lunedì 31 marzo 2014

IL PONTE APRILE 2014


LIBRI:

E…  SE FOSSE VERO?  MEDJUGORJE: testimonianze di pellegrini friulani

Curato dalla poetessa Giacomina De Michieli di San Odorico di Flaibano,  “ E…se fosse vero?”  è un libro che raccoglie verità espresse da settanta persone  sull’esperienza Medjugorje. Sono  nostri vicini di casa.  Vivono in Friuli, a Codroipo,  Treppo carnico, Turrida,  Cercivento,  Ragogna,  Buttrio, Gemona, Campoformido, Aquileia, Torviscosa e in molti altri lidi noti a tutti.

Sono persone di ogni età, di ogni credo, che sono andate in terra croata, in quel paesino sperduto sulle montagne,  per convinzione o  per curiosità,  trascinate a forza o per semplice imitazione.  Una volta giunte là, però, ciascuna di esse ha avvertito un cambiamento, un’emozione, che si riassume nel desiderio forte di tornarvi.   Certo, c’è differenza tra chi fa  una frettolosa “toccata e fuga” e dice “a Medjugorje non c’è niente” e chi fa l’esperienza Medjugorje.  Vero che a Medjugorje non c’è nulla da vedere di fretta, da pretendere di sentire  se si ha l’ansia di fermarsi nei negozietti a comprare il rosario per la nonna o per il parente malato.  Farne l’esperienza, cioè “passare dentro”,   significa accettare di sospendere il proprio giudizio, sforzandosi di liberare l’Io interiore dal rumore della propria esistenza e mettersi in ascolto. Senza fretta. Magari imbastendo  una semplice richiesta di aiuto, una piccola preghiera fuori dai canoni, una domanda, un pensiero di gratitudine o quello che, spontaneamente, esce dal cuore.  Come tutte le situazioni fuori dall’ordinario, anche qui la realtà non è necessariamente appiattita su ciò che appare. Ma ci sono delle condizioni personali per poter rendersene conto. E ciascuno vola sulla libertà dell’essere ciò che davvero è.  Cogliendo  l’opportunità rara di entrare nella particolare atmosfera del posto e di coglierne i frutti, senza pagare dazio. Accanto o insieme a schiere di pellegrini che qui giungono da ogni  dove del mondo.  

“E…se fosse vero”  è  titolo ma anche domanda aperta, cui il contenuto del libro cerca di dar risposta ma senza volerlo fare. Giacomina De Michieli  ha semplicemente raccolto  e messo insieme le  emozioni e le  parole di chi a Medjugorje  è andato per una volta, per più volte ma ne è  sempre ritornato con qualcosa in più.

Perché Giacomina ha voluto realizzare questo libro-documento?  Ecco la sua risposta.   Molti vanno a Medjugorje per percepire un segno, chiedere una grazia, curiosità, fede. Certo è che chi ci va è “chiamato”. Solo all’arrivo ci si rende conto della “grandezza” del luogo, vedendo la moltitudine di persone che là pregano, in ogni stagione e con ogni tempo.  Poi le apparizioni, l’incontro con le veggenti, i miracoli e i numerosi “segni”. La Madonna qui è apparsa ed appare tuttora.  Non in un tempo passato, dunque, ma presente.  E se tutto questo fosse solo  frutto dell’immaginazione?   Da qui l’idea di mettere proprio questo titolo. Leggendo queste testimonianze esorto vivamente il lettore a non sottovalutare la verità narrata. Chi ha parlato ha aperto semplicemente lo scrigno del suo cuore. Al giorno d’oggi è più facile denudare il corpo che l’anima. I sentimenti di ognuno sono perle preziose, intime sensibilità, a volte accompagnate da lacrime. Per questo desidero e chiedo il dovuto rispetto. Mi auguro che la lettura sia piacevole ai credenti e non. Tutti  o quasi hanno descritto che a Medjugorje si trovi una cosa che l’uomo cerca affannosamente: la PACE. Se apriamo la finestra entra la luce. Se apriamo il nostro cuore alle cose del cielo, nella nostra anima entra la grazia dell’accettazione, della rassegnazione nei travagli della vita. Le testimonianze le ho lasciate come sono pervenute. Ringrazio chi ha avuto il coraggio di “esporsi”, con nome e cognome. La “Gospa” certamente continuerà ad elargire loro la sua materna protezione e benedizione”. 

