martedì 21 aprile 2015

GRAZIELLA NOACCO, poetessa... ORA SCRIVE IN CIELO - 20 aprile 2015

Ti sei addormentata nel sonno. La morte dei giusti ti ha fatto visita. Ti ha  presa dolcemente con sé e con mani di velluto ti ha  restituito all'amore del tuo Berto.
Un dolore non averti ma la tua luce di straordinaria foggia non può che continuare ad ispirarci. Con l'esempio, la solarità, l'elegante forza firmata dai tuoi ottant'anni vissuti pienamente. Affrontando ogni dono della vita. Come i sei figli. Come la poesia. Come la forte tempra che ti ha consentito di lavorare fino all'ultimo.
Cara Graziella... mi hai voluto bene. Mi hai dato così tanto che ti abbraccio con la stima più sincera.
Ti ho conosciuta al premio San Valentino di tanti anni fa a Udine, al Palamostre. Ogni anno ci siamo trovate al castello di Colloredo di Monte Albano per "Ispirazioni d'autunno" dove eri la protagonista assoluta, con la verve teatrale e la memoria di ferro che ti faceva recitare le tue poesie a memoria. Attrice perfetta! Di quelle che mai si potranno scordare.
Poi, il 12 dicembre 2013, eri in biblioteca a Codroipo, con i tuoi versi. Come mi avevi accolta! Con un sorriso che faceva volare il cuore!  "Ven a cjatami. Ti meni intal me bosc!" me l'hai detto tante volte.
                                    Grazie cara Graziella! Buon viaggio a te e al tuo Berto.

Graziella Noacco via Gramogliano, 10 - 33040 Corno di Rosazzo, (UD) 0432 753178
 Pierina e Graziella
 

Da "Il Friuli" Addio alla poetessa e attrice Graziella Noacco

A darne notizia l'Associazione A.M.A. - Linea di Sconfine che nel luglio dello scorso anno l'aveva ospitata a "Percorsi Di - Versi"

Addio alla poetessa e attrice Graziella Noacco


20/04/2015
La poetessa e attrice friulana Graziella Noacco si è spenta nella notte tra domenica e lunedì, a Udine. A darne notizia l'Associazione A.M.A. - Linea di Sconfine che nel luglio dello scorso anno l'aveva ospitata a "Percorsi Di - Versi".

Graziella Noacco, nata a Manzano il 20 agosto 1935, dopo la morte del compagno, nel gennaio del 1983, si dedicò alla poesia. La dolorosa esperienza del lutto, infatti, accese inaspettatamente l’ispirazione poetica, vissuta fin dall’inizio come esigenza di ritessere il filo dei ricordi.

 
 

Lis mês mans

 

Lis mês mans e àn setantetrê ains.

Vuê tal sorêli les ai cjaladis:

e son vieris, maltratadis

e di cai son contornadis,

spopeadis, cu les ungulis sclapadis.

Oh, ce tant che àn lavorât!

Lis mês mans e son di fiâr.

tignint dûr, no àn mai molât:

e àn gucjât e ancje filât,

tantis cjadreis e àn cjessût

e le vacje e àn molzût.

Tantis feridis e àn medeât.

Cuant ch’el fûc nus à distrut

dut chel che in vincj ains o vin lavorât, o ai dite:

“Sù, Berto, sù coragjo, che les mans no nus àn tajât!

Lis mês mans di pôre e àn tremât,

di dolôr e jerin fredis, di amôr e jerin cjaldis;

frescjis, par calmà el dolôr di ducj.

Sîs musutis e àn lavadis.

Lis mês mans tant disperadis,

cu les tôs, Berto, incrosadis

fin a l’ultim to respîr, ti àn simpri sostignût.

Lis mês mans no àn robât,

lis mês mans no àn copât,

lis mês mans e àn lavorât pal Friûl e pal Talian.

Cu l’anel incoronadis,

i onescj les àn stimadis.

su lis mês mans, la me vite e je piturade,

une vite di furlane!

 
Graziella Noacco
Gramogliano di Corno di Rosazzo

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Le mê preere


 


Perdonemi, Signôr,

o ài pôre dal scûr e dal dolôr.

Perdonemi, Signôr,

dai miei pecjâts

dal plui pizul al plui grâf.

Pietât di me, Signôr,

fâs che la muart mi cjati sul lavôr.

