mercoledì 8 aprile 2015

Libro di MILTON FERNÁNDEZ " DONNE" - Presentazione da Ferrin a Camino al T (UD) - 10 aprile 2015



VENERDI' 10 APRILE - ORE 20,30  

presentazione del libro di MILTON FERNANDEZ
CONDUCE LA SERATA   PIERINA GALLINA
 
   Donne...  Pazze, sognatrici, rivoluzionarie … Sala  degustazione dell' azienda FERRIN
Località Casali Maione n.8  a CAMINO AL TAGLIAMENTO (UD)


Questi racconti sono il timido tentativo di un maschio di entrare in una realtà che da sempre lo affascina. Di capire.
Di poter quantomeno sfiorare un mistero che forse gli è stato precluso, ancora inesplorato, al quale si affaccia, man  mano che invecchia, con infinito stupore.

Vite di Donne, pazze, sognatrici, rivoluzionarie … insomma, la nostra stessa storia.
Sono trentaquattro, le pazze, le sognatrici e le rivoluzionarie di cui ci racconta Milton Fernández.
Trentaquattro ritratti di donne pressappoco sconosciute, talmente vere da sembrare inventate.
Cantanti, ballerine, matematiche, scrittrici, scienziate, prostitute, curanderas, calciatrici, pilote d’areo, schiave,
rabdomanti, giornaliste, vagabonde, suore, filosofe, poetesse, amanti, guerrigliere….
Donne forti, volitive, che sono state capaci di sovvertire i ruoli che erano stati per loro predisposti, che hanno  saputo cambiare le regole, e con esse il mondo.

Donne come tutte le donne, speciali, uniche, che affrontano la vita fino in fondo, anche a costo, a volte, di morirne.                      
 
 

                                                     Pierina Gallina e Milton Fernandez
                                                Introduce Fabiola Tilatti Ferrin
                               Chiara Ferrin porta il saluto dell'Ass. culturale "Hermes di Colloredo"
                                    Con il carillon e i racconti stesi sul filo... si inizia il viaggio
                                      in un giro del mondo, dal Messico a Codroipo (UD) a narrar di DONNE
 La suggestione di quel viaggio nel mondo delle donne era lì, nel respiro del pubblico e nelle parole dell’autore, uruguayano di origine ma milanese da un trentennio...



            Dopo 115 minuti umanamente intensi Milton legge le regole di Einstein alla moglie Mileva
                                              E' difficile fermare l'orologio di un tempo insieme
                                                      da incorniciare
con Elena Selin, europrogettista (friulena@gmail.com)



                                                           Presentazione
 
“DONNE” è UN LIBRO  di  33 Racconti più uno, stesi su fili di dolore e sofferenza.  Ma anche di coraggio che, spesso,  ha fatto paura.
                                        Solo perché le protagoniste  sono  DONNE.

Ed il loro  comune destino  va avanti, senza un cenno di disapprovazione,  fin dagli dei dell’Olimpo, quando Giove si trasformava  in qualunque cosa pur di possedere  le Dee. Passando per il Vangelo e il Corano.  Fino ai fatti di oggi, di ordinaria violenza,  di femminicidio, tanto che, quasi, non ci si fa più caso.  
      Proprio di questo parla il libro “DONNE”, l’ultima fatica letteraria di Milton Fernandez. 

Cosa NON E’ il libro “DONNE”:

* NON è un romanzo rosa…

* NON E’ un racconto…

E’ un condensato di 33 racconti più UNO – di cui volutamente non vi parlerò.    

33  frecce di luce più una su altrettanti nomi di donne,  tratteggiate con penna decisa, che sa portare fino alle viscere di ognuna di loro.  E’ quasi un reportage dal sapore giornalistico ma schizzato di affetto,  stima, e di quella particolare forma di poesia che, in quanto firmata da un uomo, riesce a dare un esile filo di SPERANZA.  

33 storie più una ridotte all’osso, con un vero miracolo di  sintesi. Scritte con uno stile chiaro, realista, con scampoli di poesia, diretta, esaustiva.   Con salti improvvisi di tempo che dura pressappoco un LAMPO.  Un misto di documentario-reportage-cronaca- con tanto di foto di ogni protagonista - in un piccolo giro del mondo, sulle orme di donne ai più sconosciute,  di altre fatte dimenticare o sparire perché scomode,  o perché, semplicemente,  c’era la paura che si sapesse di loro.   Di altre con nomi noti, come la moglie di  Einstein, Isadora Duncan, Milala.  