Sul retro della copertina è stampato il saluto della veggente Vicka “ Carissimi letori, Regina della Pace benedica voi con suo amore e Pace. Prego per tutti voi e Racomando Madonna tuti vostri Henzioni. Un grande saluto e sempre uniti nela pregiera. Vostra Vicka”.

Il libro, giunto alla terza ristampa nel 2013, si può trovare presso le edicole di Basagliapenta e San Daniele del Friuli, presso "Il Samaritan"di Ragogna, da Giacomina De Michieli a San Odorico di Flaibano e da Alida Pevere a Mels di Colloredo.

Prossimi appuntamenti di presentazione:

Venerdì 11 aprile ore 20.30 presso la chiesa di Treppo Grande

Sabato 26 aprile ore 20.30 presso la sala consiliare di Forgaria del Friuli.

 

                                                                                                                                

 CODROIPO:  Infanzia di RIVOLTO premiata al castello di DUINO                        

Al concorso internazionale di poesia giovane “Castello di Duino” la scuola infanzia di Rivolto ha ricevuto il “Premio del Cuore”, come riconoscimento per il progetto  2013-14 che coinvolge  tutti i 78 bambini “Vogliamo un mondo a forma di cuore”.  Alla cerimonia di premiazione, i bambini, nonni e genitori, con le rappresentanti Annalisa e Romina, hanno potuto conoscere da vicino tasselli di mondo, recitato in versi da scolaresche e giovanissimi poeti provenienti dalla California, Grecia, Bulgaria, Iran, Macedonia, Pakistan, Polonia, Stati Uniti, Inghilterra e da molti altri luoghi. Una musica fatta linguaggio poetico ha descritto ciò che accade nel mondo. Spesso i toni sono stati tristi ma tutti hanno parlato di unità da sperare e costruire per dare vita alla  Pace e alla fratellanza tra i popoli.  La rappresentanza della scuola di Rivolto ha visitato anche gli interni del Castello di Duino, ricco di storia e rigogliosa natura. 

 

CODROIPO:

LE AVVENTURE DI PETER PAN  con i genitori della scuola infanzia Parrocchiale  

Tutti presenti all’appello i personaggi della celebre fiaba “ Le avventure di Peter Pan”, in scena ben due volte  in Auditorium, nel periodo di Carnevale.  Protagonisti tantissimi genitori autodefinitisi “allo sbaraglio” che hanno dato il meglio di    in termini di entusiasmo e affiatamento. Ciascuno nel proprio ruolo, da Peter alla inedita mora  Trilli, al terribile Capitan Uncino e alla sua ingarbugliata ciurma. Nella Londra di inizio 900 viveva un bambino che non voleva crescere e un giorno perse la propria ombra. Ma una bambina la ritrovò. Inizia così lo spettacolo “Le avventure all’Isola che non c’è”, tra pirati, indiani e coccodrilli, curato dai genitori del gruppo  “Chei da l’asilo”.  Dopo mille peripezie Peter rimane un bambino e può continuare a volare con la fantasia.  Video visibile su You Tube  “Le avventure di Peter Pan”.

                              

                                                                                                                                           

  Suor Amelia Cimolino con Papa Woityla

 
SEDEGLIANO: CONCERTO LIRICO PER RICORDARE SUOR AMELIA CIMOLINO                            

Domenica 4 maggio, alle ore 17.00, nella sala teatro  “P.Clabassi” di Sedegliano, avrà luogo il grande Concerto lirico e strumentale per ricordare l’insigne figura di Suor Amelia Cimolino, la “Madre Teresa” friulana, scomparsa nel 2006.

