martedì 30 settembre 2014

iL PAESE OTTOBRE 2014


                                 CODROIPO (UD)

IVAN CUDIN, “IL RE DI SPARTA”  VINCE  PER LA TERZA VOLTA  LA MITICA SPARTATHLON

Su Wikipedia si legge che Ivan Cudin  è un atleta italiano, specializzato nell'ultramaratona. Che ha ottenuto ottimi risultati nelle 100 km e nelle gare di 24 ore italiane ed internazionali. Che è il campione europeo della 24 ore e vincitore della Spartathlon nel 2010 e nel 2011. Non c’è ancora scritto che l’ha vinta anche nel 2014, esattamente il 27 settembre. E che anche la terza vittoria di Spartathlon è un trionfo tutto suo.

Non c’è scritto che è di Codroipo, classe 1975, che dal 2001 lavora alla Sincrotrone Trieste, un laboratorio di ricerca multidisciplinare, come ingegnere meccanico. Che dal 2009 è il responsabile dell’ufficio tecnico ed attualmente si occupa della progettazione meccanica di FERMI, una sorgente di IV generazione di fotoni che verrà utilizzata per analisi chimiche, fisiche, mediche e farmaceutiche.  Né che  da oltre 15 anni partecipa alle attività del gruppo volontari codroipesi, un’associazione che organizza soggiorni estivi ed attività di integrazione per persone diversamente abili o che ha fatto parte di una associazione di volontariato internazionale, partecipando attivamente a due progetti per la realizzazione di ambulatori oftalmologici, uno in Burkina Faso ed uno nei campi profughi saharawi.  Che ha giocato a calcio per oltre 10 anni, ma in seguito ad un serio infortunio ha dovuto abbandonare questo sport. Che da una decina di anni ha iniziato a praticare il podismo. Che fa parte del gruppo marciatori di Udine.

Ma chi è Ivan Cudin?   E’ persona semplice e, a suo modo, schiva, nonostante sia la stella di SPARTATHLON , l’ultramaratona mondiale, da Atene a Sparta,  sulle rotte di Filippide. La corsa di 245,3 km.  che parte dall’Acropoli di Atene ed arriva fino a Sparta,  è stata conclusa dal campione codroipese  in 22 ore, 29 minuti e 29 secondi.  Poi  è salito per la terza volta sul gradino più alto del podio  mettendosi alle spalle il tedesco Florian Reus  e il polacco Andrzej Radzikowski. Ci era già salito  nel 2010,  nell’anno del 2500° anniversario delle gesta di Filippide, aggiudicandosi la prestigiosa e leggendaria Spartathlon, che nessun italiano aveva vinto precedentemente,  bissando nel  2011 più un bronzo nel 2013.  Tutto questo oltre ad essere stato nel 2010   campione europeo della 24 ore e, a fine 2013,  e, a Taipei, aver  stabilito il primato italiano della 24 ore, inanellando ben 666 giri di pista (226,702 km in totale).

COS’E’ la  SPARTATHLON? E’ annoverata tra le corse su strada più lunghe e più difficili al mondo, forse la più massacrante, ma allo stesso tempo quella più affascinante per una sorta di miscellanea tra storia e mito che la circonda e adorna come un incantesimo, rendendola pressoché unica.

La prima edizione della Spartathlon avvenne nel 1983, con la partecipazione di 45 atleti provenienti da 11 diversi Paesi. A idearla fu un ex ufficiale della RAF, John Foden, studioso di storia greca antica e ammaliato dalla figura di Filippide.

Filippide era un emerodromo, ovvero un soldato addestrato a correre per oltre 24 ore consecutive, caratteristica particolarmente sfruttata in tempo di guerra, per recare messaggi da una città all’altra. Racconta Erodoto che nel 490 a.C., prima dell’inizio degli scontri contro i Persiani, il soldato fu inviato da Atene a Sparta per chiedere l’aiuto della città, coprendo l’enorme distanza in poco più di un giorno.

John Foden, folgorato dall'impresa di Filippide, si chiese se anche un uomo moderno sarebbe stato in grado di coprire la distanza tra Atene e Sparta in così poco tempo e nell'autunno del 1982 iniziò a pianificare un tracciato che fosse quanto più fedele alla strada percorsa da Filippide. Dopo un primo tentativo compiuto con amici per assicurarsi che fosse possibile coprire la distanza nel tempo tramandatoci da Erodoto, l’anno successivo venne istituita la prima edizione dell’ultra maratona. Il resto è cronaca, passata agli annali della competizione.