                                                       Tutte  capaci di far scricchiolare la pelle.

A chi piacerà questo libro? Alle DONNE sicuramente, a quelle che vogliono sapere.  Agli uomini, a quelli che vogliono sapere.

Come si leggerà  questo libro?  Forse non  tutto d’un fiato. Perché c’è bisogno di tornare indietro, rileggere, per capire meglio.

                    Perché ogni parola parla al MEGAFONO. Ogni parola va PRESA SUL SERIO.

Entrando nel ventre del libro si sente l’odore del sangue delle donne che, grazie allo scrittore, continuano a VIVERE e a raccontarsi e a gridare storie e verità incredibili.  
Scritte in punta di cuore da un uomo, Milton Fernandez, irrimediabilmente fermo davanti al confine che a lui, in quanto uomo, non è dato oltrepassare.   Ma  ci è andato molto, molto vicino. Ad un respiro dal toccarlo.

Se ogni racconto-documentario venisse scritto come romanzo, questo libro sarebbe un tomo da 33 romanzi più UNO. Che, secondo me, ha già messo le ali per diventarlo.

Protagoniste di ognuno di essi sarebbe almeno una  DONNA.  E sono trentaquattro, le pazze, le sognatrici e le rivoluzionarie di cui ci racconta Milton Fernández.

DONNE di vari luoghi del mondo: ARGENTINA, MESSICO, COSTA D’AVORIO, AFGANISTAN, GIAPPONE, BRASILE, KENIA, CILE, FRANCIA, ma anche MILANO, SACILE, CODROIPO. 

So, a questo punto, di aver stuzzicato la vostra curiosità. Ma cosa c’entra Codroipo con il Messico ad esempio? Lo chiederemo dopo a Milton.

DONNE  di  epoche diverse.  Di estrazioni sociali diverse.  

Cantanti, ballerine, matematiche, scrittrici, scienziate, prostitute, curanderas, calciatrici, pilote d’areo, schiave, sciamane,  giornaliste, vagabonde, suore, filosofe, poetesse, amanti, guerrigliere….

DONNE di vari ambienti.  PALAZZI REALI,  STRADA, PALCOSCENICO, BORDELLO, CONVENTO, OSPEDALI, BARACCOPOLI, UNIVERSITA’, CAMPO DI CALCIO, AVIAZIONE.

Donne forti, volitive, che sono state capaci di sovvertire i ruoli che erano stati per loro predisposti, che hanno  saputo cambiare le regole, e con esse il mondo.

Donne come tutte le donne, speciali, uniche, che affrontano la vita fino in fondo, anche a costo, a volte, di morirne.

TUTTE con lo stesso marchio, a fuoco. Sulla dignità. Sulla pelle.  Un marchio chiamato VIOLENZA, SORPRUSO. Da parte di chi? Dagli uomini, dalle consuetudini, dal fatto che così è da sempre e non si può cambiare.

A questo punto nasce spontanea una riflessione: ma davvero tutte queste donne erano e sono senza Colpa?  Dopo aver letto le storie la risposta è “SI’, DAVVERO” . 

                                  LA STORIA E' DONNA. IL VINCITORE E' MASCHIO



                                        SINTESI DEI RACCONTI


1)

Pag 15  CLARITA DE LA ROCHA –  1911 – CITTA’ del MESSICO
“ Era stato così da sempre. Il primo sangue avviava il cambiamento. I lupi erano lì, in attesa di quell’odore nel vento. Sarebbero state scaraventate a terra al primo disguido. Sguattere, figlie di peones, figlie di nessuno”.
2)

Pag 23: DONNE di CODROIPO  “i Cjavelars arrivavano gridando CJAVELUUUTS” e le donne si lasciavano tagliare bellissime chiome fluenti, spesso fino al sedere.  In cambio di poche monete. E poi si coprivano la testa con un fazzoletto nero per la vergogna. Si faceva di tutto per sfamare le tante bocche. C’era una ragazza che aveva trovato lavoro in una famiglia ma non aveva i soldi per il treno. Arrivò il Cjavelar. Le tagliò i capelli.  Lei indossò  un cappellino  a maglia e partì. Dopo tre giorni tornò perché i padroni non se la sentivano di assumere una ragazza  con la testa in quelle condizioni”.
 