Per volontà del Circolo Musicale Clabassi, presieduto dalla signora Gianna, il concerto intende dar luce e risalto alla suora missionaria, nata a Carpacco nel 1912, come omaggio agli 80 anni di inizio della sua missione che la condusse in India, dove nel 1974 diede vita al Villaggio dell’Amore, a Ollavina Halli. Qui lei accolse ed accudì  i lebbrosi e gli abbandonati, in particolare le bambine destinate alla morte o a matrimoni infantili. Ad onorarne la memoria contribuiranno il Gruppo Corale di Mels di Colloredo di M. Albano, diretto dal Maestro Liliana Moro, l’ensamble di otto arpe della Scuola di Musica “Città di Codroipo” diretto dal Maestro  Serena Vizzutti, il soprano Elisabetta Jarc, il mezzosoprano Ambra Gerussi ed il tenore Salvatore Moretti.

Verrà proiettato un filmato che documenta spezzoni della lunga vita di Suor Amelia Cimolino, che dai suoi lebbrosi veniva chiamata “Nai Cao” o Mamma bianca. E’ anche il titolo al libro scritto da Lucia Cairoli per raccontarne la lunga vita di colei che trascorse l’esistenza in Birmania e in India al servizio dei 'piccoli', degli ultimi, di coloro di cui non si occupa nessuno. Una vita ricca di incontri umani, di avventure e storie inaspettate e sorprendenti, di esperienze di tutti i generi a contatto con i poverissimi e i diseredati. "Vorrei che, attraverso le pagine di questo libro, scritto con la penna e con il cuore da Lucia, vi venisse trasmesso il senso della mia vita in Birmania e in India, una vita non facile, vi assicuro, ma sempre serenamente vissuta con il solo desiderio di darmi a Lui nei fratelli per passare, come Lui è passato, facendo del bene, nel dono totale di Sé. Vorrei che il resto della mia vita, lunga o breve che sia, possa essere un abbandono totale al Suo volere fino all'ultimo 'sì', quando con gioia risponderò: Eccomi!

Moltissimi sono stati i riconoscimenti che Suor Amelia ha ricevuto, sia dalle autorità indiane che italiane, tra cui spiccano la medaglia d’oro del presidente della Repubblica Ciampi ed il Premio “Grandi friulani nel mondo” attribuitole dal Circolo culturale “Plinio Clabassi”.

Il concerto, a libero ingresso,  è promosso in sinergia con Comune di Sedegliano, Provincia, Regione, Pic, Club Unesco.

domenica 16 marzo 2014

16 febbr 14: SAN VALENTINO a BLED, BEGUNJE, RADOVLJZA con Abaco Viaggi

Con un Giove Pluvio davvero inclemente il bel gruppo di San Valentino raggiunge il castello di Bled. Innevato, come il lago e tutto il circondario.

 Nulla può scalfire, comunque, il sorriso dei gitanti. come Mario e Lilly, qui ritrattai nella tipografia del castello.
 Opera pittorica che ritrae il lago di Bled innevato: quasi come oggi.

                                            Interni del castello. Vecchi e nuovi protagonisti
                                                    Veduta dall'alto del castello
                                                   Cantina del castello: istantanea per brindare
                                                    Esterno del castello, lato parcheggio
                                                 Direzione Begunje per il pranzo
                                                Nessuna promessa di miglioramento meteorologico
                                            Ristorante Avsenik
                                                     Luciana e Laura
                                               Corpo di ballo tradizionale di Bled



                                                    Museo della musica: la storia dei fratelli Avsenik




                                                      Particolari del museo
                                               Radovliza: Museo dell'apicoltura
                                                      Fisionomia invernale del bellissimo paese, dove la Bauli ha girato lo spot pubblicitario del panettone lo scorso Natale
                                               Museo Lectar, a Radovliza

                                             Ecco i cuori di marzapane, specialità Lectar

Così vengono decorati, uno ad uno, con scritte, dediche e disegni a vari motivi.
Giornata trascorsa in armonia, in barba a Giove Pluvio! E nel nome di San Valentino, il patrono degli innamorati!

sabato 8 marzo 2014

PROSSIMI EVENTI

 
UN LIBRO LUNGO UN GIORNO 30 aprile 2014
 
 
 