La Atene-Sparta conta  36 ore di tempo massimo, 75 punti di controllo con cancello orario (o si arriva entro una certa ora o si è fuori senza se e senza ma). Vietato qualsiasi supporto psicologico, cellulari, mp3, o anche solo farsi accompagnare da qualcuno. Si può avere assistenza solo in determinati punti prestabiliti dall’organizzazione, giudici severissimi. Questi sono i crudi numeri, ma per capire cosa sia la Spartathlon, bisogna viverla.

Come ha fatto per ben quattro volte, di cui tre da vincitore,  Ivan Cudin. Un ragazzo ricco di una semplicità che lo onora, quella tipica del “Grandi”. Che sia pure di Codroipo … beh! non può che riempirci di orgoglio.  Chapeau  Ivan!

CODROIPO

NÊF  CAMILLA STELITANO VINCE  IL CONCORSO “UN ROMANC IN TRE RIIS”

 Classe 2003, Nêf Camilla, si è classificata prima – e per la seconda volta –  al Concorso in lingua friulana “Un Romanc in tre riis” , sezione 0-17 anni, promosso dall’Associazione “I Colonos” in collaborazione con l’Arlef ai Colonos di Villacaccia. 

Ecco il testo vincitore. La biciclete:  Une gote di sanc. E lagrimis a bagnami la mûse. Gno pâri:”Su,ieve”! Me mari mi netave i genôi.



CODROIPO

 

          Andrea Dalla Costa con Kevin Macdonald, regista e documentarista scozzese
 
ANDREA DALLA COSTA   REGISTA NEL FILM “THE GIVER” con MERYL STREP
Il film di fantascienza “The Giver” o “Il Donatore”, dall’11 settembre al cinema,  tratto dal bestseller internazionale  di Loys Lowry,   contiene molti buoni motivi per essere visto. Sicuramente per gli attori protagonisti, Meryl Strep e  Jeff Bridges, entrambi  vincitori di vari Oscar, ma  anche per una scena  di cinque minuti  che porta la firma di un regista codroipese, Andrea Dalla Costa.  La stessa che  Ridley Scott, nel 2011,  aveva selezionato, su 85mila partecipanti di tutto il mondo, per Life in a Day, il primo social movie della storia. Un successo  bissato l’anno dopo  in Britain in a Day.  Andrea, infatti, è l’unico al mondo, insieme ad un filmmaker giapponese, ad essere presente in ambedue i movie. Ed ora è l’unico regista esterno,  oltre a quello ufficiale, l’australiano Philyp Noice, ad essere presente  nel  film fantasy  “The Giver”, con una scena che dimostra la potenza dell’amore e della famiglia.  
E’ stata la produzione cinematografica a contattarlo, chiedendogli di poter usare le sue immagini per rappresentare la gioia familiare. Il film, infatti, è ambientato in un futuro dove la società ha cancellato ogni emozione e ogni storia passata. Soltanto il “donatore” , Jonas, conservando i ricordi della bellezza e dell’amore,   riuscirà a cambiare ogni cosa. Tra le varie immagini della memoria spiccano quelle firmate Dalla Costa. “Non so esattamente cosa abbiano inserito – racconta – devo ancora vedere il film. So solo che quando mi hanno chiamato per chiedermi l’autorizzazione a usare le mie scene non ho esitato a rispondere sì”.  Dalla Costa, regista rodato a esperienze filmiche e direttore creativo dell’agenzia di comunicazione Unidea di Udine, sull’onda di questo riconoscimento, qualche giorno fa è  volato a Londra, su invito personale di Ridley  Scott, a visitare la sua casa di produzione, la Scott Free.  Un’esperienza di cui farà tesoro in qualcuno dei tanti progetti filmici che sicuramente porterà a compimento. Complice la sua cinepresa, la passione e quella sottile voglia-urgenza di catturare la fretta del vivere.
                                                                                                                             
VARMO (UD)
TIMP DI LEI, una maratona intessuta di fiabe e parole
11 letture di bambini e di grandi per i bambini e 13 letture di grandi per i grandi,  merende socializzanti, la sede di Villa Giacomini, un caldo sole domenicale e un’organizzazione appassionata hanno reso davvero speciale “Timp di lei” a Varmo.
Dal primo pomeriggio a sotto sera,  fiumi di parole ben scritte e ben interpretate da uno stuolo di piccoli e grandi lettori hanno solcato gli sguardi ed i cuori di chi ascoltava e di chi leggeva.  Di chi, insomma, fa del leggere una passione e non ha esitato ad accogliere l’invito della Commissione Biblioteca di Varmo  e dell’Assessore alla cultura Michela De Candido, sempre in prima linea per promuovere occasioni culturali.
La maratona ha permesso di dar voce a libri dagli stili più variegati stili e fogge. Ecco i lettori. Per la sezione dedicata ai bambini, Flavio Zavatteri, Anna Zanor, Luisa Pestrin, Camilla Zavatteri, Raffaella Pitton, Cristiana Carella, Giacomo de Michieli, Ambra Gaudino e Morgana Dalla Costa, Anna De Michieli, Pierina Gallina. Per la sezione riservata agli adulti, Lorena Liani, Serena Fogolini, Marisa Comuzzi, Cristiana Carella, Bruno Brusadini, Antonia Festuccia, Narisa Gregoris, Pierina Battiferro Festini, Marinella Rosin, Eugenio Busolini, Maurizio Gazziero, Nicoletta Ros e Paolo Bortolussi.  I libri? Dal Gabbiano Gaetano al Piccolo Principe, dal Signor Abbastanza alla Ninna nanna della guerra fino ai Viaggi di Gulliver e al classico Castello dell’orco cattivo, per la sezione per i bambini. Da  Io credo a Viva la vida,  dal Cacciatore di numeri all’Alfabeto delle emozioni al “Mont su lis spalis”, da Margherita Dolcevita a Scarpe rosse, tacco 15, alla conclusiva “Una passeggiata come preludio”,  quale  omaggio a Varmo e alle sue bellezze.
                                                                                                                                           



