sabato 28 giugno 2014

IL PONTE LUGLIO 14


LIBRI
 

 
“INGE E BACH, GNOVIS STORIIS”  di LUCA DE CLARA

Inge e Bach vivono a Tarvisio, nella capanna di legno nel cortile della signora Bosoni.  Sono due orsetti bianchi, un maschio e una femminuccia,  e finiscono  in un libro. Anzi, in due libri. Il primo, del 2011, con dodici  storie originali, e ora in quello freschissimo di stampa dal titolo “Gnovis storiis”.  Altre dodici. L’autore è il prolifico Luca De Clara, codroipese doc, insegnante di storia e filosofia nelle scuole superiori e ricercatore storico.  De Clara racconta con una  capacità narrativa scorrevole ed elegante. Sembra di ascoltarne la voce e visualizzarne le scene mentre descrive  i personaggi nati dall’esperienza personale di vita a Tarvisio abbinata ad una fervida fantasia, spesso ispirata dalle parole della figlia Carolina. Rigorosamente in marilenghe, i due orsetti vivono diverse avventure nei territori che ci appartengono, da Travisio a  Lignano alla festa di  Santa Caterina a Udine. Inge e Bach, stanno crescendo e scoprono piano piano che il mondo non finisce a Tarvisio e che fuori casa c’è tanta gente da conoscer e tante cose ancora da imparare.   La prima storia li vede  svegliarsi troppo presto, un giorno freddo di gennaio, quando  lunghe strisce di ghiaccio scendono dalle grondaie. "Masse adore” dice loro la signora Bosoni “ tornait a polsâ inmo un tic”.  Sul finire di febbraio eccoli belli vispi  festeggiare la fine del letargo con la battaglia coi cuscini per poi lanciarsi per l’ultima sciata sul Monte del Lussari, su una pista senza turisti.  E poi la fame… tantissima fame. Ed allora subito pronti  a sperimentare ricette e ad invitare amici per le cene  in compagnia. Soprattutto della tartaruga Linore o Eleonora.  Finché arriva il momento di andare – addirittura – ad un matrimonio, invitati da Margherita, la nuova commessa del negozio della signora Bosoni. Pantaloni, camicia bianca, giacca e cravatta rosso fuoco per Bach. Abito di gala rosa a righe dorate per Inge. Poi, l’imprevisto.  Bach si inciampa sulla coda del vestito della sposa e la lascia in mutande!  Risolto tutto con una risata, i due protagonisti  partecipano alla seconda edizione del Festival della canzone degli orsi. Alla grande serata presenzia persino il sindaco Paolantoni con la moglie ma a vincere sono i soliti forestieri.  Con l’arrivo dell’estate anche a Tarvisio si boccheggia. Così i Bosoni vanno a Lignano, insieme a  Inge e Bach che rischiano la multa della vigilessa Paola perché la buca scavata in spiaggia è troppo profonda.  Segnato l’indirizzo per l’anno prossimo tornano a Tarvisio dove  si dilettano a camminare sui boschi con i loro amici. Meta preferita il monte For, sul confine tra Italia, Austria e Slovenia.  Ma ecco arrivare l’autunno.  Inge e Bach sentono la signora Bosoni dire “I ors a àn di lâ a scuele”.  In convitto. A Udine.  Nonostante i loro fiumi di lacrime. Nonostante la nostalgia dei boschi, degli amici, della casa di legno.  Ma, anche a Udine, accade qualcosa di incredibile, grazie alla maestra Rina che ama portare i suoi allievi alla scoperta della città o in gita. La più bella si rivela quella di fine novembre,  a Santa Caterina, dove giostre e baracconi riempiono l’aria di musica a tutto volume.  E dove Inge e Bach si perdono nella casa degli specchi, sbattendo il naso dappertutto.  Per fortuna arriva Natale ed il tempo delle vacanze. Inge e Bach tornano a Tarvisio già innevato e compiono un vero miracolo della generosità. Alla messa di mezzanotte,  per rimediare alla sparizione delle statuine , diventano la Madonna e San Giuseppe nel presepio e colorano la tartaruga Eleonora con lo spray rosa per farle fare Gesù Bambino.

Arricchito dalle illustrazioni di Francesca Gregoricchio e curato dalle edizioni Kappa Vu, il libro di De Clara invita grandi e piccini a divertirsi tra le sue pagine, fresche ed accattivanti. Dove gli orsetti Inge, con il fiocco rosa  e Bach, con quello azzurro, danno lezioni di tenera leggerezza.

 
 

 CAMINO T (Ud)

 

                           
 

MONUMENTO PER I 35° ANNI DELL’A.F.D.S.