                                                                                        evento facebook:
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
foto di Il Ponte - Periodico del Friuli Centrale.Hanno già confermato la loro partecipazione Abaco Viaggi, Cosatto Legno, Elettrica Friulana, Emporio Roiatti, Fabbro Vanni, Falegnameria F.lli Picco, Frappa Edilizia, Gelateria Da Laura, Vatri Ermes - Lara





sabato 1 marzo 2014

Il PAESE febbraio 2014


PELO E CONTROPELO A CODROIPO… con un’ondata di ricordi su Facebook

 
Su Facebook oltre duemila codroipesi di nascita o residenza stanno dando energia ad un gruppo aperto dove scrivere, condividere ricordi, immagini, dettagli emozionanti di una Codroipo che forse non c’è più. “Sei di Codroipo se…” sta accomunando da settimane persone anche residenti in luoghi lontani nell’atto dello sfogliare un album virtuale che sta ritrovando alla grande la patina della freschezza.  C’è anche la proposta di un incontro collettivo e si fa a gara per far nascere l’idea più giusta affinchè ciò che sta emergendo diventi patrimonio di tutti. Sull’onda di un entusiasmo nutrito da quell’affetto capace di inorgoglire e rafforzare il senso di appartenenza.

Ma, ancor prima della nascita del gruppo, molti codroipesi avevano affidato a Facebook i loro amari pensieri sulla realtà del 2014 che vede la loro città intristita, spoglia e monotona.

Ecco alcuni commenti.

“Vorrei esprimere una riflessione personale sulla mia città. Mi ricordo una via Roma piena di negozi aperti: dischi, elettrodomestici, c'era la "sala degli assegni", era una via viva. Ora molti di quei negozi non esistono più e la malinconia ha preso il sopravvento. Mi ricordo Codroipo a Natale con la lotteria "Codroipo c'è". Ora Codroipo NON c'è. L'altro giorno mi trovavo in una delle tante banche che ci sono in città. Si respira una strana atmosfera là dentro, pare quasi di sentire le voci degli imprenditori e bancari di un tempo che facevano gli affari con una stretta di mano. Ora quelle stanze sono abitate da calcolatori privi di mani da stringere. Forse sono io l'illuso che pensa che quei tempi siano in qualche modo recuperabili. Eppure una volta a Codroipo c'era un ospedale, c'erano le scuole in piazza Dante, il judo club, la scuola di sci. C'era un vero mercato il martedì ed era privo di cineserie. Probabilmente anche a quei tempi c'era chi si arricchiva con la politica ma lo faceva con intelligenza, ora c'è un immobilismo completo. Una sorta di presunzione di intoccabilità che sembra fatta apposta per essere accostata alla malinconia degli sguardi della gente”.

“ Non parliamo poi della piazza, deserta a qualsiasi ora e giorno della settimana, di San Simone che si sta facendo fare le scarpe dalla fiera dei santi di Rivignano, delle iniziative per bambini, ragazzi e anziani. Non aggiungo altro...solo delusione e rammarico.” Non posso che condividere. Ogni volta che vado a Codroipo trovo un negozio in più inesorabilmente chiuso, un pezzo di storia perso. Che tristezza”. “  Tutto vero. Ma nella Codroipo che ricordo io  la gente andava al mercato a comprare,in via Roma, a prendere i dischi da Eugenio, le scarpe "da Toni" o da "Bernava", i vestiti all'"Emporio" o "li di Sant” o da "Zoffi",  adesso vai al Città fiera e trovi mezza Codroipo con le borse in mano e le donnine del martedì a far spesa dai cinesi“.

  Ma, nonostante tutto, c'è ancora chi ci crede e lavora duro in mezzo a mille sacrifici per creare un futuro migliore del presente, partendo proprio da Via Roma, cercando di invogliare le donne del martedì a non fare acquisti al Città Fiera. A constatate la realtà son tutti bravi. Ma cercare di migliorarla è un'altra storia”. “ Se Eugenio non vende più dischi, è perchè la musica la scarichiamo, più o meno legalmente, da internet, non per colpa delle "cineserie". Alzi la mano chi non lo ha fatto almeno una volta”.  “ Era una Codroipo che rassicurava e mi assale la malinconia. Penso alle "vasche" in via Roma e in piazza, alle sfilate di carnevale, a re Codrop, alla sala giochi e al Montgomery di Gianni che le mattine accoglieva fior di giovani che "non se la sentivano" di seguire le lezioni. La rivoglio anche io quella Codroipo”.

