domenica 29 giugno 2014

IL PAESE LUGLIO 14





POETI STELLARI A MILANO, al Festival internazionale della letteratura

Dal 4 all’8 giugno Milano si è infiammata di libri, poesia, narrativa, con 150 eventi  sparsi in tutta la città, dal centro alle periferie, tra librerie, locali, cascine e perfino cortili dei Navigli. Tutto questo è il Festival internazionale della letteratura, giunto alla terza edizione e
diretto artisticamente dallo scrittore Milton Fernandez.

La sera del 7 giugno, uno dei 150 eventi del festival è stato curato da undici poeti friulani e veneti e dal Cast di Talmassons, rappresentato da Fabio Mariuzza, gemellato con gli astrofili Astromirasole di Milano, presso la Biblioteca Chiesa Rossa e nel grande parco. Poesie sotto le stelle  e osservazione della Luna, di Saturno e Giove con i telescopi, hanno attirato il caloroso pubblico milanese che ha saputo apprezzare  i versi   che dal cosmo trovano ispirazione.  Ad interpretarli, vestiti di bianco, Marta Roldan di Biauzzo,  ideatrice di “Dal Cosmo alla Parola”,  Franco Falzari di Camino al T, Irene Urli di Rivolto, Patrizia Pizzolongo e Pierina Gallina di Codroipo, Viviana Mattiussi  di Pantianicco ed Elisa Mattiussi di Udine,  Luigina Lorenzini e Fernando Gerometta di Vito D’Asio, Alessandra Pekman Bertok di Trieste e Antonella Barina di Mestre.  

Le loro parole come stelle  hanno trovato la strada giusta per emozionare, con  dignità pari agli  incontri con scrittori, case editrici, dibattiti, performance musical-letterarie, reading, spettacoli teatrali, eventi di strada sparsi per la città.  Con l’obiettivo di “portare le persone ad amare e a riappropriarsi dell'arte affinché possa essere di tutti e per tutti, non più solo di qualcuno e per qualcosa”.

Per i poeti essere parte attiva del Festival ha rappresentato un’esperienza importante nel nome dell’apertura e della socialità artistica. Hanno colto l’opportunità di conoscere persone affini, ascoltando e guardando una Milano ricca di contenuti a costo zero.  

Hanno assistito a presentazioni di libri, sentito parlare di razzismo e integrazione, disabilità e resistenza, lingua e comunicazione, sapori e dissapori, arte e cultura, amori e disamori, politica e politicanti,   musica, calcio, di parole dette e non dette, di lunghe falcate e di gambe corte, di voli pindarici e di quelli veri, del “dolore eroico di costruirsi ogni giorno un nuovo paio d’ali, dei linguaggi del corpo,  dei recinti della mente e dei manicomi criminali, di sguardi dietro le sbarre, di messaggi scritti sul muro, di torti e di diritti, del coraggio delle Mamme, della memoria delle Nonne, della difesa dell’allegria, di una tristezza “improvvisamente perfetta”, fino ai campionati della fantasia.
Letture, conferenze, teatro, danza, musica e anche un salone della Piccola Editoria,  novità del Festival 2014, in pieno centro a Milano.
Protagonisti saremo ancora tutti noi, la gente che legge e quella che scrive, coloro che raccontano con la penna, con la voce, col corpo e coloro che hanno voglia di ascoltare” era lo slogan del Festival.

Siccome il Festival ha deciso di dedicare grande spazio alla poesia.  l’hanno sentita definire in tanti modi, l’hanno letta stesa sui fili,  l’hanno sognata da svegli, l’hanno colta e nutrita in un lungo percorso in versi. Che incantano, che fanno innamorare, che scaldano il cuore o che riescono a farlo rabbrividire. Poesia cavalleresca, in rima, come installazione sonora, in simbiosi con la musica, come impegno contro tutte le forme di violenza, come somma del tempo, come parola d’amore, di viaggi, di solitudini, di donne, partenze, memorie, farfalle, ritorni, città, Vita. E ancora laboratori di poesia con bambini malati di cancro e anziani.