3)
Pag 27: FRANCIA 1642 – MARTINE DE BERTEREAU
Brillante studiosa di mineralogia, ha messo a punto metodi per individuare i giacimenti ma accusata di stregoneria e privata di tutte le ricerche. Martine scrive una lettera al Re di Francia che non le risponde. Poi scrive a Richelieu che la fa catturare e morire.
In natura il tempo non esiste – diceva – ci vogliono ere perché l’acqua perfori la pietra!”
4)
Pag 37: ISADORA DUNCAN  - 1878 –
A 10 anni dice alla madre: Da grande voglio fare la ballerina, la rivoluzionaria e voglio chiamarmi Isadora, non Dora. Se il corpo è  una meravigliosa macchina perché violentarlo, impedendogli di comunicare? Gira il mondo,  posa nuda, scalza, coi capelli indiavolati, tra danza e scandali, portandosi appresso tragedie e amori. Fino alla follia e alla depressione. Fino a rimanere strangolata dalla sua stessa sciarpa  impigliatasi nelle ruote della Bugatti a gran velocità. Di uno sconosciuto. Era il 14 sett 1927
5)
Pag 43: SOJOURNER TRUTH – Schiava d’America
Non sono forse una donna io?  Venduta  a 9 anni, il suo padrone la stupra e picchia regolarmente. a 13 anni l’inferno non ha segreti. nel 1826, dopo 26 anni, la legge proibisce la schiavitù.  Porta il padrone in tribunale. La prima donna della storia a farlo. Scrive al Lincoln, alla casa Bianca, si batte per i diritti delle donne. Di qualsiasi colore. Vuole votare. La allontanano con la forza. A 80 anni viene scaraventata da un tram da un conducente bianco. Non poteva immaginare che quella stessa donna sarebbe sbarcata su Marte nel 1997. Il modulo robotico della Nasa si intitola SOJOURNER, donna d’acciaio.
6)
Pag 51: KIM BOK DONG
Nel civilissimo Giappone, dal 1931 al 1945, epoca di Hiroshima, 400mila donne sono ridotte a schiave sessuali. 50 soldati al giorno da servire. E se svieni sei uccisa.  “Sono una vecchia di 90 anni – dice Kim – ho fatto un viaggio di andata e ritorno nell’inferno degli uomini ma non mi hanno sconfitta. Ho ancora voce per urlare e persino per far loro abbassare gli occhi. Donne di tutto il mondo siate forti. Dite NO alle guerre. Dite NO alla violenza sulle donne
7)
Pag 57: PINA BAUSCH
Se n’è andata nel 2009 Pina. Coreografa, ballerina. E’ lei l’omino intirizzito di Munch, il suo urlo silente. I suoi spettacoli – teatro o danza? – erano come i sogni, perfino quelli brutti. Cercava gli occhi con sguardo triste, da pagliaccio.  Scrive MILTON: Se dovessi scegliere un pugno di cose da lasciare dopo di me, insieme a tanti libri, lascerei una coreografia di Pina Bausch.
8)
Pag 61: AZUCENA VILLAFLOR
Argentina. 1977. La morte depone le sue uova nella ferita. Passano le stagioni. I figli non tornano. Le madri li cercano. a Plaza de Mayo. Una donna col nome di un fiore AZUCENA parla a tutte le altre madri. E’ minuta ma la sua rabbia fa tremare i muri. Non è mai taciuta quella voce. Non tacerà mai. Sequestrata la notte del 10 dicembre 1977 da un commando armato, di lei non si saprà nulla fino al 1983. L’esame del Dna riconosce i suoi resti tra i corpi recuperati dal mare. Ancora parlano le madri dalle quali sono nate le nonne.
 9)
Pag 67: SILVIE
Poche pennellate di parole descrivono Silvie, quasi buttate di getto. Silvie, una figlia della notte, morta di freddo e alcool a Milano. Per lei il miracolo di quella umanità distratta che l’aveva schivata ma, sotto sotto, ammirata. La colletta spontanea ha concesso al suo corpo di tornare in Costa d’Avorio. A riposare in pace
10)
Pag 71: MALALA
Agli estremisti fanno paura le donne e ci sono uomini che non imparano mai, nemmeno se sono presidenti. E’ il 9 ottobre 2012, in Pakistan. Un autobus pieno di scolari corre su strade disastrate. Posto di blocco. Uomini armati fino ai denti chiedono “Chi è Malala?”.  Sono io, dice una ragazzina di 12 anni, che difende il suo diritto ad andare a scuola. La raffica parte all’improvviso. la lasciano lì, senza verificare se sia morta davvero. Nessuno chiede ormai chi è Malala! Candidata al premio Nobel per la pace che non arriva. “Un giorno me lo meriterò davvero” dice.
11)
Pag 77: MARIA SABINA – MESSICO
E’ la sciamana più celebre della storia. Di un paesino sperduto del Messico. Nel 1955 accadono guarigioni miracolose grazie ai Bimbi Santi o funghi candidi che lei mangia. Per tutta la vita, nella stessa capanna di fango e paglia. “Sono la donna che piange, fischia, suona, germoglia. la buffona sacra”
12)
Pag 87:  KAKENYA NTAYA
Donna Masai, del Kenya. Promessa sposa a 5 anni, fa scandalo dicendo che vuole studiare. Il padre la ricatta “Puoi studiare se ti sottoponi alla circoncisione”.  In prima persona spiega questo orrendo rituale. Nel 2009 crea una scuola pubblica eccellente dove ai genitori fa firmare un documento in cui si impegna a non far circoncidere le loro bambine. “Ci vorrà del tempo, un sacco di fatica. ma ogni cosa va conquistata. Nulla ci sarà mai regalato”