La sezione  caminese A.F.D.S. presieduta da Illario Danussi, ha festeggiato  i suoi 35 anni di generosa attività e presenza costante sul territorio, registrando grande partecipazione, sia di folla che di sezioni con i loro labari rossi.  La Banda Musicale di Bertiolo ed il “Coro S. Francesco”, diretto da Eliana Gallai, unito per l’occasione alla Corale di Glaunicco-Bugnins, diretta da Cristina Pilutti, hanno conferito ulteriore lustro alla S. Messa, celebrata da Don Roland Kulik, e ai vari momenti della festa.  Presenti rappresentanze dell’arma dei carabinieri, vigili del fuoco, polizia e alpini, oltre all’amministrazione comunale con il sindaco Nicola Locatelli, il presidente  regionale Afds, Enrico Fuser. L’inaugurazione del Monumento al Donatore , accanto al municipio, realizzato dall’artista caminese Eddi Panigutti e dalla moglie Lucia, ha consentito al presidente Danussi di esprimere la propria soddisfazione ma anche un accorato appello ai giovani  a donare, rinnovando la personale disponibilità a fornire ogni informazione e supporto.  Il presidente Fuser ha informato che vi è urgenza di sangue 0-, A-, B-, invitando chi può donare a farlo e chi non può a impegnarsi perché altri lo facciano. 
 

CAMINO

10° PREMIO MARINIG a LUCA D’ANGELA e MARCO D’AGOSTINI

 

A dieci anni dalla scomparsa di Primo Marinig, già sindaco di Camino e  Vice-Presidente della provincia di Udine, ha trovato vita la decima edizione del premio a lui intitolato.  Nel parco dell’Agriturismo “Da Morson”, numerosi amici ed autorità,  sindaco di Camino Locatelli, consigliere regionale Riccardi, Vice di Codroipo Bozzini, presidente Bcc Basiliano Occhialini, sono accorsi per ricordare  l’insigne figura di Marinig, ritratta con grande garbo dall’amico e collega Prof. Danilo Toneatto. Dieci anni del premio Marinig declinano l’immutato affetto ed il grato ricordo per il professore, commercialista, poeta, sindaco ma, soprattutto, per l’uomo, grande estimatore della sua amata Camino. Altro prioritario intento di Marinig è sempre stato valorizzare i giovani. Per questo sono stati premiati proprio due giovani, con targa e opera pittorica realizzata dall’artista caminese Ennio Malisan.  Il musicista Luca D’Angela di Camino ed il regista Marco D’Agostini di Codroipo. Luca D’Angela, oltre ad essere cantante in marilenghe e fondatore del gruppo “Jo no Kognos”, è anche il protagonista di un film documentario, realizzato da Marco D’Agostinin che parla della vita reale dei giovani friulani di 30-40 anni. La vittoria a un concorso di musica in lingua minoritaria nel 2012 ha portato il gruppo “Jo no Kognos” fino alle Asturie, in Spagna, per la finale europea. Qui si inserisce il lavoro del regista indipendente  Marco D’Agostini che, seguendo il gruppo, ha realizzato “Jnk, oltri la ultime frontiere” già presentato al pubblico del Visionario di Udine, a Camino e fuori regione.  Un meritato riconoscimento tutto friulano, rigorosamente in “Marilenghe”.

 

                                                                                                         

CAMINO

 

MOSTRA “ CON LA NOSTRA PIETRA”

 

 In abbinata con  La fieste dal toro e dal vin” è stata apprezzata,  nelle vetrine della locale Farmacia,  l’innovativa  mostra “Con la nostra pietra” , curata da Paolo Coretti e Stefano Zuliani. Protagonista la pietra di Torreano. Compatta nel suo corpo. Capace  di contrastare gli urti e le  abrasioni.  Scavata, scolpita, levigata, lucidata, bocciardata, lavorata a punta o fiammata, la pietra  si fa  vaso, ma anche mortaio e portabottiglie, quest’ultimo a volte statico o, per una sorta di gioco espressivo, dondolante e, pur sempre in perfetto equilibrio, singolarmente dinamico. Per certi versi si piega all’arte della tavola e  alle sue regole decorative. In altro modo, invece, porta nelle case la sua forza espressiva e trascina con sé anche un significativo ritaglio del paesaggio friulano.

Le opere in pietra piasentina, la più forte che si cava nella nostra terra, resistente al gelo e al sole battente,  di un grigio profondo,  venato di bianco color del sale o  velato  di un  rosso ferrigno,  erano già state esposte a Firenze, a Ferrara, a Udine e a Milano in occasione di importanti mostre di design.  Ispirate alla cultura dell’oggetto d’uso domestico  e  integrate con una nuova collezione di oggetti hanno dato vita ad una mostra che ha voluto richiamare i visitatori nel dolce paesaggio di Camino ma che intende essere il primo di una serie di eventi denominati “Arte in Farmacia”. A rappresentare il gesto artistico abbinato allo stare bene e alla salute.

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