martedì 30 settembre 2014

iL PAESE OTTOBRE 2014


                                 CODROIPO (UD)

IVAN CUDIN, “IL RE DI SPARTA”  VINCE  PER LA TERZA VOLTA  LA MITICA SPARTATHLON

Su Wikipedia si legge che Ivan Cudin  è un atleta italiano, specializzato nell'ultramaratona. Che ha ottenuto ottimi risultati nelle 100 km e nelle gare di 24 ore italiane ed internazionali. Che è il campione europeo della 24 ore e vincitore della Spartathlon nel 2010 e nel 2011. Non c’è ancora scritto che l’ha vinta anche nel 2014, esattamente il 27 settembre. E che anche la terza vittoria di Spartathlon è un trionfo tutto suo.

Non c’è scritto che è di Codroipo, classe 1975, che dal 2001 lavora alla Sincrotrone Trieste, un laboratorio di ricerca multidisciplinare, come ingegnere meccanico. Che dal 2009 è il responsabile dell’ufficio tecnico ed attualmente si occupa della progettazione meccanica di FERMI, una sorgente di IV generazione di fotoni che verrà utilizzata per analisi chimiche, fisiche, mediche e farmaceutiche.  Né che  da oltre 15 anni partecipa alle attività del gruppo volontari codroipesi, un’associazione che organizza soggiorni estivi ed attività di integrazione per persone diversamente abili o che ha fatto parte di una associazione di volontariato internazionale, partecipando attivamente a due progetti per la realizzazione di ambulatori oftalmologici, uno in Burkina Faso ed uno nei campi profughi saharawi.  Che ha giocato a calcio per oltre 10 anni, ma in seguito ad un serio infortunio ha dovuto abbandonare questo sport. Che da una decina di anni ha iniziato a praticare il podismo. Che fa parte del gruppo marciatori di Udine.

Ma chi è Ivan Cudin?   E’ persona semplice e, a suo modo, schiva, nonostante sia la stella di SPARTATHLON , l’ultramaratona mondiale, da Atene a Sparta,  sulle rotte di Filippide. La corsa di 245,3 km.  che parte dall’Acropoli di Atene ed arriva fino a Sparta,  è stata conclusa dal campione codroipese  in 22 ore, 29 minuti e 29 secondi.  Poi  è salito per la terza volta sul gradino più alto del podio  mettendosi alle spalle il tedesco Florian Reus  e il polacco Andrzej Radzikowski. Ci era già salito  nel 2010,  nell’anno del 2500° anniversario delle gesta di Filippide, aggiudicandosi la prestigiosa e leggendaria Spartathlon, che nessun italiano aveva vinto precedentemente,  bissando nel  2011 più un bronzo nel 2013.  Tutto questo oltre ad essere stato nel 2010   campione europeo della 24 ore e, a fine 2013,  e, a Taipei, aver  stabilito il primato italiano della 24 ore, inanellando ben 666 giri di pista (226,702 km in totale).

COS’E’ la  SPARTATHLON? E’ annoverata tra le corse su strada più lunghe e più difficili al mondo, forse la più massacrante, ma allo stesso tempo quella più affascinante per una sorta di miscellanea tra storia e mito che la circonda e adorna come un incantesimo, rendendola pressoché unica.

La prima edizione della Spartathlon avvenne nel 1983, con la partecipazione di 45 atleti provenienti da 11 diversi Paesi. A idearla fu un ex ufficiale della RAF, John Foden, studioso di storia greca antica e ammaliato dalla figura di Filippide.

Filippide era un emerodromo, ovvero un soldato addestrato a correre per oltre 24 ore consecutive, caratteristica particolarmente sfruttata in tempo di guerra, per recare messaggi da una città all’altra. Racconta Erodoto che nel 490 a.C., prima dell’inizio degli scontri contro i Persiani, il soldato fu inviato da Atene a Sparta per chiedere l’aiuto della città, coprendo l’enorme distanza in poco più di un giorno.

John Foden, folgorato dall'impresa di Filippide, si chiese se anche un uomo moderno sarebbe stato in grado di coprire la distanza tra Atene e Sparta in così poco tempo e nell'autunno del 1982 iniziò a pianificare un tracciato che fosse quanto più fedele alla strada percorsa da Filippide. Dopo un primo tentativo compiuto con amici per assicurarsi che fosse possibile coprire la distanza nel tempo tramandatoci da Erodoto, l’anno successivo venne istituita la prima edizione dell’ultra maratona. Il resto è cronaca, passata agli annali della competizione.

La Atene-Sparta conta  36 ore di tempo massimo, 75 punti di controllo con cancello orario (o si arriva entro una certa ora o si è fuori senza se e senza ma). Vietato qualsiasi supporto psicologico, cellulari, mp3, o anche solo farsi accompagnare da qualcuno. Si può avere assistenza solo in determinati punti prestabiliti dall’organizzazione, giudici severissimi. Questi sono i crudi numeri, ma per capire cosa sia la Spartathlon, bisogna viverla.

Come ha fatto per ben quattro volte, di cui tre da vincitore,  Ivan Cudin. Un ragazzo ricco di una semplicità che lo onora, quella tipica del “Grandi”. Che sia pure di Codroipo … beh! non può che riempirci di orgoglio.  Chapeau  Ivan!

