sabato 5 dicembre 2015

Il PAESE dicembre 2015


BERTIOLO (UD)            

CIDINIS A FUART, un capolavoro fatto Teatro

 

Da vent’anni la Compagnie teatral “Clâr di Lune” solca i palchi regionali raccogliendo ovunque grandi soddisfazioni. Ma con “Cidinis a fuart” ha superato se stessa. Al debutto, in un auditorium stracolmo , ha regalato novanta minuti di assoluta emozione, sapientemente dosata dalla regista Loredana Fabbro negli undici quadri scenici che hanno distillato  la Grande Guerra e le sofferenze che ha portato con sè. Uno spettacolo toccante, intenso e rispettoso per tutti coloro che, cento anni fa, hanno vissuto quel tragico evento. Un lavoro difficile, che ha richiesto dieci mesi di ricerca minuziosa e precisa per la stesura dei testi, ma capace di dipanarsi  sulla scena grazie all’indiscussa capacità di interpretazione e di coesione del gruppo.  Che la compagnia “Clâr di lune”, presieduta da Alberto Fabello,  sia squadra affiatata, dove ognuno può contare sull’altro, è una felice quanto sorprendente realtà,  che fa del teatro amatoriale una passione condivisa. Molti gli attori nuovi e questo è un ulteriore  segnale della sua vitalità. Perché “Cidinis a fuart”?  Non solo per ricordare il centenario della Grande Guerra nel Medio Friuli ma anche per la volontà di inoltrarsi in un territorio  teatrale inedito, dove impegno e ricerca possano ampliarsi fino a sforare  i confini noti.  “Cidinis a fuart” conduce oltre il già visto, dove  il contenuto  si fa poeticamente comprensibile, sul filo di una umanità magistralmente espressa, con parole e con potente gestualità.   E’ il silenzioso grido delle Donne durante la Prima Guerra Mondiale, quando il carico di responsabilità gravava sulla loro schiena e sul loro cuore. Bambine, spose, madri, nonne. Tutte accomunate  da un evento capitato all’improvviso, durato troppo a lungo  e mai veramente compreso.  L’unica cosa certa è che ha lasciato dietro di sé una lunga scia di dolore per tutti.  Alle Donne, in particolare,  ha tolto molto ma non ha scalfito il coraggio di andare avanti né la dignità e la tenacia di resistere, senza  mai smorzare l’autorevolezza del loro silenzioso urlo.    Che rimane attuale, quasi un monito per l’umanità che sembra non comprendere l’insostituibile valore della Pace.
 



CAMINO al T(UD) e TALMASSONS (UD)
SCARPETTE ROSSE DICONO “NO” ALLA VIOLENZA
Era il 25 novembre 1960. Nella Rep. Domenicana, sotto la dittatura di Rafael Trujllo, tre sorelle Patria Mercedes,  Minerva e Maria Teresa Mirabal, furono brutalmente uccise dopo aver subito ogni tipo di violenza. Tutto perché una di loro aveva rifiutato le avances del dittatore. Quella degli uomini di Trujillo fu una violenza gratuita e senza pietà che è diventata il simbolo della brutalità degli uomini che si accaniscono contro le donne che osano ribellarsi. Nel 1999 una risoluzione Onu ha stabilito che l’anniversario della loro morte sarebbe stato, di lì in avanti, la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. L'uccisione delle tre sorelle è diventata l’emblema di un fenomeno che riguarda tutto il mondo, cioè la violenza di genere.  In Italia, da noi, finalmente se ne parla. Perché  i casi di violenza e di femminicidio aumentano sempre di più.  Anche  nella porta accanto. E’ per questo che la lotta deve essere globale perché riguarda molte donne, siano esse  afgane, messicane, russe, norvegesi, cinesi o italiane.  Ecco perché  nella giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, molte piazze italiane hanno accolto centinaia di scarpe rosse. Un colpo d’occhio potente. Il rosso simboleggia la violenza, il sangue, e allo stesso tempo l’amore. Le scarpe sono i passi di ogni singola donna verso la libertà dalla violenza. Ognuna con la sua personale storia, ma tutte a costruire insieme un percorso comune.  Ideatrice delle Scarpe rosse  fu l’artista messicana Elina
Chauvet, che nel 2009 espose la sua installazione di 33 scarpe rosse a Ciudad Juárez, la città dove il tasso di femminicidio è così elevato da essere definita “la città che uccide le donne”.  La seconda volta, in Texas, nel 2012 le scarpe erano già 300.  L’idea di base è quella di favorire un passaparola  e creare una rete di solidarietà che rimanga e si alimenti sempre più.  Anche nelle piazze dei  dieci comuni dell’Ambito codroipese ( Basiliano, Bertiolo, Camino T, Castions, Lestizza, Mereto di Tomba, Mortegliano, Sedegliano, Talmassons, Varmo) il 28 novembre  hanno trovato posto le scarpe rosse.  Tante scarpe, di ogni taglia, foggia, modello.  Tante ragazze e ragazzi di   “ Ragazzi si cresce” hanno dipinto le scarpe,  le hanno esposte e poi, a Talmassons,  hanno ballato, dopo aver  lasciato volare  in cielo centinaia di palloncini rossi. Per far sentire la propria voce, accanto a quella degli amministratori. Per dire “Basta” alla violenza di genere, che ci fa “tornare al Medioevo” come ha detto il sindaco di Talmassons, Zanin.  I dati sulle violenze e sulle morti fanno accapponare la pelle. Dietro la morte di una donna si nascondono lunghi periodi di violenze subite da qualcuno che dovrebbe invece proteggerla e amarla.  E ogni anno i numeri si ingrossano.  Intanto il numero antiviolenza – il 1522 attivo 24 su 24 – troppo spesso TACE.

