lunedì 10 novembre 2014

IL PAESE Novembre 2014


CODROIPO (UD) ANDOS…LA POTENZA DELLE DONNE SULLE ALI DI UNA RONDINE

14 sett 14:  Andos sul Delta del Po, davanti alla motonave Principessa

Capita quasi all’improvviso. Sotto la doccia. Un puntino sospetto che non c’era.  “No,  non può essere. Non può capitare a me”. Poi il tocco si fa deciso. E’ ancora lì, si muove un po’, forse è più grande di ieri. Il dito sulla cornetta, il numero per l’appuntamento dallo specialista. Il cuore all’unisono con la paura. La visita. Il verdetto: cancro al seno. Le certezze che si sgretolano, il domani nero. Ciò  che prima veniva chiamato problema sparisce.  E resta solo quella parola, breve, ma così carica di dolore, di terrore: Cancro. Proprio lì, dentro al simbolo della bellezza femminile, quello che nutre e conforta. E scatta la presa di coscienza che nulla sarà più come prima appena iniziato il viaggio tra ospedali, sala operatoria, corsie sempre troppo affollate. E poi le bombe atomiche delle chemio con tutto il loro strascico umano e fisico. Le speranze che corrono di pari passo con la sofferenza, con quel senso di impotenza dei familiari e, spesso, di indifferenza della società.

Un piccolo esercito di donne, di ogni età, è in prima linea a combattere la battaglia per la vita. Con dolore e coraggio, a scoprire  doti mai immaginate, come la pazienza, la gioia per ogni piccolo progresso, per ogni nuovo incontro con persone che vivono la stessa esperienza. Che, quasi per magia, trova linfa per il conforto, l’aiuto istintivo e sincero, per la voglia di vivere che si fa potenza, anche nei momenti più impegnativi.

Imperativo è non isolarsi perché da sole la sofferenza si amplia ed esplode in meandri che portano solo ad altro dolore. Cosa fare?

Un aiuto arriva senz’altro dall’ANDOS Onlus, l’Associazione Nazionale Donne Operate al Seno. Ce n’è una anche a Codroipo e conta 120 iscritte. Donne unite dallo stesso percorso e dalla certezza che, insieme, sia possibile uscirne a testa alta, perfino cantando.

Sì, perché l’ANDOS di Codroipo, costituito nel 2006 e sempre capitanato dalla vulcanica Presidente Nidia Dorio, sa esattamente di cosa abbiano bisogno le donne che ne fanno parte. Sostegno morale, psicologico e sociale, ginnastica riabilitativa post intervento,  momenti formativi e animazione.

Obiettivo del comitato di Codroipo dell'Andos è aiutare le donne a superare il trauma della malattia, informandole sull'importanza delle sedute terapiche post –intervento, spiegando loro in che cosa consiste il problema della neoplasia mammaria e del relativo intervento, coinvolgendole in convegni sulla tematica, garantendo loro sedute terapiche, fisioterapiche e di linfodrenaggio. Punto di forza è il canale privilegiato che s'instaura con alcuni specialisti e strutture sanitarie che consente alle iscritte di essere visitate in tempi rapidi.

Inoltre, il gruppo di donne che ha vissuto e superato l’esperienza della malattia, in forma volontaria,   mette a disposizione delle altre  parte del proprio tempo.

A Codroipo, nella sede dell’ex-scuola elementare di piazza Dante,  l’Andos dispone di uno spazio che ospita un apparecchio di pressoterapia meccanica, dove due fisioterapiste specializzate esercitano la ginnastica riabilitativa e il linfodrenaggio manuale. Apertura settimanale: lunedì e giovedì, dalle 9.00 alle 11.30 e dalle 15.30 alle 17.30.

In più è attivo il CORO, le cui  componenti s’incontrano una volta alla settimana per le prove di canto. Alcune signore si trovano per trascorrere ore serene giocando alla tombola oppure per preparare vari oggetti artistici da mettere a disposizione del pubblico nell’ambito dei mercatini promossi in occasione della fiera di S.Simone, di S. Lucia  o di altre festività.

Ma l’attività dell’Andos non finisce qui. Attività sociali di rilievo si ripetono, qualificandosi come appuntamenti imperdibili, quali la maratonina di 5 km, per raccogliere fondi per l'acquisto di apparecchiature domiciliari per la pressoterapia, e la gita sociale che quest’anno ha fatto scoprire il Delta del Po, con Abaco Viaggi.  “È per passare  momenti spensierati insieme” chiarisce la presidente Nidia Dorio, “  ma anche per farci conoscere. Nella nostra sede, in piazza Dante 1, disponiamo di un grande ambulatorio dove ci si può sottoporre a linfodrenaggio manuale e pressoterapia meccanica, su prescrizione del fisiatra; inoltre c'è la ginnastica riabilitativa nell'attigua palestra. Ci seguono medici volontari e una psicologa”.

L’ANDOS, con la rondine come simbolo,  può rivelarsi davvero il faro  per chi si trova nell’esperienza della malattia. Così come una poesia…

Info: 333-4140816                              VERDE GRIDO

                                     Arrivi d’improvviso


piano piano, come un ladro di notte

senza far rumore.

Di colpo ogni cosa

perde il suo colore.

 Incredule, disorientate

di fronte a questo inganno

una domanda sol:

perché questo danno?

 Rabbia, rivolta, ribellione

ma bisogna pur affrontar la situazione.