domenica 28 settembre 2014

ISOLA di RAB (CROAZIA) - 4/6 sett. 2014

 Il viaggio per arrivarci vale la méta: l'isola di Rab. Città e isola di una diversità paesaggistica meravigliosa,  bellissime spiagge,  in un ambiente culturale contrassegnato dalle sagome di quattro campanili sin dai tempi preromani. Città dal ricco patrimonio storico che la nobilita, dalle passeggiate lunghe e rilassanti, su un’isola con 120 anni di tradizione, gentilezza, ospitalità e diligenza del popolo isolano.
Un mare limpido fino all'incredibile, la ricchezza delle erbe medicinali, campi fertili, vigne, uliveti, ma soprattutto la gente, gli abitanti di Rab, sempre pronti  a ricevere l'ospite accogliendolo come un caro amico.  Tutto ciò rende quest’isola una località  moderna, ideale per  vacanze in qualsiasi periodo dell’anno nonché una destinazione mediterranea dell’Adriatico, sempre “di moda”.
 Paesaggio lunare e vento che sembra volerti sollevare (qui è Nevio Padovani a fare la prova)
 Visuale dall'Hotel Imperial, la storica villa degli Asburgo
 Tipica viuzza di Rab, città vecchia
 E il tramonto dall'altura della città vecchia


 Hotel Carolina, Rab: connubio di mare sui tre lati, sole, pace in abbondanza.

 Girovagando sull'isola, a prendere un po' di vento, molto gradevole


 Veduta dell'Hotel Imperial, 4*
 Il mare, assolutamente limpido. Con il saluto ravvicinato di un polipo
 Porto di Rab
 Taxi-boat dall'altra sponda di Rab
 Fino al ritorno all'Hotel
 Sabato, matrimonio in piscina. Tutto è stato preparato con cura.

 matrimonio  da "invitati" d'onore, in pole position
 Mentre una foglia di palma fa da ombrellone... fantastico!
 Hotel Carolina, 4*, e il suo spettacolo naturale, da godere in perfetta libertà


 Hotel Carolina, interno al parco naturale

Peccato salutare questo clima e questo mare. See you soon, sea!

