giovedì 31 marzo 2016

3 avrîl 2016: Patrie dal Friûl - CONVEGNO A VARMO (UD) sul poeta AMEDEO GIACOMINI, nato a Varmo e vissuto a Codroipo (UD)


Domenica 3 aprile 2016 alle ore 20.30,  nella Sala Consiliare del Municipio di Varmo,   si
 ricorda  il 1077,  data di nascita del Friuli e molto importante per le nostre radici.  Si tratta della 13° edizione inserita nei festeggiamenti della Provincia  di Udine, promotrice di eventi in tutto il Friuli storico. Quest’anno la Festa della Patria  è dedicata ad un famoso poeta e scrittore, nato a Varmo, Amedeo Giacomini, nel decennale della morte.  Onorata di  parlare della produzione letteraria di Giacomini, sia in forma di  poesia che di prosa. A cura dello storico e critico d’arte, Franco Gover ,  la villa veneta, Villa Giacomini, casa natale del poeta. Segue  la farsa “Il Trovatore” di  Pietro Zorutti, a cura dei  lettori interpretativi della Pro Loco e il Coro “Aghe frescje”, diretto dal maestro Dott.ssa Guerrina Virgili. Serata voluta dal Comune e dalla Pro Loco “Lis aghis” di Romans con il coordinamento di Paolo Bortolussi,


                                                      AMEDEO GIACOMINI: 1939-2006

 
Su Wikipedia si legge che Giacomini è considerato come "il più grande che il Friuli abbia avuto dopo Pasolini, ha scritto sia in italiano che in friulano. La scelta di utilizzare la lingua friulana risale al 1976, anno del terremoto del Friuli. Giacomini è stato anche docente universitario presso l'università di Udine e si è dedicato alla filologia, curando diverse opere dialettali. «Le mie parole vengono dalla vita, dalle osterie, dalle strade. A me la tradizione serve poco. Solo Pasolini è un modello, ma negativo. Un idolo polemico. Senza di lui io non esisterei come poeta.» Le parole di Amedeo Giacomini, il cantore di Varmo scomparso nel 2006, restano forse la migliore guida all’interpretazione della sua poesia, e all’urgenza ‘dialettica’ dei suoi versi in lingua friulana.
Opere in lingua italiana: Manovre (1968) L'arte d'andar per uccelli con vischio (1969) Andrea in tre giorni (1981) Andar per uccelli; Il giardiniere di Villa Manin (2004) Il ragazzo del Tagliamento (2007, postumo)
Poesia : La vita artificiale (1968) Incostanza di Narciso (1973) Es-fragmenta (1985) Il disequilibrio (1985)  Antologia privata (1988)
Opere in lingua friulana Tal ospedal (1987) Tiare pesante (1977) Vâr (1978) Sfueis (1981) Lune e sclesis (1986) Presumût unviâr (1987) Tal grin di Saturni (1990) In âgris rimis (1994) Tango (1997)
Premi: premio Rapallo (1967) premio Cervia (1969) premio Lanciano (1971) premio Nonino - Risit d'aur (1988)


AMEDEO GIACOMINI, nato a Varmo nel 1939, mancato a Codroipo nel 2006. 67 anni vissuti qui, nella nostra terra. Un uomo, un professore d’Università. Sposato, padre di due figli, insegnava a Udine. Negli anni 90 era per tutti il poeta ma non si sapeva molto della sua attività. Ha scritto 10 opere  in italiano e 9 in friulano. La scelta di utilizzare la lingua friulana risale al 1976, anno del terremoto del Friuli. E proprio nel 1976 l’editore Gianfranco Angelico Benvenuto mi ha regalato un suo libro, TIARE PESANTE. Poesie in friulano, con prefazione di un altro grande:  Padre David Maria Turoldo. Accoppiata di pregio. Due amici. Scomodi entrambi. Sinceri entrambi.

Amedeo parlando di David Maria Turoldo diceva: “Siamo, in parole povere, degli inquieti, dei vagabondi che girano dentro quei cerchi concentrici che sono l’Io e il Mondo, cerchi che mai si disgiungono”.  Ho sempre conservato con cura il libro e ritengo sia la chiave per entrare nel mondo di Giacomini. 