13)
Pag 93: ROSE VALLAND
A Parigi, cataloga opere d’arte. E’ meticolosa e per questo piace ai nazisti che la incaricano di catalogare le opere rubate alla Francia. Ma lei è membro della resistenza francese e salva un patrimonio inestimabile, facendo finta di stare con il Reich. Nel 68 riceve una medaglia della resistenza francese e si ritira.
14)
pag 97: VIOLETA PARRA
Cilena, con la passione per il canto e per gli uomini. Canta ed incanta. Crea e distrugge. Oggi è la Cantora Nacional, quella Violeta nata nel 1917 a S. carlos e nel 67, a 50 anni, si spara un colpo in testa dopo aver composto la canzone “GRATIAS A LA VIDA”
 15)
pag 103: REZA GUL – Afganistan
Assiste da casa sua all’uccisione del figlio,  comandante del Check-point. Sulle strade arroventate dal sole di un calmo mezzogiorno calano le grida di Allah è grande.  Rez si infila in camera, sposta un armadio, solleva una botola. Tira fuori un Kalashnikov  e spara all’impazzata per sette ore. Con sua figlia e sua nuora. 25 miliziani muoiono. “Quel che andava fatto è fatto”
 16)
Pag 109: LILLY PARR - Inghilterra
Solo nel 2002 è riconosciuta come la più forte calciatrice mai esistita. E’ un’operaia nel 1917. In inghilterra non ci sono più uomini. Sono tutti al fronte. Le donne mettono su le squadre di calcio. Impazzano. Lilly ha 15 anni e una potenza di gambe mai vista. Ma al ritorno dalla guerra tutti sono contro le donne calciatrici. Non le osannano più. Fanno chiudere tutti gli stadi, anche in America. A loro non è più permesso giocare. Così il calcio femminile declina. Ma Lilly non si arrende e diventa paladina anche dei diritti degli omosessuali.
17)
Pag 117: MAHESHWARI BISTA - NEPAL
In Nepal vige lo SAUPADI, una norma non scritta ma che si tramanda dalla notte dei tempi. Ogni mese, all’arrivo del ciclo mestruale, la donna deve allontanarsi da casa e rinchiudersi lontano, nelle Hoth, minuscole capanne di fango e sterco. Latrine esposte al freddo della montagna, in solitudine, in balia di pericoli e violenze e morte. Maheshwari ha 40 anni. Fa costruire una stanza nel cortile di casa dove andare in quei giorni, accoglie le donne durante il ciclo. Non restano mai sole. Passano quei giorni al caldo, cantando e raccontandosi le loro storie.
18)
Pag 121: SOR JUANA INES DE LA CRUZ – CITTA ‘ DEL MESSICO 1694
Nel convento delle Carmelitane scalze Sor Juana digiuna e prega e si flagella fino allo sfinimento. Si guarda intorno. Quelle quattro mura, che contenevano migliaia di  volumi, ora appaiono nella loro misera nudità. Ha donato tutto alla Chiesa affinchè il ricavato fosse diviso tra i poveri. Lei, Sor Juana, che ha preso i voti per poter studiare. Lei ha scritto e letto e incantato con il suo sapere. Lei, abbandonata da re e regine, muore di peste, in povertà e silenzio. Dopo aver scritto “ Sono la peggiore di tutte”
19)
Pag 129: IDEA VILARINO – URUGUAY
il 29 aprile 2009 muore a Montevideo la Poetessa Ida Vilarino. In punta di piedi. A 89 anni. La città ha il groppo in gola. Tutti hanno cantato le sue poesie. Artisti, teatranti, cantautori. All’improvviso si sente una voce “ Non abusare delle parole, non prestar loro troppa attenzione”. I suoi ultimi versi. Quasi un epitaffio.
20)
Pag 137: FATHIA e SAHIDA
A Mantova è arrivata dal Marocco Fathia Fikri, tanti anni fa.  Il marito la ripudia perché non gli ha dato un figlio maschio. La povertà, quella che si conficca sotto la pelle. Ha una bambina che deve mandare a scuola. Fa due lavori. Il 10 gennaio 2010 Fathia è stata trovata morta. La figlia si era addormentata sul suo corpo. Ora Sahida è stata chiesta in adozione dalla famiglia dove la madre faceva la badante. Ogni tanto, dalle tasche di una giornata grigia, salta fuori una manciata di grazia.
21)
Pag 141: MILEVA MARIC
Conosce Albert a Zurigo. Lei è l’unica donna iscritta a Matematica e la prima a laurearsi in fisica. Lui, bocciato al primo esame di ammissione, asino in matematica. Lei, Mileva, zoppica, è brutta. Ma lo aiuta nelle ricerche, in matematica. E’ l’unico laureato cui non viene offerto un posto di lavoro. Insieme stanno bene.  Quando comincia a tessere onori, non parla mai di lei. Ma la madre di lui lo convince che la moglie sia una strega.  Einstein la allontana  fino a divorziare nel 1919. Ma lei pretende la clausola che i premi ricevuti da Einstein dal 1905 in poi siano consegnati a lei e alle due figlie. Lui che ripeteva che “Poche donne sono creative” e che “Non avrebbe mai consentito a una sua figlia di studiare fisica” proprio lui viene ricordato per una frase “ E’ più facile disintegrare un atomo che un pregiudizio”