martedì 23 settembre 2014

IL PONTE ottobre 2014


CAMINO T (UD)
“E…SE FOSSE VERO?”  UN LIBRO-TESTIMONIANZA SU MEDJUGORJE

Giacomina De MichieliCristina Pilutti
 
In un anno quasi tremila  le copie vendute. E  un interesse in continua crescita per l’argomento e per le 70 testimonianze di friulani sulla loro esperienza a Medjugorje, il paesino della Bosnia che risulta regalare pace e serenità a chiunque  vi si rechi. Ben quattro le edizioni e, sull’ultima,  appaiono il ringraziamento e la benedizione di Papa Francesco. L’intero ricavato, consegnato di persona, è sempre stato dato in beneficenza.  Il prossimo beneficiario sarà l’Associazione Luca che, in 15 anni, ha aiutato bambini malati di tumore e le loro famiglie. Ben 14 le presentazioni in Friuli e l’ultima è avvenuta nella biblioteca di Camino. Persone giunte da luoghi lontani e persino dalla Val D’Arzino hanno  conferito spessore ad una serata carica di suggestione, sincera e spontanea. Coordinato dalla poetessa Alida Pevere, curatrice della pubblicazione insieme alla scrittrice Giacomina De Michieli,  l’incontro-presentazione si è ben presto trasformato in opportunità di crescita e scoperta di storie intense e vere, raccontate viso a viso. Rese ancora più emozionanti dagli intervalli canori del Coro di Bugnins “Notis ta lis calis” diretto da Cristina Pilutti, anche Assessore alla Cultura, e accompagnato al pianoforte da Teresa Francescutti. Come dai filmati di “un popolo in cammino” a Medjugorje che, dal 1931, ha richiamato sessanta milioni di pellegrini. Un luogo sperduto tra i monti diventato “miracoloso”, è protagonista di un libro unico in Friuli, la cui idea è nata sul monte delle apparizioni a Giacomina de Michieli. Il titolo stesso “E…se fosse vero?” vuole essere domanda aperta, una possibilità per ciascuno, senza pretendere di dare risposte o certezze. Le testimonianze di persone di ogni età e credo ne sono il motore autentico.  A Camino,   hanno raccontato le loro storie Maria Rosa Rovedo,  Manuel Di Vora di Cercivento, Crescenzio di Pantianicco, Loretta Sangoi di Gemona, Roberto Battigelli di Maiano, il comico Romeo Patat. Alcune delle loro parole: “Con senso del dovere e con umiltà, vi assicuro che da Medugorje si torna più leggeri, ricchi di pace e serenità”  “Quando viene la chiamata devi andare. E quando arrivi a realizzare questo desiderio ne diventi felicemente dipendente. Medjugorje non è il sole che gira. E’ un posto che dà una pace che non è di questa terra, indescrivibile a parole. Bisogna provare” “Medjugorje sembra essere il luogo dei giovani, del futuro, della speranza per il mondo.” “Perché tacere. Come gratuitamente si riceve così si deve dare”. La presentazione del libro ha voluto anche ricordare la figura di Don Gianni Pilutti, fervente estimatore di Medjugorje, di cui è stato letto il testamento spirituale. La conclusione è stata affidata a quanto diceva Pre Beline “ Ogni tanto guardiamo il cielo per sapere dove dobbiamo arrivare”.

 

 

CODROIPO-BEANO (UD)
  
                                                
ALICE MIZZAU: RAGAZZA D’ORO, nello Sport e nella Vita
 Ha soltanto 21 anni Alice Mizzau.  Ed è già su Wikipedia, l’enciclopedia libera che tutto il mondo consulta. Con tanto di carriera e palmares, ovvero la raccolta delle vittorie. Viene definita la  “Stileliberista friulana” ,  una delle azzurre più quotate in vasca.  Tesserata per Fiamme Gialle e Team Veneto,  di stanza nella Repubblica di San Marino da quattro stagioni, allenata da un tecnico esperto come Max Di Mito nella Repubblica del Titano, continua a confermarsi come una tra le migliori interpreti dello stile libero italiano.
Che Alice  vada veloce, è una certezza. Che voglia  puntare sempre più in alto, consapevole di poterlo fare, altrettanto.
Dopo tanta fatica, batticuore, energia  a mille, per lei parlano i numeri.