Su Wikipedia si legge che Giacomini è "il più grande che il Friuli abbia avuto dopo Pasolini, ma Giacomini non so se sarebbe molto d’accordo e infatti diceva «Le mie parole vengono dalla vita, dalle osterie, dalle strade. A me la tradizione serve poco. Solo Pasolini è un modello, ma negativo. Un idolo polemico. Senza di lui io non esisterei come poeta.»

Giacomini poeta: sono convinta che le sue parole siano  la migliore guida all’interpretazione della sua poesia, e all’urgenza ‘dialettica’ dei suoi versi in lingua friulana. Scritti nella variante dialettale di Varmo, un friulano rivierasco che ha infiltrazioni venete bene assorbite e variamente diffuse.

Le parole ricorrenti nelle poesie di  Tiare Pesante sono: BASTART – PECJAT – PAGAN – PAJS – BLESTEME – PREJERE - VIN – CIOC – SIGNOR e il verbo JESSI e SCUGNI JESSI.

coro " Aghe Frescje" di Varmo diretto da Guerrina Virgili



 gli attori della Pro Loco "Lis aghis"  interpretano "Il trovatore" di Zorutti
VIDEO di "SCIARAZZULE MARAZZULE"


                      Da sx: pierina Gallina, Michela De Candido, Alessandra Furlanis  Giacomini,  Alexis Giacomini, Pauli Bortolussi.

 
Dai giornali          

Ricordo di Amedeo Giacomini

Varmo celebra la ‘Festa della Patria del Friuli’ con un omaggio al suo poeta, nel decennale della scomparsa
01/04/2016
Festa della Patria del Friuli a Varmo dedicata a uno dei grandi della letteratura di questa terra, scomparso dieci anni fa: Amedeo Giacomini. Il poeta e scrittore sarà commemorato domenica 3 alle 21, nella Sala Consiliare del Municipio edl suo paese natale, per volere del Comune e della Pro Loco ‘Lis aghis’ di Romans e il coordinamento di Paolo Bortolussi.
Nell’ambito dei festeggiamenti della Provincia  di Udine, promotrice di eventi in tutto il Friuli storico per ricordare il 1077, Pierina Gallina  interverrà a illustrare la produzione letteraria di Giacomini, sia quella in prosa che poetica.
Considerato da molti il più grande poeta friulano dopo Pasolini, ha scritto sia in italiano che in lenghe sin dal 1976, l’anno del terremoto.  Nel 1987, è stato inserito da Franco Brevini nella sua antologia della poesia dialettale, ma si è occupato anche di studi filologici.
Lo storico e critico d’arte Franco Gover, tratterà di Villa Giacomini, villa veneta  la casa in cui nacque il poeta nel 1939. A seguire,  la farsa ‘Il Trovatore’ di  Pietro Zorutti, a cura dei lettori interpretativi della Pro Loco e il Coro ‘Aghe frescje’ diretto da Guerrina Virgili.


mercoledì 30 marzo 2016

Il PONTE del FRIULI CENTRALE - aprile 2016


LIBRI          

HOMO SAPIENS di Claudio Tuniz e Patrizia Tiberi Vipraio

 