Facciamo Letteratura perché non abbiamo il coraggio di non farla… Solo se poeti e scrittori si proporranno imprese che nessun altro osa immaginare la letteratura continuerà ad avere una funzioneè la sintesi del progetto milanese. Ma è anche quello di un  viaggio-esperienza  partito  da Codroipo, chiusosi in bellezza e in un clima di amicizia incastonata trai versi-diversi di  un vero e proprio movimento culturale di cui il Festival sembra essere solo il culmine.

Il “grazie” va a Marta per averne intessuto i fili.   

Info: www.festivaletteraturamilano.it

 

sabato 28 giugno 2014

IL PONTE LUGLIO 14


LIBRI
 

 
“INGE E BACH, GNOVIS STORIIS”  di LUCA DE CLARA

Inge e Bach vivono a Tarvisio, nella capanna di legno nel cortile della signora Bosoni.  Sono due orsetti bianchi, un maschio e una femminuccia,  e finiscono  in un libro. Anzi, in due libri. Il primo, del 2011, con dodici  storie originali, e ora in quello freschissimo di stampa dal titolo “Gnovis storiis”.  Altre dodici. L’autore è il prolifico Luca De Clara, codroipese doc, insegnante di storia e filosofia nelle scuole superiori e ricercatore storico.  De Clara racconta con una  capacità narrativa scorrevole ed elegante. Sembra di ascoltarne la voce e visualizzarne le scene mentre descrive  i personaggi nati dall’esperienza personale di vita a Tarvisio abbinata ad una fervida fantasia, spesso ispirata dalle parole della figlia Carolina. Rigorosamente in marilenghe, i due orsetti vivono diverse avventure nei territori che ci appartengono, da Travisio a  Lignano alla festa di  Santa Caterina a Udine. Inge e Bach, stanno crescendo e scoprono piano piano che il mondo non finisce a Tarvisio e che fuori casa c’è tanta gente da conoscer e tante cose ancora da imparare.   La prima storia li vede  svegliarsi troppo presto, un giorno freddo di gennaio, quando  lunghe strisce di ghiaccio scendono dalle grondaie. "Masse adore” dice loro la signora Bosoni “ tornait a polsâ inmo un tic”.  Sul finire di febbraio eccoli belli vispi  festeggiare la fine del letargo con la battaglia coi cuscini per poi lanciarsi per l’ultima sciata sul Monte del Lussari, su una pista senza turisti.  E poi la fame… tantissima fame. Ed allora subito pronti  a sperimentare ricette e ad invitare amici per le cene  in compagnia. Soprattutto della tartaruga Linore o Eleonora.  Finché arriva il momento di andare – addirittura – ad un matrimonio, invitati da Margherita, la nuova commessa del negozio della signora Bosoni. Pantaloni, camicia bianca, giacca e cravatta rosso fuoco per Bach. Abito di gala rosa a righe dorate per Inge. Poi, l’imprevisto.  Bach si inciampa sulla coda del vestito della sposa e la lascia in mutande!  Risolto tutto con una risata, i due protagonisti  partecipano alla seconda edizione del Festival della canzone degli orsi. Alla grande serata presenzia persino il sindaco Paolantoni con la moglie ma a vincere sono i soliti forestieri.  Con l’arrivo dell’estate anche a Tarvisio si boccheggia. Così i Bosoni vanno a Lignano, insieme a  Inge e Bach che rischiano la multa della vigilessa Paola perché la buca scavata in spiaggia è troppo profonda.  Segnato l’indirizzo per l’anno prossimo tornano a Tarvisio dove  si dilettano a camminare sui boschi con i loro amici. Meta preferita il monte For, sul confine tra Italia, Austria e Slovenia.  Ma ecco arrivare l’autunno.  Inge e Bach sentono la signora Bosoni dire “I ors a àn di lâ a scuele”.  In convitto. A Udine.  Nonostante i loro fiumi di lacrime. Nonostante la nostalgia dei boschi, degli amici, della casa di legno.  Ma, anche a Udine, accade qualcosa di incredibile, grazie alla maestra Rina che ama portare i suoi allievi alla scoperta della città o in gita. La più bella si rivela quella di fine novembre,  a Santa Caterina, dove giostre e baracconi riempiono l’aria di musica a tutto volume.  E dove Inge e Bach si perdono nella casa degli specchi, sbattendo il naso dappertutto.  Per fortuna arriva Natale ed il tempo delle vacanze. Inge e Bach tornano a Tarvisio già innevato e compiono un vero miracolo della generosità. Alla messa di mezzanotte,  per rimediare alla sparizione delle statuine , diventano la Madonna e San Giuseppe nel presepio e colorano la tartaruga Eleonora con lo spray rosa per farle fare Gesù Bambino.