22)
Pag 149: MARIE DUPLESSIS – LA SIGNORA DELLE CAMELIE
Alphonsine, a 15 anni, si unisce ad una compagni di zingari, dopo essere stata venduta da suo padre diverse volte. Fa impazzire molti uomini che la viziano e corteggiano. Diventa la Divina Marie. Attrae Lizt, Balzac, Gautier Dumas, il padre prima e poi Alexandre, il  figlio, l’unico uomo dal quale non ha mai preteso nulla. Muore a 23 anni di tubercolosi. Dumas nel 1846 dà alle stampe la SIGNORA DELLE CAMELIE dedicato a  lei. Ne viene in possesso Verdi che le dà il nome di  Violetta. Che diceva “ Non sono io che ballo troppo velocemente, sono i violini ad essere troppo lenti”
23)
Pag. 157: HADIJATOU MANI – NIGER
Ha 12 anni e viene venduta, come una capra,  al suo padrone. Per 320 euro. E’ il 1996. La nostra era.  Il padrone la stupra e picchia regolarmente. Lei grida e piange ma nessuno la aiuta. Dicevano che era normale, soprattutto le altre donne. Era diventata una schiava sessuale. Nel 2003 la legge che abolisce la schiavitù. Per il padrone diventa la quinta moglie. Lei si innamora di un ragazzo e capisce che cosa sia un rapporto consenziente. Il marito la denuncia per bigamia. Lei è incinta. Vengono condannati. Nel 2012 decide di rivolgersi ad un tribunale internazionale. Non era mai successo prima. Il Niger viene condannato per violazione dei diritti umani. Ha ricevuto un premio in Spagna. E’ solo all’inizio di una strada lunga e zeppa di difficoltà. Aiuterà le altre donne, da qui in poi.
24)
Pag 163: TROTULA DE RUGGERO – SALERNO
Scuola Medica di Salerno, Alto Medioevo. Fuori dalla Chiesa. Vi studiano donne. Tra queste TROTULA DE RUGGERO, la prima ginecologa della storia. Lei parla del corpo come unicum, del parto, del bambino appena nato e delle cure che deve avere. Scrive il primo trattato di ostetricia e ginecologia del Medioevo il “Trotula Major”. Eppure il suo nome è dimenticato. Non appare negli annali della medicina antica. Solo uomini scrivono il proprio nome. Ma lassù esiste una formazione esogeologica di Venere: Trotula Corona. Voluta dagli scienziati in onore di quella donna che aprì le porte a un mondo fino ad allora sconosciuto.
25)
Pag 171: CAROLINA DE JESUS - BRASILE
Nasce a Sacramento, il 14 marzo 1914. E’ una paria. L’essere invisibile. Non ha appartenenza. A 33 anni, tre figli da padri diversi, emigra in un’altra favela. Rovista nella spazzatura, come tutti. Un giorno trova un quaderno quasi nuovo. Comincia  ascrivere della fame, dell’odore, di quella vita. Scrive scrive scrive.  Un giornalista ne sente parlare. La vuole conoscere. Pubblica il libro. 30mila le copie vendute. E’ un best seller in tutta l’America. Carolina acquista la prima vera casa. Poi cala il sipario. Qualcuno dice che non è possibile che una negra delle favelas possa scrivere così bene. Altri dicono che quella non è vera letteratura. Dal 1977 non si sa più nulla di lei. Qualcuno dice di averla vista rovistare nella spazzatura, insieme ai tanti miserabili dei dintorni
26)
Pag 179:  SYRIA POLETTI -  SACILE - BUENOS AIRES
Nasce nel 1917 a Pieve di Cadore. La famiglia emigra in Argentina ma a lei non è concesso. Ha una scoliosi deformante. Viene affidata alla nonna di Sacile che campa leggendo e scrivendo lettere. La bambina si appassiona a ciò che vede fare alla nonna e la gente chiede di lei, della FRUTE, perché sa leggere in un modo… e scrivere… Pezzi di carta che vanno e vengono dall’Atlantico si riempiono di colore, di tepore, di emozione. Poi riesce ad andare, da clandestina, in Argentina. Vi arriva nel 1938, a 21 anni. Subito scrive ma non in italiano. Viene guardata in cagnesco dagli uomini dei circoli culturali. Nel 1961 pubblica il suo primo romanzo e comincia  a girare l’Argentina, acclamata ovunque. Durante una conferenza il suo nome era seguito da “Sirya Poletti, la migliore scrittrice latinoamericana. E’ italiana”
27)
Pag 189: JINETH BEDOYA
25 maggio 2000. JINETH, giornalista, sta indagando su un presunto traffico di armi. Senza nemmeno il tempo di capire si trova imbavagliata e buttata sul retro di un furgone che parte a tutta velocità. Poi l’esecuzione…e poi la violenza, ripetuta per 16 ore, 960 minuti, 57.600 maledetti secondi. Poi viene buttata sul ciglio della strada. Un tassista la raccoglie. Si salva ma lo stupro è una violenza che continua, incessante, giorno dopo giorno. Dopo nove anni rende pubblica la sua storia. E’ viva, nonostante la condanna a morte penda sulla sua testa. Ha pubblicato un libro sul narcotraffico. Gira sotto scorta. “La mia vita non sarà lunga. Per questo cerco di fare tante cose”
28)