Vita, morte e miracoli dei nostri lontani antenati sta tutta tra queste pagine scritte da  Claudio Tuniz, paleontropologo nucleare  del Centro internazionale di fisica Teorica di Trieste e Patrizia Tiberi Vipraio, economista già docente di Economia internazionale all'Università di Udine. Dentro ci sta anche la realtà, dura, che ci riguarda. Siamo in sette miliardi e graviamo su un bollino, ovvero la Terra. Anche noi, ultimi Sapiens sopravvissuti, siamo stati sull'orlo dell'estinzione. Nel 1973 mangiavamo mezza Terra, oggi consumiamo un pianeta  e mezzo. Nel 2050 mangeremo 3 pianeti.  Consumiamo, cioè, più di quanto produciamo. Abbiamo di che essere allarmati? Altroché. Noi apparteniamo alla terra, non la terra a noi. Ma come siamo arrivati a questi punto?  Partendo da 6-7 milioni di anni fa e continuando un viaggio a tappe tra cui  la conquista del controllo sul fuoco e la comparsa del pensiero simbolico, con la relativa «facoltà di astrazione» 80-100  mila anni fa.  Fu tra 1,5 e 2 milioni di anni fa che il nostro antenato Homo ergaster cominciò a usare il fuoco. Superò la «paura innata» che la fiamma ispira a tutti gli esseri viventi e ciò gli permise di sfidare i grandi carnivori, di cacciare con maggior successo, di cuocere i cibi, di difendersi dal freddo e quindi di spostarsi dall’Africa, culla dell’umanità, a regioni del mondo dal clima più rigido. La nutrizione più sana e variegata favorì anche l’aumento di volume del cervello accelerando  a dismisura l’evoluzione culturale, fino ad allora molto lenta e circoscritta, che ha moltiplicato le abilità e le conoscenze dell’uomo, fino ad assumere una velocità impetuosa. L’Homo Sapiens arrivava dall’Africa e solo grazie all’immaginazione è riuscito ad azzerare i Neanderthal. Ha impiegato 30mila anni per diventare bianco. Poi ha conquistato il mondo.  I Sapiens siamo noi. Siamo diventati uomini “moderni” non appena abbiamo imparato a immaginare mondi diversi da quelli in cui viviamo, e a rappresentarli e raccontarli, attraverso «un linguaggio complesso e condiviso all’interno della società». L’immaginazione ci ha fatto diventare la specie dominante. Ma i progressi hanno anche aspetti pericolosi. A forza di scherzare con agenti distruttivi come il fuoco, abbiamo inventato armi in grado di cancellare la vita dal nostro pianeta, enormi ricchezze virtuali alle quali non si sa più se corrispondano beni reali. E’ risaputo che siamo arrivati fin qui attraverso il passaggio delle diverse specie umane che hanno popolato la Terra e che hanno lasciato tracce nei nostri geni. Dall’inizio dell’era glaciale  non ci siamo più fermati, e oggi siamo ormai in deficit cronico nei confronti nel rapporto fra risorse rinnovabili e risorse consumate sul nostro pianeta.  Forse dovremo adattarci a mangiare insetti, perché gli attuali ritmi nel consumo di carne e pesce, a lungo andare, appaiono insostenibili per l’ ambiente. Per chi rifiuta un destino vegetariano, una ricca fonte di proteine può essere costituita da scarafaggi e bruchi, formiche e cavallette, disponibili in grande abbondanza, che già adesso, secondo quanto riferisce la Fao (agenzia dell’Onu per l’alimentazione), contribuiscono alla dieta di un quarto dell’umanità, specie nei Paesi tropicali. Magari con qualche accorgimento, trasformando gli insetti in farina, potremmo accettare di nutrircene anche noi occidentali. Del resto per circa 190 mila anni i nostri diretti antenati se ne sono regolarmente cibati.
Avremmo bisogno di «una rivoluzione culturale», scrivono Tuniz e Tiberi Vipraio, per imbrigliare le forze che abbiamo messo in moto. E, in primis, consumare tanto quanto la terra può darci.

Il libro è stato presentato il 20 febbraio da Ferrin a Bugnins di Camino T, con il coordinamento di Davide Lorigliola.                                                                     

 