Arricchito dalle illustrazioni di Francesca Gregoricchio e curato dalle edizioni Kappa Vu, il libro di De Clara invita grandi e piccini a divertirsi tra le sue pagine, fresche ed accattivanti. Dove gli orsetti Inge, con il fiocco rosa  e Bach, con quello azzurro, danno lezioni di tenera leggerezza.

 
 

 CAMINO T (Ud)

 

                           
 

MONUMENTO PER I 35° ANNI DELL’A.F.D.S.

La sezione  caminese A.F.D.S. presieduta da Illario Danussi, ha festeggiato  i suoi 35 anni di generosa attività e presenza costante sul territorio, registrando grande partecipazione, sia di folla che di sezioni con i loro labari rossi.  La Banda Musicale di Bertiolo ed il “Coro S. Francesco”, diretto da Eliana Gallai, unito per l’occasione alla Corale di Glaunicco-Bugnins, diretta da Cristina Pilutti, hanno conferito ulteriore lustro alla S. Messa, celebrata da Don Roland Kulik, e ai vari momenti della festa.  Presenti rappresentanze dell’arma dei carabinieri, vigili del fuoco, polizia e alpini, oltre all’amministrazione comunale con il sindaco Nicola Locatelli, il presidente  regionale Afds, Enrico Fuser. L’inaugurazione del Monumento al Donatore , accanto al municipio, realizzato dall’artista caminese Eddi Panigutti e dalla moglie Lucia, ha consentito al presidente Danussi di esprimere la propria soddisfazione ma anche un accorato appello ai giovani  a donare, rinnovando la personale disponibilità a fornire ogni informazione e supporto.  Il presidente Fuser ha informato che vi è urgenza di sangue 0-, A-, B-, invitando chi può donare a farlo e chi non può a impegnarsi perché altri lo facciano. 
 

CAMINO

10° PREMIO MARINIG a LUCA D’ANGELA e MARCO D’AGOSTINI

 

A dieci anni dalla scomparsa di Primo Marinig, già sindaco di Camino e  Vice-Presidente della provincia di Udine, ha trovato vita la decima edizione del premio a lui intitolato.  Nel parco dell’Agriturismo “Da Morson”, numerosi amici ed autorità,  sindaco di Camino Locatelli, consigliere regionale Riccardi, Vice di Codroipo Bozzini, presidente Bcc Basiliano Occhialini, sono accorsi per ricordare  l’insigne figura di Marinig, ritratta con grande garbo dall’amico e collega Prof. Danilo Toneatto. Dieci anni del premio Marinig declinano l’immutato affetto ed il grato ricordo per il professore, commercialista, poeta, sindaco ma, soprattutto, per l’uomo, grande estimatore della sua amata Camino. Altro prioritario intento di Marinig è sempre stato valorizzare i giovani. Per questo sono stati premiati proprio due giovani, con targa e opera pittorica realizzata dall’artista caminese Ennio Malisan.  Il musicista Luca D’Angela di Camino ed il regista Marco D’Agostini di Codroipo. Luca D’Angela, oltre ad essere cantante in marilenghe e fondatore del gruppo “Jo no Kognos”, è anche il protagonista di un film documentario, realizzato da Marco D’Agostinin che parla della vita reale dei giovani friulani di 30-40 anni. La vittoria a un concorso di musica in lingua minoritaria nel 2012 ha portato il gruppo “Jo no Kognos” fino alle Asturie, in Spagna, per la finale europea. Qui si inserisce il lavoro del regista indipendente  Marco D’Agostini che, seguendo il gruppo, ha realizzato “Jnk, oltri la ultime frontiere” già presentato al pubblico del Visionario di Udine, a Camino e fuori regione.  Un meritato riconoscimento tutto friulano, rigorosamente in “Marilenghe”.

