martedì 18 agosto 2015

BELLUNO - 18 agosto 2015



BELLUNO, porta delle Dolomiti e al tempo stesso finestra aperta verso la pianura veneta, è un piccolo ma prezioso gioiello incastonato in una splendida corona di rilievi montuosi che la abbracciano tutta intorno, a sud con i dolci profili delle Prealpi del Nevegal, a nord con l’imponente monte Serva e le pareti rocciose del gruppo della Schiara: le splendide Dolomiti Bellunesi sono state riconosciute Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco.Il suo centro storico, raccolto ed accogliente, lambito dal fiume Piave e dal torrente Ardo, è il biglietto da visita con cui si presenta questa città a misura d’uomo, che sa offrire ai suoi ospiti tesori di bellezze artistiche e naturalistiche in una realtà urbana di pregio, circondata da un territorio rurale denso di centri minori di notevole interesse paesaggistico. Non a caso, infatti, è l’unico capoluogo di provincia a comprendere all’interno del territorio comunale i confini di un parco nazionale: il Parco Nazionale delle Dolomiti bellunesi. 
Un luogo, per usare le parole dello scrittore bellunese, Dino Buzzati, che possiede una "personalità speciale, che gli dà un incanto straordinario ma di cui pochi per la verità si accorgono, dove si fondono il mondo di Venezia (con la sua serenità, la classica armonia delle linee, la raffinatezza antica, il marchio delle sue architetture inconfondibili) e il mondo del Nord (con le montagne misteriose, i lunghi inverni, le favole, gli spiriti delle spelonghe e delle selve, quel senso intraducibile di lontananza, solitudine e leggenda)".
 
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 E' d'obbligo visitare la città. Chiesa di San Rocco.
Voluta per voto cittadino contro la peste, la chiesa venne iniziata nel 1530 e costruita a più riprese fino al 1561.  Venne officiata dai Cappuccini tra il 1605 e il 1769 assieme al retrostante convento, che dopo la chiusura in età napoleonica nel 1806, passò al demanio e fu acquistato dalla contessa Elisabetta Agosti nel 1856. Ristrutturato il complesso, la chiesa venne riaperta al culto nel 1860 e il convento fu trasformato in orfanotrofio da don Antonio Sperti. L’istituto fu poi affidato assieme alla chiesa ai Salesiani dal 1924 al 1957.

 
 Chiesa di S. STEFANO:
Venne eretta tra il 1468 e il 1491.
All’interno è di particolare interesse la cappella Cesa, eretta nel 1485,con la grande pala lignea di Matteo Cesa (1425-1495) e un ciclo di affreschi attribuito in passato a Jacopo da Montagnana. La chiesa contiene due grandi angeli reggilampada ed un crocifisso di Andrea Brustolon (1662-1732), provenienti da altre chiese scomparse di Belluno (1440-1499). L’altare è stato restaurato nel 2013. Alla sinistra del transetto si apre la Cappella dell’Addolorata, del 1737, con la statua di Giovan Battista Alchini (XVIII sec.), allievo del Brustolon.
 
 
 
 PALAZZO della PROVINCIA: Ampliamento realizzato nel 1926-28 dall’architetto Alberto Alpago-Novello per chiudere monumentalmente la quinta sud di Piazza Duomo. E’ sorto sulla sede delle antiche scuole di grammatica, di fronte alle quali sorgevano le due chiese di S.Giovanni e S.Andrea, abbattute rispettivamente nel 1555 e nel 1873.
 

 

NEVEGAL:
Alle porte della città di Belluno è situata la località turistica del Nevegal, un altopiano sui mille metri, con vette che si innalzano fino a 1700 metri di altitudine, boschi di conifere, prati che fioriscono in una varietà sorprendente di specie. Tutto attorno il panorama suggestivo delle Dolomiti patrimonio Unesco: ecco perché il Nevegal è conosciuto anche come “La terrazza sulle Dolomiti”.
Il Nevegal è l’altopiano che si trova sul versante settentrionale del Gruppo del Col Visentin, le cui vette più alte sono il Col Visentin a 1763 m di altitudine, il Col Toront a 1673 m di altitudine e il Col Faverghera a 1610 m di altitudine.
Il Nevegal offre un colpo d’occhio unico, con la vista del lago di Santa Croce e dei monti dell’Alpago da una parte, e dall’altra i primi contrafforti dolomitici con la loro imponenza e il loro fascino intatto.
 Infine, il Nevegal è anche meta di turismo religioso, per il noto  Santuario Maria Immacolata Nostra Signora di Lourdes, meta di turisti e devoti provenienti da moltissime località diverse.
                                                    
                                            Prima di salutare Belluno dopo la breve visita, una videata sul fiume Piave. la città, infatti, è situata alla confluenza del torrente Ardo e del Piave,  posizione difensiva strategica per la quale è stata protagonista nelle due guerre mondiali.


 
Visita da approfondire sicuramente!

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