Agli ultimi Assoluti Primaverili si è distinta in ben tre distanze con altrettanti primati personali. Nei 100, dove ha conquistato il suo secondo titolo tricolore in carriera, in 54’’99, ha rotto  per la prima volta il muro dei 55’’. Nei 200 è giunta seconda alle spalle della sola Federica Pellegrini, in 1’57’’53. Stessi piazzamenti nella gara più sorprendente e inedita per lei: i 400. Anche in quell’occasione ha colto un argento col crono di 4’08’’39. Tempo che l’ha fatta entrare nella top 10 stagionale delle più veloci prestazioni europee, così come avvenuto nei 200.  Senza nulla togliere  alle numerose medaglie, tra cui gli argenti del 2009 a Praga e a Doha, il record italiano ai Giochi Olimpici di Londra nel 2012  con  l’oro di Debrecen,  e  il primato italiano nella staffetta 4x400 stile libero ai campionati del mondo di Barcellona nel 2013.
Che dire poi dell’ ORO a Berlino, nella staffetta femminile 4x200 agli Europei di nuoto?  Il quartetto azzurro, composto da Alice,  Stefania Pirozzi, Chiara Masini Luccetti e Federica Pellegrini  ha nuotato in 7'50''53, confermandosi  Campione europeo.
Ma  a vestire d’oro Alice non sono solo questi straordinari risultati. No, a vestirla d’oro, quello guadagnato sul campo del vivere, sono la sua semplicità, i suoi valori, e lo spirito di sacrificio che ha sempre ampiamente dimostrato. A tre anni già sgambettava nella piscina di Codroipo, correndo per entrare e sbuffando per uscire. Continuando a farlo sempre,  al mattino, prima di andare a scuola, e la sera, negli orari in cui le sue amiche giocavano o si riposavano dalle fatiche scolastiche. Si alzava alle quattro e mezza per andare in piscina a Udine fin da quando era alle medie. Senza mai un lamento, rincorreva vasche e sogni con l’entusiasmo  di chi, divertendosi, sente meno la fatica. Sempre accompagnata da mamma Ida, la sua fan numero uno, in ogni istante pronta ad  incoraggiarla nel proseguire in una disciplina dove  volontà e  tenacia sono gli unici ausili al talento e alla passione.
Da 18 anni, dunque,  Alice  gioca alla “farfalla” in piscina, tra l’aroma di cloro e le  sempre più competenti evoluzioni di  braccia e gambe. Fino a poggiarle  sui podi più ambiti d’Europa e del  mondo.  In staffetta o da sola.  Dedicando le vittorie alla sua meravigliosa famiglia, alla sorella Angela, anche lei nuotatrice e ora membro dell’Arma dei Carabinieri, mamma Ida e papà Manlio, i nonni e i tantissimi amici, tra cui il Fan Club di Beano, sempre pronto a scriverne i risultati, gli incoraggiamenti e la gratitudine su grandi lenzuola odorose di affetto e stima, appese sul muro della ex latteria.  Tutti in prima fila a sostenerla in ogni momento. A guardare con lei, e con ottimismo,  al futuro.  Entrando nei suoi occhi di ragazza sensibile e a modo suo  riservata, che coltiva, oltre al nuoto, la passione per la cucina e per i dolci.  “Mi piace sempre dilettarmi in cucina – dice - però ne devo fare pochi  perché sono golosa e corro il rischio di mangiarmeli tutti.  In parte, lo ammetto, pensavo che cucinarli mi avrebbe tolto la tentazione di mangiarli. Invece non è cambiato nulla.  Dicono che sia brava a cucinare, ma io mi reputo baciata dalla fortuna del principiante. La mia specialità migliore? Credo sia la torta di mele, grazie ai consigli di mia mamma”.
E proprio verso la mamma Alice ha dimostrato la sua stoffa più pregevole.  Appena scesa dal podio d’oro berlinese, e già con il pensiero rivolto alla gara dei 200, la sua specialità, ha saputo che mamma Ida aveva bisogno di lei. Non ha esitato a girare le spalle a onori e medaglie per salire sul primo aereo e volare a Udine, in ospedale. Le ha mostrato la medaglia d’oro, appena in tempo per udire “Brava brava”. Ancora una volta, mamma Ida ha onorato  la sua Alice, dedicandole le sue ultime parole.   