 

                                                                                                         

CAMINO

 

MOSTRA “ CON LA NOSTRA PIETRA”

 

 In abbinata con  La fieste dal toro e dal vin” è stata apprezzata,  nelle vetrine della locale Farmacia,  l’innovativa  mostra “Con la nostra pietra” , curata da Paolo Coretti e Stefano Zuliani. Protagonista la pietra di Torreano. Compatta nel suo corpo. Capace  di contrastare gli urti e le  abrasioni.  Scavata, scolpita, levigata, lucidata, bocciardata, lavorata a punta o fiammata, la pietra  si fa  vaso, ma anche mortaio e portabottiglie, quest’ultimo a volte statico o, per una sorta di gioco espressivo, dondolante e, pur sempre in perfetto equilibrio, singolarmente dinamico. Per certi versi si piega all’arte della tavola e  alle sue regole decorative. In altro modo, invece, porta nelle case la sua forza espressiva e trascina con sé anche un significativo ritaglio del paesaggio friulano.

Le opere in pietra piasentina, la più forte che si cava nella nostra terra, resistente al gelo e al sole battente,  di un grigio profondo,  venato di bianco color del sale o  velato  di un  rosso ferrigno,  erano già state esposte a Firenze, a Ferrara, a Udine e a Milano in occasione di importanti mostre di design.  Ispirate alla cultura dell’oggetto d’uso domestico  e  integrate con una nuova collezione di oggetti hanno dato vita ad una mostra che ha voluto richiamare i visitatori nel dolce paesaggio di Camino ma che intende essere il primo di una serie di eventi denominati “Arte in Farmacia”. A rappresentare il gesto artistico abbinato allo stare bene e alla salute.

PADOVA E VILLA CONTARINI a PIAZZOLA SUL BRENTA con Abaco Viaggi: 22 giugno 14

 Ecco Padova, l'antica Patavium. Cappella degli Scrovegni ( allevatori di scrofe) , con gli affreschi di Giotto.
                                 
                             interno a navata unica, soffitto del 1300. affreschi di allievi di Giotto

  resti degli affreschi di Andrea Mantegna, distrutti da una bomba lanciata per errore durante la seconda guerra mondiale. Crollò l'intero presbiterio con affreschi di Mantegna, che, grazie alla prospettiva, "fa entrare nel quadro".
                                              Caffè Pedrocchi esterno
                                                                 interno
                                                      retro caffè Pedrocchi
                                           Università del 1222, con cattedra di Galileo Galilei. Libera associazione studi e professioni. La laurea era aperta a studenti di altre religioni. Ospita una collezione di 3000 stemmi araldici
                                                laterale della basilica di S.Antonio. Costruita in 70 anni, dal 1231. con i soldi della gente comune. Architettura bizantino-veneziana-romanica-gotica. I campanili sono simili ai minareti
          Monumento equestre in bronzo  del Gattamelata vestito da romano, del Tiziano, 1400.
                                                      gruppo Abaco Viaggi con cl 47 di Rivignano
                      interno della basilica, chiesa medievale di pellegrinaggio, con area sacra. Francescana, con monastero, 4 chiostri, scuola di teologia, musei. Basilica pontificia fuori Roma. Sono ospitati oggi 30 frati
                                                     con Chiara Fasolato, guida di Padova
                                                                Fronte basilica di S. Antonio
                                         Villa Contarini a Piazzola sul Brenta (PD)

                                                                    Interni
                                                        alcune delle 25 stanze












                                                   Parco di 40 ettari

BARCIS e ANDREIS (Pn): SULLA VECCHIA STRADA DELLA VALCELLINA CON TRENINO TURISTICO - 21 giugno 14



Il lago di Barcis è lì, quieto come un vecchio appisolato su una panchina di un  parco. L’aria è fine, di quelle che ti pizzicano  la pelle. Soltanto in un luogo come questo, protetto da alti boschi e fitta vegetazione, la puoi sentire.

                                                 Il trenino rosso è fermo, in attesa di viaggiatori.
                                   Abaco Viaggi ospitiedel signor Alfio Zamataro, titolare di Friulviaggi
 
                                                         Tutti a bordo. Chiudere le porte.
 
