domenica 12 gennaio 2014

POLONIA: un Romanzo al profumo di sale e ambra GRECIA - MOSCA

x Pocket n° 24 febbraio 2016

GRECIA... un libro di storia senza età

Dici "Grecia"... e un turbine di immagini ti riempie occhi e cervello. Vedi quel mattacchione di Zeus scorrazzare per l'Olimpo a rincorrere tutte le gonnelle di passaggio. A dispetto della gelosissima Era che lo punisce, aiutata dal fedele pavone. Ti viene in mente Febo, più noto come Apollo, che fa guizzare la filastrocca "Apelle figlio di Apollo fece una palla di pelle di pollo. Tutti i pesci vennero a galla per guardare le palle di pelle di pollo fatte da Apelle figlio di Apollo". Sorridi.
Da quanto non la dicevi? Ma subito altre immagini attirano la tua attenzione. Vedi colonne di magnifici templi su alte radure, svettanti e solenni, reggere beissimo al tempo dopo millenni di sole a picco in fronte.
Con voci di pietra ti narrano le pagine di una storia che hai studiato sui libri di scuola, quando ti incantavi davanti alle gesta di Agamennone, eroe dell' Iliade, o dell'ira funesta del Pelide Achille o del cavallo di legno ideato da Ulisse per espugnare Troia.
Frammenti di storia e mitologia che ancora oggi la fanno da padroni sono tutti là, in Grecia.
Parole  e musiche immortali vi sono state scritte. Arte e figure universali hanno lasciato orme che valicano il tempo. Puoi solcarle anche tu andando, per esempio, ad Atene, al Partenone, simbolo delle grandi vette cui può giungere l'intelletto umano. O nel Peloponneso dove sorgeva la mitica Sparta o negli antichi templi di Olimpia, una delle sette meraviglie del mondo.
Ti piace penetrare il respiro della storia eh?
Se ti lasci accompagnare dall'architetto Policleto a Epidauro, fin nel cuore del teatro dall'acustica perfetta, potrai dire anche tu, come Henry Miller "Nella quiete, nella grande pace che scese su di me, udii battere il cuore del mondo".
Pensa che a Dodoni puoi persino sederti nel punto esatto dove il supremo oracolo pronunciava le profezie. A Vergina ammirare le tombe reali nel sito archeologico.
A Filippi sentir "parlare" San Paolo che qui fondò la prima comunità cristiana in Europa.
O nutrirti d'arte e cultura a Salonicco e a Pella scoprire dove nacque Alessandro Magno, uno dei più grandi conquistatori della storia.
Intanto è giunta l'ora di salutare la grecia Classica perchè c'è molto altro da scoprire da queste parti.
Le Meteore, per esempio. Sette monasteri sospesi in aria, in un paesaggio unico al mondo. Il più mozzfiato d'Europa.
Ehi! Ci sei? Guarda che non è ancora finita.
Devi ancora veder il Monte Athos, l'unica repubblica indipendente abitata e governata solo da monaci maschi.
Ingresso vietato alle donne!
E la natura incontaminata della Calcidica, di Metsovo, sui monti dell'Epiro, di Ouranoupoli, di Edessa con le cascate e la natura rigolgiosa.
Se sei sorpreso a ogni passo, allora anche tu sei stato catturato dalla Grecia.
Madre Natura, artista nel Dna, e la valanga di emozioni lunghe migliaia di anni, ti stanno offrendo un'esperienza incredibile.
Perchè le cose preziose non passano e la cultura sa trovare sempre il modo giusto di viaggiare.
                    