CODROIPO

NÊF  CAMILLA STELITANO VINCE  IL CONCORSO “UN ROMANC IN TRE RIIS”

 Classe 2003, Nêf Camilla, si è classificata prima – e per la seconda volta –  al Concorso in lingua friulana “Un Romanc in tre riis” , sezione 0-17 anni, promosso dall’Associazione “I Colonos” in collaborazione con l’Arlef ai Colonos di Villacaccia. 

Ecco il testo vincitore. La biciclete:  Une gote di sanc. E lagrimis a bagnami la mûse. Gno pâri:”Su,ieve”! Me mari mi netave i genôi.



CODROIPO

 

          Andrea Dalla Costa con Kevin Macdonald, regista e documentarista scozzese
 
ANDREA DALLA COSTA   REGISTA NEL FILM “THE GIVER” con MERYL STREP
Il film di fantascienza “The Giver” o “Il Donatore”, dall’11 settembre al cinema,  tratto dal bestseller internazionale  di Loys Lowry,   contiene molti buoni motivi per essere visto. Sicuramente per gli attori protagonisti, Meryl Strep e  Jeff Bridges, entrambi  vincitori di vari Oscar, ma  anche per una scena  di cinque minuti  che porta la firma di un regista codroipese, Andrea Dalla Costa.  La stessa che  Ridley Scott, nel 2011,  aveva selezionato, su 85mila partecipanti di tutto il mondo, per Life in a Day, il primo social movie della storia. Un successo  bissato l’anno dopo  in Britain in a Day.  Andrea, infatti, è l’unico al mondo, insieme ad un filmmaker giapponese, ad essere presente in ambedue i movie. Ed ora è l’unico regista esterno,  oltre a quello ufficiale, l’australiano Philyp Noice, ad essere presente  nel  film fantasy  “The Giver”, con una scena che dimostra la potenza dell’amore e della famiglia.  
E’ stata la produzione cinematografica a contattarlo, chiedendogli di poter usare le sue immagini per rappresentare la gioia familiare. Il film, infatti, è ambientato in un futuro dove la società ha cancellato ogni emozione e ogni storia passata. Soltanto il “donatore” , Jonas, conservando i ricordi della bellezza e dell’amore,   riuscirà a cambiare ogni cosa. Tra le varie immagini della memoria spiccano quelle firmate Dalla Costa. “Non so esattamente cosa abbiano inserito – racconta – devo ancora vedere il film. So solo che quando mi hanno chiamato per chiedermi l’autorizzazione a usare le mie scene non ho esitato a rispondere sì”.  Dalla Costa, regista rodato a esperienze filmiche e direttore creativo dell’agenzia di comunicazione Unidea di Udine, sull’onda di questo riconoscimento, qualche giorno fa è  volato a Londra, su invito personale di Ridley  Scott, a visitare la sua casa di produzione, la Scott Free.  Un’esperienza di cui farà tesoro in qualcuno dei tanti progetti filmici che sicuramente porterà a compimento. Complice la sua cinepresa, la passione e quella sottile voglia-urgenza di catturare la fretta del vivere.
                                                                                                                             
VARMO (UD)
TIMP DI LEI, una maratona intessuta di fiabe e parole
11 letture di bambini e di grandi per i bambini e 13 letture di grandi per i grandi,  merende socializzanti, la sede di Villa Giacomini, un caldo sole domenicale e un’organizzazione appassionata hanno reso davvero speciale “Timp di lei” a Varmo.
Dal primo pomeriggio a sotto sera,  fiumi di parole ben scritte e ben interpretate da uno stuolo di piccoli e grandi lettori hanno solcato gli sguardi ed i cuori di chi ascoltava e di chi leggeva.  Di chi, insomma, fa del leggere una passione e non ha esitato ad accogliere l’invito della Commissione Biblioteca di Varmo  e dell’Assessore alla cultura Michela De Candido, sempre in prima linea per promuovere occasioni culturali.
La maratona ha permesso di dar voce a libri dagli stili più variegati stili e fogge. Ecco i lettori. Per la sezione dedicata ai bambini, Flavio Zavatteri, Anna Zanor, Luisa Pestrin, Camilla Zavatteri, Raffaella Pitton, Cristiana Carella, Giacomo de Michieli, Ambra Gaudino e Morgana Dalla Costa, Anna De Michieli, Pierina Gallina. Per la sezione riservata agli adulti, Lorena Liani, Serena Fogolini, Marisa Comuzzi, Cristiana Carella, Bruno Brusadini, Antonia Festuccia, Narisa Gregoris, Pierina Battiferro Festini, Marinella Rosin, Eugenio Busolini, Maurizio Gazziero, Nicoletta Ros e Paolo Bortolussi.  I libri? Dal Gabbiano Gaetano al Piccolo Principe, dal Signor Abbastanza alla Ninna nanna della guerra fino ai Viaggi di Gulliver e al classico Castello dell’orco cattivo, per la sezione per i bambini. Da  Io credo a Viva la vida,  dal Cacciatore di numeri all’Alfabeto delle emozioni al “Mont su lis spalis”, da Margherita Dolcevita a Scarpe rosse, tacco 15, alla conclusiva “Una passeggiata come preludio”,  quale  omaggio a Varmo e alle sue bellezze.
                                                                                                                                           



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