martedì 5 gennaio 2016

CAPODANNO 2016... Sei già qui?


                                                                               2016… sei già qui?

Mezzanotte è il momento culminante dei festeggiamenti del  Capodanno che, come dice la parola stessa, è iI primo giorno dell'anno.   Fu Giulio Cesare a fissarne la data il primo gennaio nel 46 a.C.  Perché gennaio era dedicato a Giano, il dio bifronte che guarda indietro, ossia alla fine dell'anno trascorso, e avanti, ossia all'inizio del nuovo anno.

Il dio che si celebrava in chiusura dell'anno era però Saturno. Durante la festività dei Saturnalia di dicembre i padroni cucinavano per gli schiavi e servivano loro suntuosi banchetti. Era il periodo dei contrari, con i servi nel ruolo dei padroni, le donne in quello degli uomini, i bambini al posto degli adulti.  Erano le eccezioni che confermavano le regole, perché ogni cosa nei giorni seguenti potesse andare avanti come prima.

Quindi, anche i  'botti' di fine d'anno vogliono allontanare dalla vita familiare spiriti maligni che non sopportano i rumori secchi. Per questo si sparano i mortaretti, per mandar via le ombre,i vampiri, i morti pericolosi che fino alla grande festa potevano invadere la società dei viventi. In tutte le culture si ritiene che i rumori fragorosi e scoppiettanti possano allontanare i demoni.

Anche il baccano con campane e campanacci, le fiaccolate, il lancio della roba vecchia dalle finestre servono per scacciare i demoni e la mala sorte.

Una tradizione contadina vuole che si indossi qualcosa di vecchio, qualcosa di nuovo e qualcosa di rosso: l'indumento vecchio simboleggia l'anno che se ne va, il nuovo l'inizio, il rosso la fecondità e la fertilità.

Le danze sono i riti che danno inizio a una nuova stagione, riportano la fertilità della terra e la fecondità degli umani. L’ euforia dello spumante riporta alle feste propiziatrici della rinascita della natura, legata all'abbondanza di cibo divorato, ai vestiti speciali, agli incontri amorosi.

Nell'antica Roma i sacerdoti Salii  eseguivano  il ballo 'saltato':  più alti erano i salti a suon di musica, più alto e robusto sarebbe cresciuto il grano nella bella stagione.

I Romani invitavano gli amici a pranzo per scambiarsi un candido vaso di miele con datteri e fichi secchi, perché l'anno che iniziava fosse dolce.  I fichi, detti strenae ‒ da cui il nostro strenna ‒ erano accompagnati da foglie d'alloro, come augurio di fortuna e di felicità.  Imbandivano  la tavola, con candele accese e lumi d'incenso lasciando la porta  aperta affinché i morti entrassero e si saziassero.

Capodanno oggi?  Occasione per celebrare la notte di passaggio tra il 31 dicembre e il 1º gennaio  con il veglione,  fuochi artificiali,  danze, buoni propositi per il nuovo anno, baciandosi sotto il vischio in segno di buon augurio e… mangiando lenticchie come auspicio di ricchezza per l'anno nuovo.  Ogni lenticchia una moneta d'oro!

E gli auguri per il 2016? 


Tanti o pochi non ha importanza. Basta che siano sinceri.

                                                  






IL MIO CAPODANNO in Abruzzo.
                                                 Hotel Roses  a ROSETO degli Abruzzi
 

con Angie e Valentina e Nevio



Con alcuni dei miei compagni di viaggio firmato Abaco Viaggi  e le animatrici Valentina e Angi.
 

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