giovedì 9 gennaio 2014

x iL PAESE gennaio 2014


EDITORIALE           LODE AGLI UOMINI CHE AMANO LE PROPRIE DONNE

Non fanno notizia. I giornali e la tivù non sprecano una sola parola per parlare di loro. Degli uomini, di ogni età, che amano davvero le loro donne. Diversissimi  da quei  maschi  che danno ossigeno  alle cronache più raccapriccianti.   Se di loro si occupano fin troppo i media,  a me piace parlare di fatti reali, sotto gli occhi di chi vuol apprezzare,  e di cui sono protagonisti proprio gli uomini. Il loro numero è più alto di quanto si creda.  Uomini capaci di aiutare, comprendere, incoraggiare, apprezzare le loro donne. Che,  in decenni di matrimonio o convivenza, mai le hanno picchiate, tradite, né  hanno inflitto loro il dolore del rifiuto o dell’abbandono. Uomini che sanno far ricorso al bagaglio di pazienza anche nella malattia e riescono a fare cose a volte impensabili per la natura maschile.  Se ci fosse qualcuno che non mi crede, me lo dica. Sarò ben felice di stilare una lista, con situazioni  vere che ho modo di apprezzare.   Ne vedo molti accanto a mogli ammalate. Le accudiscono,  con dedizione ammirevole, quando ictus malefici tolgono loro l’autonomia. Le imboccano  e puliscono,  ringraziando Dio di averle ancora.  Le sostengono se cadono in depressione, disegnando per loro la strada della ripresa.  Ho visto un anziano signore  scaldare tra le sue le mani fredde della moglie, nella bara.  Lo sguardo  di un amore  senza pari.  Un altro  coprire la moglie  inferma di ogni attenzione possibile, facendo cose che mai avrebbe immaginato. Come fare il bucato o aiutarla nei gesti più personali, riuscendo perfino a sorridere.   Questi uomini, il più delle volte invisibili,  vivono accanto a noi.  Non sono perfetti, certo, ammesso che la perfezione esista.  Ma il bello sta nel fatto che molti sono giovani.  Pronti ad aiutare le proprie donne, anche nelle faccende e nella cura  dei figli. Senza porsi i confini di competenze. Uomini che non si ubriacano, non giocano nemmeno al gratta e vinci, e non cercano distrazioni che possano danneggiare alcuno. Che lavorano sodo e si preoccupano costantemente della famiglia, delle loro mogli o compagne, verso le quali nutrono quel senso del rispetto che sembrerebbe  passato di moda.   Uomini reali, che riescono a tornare a casa senza  vomitare rabbia e stanchezza, disposti ad ascoltare senza per forza giudicare. Che sanno inventare gesti gentili al di fuori di compleanni e anniversari. A questi uomini va la mia lode.  A compensare  l’infamia di quelli che le loro donne le terrorizzano,  le zittiscono,  ne azzerano i talenti, spesso solo per invidia, o perché le considerano proprietà senza valore.  Invece, vedo, con sollievo e speranza, uomini che condividono le soddisfazioni  delle loro donne e le spronano ad andare avanti.  Non sono eroi né principi azzurri.  Ma semplici schegge di speranza  in questo pazzo mondo che  gorgheggia  violenza, in particolare contro le donne.
                                                                            
                                                                      
BERTIOLO
SESPIS… E IL SUCCESSO DI CLAR DI LUNE  IMPAZZA              
Ancora un successo annunciato per la Compagnia Clar di Lune che di entusiasmo ne ha davvero da vendere. E lo ha ampiamente dimostrato al debutto dell’ultima creatura teatrale “Sespis”, davanti ad un pubblico accorso da ogni dove per non perdersi la “prima”. Risate in quantità industriale di pari passo con la simpatia di ogni personaggio, tratteggiato quasi  fosse sotto la lente d’ingrandimento.  In una farsa, in lingua friulana   che tocca i punti dolenti della natura umana, tra cui la gelosia, la bramosia e la cupidigia e,  con garbati flash, i punti critici  dell’attualità, quali la droga, il vizio del gioco, ragazzi difficili, i cavilli degli avvocati. Tutto questo dentro un  testo che è opera dei componenti la compagnia, magistralmente coordinata dalla vulcanica regista, Loredana Fabbro.  Clâr di Lune si colloca sul territorio come un condensato di  passione per il teatro  lunga un  ventennio eppure capace di evolversi, di pari passo con i gusti e l’attualità, fino a sorprendere ad ogni spettacolo. “Sespis” sa davvero far trascorrere un’ora divertente in un viaggio tra i sentimenti umani premiati dall’inaspettato lieto fine.
                                                                                                                     