L’allegria della musica sa contagiare e solletica la voglia di salirci e scoprire dove ti porterà.
 Il trenino dà il fischio della partenza per un viaggio di mezz’ora  attraverso  un arcobaleno di sfumature boschive e poi sulla vecchia strada della Valcellina. Un portone di ferro vagamente biancastro viene aperto dalle  mani rispettose dell’autista e subito richiuso.   
E’ un tratto che solo sul trenino si può percorrere.

Giochi di nubi e sole, incavature di rocce, orridi e grotte scavate dall’acqua, instancabile lavoratrice che danza  in cascatelle creative che poi si tuffano tra le mani di sassi appisolati. Punti panoramici da far sgranare gli occhi per scatti resi urgenti dalla loro meraviglia. Sono troppo speciali per poter passar dritti senza catturarli. Ponticelli di vecchie strade dismesse riportano ad un traffico lento che fa parte del patrimonio storico ed ambientale.  

Il fischio del trenino, che prosegue a sei  km all’ora, ricorda di apprezzare il deserto di ruote e di gambe. Nessuno circola qui all’infuori di lui.  Per questo canta il suo essere unico, fortunato veicolo degno di transitarvi, senza arrecare disturbo agli abitanti dei boschi e delle acque, abituati alla pace e al silenzio.  La natura è sovrana da queste parti, rispettosa padrona della potente storia e del felice presente.  Quando poi si stagliano le sagome umane che segnalano l’arrivo è facile provare una sorta di delusione. Ma l’opportunità di aver vissuto la singolare esperienza la spazza via, lasciando posto alla gratitudine.

Il trenino rosso, con tetto rinforzato, è attivo dal 31 maggio al 14 settembre, tutti i giorni dal 16 luglio al 24 agosto,  con la gestione affidata alla Friulviaggi di Spilimbergo.   E’ possibile effettuare il giro breve di mezz’ora o il giro lungo, da Barcis ad Andreis.  “Siamo molto contenti  – dichiara Alfio Zamataro,  titolare della Friulviaggi – perché con la nuova gestione abbiamo già fatto viaggiare un migliaio di persone e tutte scendono con gli occhi sgranati per la meraviglia di ciò che hanno visto. Siamo pronti ad accogliere ancora molti turisti che  vengono a trascorre le vacanze qui, anche in campeggio o in camper oltre che nelle strutture ricettive, ma anche quelli amanti del lago e della sua atmosfera”.

Per info e prenotazioni: info@friulviaggi.it o 0427-50316

10° PREMIO MARINIG a LUCA D’ANGELA e MARCO D’AGOSTINI - CAMINO T (ud) 15 giugno 14

 

                                

A dieci anni dalla scomparsa di Primo Marinig, già sindaco di Camino e  Vice-Presidente della provincia di Udine, ha trovato vita la decima edizione del premio a lui intitolato.  Nel parco dell’Agriturismo “Da Morson”, numerosi amici ed autorità,  sindaco di Camino Locatelli, consigliere regionale Riccardi, Vice di Codroipo Bozzini,
il presidente Bcc Basiliano Occhialini, sono accorsi per ricordare  l’insigne figura di Marinig, ritratta con grande garbo dall’amico e collega Prof. Danilo Toneatto.    
 
Dieci anni del premio Marinig declinano l’immutato affetto ed il grato ricordo per il professore, commercialista, poeta, sindaco ma, soprattutto, per l’uomo, grande estimatore della sua amata Camino. Altro prioritario intento di Marinig è sempre stato valorizzare i giovani.
Per questo sono stati premiati proprio due giovani, con targa e opera pittorica realizzata dall’artista caminese Ennio Malisan.  Il musicista Luca D’Angela di Camino ed il regista Marco D’Agostini di Codroipo.
Sindaco Nicola Locatelli premia il regista Marco D'Agostini e il musicista Luca D'Angela con opere dell'artista Ennio Malisani.
 
La vittoria a un concorso di musica in lingua minoritaria nel 2012 ha portato il gruppo “Jo no Kognos” fino alle Asturie, in Spagna, per la finale europea. Qui si inserisce il lavoro del regista indipendente  Marco D’Agostini che, seguendo il gruppo, ha realizzato “Jnk, oltri la ultime frontiere” già presentato al pubblico del Visionario di Udine, a Camino e fuori regione.  Un meritato riconoscimento tutto friulano, rigorosamente in “Marilenghe”.
 