CODROIPO (UD)
LE ICONE NELLA CHIESA DI SAN VALERIANO


La chiesa di San Valeriano, nel 2° Peep, ora è impreziosita da due icone realizzate dal maestro iconografo Paolo Orlando,  il Buon Pastore e San Valeriano d’Aquileia.  Durante la cerimonia d’inaugurazione, ufficializzata da Mons. Ivan Bettuzzi, sono state esposte e benedette le iconostasi ovvero sei icone realizzate da  5 parrocchiane e 1 parrocchiano che hanno frequentato i corsi curati dalla maestra iconografa  Piera Gortani e svoltisi all’interno della chiesa.  Opere che hanno richiesto pazienza ed impegno certosini, in ogni fase, dalla preparazione del colore alla sua stesura. Come ha spiegato Paolo Orlando ” Le icone sono volutamente piatte, dalla prospettiva rovesciata.  Quasi un foglio di carta bidimensionale.  Lo spazio è invaso dalla presenza di cui l’immagine è l’allusione. Non sono fotografie, non sono quadri, bensì  le immagini visibili di un mistero”. Come ha detto Don Ivan “ Le icone sono opere d’arte che fanno tornare all’essenziale”.   
LIBRI
IL DESERTO NEGLI OCCHI


Pochi sanno che a Pordenone vive la più numerosa  comunità Tuareg d’Italia, circa 50 persone.  Ibrahim Kane Annour, nato in Niger nel 1966, ne fa parte, in virtù di un destino che l’ha condotto qui, contro la sua volontà e la sua aspirazione.  Il libro, scritto con un taglio narrativo, racconta la sua vita: la storia di un uomo che non avrebbe mai voluto abbandonare l’Africa e che vorrebbe continuare a essere libero. Ne ripercorre l’infanzia e la giovinezza tra Azzel, Agadez e il deserto: la magia dei viaggi con le carovane, ma anche l’impegno politico al liceo e le spedizioni con gli occidentali
“Il deserto negli occhi” è anche un omaggio al deserto e un modo per far conoscere al pubblico la cultura tuareg, che rischia di scomparire per i disordini che rendono sempre più insicura la regione sahariana. Oggi, infatti, mentre la situazione in Niger migliora, il vicino Mali rischia di diventare un nuovo Afghanistan.
Ibrahim Kane Annour è figlio del deserto. A undici anni accompagna il padre nelle carovane, seguendo il vento in sella ad Abbarogh, il cammello pià docile. Impara ad orientarsi osservando il cielo, il letto asciutto dei fiumi, il contorno delle montagne all'orizzonte. A quindici si innamora di Gheishita, dalle lunghe trecce, e di notte scappa per andarla a trovare di nascosto nel suo accampamento.
A ventitré sposa Maria Zenabou, conquistato dai suoi penetranti occhi neri, in una cerimonia in grande stile ad Agadez.  Ibrahim fa la guida turistica nel Sahara, ne  fa una professione, che gli dà prestigio e benessere economico.  È soddisfatto del suo lavoro e della sua vita, finché nel 2007 è costretto a fuggire in Italia. Scoppia, infatti,  la rivolta dei tuareg e Ibrahim è sospettato di aver aderito al movimento dei ribelli ad Agadez.  In Niger, ricco di uranio, è iniziata l’ennesima rivolta tuareg e tutte le guide turistiche sono sospettate di appoggiare i ribelli, per la loro profonda conoscenza del deserto. “Un tuareg abbandona la sua terra solo se non ha altra scelta”. Deve lasciare la moglie e i figli per non finire in prigione, torturato o ucciso, come gli amici, come il padre. Lui che è sempre stato un uomo libero e la cui colpa è stata solo quella di voler essere un uomo libero e di accompagnare i turisti nel deserto.
E’ così che Ibrahim arriva a Pordenone, la “capitale” dei tuareg d’Italia,  dove si adatta a fare l'operaio, a vivere in oasi di cemento, a scandire il tempo secondo il ticchettio delle lancette. Si reinventa una vita. Ottiene lo status di rifugiato e decide di chiedere il ricongiungimento famigliare anche se non ha un lavoro: non ce la fa più a vivere lontano dalla moglie e dai quattro figli. Dopo alcuni anni riesce a ricongiungersi con la sua famiglia e ancora  vive a Pordenone, in seno alla comunità tuareg più grande d'Italia. Ma nei suoi occhi scuri come l'ebano, misteriosi e impenetrabili, sono ancora riflesse le dune, e il vento del deserto di notte lo chiama, chiedendogli di tornare. Ha imparato da piccolo a orientarsi osservando il cielo, il letto asciutto dei fiumi, il contorno delle montagne all’orizzonte.
Scritto con la giornalista e fotografa Elisa Cozzarini, il libro ” Il deserto negli occhi” è un tributo alla vita nomade ma anche un ponte tra mondi, gettato con rara sensibilità. E al  deserto come spazio infinito, come dimensione affettiva, come luogo dell'anima.

 
SEDEGLIANO (UD)
Concerto x 30 anni  della scomparsa di PLINIO CLABASSI
Domenica 12 ottobre, ore 16.00, nel teatro “P. Clabassi”, avrà luogo il concerto a lui dedicato, per  sottolineare i 30 anni dalla scomparsa, avvenuta il 22 ottobre 1984.  Un doveroso omaggio al cantante lirico nato a Gradisca nel 1920 promosso dal Circolo Clabassi con il patrocinio e la collaborazione del Comune di Sedegliano e del Club Unesco.  Plinio Clabassi  ha solcato i palcoscenici più importanti al mondo, cantando con i più grandi nomi della lirica, sotto la direzione di direttori d’orchestra di chiara fama. Uomo buono e generoso, altruista, mai sceso a compromessi  e pronto al sacrificio,  come dimostrato anche in guerra. 
Basta però leggere fra le innumerevoli recensioni per rendersi conto che il mondo musicale sapeva e sa ancora di essere di fronte ad una figura stilistica di primissimo piano, molto rara per le sue qualità e  in quella  particolare corda vocale che gli ha consentito di interpretare oltre 150 ruoli, molti di più rispetto a quelli richiesti per essere definito “Grande”.  
Uomo la cui presenza fisica e scenica mai è venuta meno. Un magnifico ed imponente ambasciatore della Repubblica Veneta.
Ingresso libero.
 
 
 

 

 

 

 

lunedì 1 settembre 2014

IL PAESE Settembre 2014



 CAMINO AL TAGLIAMENTO (UD)


Presentazione del libro “E SE FOSSE VERO?” con testimonianze di friulani a  MEDJUGORJE

 Venerdì 19 settembre,  ore 20.30, presso l'Auditorium “Davide Liani” della Biblioteca Civica, verrà presentato il libro “E… se fosse vero?”, curato dalla scrittrice e poetessa Giacomina De Michieli, di San Odorico di Flaibano, con la collaborazione della scrittrice  Alida Pevere.  Il libro  raccoglie le testimonianze, le  emozioni e le  parole di settanta persone friulane che si sono recate nella piccola località di Medjugorje, meta di numerosi pellegrinaggi a seguito delle presunte apparizioni mariane, iniziate nel 1981.

