mercoledì 16 luglio 2014

“THE QUEEN SYMPHONY” , per cori e orchestra di fiati - Camino T (UD) 15 luglio 14

VIDEO su http://youtu.be/D8XGWAh00Ws

Camino se l’è tenuto ben stretto nel palmo rugoso.  Lo ha protetto per un’ora con una trapunta di stelle e le  mura narranti della corte Stroili Giavedoni, nella storica via Tagliamento. Il Borc dai siôrs. Cornice ideale per “The Queen Symphony”,  con due cori e orchestra di fiati,  a dar ali a quella sinfonia scritta in due anni da Tolga Kashif e poi trascritta per orchestra da Erik Somers. Con  debutto in eurovisione, repliche in tutto il mondo e decretata album del 2003 dal Classical British Award.  Approdata ieri a Camino, e per la prima volta in Friuli, per opera dell’Ass. Musicale “Euritmia” di Povoletto,della Corale caminese, diretta da Francesco Zorzini e del Coro Juvenes Cantores di Plasencis, diretta da Erica Zanin. Con il patrocinio di USCF-Udine.

Direttore Francesco Zorzini
 
Un colpo d’occhio da grandi palcoscenici, sotto la luce del crepuscolo di una perfetta sera d’estate,   sorride al silenzio denso di aspettative. Obbedendo alla bacchetta del Direttore  Franco Brusini,  il contrabbasso prende  la parola.
 
  Replicano subito  i clarinetti, l’arpa, le tube, i fiati. Poi i cori, in elegante  nero. I brividi scorrono più veloci del sangue nelle vene. In chi suona, canta e in chi ascolta. Con l’esatta sensazione di percepire l’anima dei Queen sollevarsi su tappeto volante e danzare al ritmo degli strumenti e delle voci in affiatati consensi.
L’arpa accompagna verso una dimensione di beata soavità, confortata dal pianoforte, risoluto ed autorevole.

A dettare il potere della buona musica, quella provata, studiata, macinata, al di là di lancette e orologi.  



 
 Arpa e violino danzano all’unisono la musica di parole taciute.  E “Who wants to live forever” affiora come il sole quando corteggia il mondo e si fa canto della mente, in punta di pensiero. Il violino lo accompagna fino  al saluto leggero, sul far di una sottile malinconia
 Ma, ben lungi dal riposare, il saltellar di dita sul pianoforte invita i campanelli, l’arpa, il fagotto a far scattare  l’adrenalina, irrobustita dalle trombe, clarini e flauti.   Complici le stelle ed il silenzio di Camino, i vari suoni  si rincorrono fino ad amalgamarsi in uno sposalizio dai molteplici  umori. Chiacchiericcio pettegolo e toni scherzosi di folletti curiosi annunciano  Mama… è questa la vita vera? È questa solo fantasia?” e ancora  “Sei pronto? Sei pronto per questo?” da “Another  one bites the dust”.  
 Il vocabolario abbassa le ciglia e benedice il dono dell’udito quando i cori e l’orchestra si abbracciano e intonano  We are the champions” e “Who wants to live forever”,   invocando  la sinergia di voci e suoni.
 

  Il  nuovo silenzio e  gli applausi scroscianti decretano  la fine di un concerto- sinfonia che lascia spazio solo alla gratitudine e alla speranza di nuove  occasioni.

 

Nessun commento:

Posta un commento