domenica 5 luglio 2015

IL PAESE LUGLIO 2015: QUELLA BENEDETTA DATA X e TIMPANI A SC. MUSICA Città di Codroipo (UD)




 Ritratto realizzato dai "Grandi" della sc. Infanzia di Rivolto
 

                                                                QUELLA BENEDETTA  DATA X

Vi è mai capitato di avere una data x sul vostro calendario che vi aspetta come un avvoltoio per cambiare la vostra vita, che mai vi è parsa più positiva e rodata?  Prima appare come lontana poi, man mano che si avvicina, ecco che i dubbi grattano e pizzicano e fanno venire quell’insostenibile  crampo allo stomaco. E quella sottile voglia di girarsi dall’altra parte e dire… “Non mi riguarda”. 

                                        E se poi tutto andasse  in qualche modo in peggio?

La mia data x è stata il 30 giugno 2015. L’ultimo giorno di una vita lavorativa lunga 42 anni meno tre mesi,  di cui 36 nella Scuola d’Infanzia- “Asilo”  di Rivolto,  che mi ha visto felicemente approdare  a 27 anni e uscirne a 63. Sempre nutrita di bambini,  fiabe,  colleghe meravigliose, genitori  e nonni carinissimi.  Fino all’ultimo giorno, con la stessa voglia di stendermi sul prato a guardare le nuvole o dondolare sulla giostra con loro, i Bambini.  Queste creature  capaci di comandare eserciti di adulti ma, sotto sotto, bisognosi solo di essere ascoltati.  Perché il loro mondo è meno incantato di ciò che si tende a credere.  Ebbene,  il 1° settembre sarà il primo giorno della mia nuova vita. Da… pensionata.   Solo  la parola mi lascia incredula e, sì, lo ammetto, un po’ triste.  Il pensiero vola a quando la porta di quella che, per 36 anni è stata la mia seconda casa, sarà chiusa  per me.  Come è giusto che sia. 

Dicono, e anche io lo dico spesso, che ci si abitua a tutto. Colleghe che ci sono passate mi assicurano che… “ Ogni tanto vai lì,  fai contenti i bimbi, sei contenta tu, e poi sei libera. Potrai  fare cose che adesso nemmeno immagini”. Oppure “ Goditi la pensione. Te la sei meritata”.

Ok. Ci proverò, consapevole della fortuna che mi è riservata. Primo, non a tutti è concesso arrivarci. Secondo, bisogna lasciare spazio ai giovani.   Nulla è per sempre, lo so, eppure… ancora il groppo mi sorprende e mi fa rivedere film di un tempo  privilegiato giunto al fatidico “The end”.

Ammetto che, come un condannato a morte che sa che gli resta poco da vivere, questi ultimi tre anni regalati dalla Fornero,   mi son goduta splendide opportunità,  fatte di cose belle,  di momenti cercati,  piaceri rincorsi, emozioni  gustate intensamente. 

Al  profumo di Bambini e dei  loro sorrisi, dei loro abbracci forti forti e dei loro bacini morbidi. Nessuna attività è stata  più importante dei  loro giochi, i loro disegni, il loro bisogno di coccole e di… poter parlare. Li ho ascoltati.  Ho riempito pagine e pagine delle loro parole, delle loro “Frasi famose”. Ebbene sì, sono  la cosa di cui mi sono imbevuta fino al midollo. Alternando  momenti di groppo in gola a momenti in cui facevo  finta che il calendario non esistesse. Ce l’ho fatta, complici le mie colleghe che hanno sempre capito.

Insieme abbiamo visto cose bellissime, abbiamo inventato cuori con le ali e volato nello spazio, atterrando sui pianeti,  con aerei  di carta e  picnic sull’erba.  Momenti  di ogni colore  sono fissati nella mente, da ricordare nei momenti difficili. Perché sicuramente ce ne saranno.

Ora è tempo di togliere dal mio vocabolario la parola “Lavoro” con  orari e obbligo di presenza. Ma con il pensiero sarò ancora lì, dentro quelle mura che conosco in ogni centimetro,  come la loro storia,  e quella di  centinaia  di Bambine e Bambini, ora Donne e Uomini, dei loro genitori, ora nonni.    Ma quel che è stato non è stato invano e quel che voglio per me e per loro  è che quella serenità- bambina  possa durare. Farò di tutto perché duri, magari chiedendo in prestito a Bobby  Solo un pezzo dalla canzone  “Non c’è più niente da fare”… “ LA VITA CI HA REGALATO QUALCOSA CHE IL TEMPO NON CAMBIERA’ MAI”.


                                                                           
CODROIPO

LA FAMIGLIA DI BARBARA SCAINI HA DONATO TRE TIMPANI ALLA SCUOLA DI MUSICA “CITTA’ DI CODROIPO”

                                        da sx: Manuela Sartore, Sandra e Franco Scaini, Barbara Tomasin

Compatti, i commercianti di Codroipo sono stati  vicini  alla famiglia di Scaini Franco, recentemente colpita dalla prematura scomparsa della figlia Barbara, con concreta generosità, sfociata nel dono di tre timpani alla locale Scuola di Musica.  La serata di presentazione dei nuovi strumenti, indispensabili all’orchestra, ha registrato  una notevole presenza di persone che, ancora una volta, si sono strette alla famiglia Scaini.  “ Il suo sorriso continuerà in questa scuola” ha detto  Franco Scaini.  In un clima di sentita emozione, la presidente Manuela Sartore ha fatto gli onori di casa, ringraziando per  l’ inaspettato quanto  importante dono ricevuto che l’Assessore Flavio Bertolini  ha definito  lo “specchio dei valori in cui Barbara credeva e dei quali anche la scuola è portatrice”. Don Ivan, parroco di Codroipo, in una lettera  ha espresso l’augurio che, quando i timpani suoneranno, ricorderanno che sarà sempre l’amore a vincere. Il  Direttore Giorgio Cozzutti ha definito provvidenziale il dono dei timpani, di importanza capitale per la classe di percussioni  e per l’orchestra in quanto strumenti capaci di dare spunto alle  emozioni più intense.   L’insegnante timpanista Barbara Tomasin ne ha illustrato le caratteristiche prima di dare il La al concerto di percussioni che ha letteralmente entusiasmato il numeroso pubblico, eseguendo noti brani come Can Can e Thriller, di Michael Jackson, insieme ad allievi ed insegnanti della Scuola di musica.                    

                                                                                                                                                                    

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