Pag 195: ROSE MAPENDO – CONGO
Cella miserevole. Rose e i suoi 7 figli.  Partorisce due gemelli. Sul pavimento di cemento grezzo. Con un pezzo di legno taglia il cordone ombelicale. Lo lega con una ciocca dei suoi capelli. Le portano via la figlia maggiore. Ha 11 anni.  Quando ritorna il sangue le cola tra le gambe e lo sguardo perso.  Un anno più tardi Rose e i suoi figli vengono trasferiti in un campo di rifugiati in Camerun. Un attivista dei diritti umani la vede. Vuole conoscere la sua storia. Oggi Rose è ambasciatrice dell’organizzazione che porta il suo nome. “Una persona sola non può spingere un elefante ma tante insieme sì”
29)
Pag 201: JUANA LA LOCA
Figlia della regina di Spagna, sposata con Felipe, figlio di Massimiliano 1° , imperatore di Germania. Suo Dio. Lei è rinchiusa nella torre, dal suo stesso padre, dopo la morte del marito.  Juana non uscirà mai d lì e vi rimane per 46 anni. Muore di cancrena, con il corpo ricoperto di piaghe. Ogni tanto la si sente cantare…
30)
Pag  209: LE STREGHE DELLA NOTTE
2° guerra mondiale. 1° dicembre 1941. 400 donne, hanno in media 22 anni, sono pronte a volare, ad andare in missione, contro i tedeschi. Tre mesi di apprendistato, massacranti allenamenti militari, nozioni di volo, resistenza al freddo, al sonno, orientamento al buio. Le loro Scope volanti, classe 1927, sono trappole lente, fragili, senza cabina, né radio, né radar, né paracadute. Ma le donne diventano un tuttuno con quei trabiccoli. Ma scoprono di poter volare basso per poi rialzarsi e colpire. Dal 41 alla fine della guerra quelle donne sganciano 3mila bombe.  Katya e Nadya compiono 18 missioni in una sola notte, volando senza cabina e a 30° sotto zero. Quelle donne sulle loro scope di legno stavano dando una lezione al mondo intero. Pare che nessuno gioisse quando venivano abbattute
31)
Pag 217: SIMONE DE BEAUVOIR
Nasce alle 4 del mattino il 9 gennaio 1908. Giovanissima, alla Sorbonne, conosce lui, il filosofo, SARTRE. Un ometto, un rospo, brutto come il peccato. Ma fa impazzire le donne. Quale il suo segreto? Scrive e molto di se stessa. Il libro “Il secondo sesso” negli anni 70 le fa meritare il titolo di madre del femminismo. “La donna non nasce. Si fa”. “Le persone felici non hanno storia”
32)
Pag 231: ESTELA LANARI VOLPE
Montevideo: 1954. E’ la madre di Gustavo Volpe che rincorrendo un ladro viene ucciso da Ruben Lopez, di 21 anni. Come lui. Che era il miglior studente all’università e campione del lancio del peso.  Lei, Estela, sua madre, vuole conoscere l’assassino del figlio, scoprendo un ragazzo cresciuto da solo, in strada. Nel 1955 fonda l’Associazione Nazionale Gustavo Volpe, unico nel suo genere in America Latina. Con metodi alternativi alla privazione della libertà per bambini ed adolescenti in situazione di vulnerabilità sociale.