                                                                                                                                                   
 
Talmassons... Ragazzi si cresce, sindaci dei 10 comuni
 
La mia poesia
E’ L’ORA DEL “SI’…SI DEVE”
UNA FARFALLA DEVE VOLARE…
DIO L’HA CREATA PER QUESTO.
NON CI SIA MAI SAETTA
A TRAFIGGERNE LE ALI.
 
UNA ROSA DEVE FIORIRE…
NON CI SIA UN SOLE NERO
A BRUCIARNE I PETALI DI VELLUTO.
 
UNA FOGLIA DEVE DANZARE COL VENTO…
INNAMORARSI DEI SUOI UMORI GENTILI…
NON CI SIA BUFERA A STACCARLA DAL RAMO.
 
UNA DONNA DEVE ONORARE IL DONO
DELL’AMORE E DELLA VITA.
NON CI SIA MAI UOMO
A UCCIDERNE L’ESSENZA.
E’ L’ORA DEL “SI’… SI DEVE”

 


CODROIPO
CONVEGNO “Conoscere gli oli essenziali della Bibbia”
Degli oli essenziali della bibbia, questi sconosciuti, se ne è parlato in un affollato convegno promosso dalla Mutua Insieme 57 della BCC Basiliano, in collaborazione con l'associazione di volontariato Perusini-Alzheimer,  con l’intento di darne corretta conoscenza.  In alcuni passi della Bibbia infatti, sono descritti dettagliatamente gli oli propedeutici al benessere.  Relatori molto accreditati sull’argomento, ne hanno  trattato le  caratteristiche, usi ed effetti.Il Dott. Danilo Toneguzzi, Medico Chirurgo, Specialista in Psichiatra e Psicoterapia, e  la Dott.ssa Nicoletta Morsellino, farmacista, co-autrice del libro "Attraversare il dolore per trasformarlo" edito da Maggioli Editore.  Si è parlato  delle piante da cui si ricavano gli oli essenziali, ampiamente citate nella Bibbia in quanto nell’antichità erano impiegate soprattutto per le loro proprietà antisettiche.  Il loro uso oggi riscuote sempre maggiore  successo in quanto c’è una gran ritorno al naturale, ai trattamenti non invasivi, che possono contribuire al benessere di ogni persona.  Gli oli essenziali sono stati venerati per le loro capacità di  fin dalle  prime  civiltà umane.   La Bibbia indica molti oli aromatici come produttori di prosperità,  bontà,  salute e che l'uso di oli essenziali e resine è sempre stato  parte importante di culto per ebrei e cristiani ed un ruolo particolare nel campo della medicina.  Ad esempio,  il nardo è stato usato per ungere Gesù e l’incenso viene usato  nelle cerimonie religiose.  Il ruolo di moderatore  è stato affidato a Luciano Commisso, presidente dell’associazione Perusini-Alzheimer che da dieci anni opera nel Medio Friuli e collabora con il nuovo centro Alzheimer, Casa di Giorno, dell'Asp Daniele Moro. E’ il secondo centro di tutta l'Italia settentrionale e riferimento regionale per capienza, capace di operare in sinergia con una rete territoriale, come quella che fa capo alle assistenti sociali degli 11 Comuni del Medio Friuli, della rete dei medici di famiglia e del Distretto Sanitario con i suoi servizi e i volontari del Centro Perusini-Alzheimer, preziosi alleati delle amministrazioni locali, nel dare una mano a chi soffre di questo morbo.
 