Timidamente si profila qualche soluzione.

“Cercare la soluzione implica che a monte esiste un problema. Analizziamone le cause e, di conseguenza, la soluzione arriverà da sola”. “ Tutto questo perché viviamo in un mondo a dimensione di euro, non di persona”.

E’ davvero così triste Codroipo? 

Forse bisognerebbe chiederlo ai tanti coraggiosi che abbelliscono le vetrine e accolgono i clienti chiamandoli per nome.  Agli imprenditori che ogni mattina e con orgoglio sfidano la parola “crisi” e marciano come capitani sul campo di battaglia perché non vogliono lasciare a casa i loro dipendenti e fanno i miracoli per pagar loro ogni mese lo stipendio. Magari rinunciando al proprio. Credendo nel lavoro onesto e con la speranza nel taschino.

E questa è ancora la cosa più importante.

 
 

 

CAMINO T (UD) 
Tu ses di Cjamin se…

La magia di Facebook  è scattata anche a Camino, sull’onda di Codroipo e altri paesi del Friuli. Astrid Virili si è fatta promotrice di aprire le porte del gruppo “Tu ses di Cjamin se…” dove  ognuno potesse dar voce o, meglio, clic a ciò che usciva dal proprio cuore su Camino al Tagliamento. In una manciata di minuti centinaia di suggestioni, fotografie, ricordi, volti e luoghi sono affiorati,  la maggioranza in lingua friulana,  sul web, incollando a schermi e telefonini caminesi di ogni età e residenza. Chi è nato, chi ha vissuto per un periodo, che è arrivato da poco o da tanto si è ritrovato  in una piazza virtuale e  accogliente, a sfogliare quegli album rinchiusi nei cassetti dimenticati dalla memoria. Ma vigili e pronti a scattare per una splendida condivisione.  In sintesi, certo, come richiede Facebook,  uno dei tanti miracoli della tecnologia,   capace però di far scattare la volontà di esserci e sentirsi orgogliosamente caminesi, dando scacco matto all’idea di isolamento imperante.   Con la libertà di esserci  a piacimento, a qualsiasi ora. Opportunità che non ha prezzo e che ha ridato vigore alle campane di Camino e Glaunicco con tanto di video con Chiminello scampanotadôr. Ha fatto riapparire i volti del sindaco Primo Marinig,  di Valter il cjaliâr,  di Franz e Gustavo Zanin,  di Rite,  Gigi Panì, Lucine  e Silvio dal for, Angelin Massoul, Nine Salvestri, fino a Donine e Bruno il pessar di Marano e molti altri. “Tu ses di Cjamin se tu as fat la comunion cun Don Saverio”  “ Se tu as tirat lis sglavaris tal Tiliment” “Se tu as zujat a balòn inta la Lame da la Glesie” “Se tu as fate la cuccagne” “ Se tu as imparât a nodâ intal Tiliment”.  E’ il momento dell’entusiasmo quasi collettivo che fa scrivere tanti  messaggi, inserire foto e le prime idee su come utilizzare ciò che emerge dalla memoria. Alla prossima festa del vino, per esempio, oppure in qualche raccolta che possa fermare un pezzo di storia della Camino che fu ma che c’è ancora, viva e pulsante nei giovani capaci di dar ali alla creatività e all’attaccamento ad un paese che racchiude una filosofia di vita. Che solo chi ha vissuto o vive a Camino percepisce e ama, con le mille sfaccettature possibili. E che ora affiora e si affida a Facebook. In un gruppo aperto chiamato “Tu ses di Cjamin se…”.

il PONTE marzo 2014


CAMINO Al T (UD)