33)
Pag 237: Le PUTTANE DI SAN JULIAN
1923. BUENOS AIRES. I militari uccidono, massacrano a migliaia.  Il Tenente Varela decide di premiare i suoi uomini portandoli al bordello “La Catalana”. Si sfregano le mani ma appare sulla porta Donna Paulina e dice che le sue ragazze si rifiutano di riceverli. Fanno sciopero. Si difendono con manici di scopa e mattarelli. Viene loro dato un ultimatum: o si arrendono o per loro si mette male. Non cedono. Vengono carcerate, prese a manganellate, espulse. Nessuno scrisse una riga di storia del giorno in cui l’esercito nazionale fu messo in fuga da les Putas di San Julian.
                                            BIOGRAFIA
Milton Fernández è nato a Minas, in Uruguay. E’ scrittore, poeta, regista, drammaturgo ed editore. Dal 2011 è anche direttore artistico del Festival della Letteratura di Milano. In italiano ha scritto e pubblicato:
Fattebenefratteli (premio Terre di Mezzo), Versi Randagi (primo premio Dipartimento di Italianistica, Università di  Bologna), Bracadà (Di Salvo Editore), L’argonauta (Rayuela Edizioni), Sapessi, Sebastiano... (Rayuela Edizioni), Per arrivare a sera (Rayuela Edizioni), Sua Maestà Il Calcio (Rayuela Edizioni) e diversi racconti usciti in altrettante antologie. Ha curato, inoltre, per la stessa Italiani d’Altrove (AAVV), Storie dell’Era del Tango di Marcelo Caracoche, Trattato di sortilegi di Óscar Hahn, Once upon a time di Raquel Fernández, Sombras nada más di Luis Benítez, Canzone di Natale di Leonardo Finkelstein, Effetto Bici di Juan Carlos Kreimer.