 No, tu, donna, no

non ti lasci sopraffare,

le armi della battaglia

inizi a preparare.

A sfida rispondi con sfida

ed ora più che mai attaccata alla vita

HO DECISO:

 rossetto ed un sorriso sulle labbra,

vento ed un fermaglio sui capelli,

verde pistacchio il foulard sulla bianca camicia.

  Esco.

Là fuori c’è un’altra Primavera

è una NUOVA PRIMAVERA.

                                                            Maria Antonia Falzago

 

                                                  SEDEGLIANO (UD)  



 
Concerto per il cantante lirico Plinio Clabassi e premio “Grandi friulani nel mondo” a Don Nicolino  Borgo

Il teatro gremito  ha onorato degnamente la memoria di quello che è considerato un “Basso” di altissimo livello nella lirica degli anni 50-60 in un  concerto voluto e promosso dal Circolo Clabassi, presieduto dalla signora Gianna, in sinergia con il Comune di Sedegliano, e  il patrocinio del Club Unesco.  Presenti il sindaco Ivan Donati e l’assessore alla cultura Marta Masotti, è emerso chiaramente il valore della figura di Plinio Clabassi, uomo ed artista di fama mondiale, a 30 anni dalla morte . Un artista che ha onorato il suo paese natale, Gradisca, nel mondo, portandolo nel cuore sempre, nei teatri  più prestigiosi fino in Giappone e in Corea,  accolto con onore perfino dall’imperatrice Mikiko.  Egli ha solcato i palcoscenici più importanti al mondo, cantando con i più grandi nomi della lirica della sua epoca, sotto la direzione di direttori d’orchestra di chiara fama durante una vita di sacrificio, di studio continuo, di passione. Nel foyer, in una mostra allestita dalla studiosa Raffaella Beano,  due costumi appartenuti a Clabassi,  uno indossato per il Thomas Becket, arcivescovo di Canterbury e l’altro per l’Aida.  Più  il  frac, la divisa degli orchestrali  e dei cantanti quando non indossano i costumi  di scena.  Le foto testimoniano l’intensa attività lirica di Clabassi,  e lo ritraggono in alcuni tra i 150 personaggi da lui interpretati. E pensare che  bastava interpretarne  100 per essere definiti  “grandi”.  Molto apprezzati dal pubblico i protagonisti  del concerto,  la soprano Liliana Moro, il tenore Federico Lepre, il basso baritono Eugenio Leggiadri Gallani, David Leonardi, maestro accompagnatore,  e Sebastiano Zorza, fisarmonicista. 

Ospiti d’onore della serata la soprano Lella Cuberli ed il maestro Olinto Contardo. Il Premio “Grandi Friulani nel mondo” è stato assegnato a Don Nicolino Borgo, per la grande figura di sacerdote e di friulano che ha dedicato la vita a valorizzare la sua terra,  la lingua, il personaggi che hanno conferito lustro al Friuli e al Comune di Sedegliano. Tra l’altro egli  ha realizzato la casa di Turoldo a Coderno, il parco, e  il mosaico che  rappresenta cinque  eccellenze:  Padre David Maria Turoldo, Angelo Pittana, Plinio Clabassi, Don Gilberto Pressacco e l’On. Tessitori. A dimostrazione che i grandi friulani nel mondo sono anche sulla porta di casa.

Il concerto era a favore del Villaggio di Holavina Halli, in India, fondato da Suor Amelia Cimolino, la prima nell’albo d’oro del Premio “Grandi Friulano nel mondo”.

CODROIPO (UD)


 
Andrea Dalla Costa, Giusi Merli, Alberto Youssef
 
Girato a Goricizza un cortometraggio sul fine vita con l’attrice  Giusi Merli, la “Santa” nel film di Sorrentino

A Goricizza, nel salone dell’Azienda Savonitti Mattia, proprio in piazza., l’ambientazione  è perfetta.  Tra affreschi e mobili d’epoca troneggia un pianoforte a coda. Qui i registi codroipesi Andrea dalla Costa e  Alberto Youssef di Unidea girano un corto per la Casa di Cura “Pineta del Carso” di Duino Aurisina che ospita malati oncologici terminali cui garantisce cure paliattive e terapia del dolore.   Il cortometraggio, che non vuole essere un video promozionale,  tratta un argomento molto delicato, quello del fine vita, e ha come punto focale la figura di Giulia, interpretata dall’attrice teatrale fiorentina Giusi Merli, volto simbolo nel film “La grande bellezza”. Con i tratti vissuti e molto espressivi, il corpo che sembra quasi fuori dal tempo, interpreta una signora anziana che fa fatica ad accettare la sua condizione. Giulia è un’artista, una donna la cui vita sta per spezzarsi nel momento in cui scopre di essere malata terminale. Non riesce più a suonare né scrivere musica. Ma un incontro inaspettato riesce ad  infonderle quella serenità di cui ha bisogno. Complice una metafora buddista, riconosce la naturalità del congedo, sentendosi ricollegata all’universo e scoprendo l’aiuto di tante persone che le stanno accanto.  “ Da buddista quale sono voglio vivere il contatto con la vita vera, con la natura che è fatta di nascita e di morte” dichiara l’attrice. “ Si tratta di un video emozionale che sottolinea l’importanza dell’assistenza psicologica che vale più di ogni medicina” sostiene Dalla Costa.  Una ventina le comparse, tra cui l’attore friulano Massimo Somaglino.  Un video emozionante  che sta di “casa” a Codroipo.

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