (UD)                             
TRACCE DI PITTURA SU  33 GIRI

Una cinquantina di artisti da mezza Italia, professionisti e non, ha partecipato alla mostra concorso “Tracce di pittura a 33 giri” organizzata dal B&B Villa Francesca e da Cortivo Ristopub in una delle più antiche ville friulane a Camino al T.  L’idea di dipingere i vecchi long playing rendendoli delle vere e proprie opere d’arte, è di Maurizio De Lazzari, già patron della music room Porto Aperto, e padrone di casa, insieme a Francesca e Carlotta.  Immediato il successo sia per la partecipazione di artisti (ne sono arrivati anche da Mantova, da Bologna e dalla Sicilia) che per la qualità delle opere selezionate e votate da una qualificata giuria di pittori e critici d’arte.  Ad aggiudicarsi il primo premio,  è stata Lucia Bezzegato, una giovane grafica di Camposanpiero (Padova) con l’opera intitolata “Interno su metropoli” . La veduta di una sala da ballo con una sequenza di passi di tango si affaccia sui grattacieli che si intravvedono dietro  grandi tende bianche e il  disegno sembra materializzarsi dalle tracce del vinile.  Al secondo posto Luciano Grappeggia con “Suggestioni caminesi”, dove l’atmosfera del luogo si coniuga efficacemente con la vocazione musicale del suo più illustre musicista nel decennale della sua scomparsa: Davide Liani. Terzo classificato Doriano Tosarelli con “Cromie gotiche”, dove lo slancio architettonico si avvia a una fuga verso l’alto con un effetto grandangolare e distorto. La giuria, composta da Sergio Gavin, Lucio Trabucco, Claudio Pigozzo, Paolo Berlasso (pittore e critico molto noto nel Caminese e dintorni) e Maurizio De Lazzari, ha inoltre deciso una segnalazione speciale per le opere di Roberto Vettoretti e Claudio Guattieri.  Al B&B Villa Francesca i numerosi eventi  assumono sempre più una valenza  culturale che guarda anche alla promozione di una terra ricca di bellezze e itinerari naturalistici e artistici e di produzioni locali di eccellenza, come il vino e gli insaccati. La scommessa di chi gestisce questa realtà è infatti quella di riuscire a coniugare gli slanci e le attività artistiche e creative con la valorizzazione delle realtà produttive locali a beneficio di tutto il territorio.

                                                                                                                            
POZZO di CODROIPO (UD)

 

            ENNIO MARTINIS:  ANCHE IL CALENDARIO PER AIUTARE  LA CHIESETTA DI SAN ROCCO
 


Scenografo, disegnatore grafico e già titolare del noto Studio grafico pubblicitario Martinis di Udine, Ennio è figlio di Aurelio, apprezzato caricaturista e conosciuto come il “Pittore delle Dolomiti o delle montagne”. Originario di Cassacco, abita a Pozzo da una quarantina d’anni. Da quando è in pensione, si dedica a  “Poç da l’agnul” cui dona a piene mani la stimata professionalità, concretizzata in restauri, quadri, affreschi, cartellonistica e gigantografie per la festa di fine agosto, con la rappresentazione astratta dell’angelo, del pozzo con l’acqua nell’ “agâr” e l’allegoria dei costumi  friulani nella Stajare.   Ma l’impegno più rappresentativo di Martinis riguarda interventi di riqualificazione e ripristino di opere trafugate in un recente passato nella chiesetta di San Rocco,  accanto al locale cimitero. Datata 1400, era stata privata prefino dell’acquasantiera e  della statua lignea del Redentore, oggi conservata al Museo diocesano di Udine. Martinis ha donato alla comunità il quadro di San Rocco, realizzato nel rispetto dell’iconografia tradizionale, dell’architettura storica e della bellezza e quello della Chiesetta con i fedeli delle comunità di Pozzo, Beano, Gradisca che ogni 16 agosto vi si riuniscono. Ma, come  a Martinis,  agli abitanti di Pozzo la chiesetta sta molto a cuore, tant’è che è nato un gruppo spontaneo “Borc San Roc”, capitanato da Angela Pevato, per far rincontrare i  residenti e i nativi e  raccogliere fondi per il restauro del pavimento e per l’acquisto dell’acquasantiera. La chiesetta non ha pretese artistiche, ma è splendida nella sua armonia ed essenzialità. In segno di riconoscenza per le offerte, Martinis ha stampato una pergamena artistica che riporta le immagini della chiesetta e di San Rocco viandante.  “Mi sono affezionato al paese adottivo – dichiara  Martinis – e volentieri metto a disposizione le mie competenze grafiche e pittoriche. Lo stile a me più congeniale è l’astratto moderno ad olio, per opere di grandi dimensioni. Ma dipingo con gli acquerelli, con l’aerografo,  realizzo caricature, ritratti e quadri fino a rasentare la fotografia, molti affreschi con la tecnica ad olio su tela poi incollata sul muro, per evitare i danni dei raggi ultravioletti del sole. Non ho frequentato scuole di disegno per il semplice fatto che ai miei tempi non esistevano ma ho imparato le tecniche di pittura ed affresco dal prof. Caucich, nei corsi serali. Inoltre, dal 2003, realizzo un presepio monumentale in stile Vinciguerra, il primo illustratore che ha inventato il processo dell’incisione, e che ogni anno si arricchisce di tre elementi. L’invito di venirlo a vedere in Via San Rocco è esteso a tutti, non solo ai miei paesani”.
Martinis ha realizzato anche il calendario 2014 “Barcon sul paîs di Poç”, i cui proventi saranno interamente devoluti alla Chiesetta di San Rocco. Una sorta di radiografia di Pozzo, immortalato in un racconto visivo di 50 foto firmate Martinis.