  Editoriale                                         LIBRO di MILTON FERNANDEZ  presentato da “FERRIN”

La suggestione di un viaggio nel mondo delle donne era lì, nel respiro del pubblico e nelle parole dell’autore, uruguayano di origine ma milanese da un trentennio, da Ferrin, a Bugnins di Camino al T (UD). 

Tutto grazie alla  sua ultima fatica letteraria che raccoglie  34 racconti, stesi su fili di dolore e sofferenza, che hanno per protagoniste delle donne.   Con il loro  comune destino  che è andato avanti, senza un cenno di disapprovazione,  dagli dei dell’Olimpo, passando per il Vangelo e il Corano,  fino a  oggi,  con i fatti di ordinaria violenza.   

34 storie  ridotte all’osso, con un vero miracolo di  sintesi,  frecce di luce  su altrettanti nomi di donne,  tratteggiate con penna decisa, stile chiaro, realista, con scampoli di poesia, diretta, esaustiva, che sa portare fino alle viscere di ognuna di loro.  Con salti improvvisi di tempo che dura pressappoco un lampo.   E’ quasi un reportage dal sapore giornalistico ma schizzato di affetto,  stima, e di quella particolare forma di poesia che, in quanto firmata da un uomo, riesce a dare un esile filo di speranza.   

Un misto di documentario-reportage-cronaca- con tanto di foto di ogni protagonista - in una sorta di  giro del mondo, sulle orme di donne ai più sconosciute,  di altre fatte dimenticare o sparire perché scomode,  o perché, semplicemente,  c’era la paura che si sapesse di loro.   Di altre con nomi noti, come la moglie di  Einstein, Isadora Duncan, Milala.   Tutte  capaci di far scricchiolare la pelle. Perché ogni parola parla al megafono.   Perché ogni parola va presa sul serio.

Entrando nel ventre del libro si sente l’odore del sangue delle donne che, grazie allo scrittore, continuano a vivere  e a raccontarsi e a gridare storie e verità incredibili.  Mentre lui,  Milton Fernandez, resta irrimediabilmente fermo davanti al confine che , in quanto uomo, non gli è dato oltrepassare.   Ma  ci è andato molto, molto vicino. Ad un respiro dal toccarlo.

Protagoniste di ogni racconto è una donna.  Di vari luoghi del mondo, dal Messico a Codroipo.  Di  epoche,  estrazioni sociali  e ambienti diversi.

Cantanti, ballerine, matematiche, scrittrici, scienziate, prostitute, curanderas, calciatrici, pilote d’areo, schiave, sciamane,  giornaliste, vagabonde, suore, filosofe, poetesse, amanti, guerrigliere….

Donne forti, volitive, che sono state capaci di sovvertire i ruoli che erano stati per loro predisposti, che hanno  saputo cambiare le regole, e con esse il mondo.  Donne come tutte le donne, speciali, uniche, che affrontano la vita fino in fondo, anche a costo, a volte, di morirne. Tutte  con lo stesso marchio, a fuoco. Sulla dignità. Sulla pelle.  Un marchio chiamato violenza e sopruso.   Da parte degli uomini, delle consuetudini.  Dal fatto che così è da sempre e non si può cambiare.  Forse.

 

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