domenica 7 febbraio 2016

iL PAESE febbraio 2016






        CAMINO AL TAGLIAMENTO O CODROIPO-CAMINO?  

Non lo si trova sbagliando strada o per caso. Bisogna venirci apposta, attirati da una porzione di Friuli ancora fedele a se stessa, decantata da poeti e scrittori,  dipinta su quadri di pregio o intagliata su lastre di rame lucente. Descritta da voci e mani innamorate.  A Camino la vita si vive. Difficile parlarne. Ancor più scriverne.  Perché è paese di un Friuli modellato dolcemente. Verde, con filari di viti, granoturco, acqua, pace e silenzio. Case coloniche e villette, agriturismi, cantine e locande, ciottolato su cui passeggiare ammirando gerani in fiore.

E’ Camino al Tagliamento.

Qui è possibile fare molte cose che altrove sono state cancellate dalla frenesia e dalla confusione. Certo, anche qui il progresso ha lasciato l’impronta ma  l’anima del passato e della gente è sopravvissuta. Intatta. Ed è l’anima di chi vuole ancora camminare scalzo sui sassi del Tagliamento, il suo fiume amato e temuto in un lontano passato, giocare con i maggiolini nelle sere d’estate. Di chi è riservato di carattere ma è il primo ad accorrere se qualcuno ha bisogno. A Camino si può andare alla sagra paesana “ del Toro e del Vino” e ammirare le evoluzioni  sulla cuccagna orizzontale sul Varmo, il suo fiume.  O ad ascoltare i concerti della Corale o della Scuola di Musica, fiorente di talenti nostrani e apprezzati ovunque come, ad esempio, la soprano Francesca Scaini  la cui fama è di livello mondiale. O ad applaudire spettacoli nella Sala Teatro, dall’acustica semplicemente perfetta. Merito di un grande della musica, Davide Liani, già Direttore del Conservatorio “B. Marcello” di Venezia, che a Camino è nato e dove ha saputo coltivare semi fruttuosi in ambito umano e musicale.    O, ancor più semplicemente, ad annusare l’ossigeno che riempie i polmoni e li ricarica mentre lo sguardo volge verso orizzonti orfani di cemento,  nutrendosi del  verde che regna indisturbato tra le pennellate dei pioppi e degli  alberi secolari, su cui si infrangono tramonti straordinari.  Qui  è d’obbligo domandarsi dove finisca il desiderio di benessere  e dove inizi la consapevolezza di averlo realizzato.

Dal 1948 Camino al Tagliamento è Comune, dopo essere stato frazione di Codroipo. Un orgoglio portato avanti di generazione in generazione. Oggi, però,  deve fare i conti con la logica economica che chiede il requisito di almeno cinquemila abitanti per poter essere un comune. Che da solo non possa andare lontano  è sotto gli occhi di tutti.  Partendo da questa realtà l’attuale amministrazione comunale, con in testa il sindaco Nicola Locatelli, ne ha caldeggiato la fusione con  Codroipo.  Dettagliata sintesi,  la sua, di attente valutazioni e analisi, fondate su un tema trentennale che aleggia su un comune piccolo, quindi fragile: la sopravvivenza. In più c’è la delibera del 29 dicembre 2015 della giunta regionale che parla di obbligo per i comuni piccoli e grandi, di organizzarsi in modo da dare gli stessi servizi, pur senza indicarne la tempistica.  Certo la fusione non sarebbe urgente né obbligata  ma incalza.  Intanto la maggioranza del Consiglio Comunale ha detto un convinto e compatto  “sì” all’avvio dell’iter burocratico per la fusione con Codroipo che ha fatto altrettanto. Con la garanzia, in caso affermativo, di rimanere in possesso della scuola primaria, biblioteca civica, municipio,  cimiteri.  Ha approvato all’unanimità e in assenza della minoranza “Armonia del territorio” che, dopo appassionati e ripetuti appelli al ripensamento, ha abbandonato il Consiglio prima della votazione. La fusione è ancora ipotetica dato che sarà soggetta a referendum ma, in caso affermativo, Camino al Tagliamento non perderà mai  né la storia né la peculiarità culturale e territoriale che gli appartengono di diritto. Semplicemente si adegua ai tempi, consapevole dei propri  numeri e delle proprie risorse, sempre più risicate.  Certo, sarebbe bello che continuasse a chiamarsi “Cjamin al Tiliment”!

                                                                                              Pierina Gallina

 

                                                           

 

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