 
CODROIPO
SCUOLA DI MUSICA "CITTA' DI CODROIPO": PER TRE ANNI SI FARA’  MUSICA NELLE SCUOLE DI CODROIPO
Per i prossimi tre anni i 1800 ragazzi dell’Istituto Comprensivo di  Codroipo, potranno avvicinarsi alla musica  grazie alla recente firma della convenzione tra l’Istituto Comprensivo, la Scuola di Musica e il Comune di Codroipo.  Con il finanziamento regionale già stanziato, la musica entra ufficialmente tra le attività in collaborazione promosse dallo stesso istituto  nei tre ordini di scuola. Nel progetto hanno creduto la Dirigente Giovanna Crimaldi, solcando le orme della Dirigente Patrizia Pavatti, il  Direttore della Scuola di Musica Elena Blessano e il sindaco di Codroipo Marchetti, nella logica di sviluppo e sostegno alla pratica della musica. La convenzione a tre mette un punto fermo  e supporta gli operatori dell'Associazione Musicale e Culturale "Città di Codroipo", nata più di trenta anni fa,  che sta portando avanti un grande lavoro di coinvolgimento, sensibilizzazione, educazione attraverso la musica e le relazioni interpersonali. Attiva dal 2000 con progetti mirati e fra mille difficoltà, sostenuta fino a pochi anni fa anche dalle amministrazioni comunali, ha sempre cercato di essere parte attiva della comunità anche sostenendo la pratica della musica nelle scuole. Laboratori musicali, lezioni concerto, presentazioni strumenti, cori in collaborazione con l'Associazione Musicale Sante Sabide, e alcuni progetti di eccellenza quale la ricerca con il gruppo BAPNE - Italia e l'Università di Udine, sono  i contenuti di tutto rispetto che vengono portati avanti tra i banchi delle scuole codroipesi.  “Ma questo non basta” dichiara Giorgio Cozzutti, vice-direttore della Scuola di Musica “ la nostra tradizione un tempo ricchissima di musicalità si sta impoverendo, c'è bisogno di una sinergia e collaborazione, affinché la musica possa portare elementi di crescita, unione e consapevolezza che la nostra cultura non può perdere. La musica nel Medio Friuli è una realtà affermata e condivisa.  Codroipo, in particolare, ha sempre espresso personalità musicali di rilievo in diversi ambiti, sia nella classica che nella moderna e nel jazz. Che la musica sia parte attiva e fondante dei friulani è un dato di fatto, siamo la regione con più bande e cori di tutta la nazione. Ciò che non si sa o del quale forse si parla di meno è di quanto sia importante la musica per tutti già dalla tenera infanzia. La pratica della musica ha valenze educative, socio culturali, trasmissione di valori, e di sviluppo delle facoltà psico-emozionali. Non vi sono controindicazioni per la pratica della musica, spesso però essa non viene sostenuta perché non ci sono gli strumenti economico-organizzativi per sostenerla. Un altro luogo comune da sfatare è quello per il quale la musica dovrebbe essere appannaggio di pochi, di un' élite. Questo è un retaggio della mentalità del settecento e ottocento, quando le condizioni sociali escludevano molte persone dallo studio della musica.” Verso questa direzione procede a passo spedito la convenzione, con l’ottica di dare a ogni persona l'occasione di esprimersi con la musica insieme agli altri, indipendentemente dalla carriera di musicista, concertista o compositore.
                                           







 

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