Pietât di me, Signôr,

fâs che i fîs par me no sintin tant dolôr.

Ma fâs che par me cussì sedi l’ultim miò dì:

sintî la vôs de mame

“Duâr, frute, pon cuiete

Jo o soi culì, cun te”.

Sintî une grande dolceze

come cuant ch’o ài sintût el prin bati dal cûr di miò fî.

Provâ une grande emozion

come cuant che al miò amôr o ài dit di sì.

Che i miei vôi si passin di mârs cuiets

di monts di nêf sblancjadis

verdis valadis di prâts sflurîts e gnots steladis.

E infin, un biel tramont tra il scûr e il clâr

la prime stele, un grant lusôr

sintî un grant tepôr.

Viodi Agnui blancs

che corint a braz viarts incuintri mi vegnin.

Cognossi i miei cjârs che di lì e son passâts.

Sintî une man che mi ten strete

che sedi chel l’ultim miò respîr

Signôr.

 

La mia preghiera

 

Perdonami, Signore,

ho paura del buio e del dolore.

Perdonami, Signore,

dei miei peccati

dal piùpiccolo al più grave.

Pietà di me, Signore,

fa’ che la morte mi colga mentre lavoro.

Pietà di me, Signore,

fa’ che i miei figli non provino tanto dolore.

Ma fa’ che per me così sia l’ultimo mio giorno

sentire la voce della mamma

“Dormi, bambina, riposa tranquilla

io sono qui con te”.

Sentire una grande dolcezza

come quando ho percepito il primo battito

del cuore di mio figlio.

Provare una grande emozione

come quando al mio amore ho detto sì.

Che i miei occhi si appaghino di mari calmi

di montagne bianche di neve

verdi vallate di prati fioriti e notti stellate.

E infine, un bel tramonto tra tenebra e chiarore

la prima stella, una luce intensa

sentire un tepore grande.

Vedere Angeli bianchi

che correndo a braccia aperte mi vengono incontro.

Riconoscere i miei cari che di lì sono passati.

Sentire una mano che mi tiene stretta

che sia quello l’ultimo mio respiro

Signore.

 Graziella Noacco
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Foglia di Rovere
 
Quante volte, Berto,
corro silenziosa nel bosco,
mi siedo su quel legno ormai consunto,
e il cuore pulsa di attesa e di affanno.
Chiudendo gli occhi
rivedo il tuo sguardo, celeste acqua chiara,
mi dici ridendo “Non ti lascerò mai,
saprò vincere i confini della morte.
Ricordati, ti aspetterò qui
all’ombra di questo vecchio rovere;
il sospiro del vento tra le foglie sarà il mio respiro,
accarezzerà dolcemente le tue guance;
la foglia che cadrà silenziosa sul tuo grembo
saranno le mie mani
intrecciate con le tue per lenire gli affanni del cuore”.
Sussurri e sospiri corrono tra i rami, parole silenziose,
un alito di vento mi accarezza il viso
portando da quel tronco il segno della tua presenza.
Il cuore si apre al mistero che ci lega,
per un attimo il dolore della vita si dissolve
nella bruma tiepida della sera.
Si imbrunisce l’orizzonte,
il canto della natura commuove la mia anima,
la pace del bosco mi riempie di conforto.
Generoso, il tempo mi regala l’attimo senza fine
del mio, del tuo amore.
 
Graziella Noacco
 Questa poesia si è classificata al sesto posto nel premio letterario
“San ValentinoUdine/poesia” anno 2008, sezione ligua italiana.
 
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Conforto
notte di cobalto e oltremare
 
La sera mi fermo a lungo
davanti alla vetrata, guardo
verso il basso la vallata.
Una muta preghiera per te che laggiù riposi.
Ma in alto i miei occhi incontrano la notte stellata: lì ho affidato
la tua anima, ad un astro splendente, conforto alle mie notti buie.
Ti racconto la mia giornata: è stata amara,
oggi ho pianto, mi hanno ferita, umiliata.
O Berto, ho bisogno della tua mano
sulle mie spalle, di una carezza sul viso,
di quella forza che sola nutre la mia anima.
Un alito di vento, un soffio
tiepido e leggero, un tocco delicato.
Rasserenata mi addormento, mi affido alla tua stella
che veglia sulla mia notte, sulla mia vita, sempre.
 
 

 

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