            
Particolare della copertina del  calendario 2014                                                                                                                                

 

VARMO:  S. MARIZZUTTA   (UD)                                

LIBRO DI PAOLO MORGANTI: "IL CALICE DI SAN GIOVANNI"

Alla presentazione del libro, la chiesa di S. Marizzutta accoglie a porte aperte. Si staglia dignitosa, mentre la nebbia leggera ricama sorprese arrivando in un paesino di soli 4 abitanti, dopo aver percorso una strada sterrata infiammata da fiaccole sul ciglio. In fila, a tracciare la via  verso la chiesa rimbombante di voci femminili, in coro. "Sciarazzule marazzule...la lusigne, la cracule...la pizzule si nizzule, di polvar a si tacule..."

L'inno dei benandanti rompe il silenzio del luogo, attorniato da un cimitero imbandito da fiori e lumini bianchi. Sembra quasi di vederli i benandanti in corteo, mantelli e cappuccio e la stella a cinque punte sul petto!  In quel regno dove i campi origliano l'infinito.

Chi sono i benandanti? Sono i nati con la "camicia" ovvero avvolti nella placenta. Nelle quattro notti magiche escono dal corpo e combattono i malandanti. Se vincono, il raccolto sarà fortunato. Se perdono e vincono le streghe cattive, miseria in agguato. I benandanti sono cristiani, adorano la Madonna, San Giuseppe e San Michele. Le loro figure scompaiono nel 1700, con la fine del mondo rurale.   Varcata la soglia della chiesa, la sorpresa si fa meraviglia. La statuetta di San Giovanni è sul tavolo. L’interno della chiesa datata 1768 è un gioiello. E’ il frutto di un "Miracolo della generosità". Era chiusa dal 1971 perché tutto era stato rubato. Calano le luci e rimangono solo le candele accese. L’atmosfera per aprire il libro è perfetta. Corre l'anno 1529. Le lettrici di "Sot la nape" riportano indietro le lancette di un misterioso orologio nella Contea di Varmo. Il Coro "Lis notis dal timp" di Zompicchia, diretto da Milena della Mora, canta "Sciarazzule, marazzule"  scritto nel 1500 da Giorgio Mainardi e utilizzato dai benandanti per invocare la pioggia. Paolo Morganti interviene. "Ho immaginato nel libro che i cavalieri di San Giovanni, legati all'esercito dei crociati, avessero salvato il salvabile tra cui il Calice di San Giovanni che, secondo la leggenda, aveva poteri taumaturgici. La prima parte del libro si svolge a San Tomaso di Majano, nell'antico hospitale giovannita fondato da Leonardo di Varmo, attualmente oggetto di un intelligente e affascinante lavoro di restauro.  Si immagina che Martino, uno dei protagonisti,  assista lì ad un rito particolare: la Messa comunitaria dei cavalieri di San Giovanni, con il rito del calice. Essi portano la croce bianca, la spada al fianco, il capo scoperto e reggono l'elmo con le mani. La luce delle candele riflette sulle armature. Cantano l'Inno di San Giovanni Battista, loro patrono, facendo accapponare la pelle nell'ascoltarli.”

La Compagnia Sot la Nape, con Aurora, Simone, Massimo, Sandra, Serena e Daniela, interpretano i personaggi ed il Coro canta l'Inno di S.Giovanni. 4 coriste sull'altare e 4 in fondo alla chiesa, per un effetto eco in dissonanza, insolito e suadente. Morganti conclude: "Il libro  finisce, e bene, in questa chiesa. La storia, dal 1200 al 1500 confluisce qui. Santa Marizzutta è un posto particolare, un luogo devozionale di grande suggestione. Dietro il luogo sacro si cela il luogo di dolore, accanto alla porta del limbo. Da qui dovevano entrare i bimbi morti senza battesimo, senza benedizione. In questi luoghi c'erano tantissimi topi che mettevano a repentaglio la vita stessa degli abitanti. Per questo, ogni anno, si faceva l'esorcismo contro di essi.  E la messa si fa ancora.”

 Claudio Beltrame, coordinatore del Comitato Spontaneo Pro chiesa, ringrazia Paolo Morganti per aver scelto di terminare proprio a S. Marizzutta  il giallo rinascimentale che continua ed evolve gli eventi del precedente libro “Il giardino del benandante”.                                                                 

 

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