 
Giuseppe Sartorello e Giampiero Scolari

CAMINO AL T. (UD):  Presentato il libro di Scolari “Prendere il vento”                                 
Da Ferrin  uno scrittore  di Torino, Giampiero Scolari, ha presentato il suo libro di 18 racconti “Prendere il vento” .  Grazie all’amicizia che lo lega a  Giuseppe Sartorello, presidente del SOMSI di Codroipo, co- promotore della serata.    L’ambientazione del libro è in un luogo che non esiste, ma è del sogno e della memoria, della realtà e dell'immaginazione. E' presente, passato, futuro che si confondono. E' un luogo in cui ognuno di noi ritrova tracce della propria vita.   "Scrivo per  crescere, misurarmi – dice Scolari - la mia è una forma di racconto applicata alla poesia.  Il  prologo è la chiave di volta per comprendere i racconti che vivono di vita propria. Lo spaccato di vita che si rincorre nelle pagine ci presenta personaggi tipici anche di questa zona. Traspare l'attenzione per la natura, l'affetto per gli ambienti rassicuranti, la descrizione pittorica dei luoghi e dei paesaggi.  I fili del libro sono tenuti insieme da Carlo, il personaggio chiave , che diventa "Il Carlo”.  Dalla conversazione con il pubblico l’autore plasma la conclusione  “ Ho letto con passione Pavese, Fenoglio, ma preferisco lo stile mio. Scrivo in modo semplice, lineare, seguendo l'istinto.   Scrivere aiuta a stare bene”.   
 
 
CODROIPO  - POZZO                          

CALENDARIO E PRESEPIO PER AIUTARE  LA CHIESETTA DI SAN ROCCO
Ennio Martinis, scenografo, pittore e disegnatore grafico, da quando è in pensione dedica a Pozzo e alla chiesetta di San Rocco ogni energia e competenza.  Nel solo mese di dicembre ha realizzato il calendario  2014 “Barcon sul paîs di Poç”, una sorta di radiografia di Pozzo, in un racconto visivo di 50 foto. Alla prima tiratura, andata a ruba, è seguita la ristampa per poter soddisfare tutte le richieste.  I proventi saranno interamente devoluti alla Chiesetta di San Rocco. Inoltre, dal 2003, Martinis realizza un presepio monumentale in stile Vinciguerra, il primo illustratore che inventò  il processo dell’incisione,  e ogni anno lo arricchisce di vari elementi. Il presepe è visitabile in Via San Rocco, nei pressi del pozzo, davanti all’abitazione di Angela Pevato, ideatrice di un gruppo spontaneo di abitanti e nativi impegnato a ridare l’antico splendore alla chiesetta di San Rocco, adiacente al locale cimitero.
                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                       
 
Graziella Noacco

 
CODROIPO:  FALISCJS con il SOMSI e la poetessa Graziella Noacco       
Ispirato alla tradizione della novena, il Somsi, presieduto da Giuseppe Sartorello, ha promosso “Faliscjs”, dedicando l’edizione 2013 alla poetessa Graziella Noacco, di Corno di Rosazzo. Protagonista il suo ultimo libro “ Le gioie della vita, i dolori dell’anima”.  Introdotta dalla narratrice Maria Teresa Costantini, sulle note del pianista Sebastiano Gubian, Graziella Noacco ha incantato il pubblico con le sue interpretazioni poetiche, rigorosamente recitate a memoria. Con le sue 78 primavere e un  sorriso dialogante, la poetessa ha recitato ogni verso con la naturalezza di chi l’ha già vissuto prima ancora di scriverlo.  L’autrice, che  ha al suo attivo molte pubblicazioni e premi poetici,  scrive e si racconta con piacere e naturalezza. Con la grinta e la simpatia di una donna da prendere come esempio.  Anche nel modo di affrontare la vita, con tutti i suoi dolori e le sue gioie.
                                                                                                                                            

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