domenica 21 febbraio 2016

FORTE E CHIARO: Mensile del Medio FRIULI - 1° numero - febbraio 2016


                                                                CODROIPO AI RAGGI X

                                                                Di quale Codroipo sei?

Traduzione di quel Quadruvium di romane memorie, Codroipo oggi fluttua su tre colonne sonore: amore, indifferenza, critica.

Città dormitorio per molti, senza un centro storico come Dio comanda, bensì  con palazzi tipo “amuchina”, negozi di passate notorietà dalle serrande chiuse, qualche cantiere rimasto a mezz’aria, vendesi o affittasi come bandierine attirasguardi.

Città sogno per altri, per le giovani coppie o per chi cerca la comodità del tutto vicino, alla caccia di un appartamento piccolo ma rigorosamente in centro. Per chi viene da lontano e indossa vestiti sgargianti su pelle di cioccolata. Codroipo rimane il crocevia più ambìto, perché ha anche il treno, l’autobus, il cinema, i ritrovi, il teatro, le chiese, la posta, le farmacie, i medici, la casa di riposo e la Rsa. E, particolare da non trascurare,  ampia scelta di supermercati e ogni ordine di scuola. La piscina e impianti sportivi per tutti i gusti. In più le Risorgive, dove poter passeggiare beandosi della natura in festa. Vuoi mettere la comodità? Puoi lasciare a casa la macchina, perché è tutto lì, in un fazzoletto  di cemento alberato.

Ecco Codroipo, con i suoi  16.046 abitanti e lo stemma color rosso, con la Croce di Sant'Andrea d’ argento accostata da quattro cipressi. A metà strada dalle città di Udine e Pordenone, a sei chilometri dal fiume Tagliamento. 

Il bello di Codroipo? La sua gente.  Capitale umano da scoprire con gli occhi e le orecchie  perché  non fa rumore né pubblicità, ma lavora con passione e tira avanti nonostante le angherie della burocrazia o le bizze delle leggi.  Commercianti,  artigiani, impiegati, commessi, uomini e donne che credono nel proprio lavoro  facendone scudo e bandiera. Da cogliere nel buongiorno di coloro  che credono nel valore della serietà, che passano le notti a far vetrine, a scegliere la merce da vendere, sia essa frutta, fiori, abbigliamento, caffè o oggetti di buon gusto.  Che ci mettono il valore aggiunto anche in un cappuccino e nel darti un giornale accompagnandolo con un sorriso e un “Come sta?”. Perché ci tengono a dare il meglio ai propri clienti e godono  nel vederli soddisfatti.  Ben al di là del tornaconto. 

E poi c’è tutta la rete del volontariato, che dona il proprio tempo e rende un insostituibile servizio alle persone.  I volontari sono ovunque, come api operaie che si svelano solo quando si viene a contatto. Si eclissano dietro sigle come A.f.d.s,  Alpini, Andos, Associazioni culturali e assistenziali, Auser, Croce Rossa, Parrocchie, Pro Loco, Ute e molte altre. Basta andare in casa di riposo e vedere quanti sono. O fuori dalle scuole, a garantire la sicurezza dei nostri bambini. O  a ristorare manifestazioni con fumanti pastasciutte.  Poi ci sono i cori, le compagnie teatrali, i circoli e i vari gruppi capaci di fare miracoli. Il bello è che ne fanno parte anche tanti giovani. Con quella voglia di fare, essere, donare che dà uno schiaffo alle malelingue che parlano di loro solo come indifferenti e scansafatiche.

Scelgo di scrivere dell’Auser Volontariato Medio Friuli, quella dei  “nonni vigili” perchè Claudio Pezone, da 27 anni anima dell’Auser, fa un accorato appello. 
“ Come mai la gente non regala una briciola del suo tempo e va a trovare chi è solo o abita nelle frazioni dove non c’è niente? O accompagna gli anziani a fare visite, la spesa, o si ferma a far loro compagnia? Quanto bisogno hanno gli anziani di una parola, di un servizio, di una piccola attenzione! O garantisce la sicurezza fuori dalle scuole o nei luoghi pubblici? Cose che si danno per scontate quando ci sono ma potrebbero non esserci perché, purtroppo, i volontari cominciano a scarseggiare”. Un appello quindi a chi è in pensione o a chi ha un’ora di tempo libero a far parte di questo generoso esercito che spara cannonate di bene.  Basta una telefonata: 3474107224.

Chissà, potremmo tutti guardare con occhi nuovi Codroipo e scoprirci più orgogliosi  di appartenere ad una città che quando vuole sa alzare la testa. Senza clamore, naturalmente.            

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