“E…se fosse vero?”, oltre ad essere il titolo del libro, giunto alla quarta edizione,  è anche una domanda aperta cui si cerca di dar risposta ma senza pretendere di riuscirci, tramite l’ascolto di alcune toccanti esperienze da parte di chi le ha vissute personalmente. La serata, a libero ingresso,  sarà allietata dalle note del Coro “Notis tra lis calis” di Bugnins, diretto da Cristina Pilutti, e accompagnato al pianoforte da Teresa Francescutti.

Il ricavato sarà devoluto alla ONLUS LUCA di UDINE e  all’AIUTO DELLA VITA di GEMONA.  L’evento culturale, dedicato alla memoria di Don Gianni Pilutti,  è promosso dall’Amministrazione Comunale  in sinergia con la Commissione Biblioteca.

 

 
CAMINO

 

La cantante ELISA CARACCIO  vince il 2° premio al Piano Bar Festival   

Elisa Caraccio con Massimo Luca, chitarrista storico di Lucio Battisti

 

Il 2° posto alla finalissima nazionale di Lignano del  Piano BarFestival del 23 agosto è andato alla cantante Elisa Caraccio.  Al cospetto di una  qualificata giuria, composta da Cristina Agnoluzzi, Alberto Zeppieri, Valerio Caratti, Simone Luca, Primo Pavan, Valentina Quaglia, Pasquale Pietro ed Elvira Cadorin, e con i complimenti dei giudici friulani, i primi ad abbracciarla, appena scesa dal palco.  “ E’ una delle cose che mi hanno fatto più piacere – dichiara una raggiante Elisa – come il loro apprezzamento per il mio lavoro e il loro disappunto per il secondo posto. Che a me va benissimo e ne vado fiera”. Elisa, accompagnata dall’amico musicista e chitarrista Marco Mosticchio, aveva  presentato due canzoni. “Attraversami il cuore” di Paola Turchi e “Sacrifice” di Anouk.  Elisa, meglio nota come “Carry o The Best Voice of Camino al Tagliamento”,  canta da sempre, con la rara capacità di mettersi in gioco, ascoltando i consigli di chi mastica palchi da più tempo di lei e  sapendo bene come lo studio nella musica sia in evoluzione continua.  L’ottimo risultato al PianoBarFestival le ha sicuramente infuso un forte stimolo a continuare e migliorare. Intanto si è iscritta al concorso “Artisti in vetrina 10” a Trieste dove porterà il nuovo inedito “Primavera spoglia”, realizzato insieme al musicista Marco Locatelli. Parteciperà, inoltre, alle selezioni del “Tour Music Fest” e sarà prossimamente a Milano con il suo cavallo di battaglia, l’inedito “Amore Dissonante”.  In bocca al lupo Elisa!






 

CODROIPO (UD)



FESTA DELLA MUSICA  con la SCUOLA  di MUSICA “CITTA’ di CODROIPO”  e SANTE SABIDE.  


Festa della musica lunga ben quattro giorni,  a Goricizza, nella suggestiva  Corte Bazan, con la Scuola di Musica “Città di Codroipo” e l’Associazione Musicale “Sante Sabide”. Da  giovedì 2 a domenica 5 ottobre,  la  Musica avrà ali  su note di ogni colore ed intensità durante  la 2° edizione de “La Musica è…servita”. 
L'Associazione musicale e culturale “Città di Codroipo”, che gestisce la scuola di musica con oltre 400 allievi, e l'Associazione musicale Sante Sabide,  che riunisce 5 cori di persone di tutte le età, daranno  vita ad un nuovo appuntamento musicale-culturale ed enogastronomico di particolare rilevanza.  In quattro giorni, uno più dell’anno scorso, innumerevoli  saranno i concerti. Dalla classica al jazz passando per il repertorio vocal-pop e rock con gruppi musicali di fortissimo impatto tecnico ed emotivo  A fare da contorno alla musica e all’ amicizia,   gastronomia tipica e novità culinarie in grado di accontentare tutti i palati,  con lo scopo di raccogliere  fondi  a sostegno dell'attività delle due associazioni che operano senza sosta sul territorio per diffondere e promuovere la musica, nonostante i continui  tagli alla cultura.

                                                                                 

 CODROIPO        
 

ALICE MIZZAU: RAGAZZA D’ORO, nello Sport e nella Vita

 

Ha soltanto 21 anni Alice Mizzau.  Ed è già su Wikipedia, l’enciclopedia libera che tutto il mondo consulta. Con tanto di carriera e palmares, ovvero la raccolta delle vittorie. Viene definita la  “Stileliberista friulana” ,  una delle azzurre più quotate in vasca.  Tesserata per Fiamme Gialle e Team Veneto,  di stanza nella Repubblica di San Marino da quattro stagioni, allenata da un tecnico esperto come Max Di Mito nella Repubblica del Titano, continua a confermarsi come una tra le migliori interpreti dello stile libero italiano.