 
CONCERTO DI SAN VALENTINO

 
E’ una tradizione lunga 27 anni quella del concerto di San Valentino, patrono di Camino,  e rinnova il piacere di ascoltare buona musica in una chiesa che sembra fatta apposta per amplificarne le evoluzioni.  Accogliente e calda, la parrocchiale caminese vanta un organo d’eccezione, degno della tradizione organara dei Zanin di cui è ventre genetico. Domenica 16 febbraio la magia del concerto si è ripetuta con il “La” dell’organo, soli e corale caminese, diretta dal maestro Francesco Zorzini.  Promosso dalla Corale Caminese, a braccetto con la Parrocchia, l’Associazione “Kairos”, con il patrocinio di Comune e Provincia, dell’Unione Società Corali Friulane – Udine, del Conservatorio  “J.Tomadini”, il concerto si è rivelato  momento ideale per mettere in risalto l’ampia e interessante produzione musicale per organo.

Protagonista del concerto il maestro Davide Basaldella, che ha saputo dar fiato all'organo  pneumatico costruito nella prima metà del 1900 dal laboratorio organaro della ditta Zanin che qui ha sede dal 1827. In programma brani come  il famosissimo "Laudate Dominum" di Mozart, "Let the bright Seraphim"  di  Haendel,  “Laudamus te” di Vivaldi, oltre ad altri capaci  di mettere in risalto le particolari caratteristiche timbriche dell’organo. Hanno contribuito a rendere unico e molto apprezzato il concerto anche Stefania Cerutti e Mariagrazia Marcon, soprani, e la Corale Caminese.  Carichi di emozione i dialoghi tra la Corale Caminese  e l’organo  con “Kyrie” dalla Missa Brevis KV220 e "Veni Sancte Spiritus" KV47 per coro, due soprani e organo con  il famosissimo  "Alleluja" dal Messia di G. F. Haendel.                      

Strumenti e voci all’unisono capaci di creare armonie  difficilmente traducibili in parole. Perché a farsi suono è stata, sopra di tutto, la passione per la Musica. 

 

                                                                                                                                                                                                                                                                                                          

VARMO (UD)

TRADIZIONS CONTADINIS  IN FILE con i NOVELLIERI                            


 

Un tuffo indietro nel tempo, per arrivare a quello del dopo guerra, quando le famiglie si riunivano nella stalla  per la durata di una sera d’inverno, nella sede alpini di Varmo.  Gli elementi c’erano tutti. Le balle di paglia su cui sedersi, la “gorlete”, le sporte, le lettrici ed i lettori vestiti come allora, con gli scialli e il fazzoletto in testa. Poteva mancare la fisarmonica? Certo che no. E Vanni di Virco ha allietato le conte e i proverbi snocciolati con maestria dai “Novellieri” ovvero  Maria, Edda, Marisa, Marinella, Luigi, Liliana, Maria Grazia, Giannina e l’ideatore, insegnante all’Ute e anima del gruppo, Pauli Bortolussi.

Le interpreti si divertivano e si vedeva. La loro allegria era contagiosa e l’atmosfera che subito si è creata era di quelle autentiche, nate da una forma nobile di semplicità. La tradizione contadina ha fatto spettacolo e ha dato un assaggio di quella che era la normalità nelle sere trascorse nella stalla. Dove le nonne raccontavano storie di orchi e streghe ai bambini, e gli uomini pensavano all’indomani e al suo carico di fatica e lavoro nei campi. Dove però aleggiava quella serenità fatta di canzoni come “ E’ arrivato l’ambasciatore” o  “Sul punt di Braulins” o la commovente “ Torne sisile torne, i uceluts a cjantin sul vecio cocolâr. Torne ninine se nò mi par unviâr”, “Amor dammi quel fazzolettino”. E i proverbi in fila, intramezzati da battute, gossip in stile anni 50, e risate spruzzanti saggezza e cultura. “Omp discjapelât, omp disonorât”, “San Benedet, la sisile sot dal tet”, “Anade di erbe anade di mierde”, sotto il filo conduttore di “Me mari a diseve simpri”. Una di quelle sere che fanno stare bene e risvegliano il sorriso.

La serata è stata promossa in sinergia con il Comune di Varmo, rappresentato dall’Assessore Michela de Candido, e con il gruppo Alpini di Varmo.