domenica 27 dicembre 2015

La mia Fiaba VERA di NATALE 2015

 


                                                                ALLA MIA FAMIGLIA

UN ALTRO NATALE E’ QUI.   CON LA MI AFAMIGLIA TRA LE MIE BRACCIA, ALLARGATE ALL’INFINITA VOGLIA DI CONTENERLA TUTTA IN UN CESTO DI PAROLE NON OSATE MA CANTATE CON LA VOCE DI QUEL CUORE CHE NON SA STARE ZITTO. E FREME .

E  SCALPITA  PER USCIRE AD INCONTRARE ALTRI, CALDI, BATTITI.

E SI FA PICCOLO MA IMMENSO, TIMIDO E DITTATORE DI PACE.  I PRIMI VISI  CHE VOGLIO ABBRACCIARE SONO I VOSTRI CHE SIETE LA MIA – INCREDIBILE  - FAMIGLIA.

GRANDE DA NON STARCI SEMPRE COMODA, PICCOLA PER  FAR SPAZIO AD ALTRI ANCORA E ANCORA.

OGGI E’ NATALE E IO VI  METTO IN FILA.  VI CONTO E RICONTO.

                                                             CON STUPORE E INFINITA GIOIA.

1)      Così grande da non starci in un unico abbraccio. Grande come l’infinita sorpresa di ogni suo respiro, vissuto alla massima, generosa, intensità:  NEVIO

2)    Soldatino di stagno in competizione con il vento: ELISA

3)    Farfalla di zucchero in un prato di cavallette: VANESSA

4)    Esplosione di luce corteggiata da nuvole danzanti. Mai vincitrici: GIADA

5)    Energica dolcezza a forma di Luna: SOFIA

6)    Saggezza creativa a forma di LA: Ambra

7)    Saggezza decisa a forma di montagna: Morgana

8)    Fata dal viso a forma di cuore: EVITA

9)    Fata dal viso a forma di sorriso: MARIA ZOE

10) Eroe di un piccolo ma esplosivo universo: SEBASTIAN

11)   Eroe di un personale ma esclusivo carisma: VINCENT

12) Mani d’oro su sorriso di platino: MAURIZIO

13) Compendio d’arte e umanità: ANDREA

14) Caramella mille-gusti, tranne la liquirizia: LUCA

15) Grissino di qualità sempre croccante: NELLO

16) Gentiluomo  di rara fattura: BRUNO

17)  Amica dai virtuosi talenti: NORINA

       In voi tutti io credo.

Perché so che ci siete.

Non solo oggi che è Natale sul calendario.

Ma perché ogni attimo con Voi è NATALE…

 
                                        *************
E poi la fiaba continua così:  Ambra ( 10 anni) legge la notte di Natale e, alla fine dice:
                 18: Esplosione di luce di gioia: PIERINA


 


 
                                                          
 Nevio, Pierina, Norina, bruno Sebi e zio Luca leggono dove va la lanterna?
 
                                                                NATALE 


 con Nello Gallina, mio fratello
i Gaudino

 
 che bel dono per Giada


 con Maurizio, genero 1
 
 con i cugini Claudia e Giulio e Denis

 
                               RACCONTO DELLA FELICITA'
 
 C'era una volta,  e c'è ancora, una famiglia ricca di occhi e visi e mani e abbracci. C'erano due nonni che abitavano nella casa delle fate.
Era bassa e sembrava piccola da fuori. ma dentro era grande perché ad ogni bambino che arrivava allargava le braccia e li abbracciava tutti ma uno ad uno. C'era una cucina piena di fotografie e così il salotto, pieno di fotografie e libri. Tanti, tanti libri. I bambini che entravano lì potevano prenderli tutti e arrampicarsi sul divano per prenderli. Nessuno li sgridava. Potevano prenderli, stenderli come un tappeto per terra, voltarli, rivoltarli, annusarli. Ma quei bambini li trattavano bene. Li rimettevano anche al loro posto, dopo averli annusati e ammirati e ascoltati. C'era un caminetto quasi sempre acceso. Si spegneva subito perché, a forza di leggere, tutti si dimenticavano di metterci la legna. Ma c'era lo stesso caldo.
E poi c'era la camera della fantasia. Con due letti, uno grande e uno da una persona. Quei letti erano spesso pieni di corpicini caldi e felici.
Era in fondo al mare, con le onde sul soffitto e il muro azzurro. Tre muri erano azzurri, con tanti pesci e fotografie, ma uno era giallo. Era la spiaggia ma ancora non era finita.
C'era l'ufficio della nonna che scriveva sempre perché giocava con le parole. E ne uscivano poesie, racconti, fiabe, ma anche articoli per i giornali e per il blog. Già. Era anche una nonna blogger. E poi c'era la camera dei nonni. Tutta rosa. Con il letto rosa e tante fotografie. E il pianoforte. Sì, perché la nonna suonava il pianoforte. Ed era felice perché aveva desiderato di farlo da quando era piccola. Ma allora il pianoforte non esisteva per lei. Così, da nonna, ha incominciato a suonarlo e lo suona, anche se non è bravissima.
Il nonno leggeva tanti libri. Il suo comodino aveva  un grattacielo di libri sopra, Libri grossi. Che lui leggeva anche se non gli piacevano.  La nonna gli diceva  che poteva abbandonarli se non gli piacevano  ma lui risponde che "No", doveva  finirli lo stesso.
Poi c' era il bosco delle fate, dietro la casa dei nonni, e la "caverna" cioè una stanza con il caminetto che fa fumo e tante cose dentro. Divani, giochi, sedie, tavoli e libri. Ancora libri.
Nel bosco c'erano  tanti alberi. Ogni bambino aveva il suo. E la nonna aveva  l'albero delle streghe. Si chiamava   Sophora japonica pendula. Aveva i rami che sembravano i capelli delle streghe. E poi c'era  un tavolo di pietra a forma di fungo con 5 funghetti su cui sedersi e un pozzo con l'acqua.
A Natale da lì entrava Babbo natale, quello vero vero, con la slitta piena di doni. Il nonno metteva i fari perché non si inciampasse e lo accompagnava in casa dove tutti stavano col naso schiacciato al finestrone della cucina. E con le mani battevano sul vetro e cantavano "Babbo natale...Babbo natale". Poi entrava ed era una grande felicità. Perché poi tutti si abbracciavano e ridevano e si abbracciavano di nuovo perché era bello stare insieme. Ma non solo perché era Natale. Perché in quella famiglia si volevano davvero bene.
 
 il presepio

 






affetto da cognati

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