Che Alice  vada veloce, è una certezza. Che voglia  puntare sempre più in alto, consapevole di poterlo fare, altrettanto.

Dopo tanta fatica, batticuore, energia  a mille, per lei parlano i numeri.

Agli ultimi Assoluti Primaverili si è distinta in ben tre distanze con altrettanti primati personali. Nei 100, dove ha conquistato il suo secondo titolo tricolore in carriera, in 54’’99, ha rotto  per la prima volta il muro dei 55’’. Nei 200 è giunta seconda alle spalle della sola Federica Pellegrini, in 1’57’’53. Stessi piazzamenti nella gara più sorprendente e inedita per lei: i 400. Anche in quell’occasione ha colto un argento col crono di 4’08’’39. Tempo che l’ha fatta entrare nella top 10 stagionale delle più veloci prestazioni europee, così come avvenuto nei 200.  Senza nulla togliere  alle numerose medaglie, tra cui gli argenti del 2009 a Praga e a Doha, il record italiano ai Giochi Olimpici di Londra nel 2012  con  l’oro di Debrecen,  e  il primato italiano nella staffetta 4x400 stile libero ai campionati del mondo di Barcellona nel 2013.

Che dire poi dell’ ORO a Berlino, nella staffetta femminile 4x200 agli Europei di nuoto?  Il quartetto azzurro, composto da Alice,  Stefania Pirozzi, Chiara Masini Luccetti e Federica Pellegrini  ha nuotato in 7'50''53, confermandosi  Campione europeo.

Ma  a vestire d’oro Alice non sono solo questi straordinari risultati. No, a vestirla d’oro, quello guadagnato sul campo del vivere, sono la sua semplicità, i suoi valori, e lo spirito di sacrificio che ha sempre ampiamente dimostrato. A tre anni già sgambettava nella piscina di Codroipo, correndo per entrare e sbuffando per uscire. Continuando a farlo sempre,  al mattino, prima di andare a scuola, e la sera, negli orari in cui le sue amiche giocavano o si riposavano dalle fatiche scolastiche. Si alzava alle quattro e mezza per andare in piscina a Udine fin da quando era alle medie. Senza mai un lamento, rincorreva vasche e sogni con l’entusiasmo  di chi, divertendosi, sente meno la fatica. Sempre accompagnata da mamma Ida, la sua fan numero uno, in ogni istante pronta ad  incoraggiarla nel proseguire in una disciplina dove  volontà e  tenacia sono gli unici ausili al talento e alla passione.

Da 18 anni, dunque,  Alice  gioca alla “farfalla” in piscina, tra l’aroma di cloro e le  sempre più competenti evoluzioni di  braccia e gambe. Fino a poggiarle  sui podi più ambiti d’Europa e del  mondo.  In staffetta o da sola.  Dedicando le vittorie alla sua meravigliosa famiglia, alla sorella Angela, anche lei nuotatrice e ora membro dell’Arma dei Carabinieri, mamma Ida e papà Manlio, i nonni e i tantissimi amici, tra cui il Fan Club di Beano, sempre pronto a scriverne i risultati, gli incoraggiamenti e la gratitudine su grandi lenzuola odorose di affetto e stima, appese sul muro della ex latteria.  Tutti in prima fila a sostenerla in ogni momento. A guardare con lei, e con ottimismo,  al futuro.  Entrando nei suoi occhi di ragazza sensibile e a modo suo  riservata, che coltiva, oltre al nuoto, la passione per la cucina e per i dolci.  “Mi piace sempre dilettarmi in cucina – dice - però ne devo fare pochi  perché sono golosa e corro il rischio di mangiarmeli tutti.  In parte, lo ammetto, pensavo che cucinarli mi avrebbe tolto la tentazione di mangiarli. Invece non è cambiato nulla.  Dicono che sia brava a cucinare, ma io mi reputo baciata dalla fortuna del principiante. La mia specialità migliore? Credo sia la torta di mele, grazie ai consigli di mia mamma”.

E proprio verso la mamma Alice ha dimostrato la sua stoffa più pregevole.  Appena scesa dal podio d’oro berlinese, e già con il pensiero rivolto alla gara dei 200, la sua specialità, ha saputo che mamma Ida aveva bisogno di lei. Non ha esitato a girare le spalle a onori e medaglie per salire sul primo aereo e volare a Udine, in ospedale. Le ha mostrato la medaglia d’oro, appena in tempo per udire “Brava brava”. Ancora una volta, mamma Ida ha onorato  la sua Alice, dedicandole le sue ultime parole.