4/8/16 per Pocket n° 25  sett 2016


       QUI PIAZZA ROSSA…         с новым годом … s novem godom … buon anno                                                                       
                                                  
C’è poco da fare. Dopo un viaggio a Mosca, nella Grande Madre Russia, si cambia.  Sarà che è così grande in tutto, così umanamente altezzosa, con le impronte degli Zar e le cicatrici della storia nel Dna, fatto sta che entra dentro, subito. E lì ci rimane. Basta andarci, per capire di essere in un altro mondo. A cominciare dal cirillico senza umane traduzioni, alle strade che sembrano piste di decollo, alle macchine lussuose accanto alle quelle degli anni 60.  Già lì, uno si chiede “ Ma sono così poveri da queste parti”? Nooo, per niente. Sono auto che tutti sanno riparare senza dover andare in officina. Semplice no?  Basta guardarsi attorno per rendersi conto dell’enormità di Mosca, di tutti i suoi contrasti. A proposito, Mosca o Las Vegas? I grandi grattacieli, i “sette denti di Stalin”, i parchi, ponti, sottoponti, milioni di luci e scritte fanno scattare il legittimo  dubbio. Veramente può esistere una città con dieci milioni di abitanti e così tanta vita? Basta andare tra le cattedrali e musei della Piazza Rossa, dove non si distingue fra la gente e il buio per dire, “Sì, esiste”. Fa quasi ridere il fatto che il GUM … non il chewing americano… ovvero l’edificio dei Grandi Magazzini, pieno di scale, ponti, negozi e boutique di grandi firme ci stia proprio dentro. Nella Piazza, intendo. Sentito mai parlare del "Cremlino", dove sta di casa il Presidente? Qualcosa di fantastico. E’ una fortezza con mura, palazzi, chiese,  torri e la “Campana dello Zar" più grande al mondo. Che dire poi del Mausoleo di Lenin, con il suo corpo in una bara di cristallo, la Via Arbat, con musica a tutte le ore, pittori e poeti, negozi di matrioske e gioielli, la Torre del Salvatore con l'immenso orologio che di certo non passa inosservato, la Cattedrale di S. Basilio, con il tetto a cipolla, ideale per un selfie?  O dello splendido Teatro Bolshoi, universalmente rinomato?  Sì, Mosca fa la felicità di ogni turista, viste le molte cose da vedere. Ah! Un’altra cosa da fare assolutamente è salire sulla metropolitana. Calda, tirata a specchio, e pure economica, è un sontuoso monumento artistico. Le stazioni sembrano sale di palazzi ottocenteschi con mosaici, dipinti, imponenti lampadari, statue, marmi e maioliche sul soffitto. Incredibile per noi italiani, ma i treni russi funzionano al 100% e con zero evasione.  Sarà perché i biglietti sono nominativi e, per comprarli, ci vuole il passaporto? 
E ora che a Mosca siamo quasi di casa, che ne dite se ci veniamo a Capodanno? Si, avete capito bene.  San Silvestro nella capitale di Grande Madre Russia vestita di bianco, con “Il lago dei Cigni” di Tchaikovsky nell’aria. Nella Piazza Rossa adornata di luci, i fuochi d'artificio spettacolari e, allo scoccare della mezzanotte, tanta, tantissima gente riunita per festeggiare l'arrivo del 2017. Con le televisioni di tutto il mondo a guardarci. Ok… fa freddo, ma il brindisi alla vodka non ha eguali. Senza fare a gara con i russi però. Reggono meglio di noi le sbornie.
Allora, pronti per un incredibile Capodanno a Mosca?  Se l’idea del freddo frena il sì, ho la soluzione: la  vodka al rafano abbinata a un po’ di cioccolato fondente che ne arricchisce il sapore. Scalda dentro e fuori.
Poi, tutto va meglio.                 

Quante ne ha passate la Polonia, elegante “Signora” accomodata su divano a fiori!  
Figlia di tribù slava, ha lo sguardo fiero, incollato al suo Romanzo scritto con sangue e lacrime. Ogni pagina un’invasione, una sudditanza, una deportazione.
 ARBEIT MACHT FREI (il lavoro rende liberi) è l’incipit di un dolore mai del tutto confessato, di quelli che tagliano la pelle del cuore.  Ancora oggi che son passati settant’anni. Sta lì, in due luoghi incarnati nello stesso grigio: Auschwitz e Birkenau. C’è un profumo nell’aria che asciuga le narici e ammutolisce le voci.  Aleggia ovunque e si fa pianto dentro le  stanze piene di tonnellate di capelli, 82mila singole scarpe di adulti e vestiti di bambini, valigie di cartone con i nomi scritti in grande, occhiali, pettini, protesi, pentole, documenti. Dentro i forni crematori il cervello si rifiuta di produrre parole che non siano di rabbia e incredulità. Quando si esce, solo il fatto di respirare appare impagabile dono. Come la Libertà. 

L’elegante “Signora” scrive. Le dita affilate volano sulla vecchia Olivetti.  “ Limare i sogni, le aspettative, non è per gente tenera. Passare la vita a sopravvivere toglie il sonno e la fantasia. Mi hanno sconfitta, umiliata, ma mai paralizzata. Ho dato ali alla mia voce di soprano,  mi sono rialzata su tacchi di volontà. E’ oggi  che io risorgo”.

Libera, europea, sfodera diamanti e strass a profusione.
“ Signori, è  in casa mia  la festa.  Ogni mio lembo attende i vostri passi e i vostri occhi”.   Se non è pensabile una classifica dei suoi luoghi più belli, si può sempre iniziare dalla S di “spettacolare”.  E’ vero spettacolo, infatti,  entrare nelle Miniere di sale di Wieliczka, dove la voce si fa eco fino a brillare come il salgemma che tutto copre e crea. Dove tutto è fatto di sale, perfino i lampadari del salone da ballo.
Altro spettacolo è camminare, magari di notte, sulla piazza medievale Rynek Głowny di Cracovia, autentica meraviglia polacca, così poco pubblicizzata ma vivibilissima, a misura di piedi, con tanto verde e tanta gioventù. Con quel suo leggero sapore  di sale e ambra, la  bella manciata di attrattive, la sorprendente cortesia e ospitalità. Tutto lì, in un ventaglio di stili.

Che rinvigoriscono a Wadowice, il paesino che ha visto nascere e farsi uomo Papa Wojtyla. Ancor vitale negli oggetti originali custoditi nella piccola casa che sembra emettere ancora la sua calda voce. Con quello spiccato accento polacco, così  amabile e rassicurante.

“ Uno dei miei figli migliori – scrive ancora la “Signora” -  che riempie di santità l’intero pianeta. Ma io soltanto ne custodisco le umili origini e la trama del suo sentire Dio. E’ gente di fede la mia, e in ogni momento difficile si è stretta alla Madonna Nera di Czestochowa, in paziente attesa di pellegrini invocanti. Per benedire il loro presente amante del futuro”.
E proprio qui viene il bello.





Nessun commento:

Posta un commento