Luca D’Angela, oltre ad essere cantante in marilenghe e fondatore del gruppo “Jo no Kognos”, è anche il protagonista di un film-documentario, realizzato da Marco D’Agostini che parla della vita reale dei giovani friulani di 30-40 anni.    
  
con Eugenio D'Angela                                                                                     con Vittoria  D.M.            

 
 
 
Poesia dedicata a Primo Marinig: scritta 15 giugno 2004

 
                                                    A Primo

Satu che jo Ti viôt,  in tal  Paradis…
discolz tu coris parsore  dai claps dal to Tiliment, siôr di aghe e di boscs.

Veju culì…  i scussons… chei dal mès di maj, di cuant che tu jeris frutìn… e tu zujavis  a cjapaiu… E l’ajar jere net cuant ch’ al  soflave fràmiec i  poi e i morars di fuée.                  Po’ si pojave sòre lis socis a polsa.
Vuê, che baviséle lizere  e a  vût bisugne dai  tiei voi par cjalà  miôr… atôr atôr… e  po’… contai dut  al Signor.
 

 Poesia dedicata a Luca D'Angela: scritta la notte del 21 luglio 2003, sul Tagliamento, in occasione di "Di ca e di là da l'aghe"
 
 
 
                      Indulà vevitu taponade la lune

-    in che gnot di lui –

-    cuant che il to flum di peraulis

ti gloteve intala so panse mai passude?

 

Indulà svualavino i tiei pinsîrs

imberdeats in t’un rosari di burlaç

cuant che la to “ghitare” ti picigave

il cûr, come urtiis sore une gote di sanc?

 

Di sigûr

la to anime si sbotonave la cjamese

di sede fine

par emplasi dal cidinôr dai claps

e dal respirâ cuiet de to int

che a voltave la to muse intala ombrene

fin a viodi une sameance biéle

cun la muse di Crist.

Un Crist ver e furlan.

Mia presentazione:

Deis ains. 10 anni. Un tempo sottile, come un libro da leggere in un soffio? O un tempo lungo, con i suoi spazi per il rimpianto, i giorni grigi? Ognuno conosce il proprio e, di sicuro, quello di Primo, non ha avuto bisogno di lancette, agende, telefonino.
E il nostro?
Il nostro ancora sì, ma sono sicura che in tutti noi che siamo qui oggi, si sia insinuato, a volte, anche senza un perché,  un pensiero, un ricordo, un particolare  che ci ha fatto ricordare Primo.
         Beh! Questo è dare vita a chi fisicamente non c’è.
Oggi è Festa perché  accade per la decima volta ciò che si è ripetuto in questi anni, ovvero il nostro ritrovarci. Come moltissimi di voi, anch’io ci sono sempre stata e la considero una fortuna.  Mi piace l’idea di essere qui, in questo posto che so essere piaciuto molto a Primo, anche perché qui era vissuta la sua mamma Fanni. Vedete come le cose giocano tra loro e mai  in modo casuale?                                                       

                                                                        **************

 
Ci sono tanti bravi giovani anche a Camino, a Codroipo. Sono i nostri giovani. Che suonano, fanno film, girano il mondo ma… sono davvero abituati ad andare oltre la frontiera del Tagliamento? Dal sigur?
E’ una domanda che alcuni di questi giovani si pongono e la mettono lì, sulle scene di un film- documentario che parla della vita reale, di come vivono i giovani di 30-40 anni in Friuli. E la musica diventa un mezzo per raccontare storie. Diventa la capacità di ritagliarsi uno spazio di vita che trova senso in una mansarda dove suonare. Rigorosamente in marilenghe.
Parlo di due giovani, un musicista LUCA D’ANGELA e un regista MARCO D’AGOSTINI e un gruppo “JO NO KOGNOS”.
La vittoria a un concorso di musica in lingua minoritaria nel 2012 li porta oltre quel confine naturale, oltre la frontiera dal sigur, fino alle Asturie, per la finale europea. Qui si inserisce il nuovo lavoro del regista indipendente friulano Marco D’Agostini “Jnk, oltri la ultime frontiere”.