CAMINO AL TAGLIAMENTO – BUGNINS

       L’ADDIO A DON RICCARDO FLOREANI, da 60 anni parroco di Bugnins e Straccis

Don Riccardo Floreani, 93 anni e pochi mesi, sacerdote da 68,  nelle parrocchie di  Bugnins e Straccis dal 1956, ha tracciato indelebile impegno e generosità. Aveva celebrato la prima messa nel dicembre 1947 a Majano e fino al 1956 era stato cappellano a Biauzzo. Il 4 marzo 2016 se n’è andato a scrivere altri libri in un luogo dove non serve l’ADSL per fare ricerca.  Fin che le forze glielo hanno concesso, infatti, Don Riccardo, ricercatore infaticabile ed appassionato, ha studiato, scritto e letto nella Fraternità Sacerdotale di Udine, dove da un anno era ospitato e amorevolmente assistito dal Direttore  Mons. Saverio Mauro e da tutto il personale.  Don Floreani aveva voluto la connessione internet in camera per potervi svolgere meglio l’attività di ricerca. Già nel 1972 egli aveva pubblicato la sua prima ricerca sulla storia di Belgrado e Varmo, dal titolo “La Pieve di Rosa e il Comune di Camino al Tagliamento”. Da allora ha collezionato nove libri che documentano con precisione certosina gli avvenimenti e gli sviluppi storico-religiosi e artistico-architettonici della zona del Medio Friuli solcata dal fiume Tagliamento.  Tra questi “La Madonna della salute di Straccis”, “Con Maria nel Friuli”, “Pontefici e Patriarchi”, “Quel vento che spirò lungo il Tagliamento”. Promotore instancabile del Centro di aggregazione giovanile di Bugnins, del gruppo di preghiera di Straccis e di Bugnins, egli ha dedicato molte energie alla divulgazione delle apparizioni della Madonna anche tramite la radio “Voce nel deserto”. Tra i vari riconoscimenti conferitigli spicca l’onorificenza di Cavaliere per meriti sociali del 2 giugno 1989, a cura dell’allora presidente della Repubblica Francesco Cossiga. Al funerale, presieduto dall' Arcivescovo Andrea Bruno, dal già Arcivescovo  Pietro Brollo e onorato da una ventina di sacerdoti, tra cui Don Saverio Mauro, Don Antonio Raddi, Don Roland Kulik, ha richiamato una grande folla, commossa e partecipe. Presenti anche i sindaci Nicola Locatelli e Fabio Marchetti, dai già sindaci Beniamino Frappa,  Livio Trevisan e il cons. regionale Riccardo Riccardi.  Il siandaco Locatelli  ha ben delineato la figura di Don Riccardo “ sia per noi l’esempio per anteporre sempre il personale  interesse al bene del nostro territorio”. Sotto la croce nel camposanto di Bugnins riposa ora colui che a questi luoghi ha dedicato una porzione di vita lunga 60 anni.

 CAMINO AL T - GLAUNICCO

101 anni per Caterina Molinari

Ha compiuto 101  anni Caterina Molinari ved. Trevisan, nata nel 1915 a Belgrado di Varmo. Nel 1937 ha  sposato Quinto Trevisan di Glaunicco con cui ha avuto tre figli: Livio, Remo e Lidia.  Caterina ha vissuto, sempre sorretta da grande fede, una vita dedita alla famiglia, con doti di ottima cuoca e amore per il sapere. Ha letto molto, fino a che la vista glielo ha concesso. Ha vissuto per molti anni in casa del figlio Remo e della nuora Adelia, contribuendo a crescere amorevolmente i nipoti Silvia e Fabio. Da  sei anni è ospite della Casa di riposo D. Moro di Codroipo, dove mai le manca la compagnia e l’affetto dei suoi cari e di tutto il personale. A Caterina vanno gli auguri da parte della comunità caminese.

                                                                                                                                                                       
 

CONCERTO Vocale e strumentale in memoria di Suor Amelia Cimolino - SEDEGLIANO (UD) - Teatro Plinio Clabassi 17 aprile 2016



         
Domenica  17 aprile, alle ore 16.00, nella sala teatro  “P.Clabassi” di Sedegliano, grande Concerto lirico e strumentale per ricordare l’insigne figura di Suor Amelia Cimolino, la “Madre Teresa dell’ovest”,  nata a Carpacco nel 1912 e scomparsa nel 2006. Missionaria in India, ha fondato il Villaggio dell’Amore ed è stata insignita di importanti riconoscimenti internazionali.
A dar lustro al concerto  il Gruppo Corale Copernicoro, diretto dal Maestro Serena Vizzutti, formato da allievi, insegnanti, personale ATA del Liceo Scientifico Statale "N. Copernico" di Udine, elementi dell’orchestra “VariEtà d’Arco” diretta dal Maestro Elena Allegretto, che riunisce allievi di diverse età  provenienti da alcune scuole di musica private dell'hinterland udinese,   il mezzo soprano Elisabetta Jarc,  il tenore Salvatore Moretti,  il soprano Laura Ulloa.  Il concerto  è promosso dall’Associazione “Amici del Teatro Plinio Clabassi”,  presieduto dalla signora Gianna,  in sinergia con il Comune di Sedegliano, il patrocinio del Club Unesco di Udine e dell’ Associazione Polse Ollavina Halli. 
   
 Pierina con Gianna Cuberli Clabassi e le vallette da sx Morgana, Ambra, Sara, Evita, Maria Zoe
 
 


 Elisabetta Jarc mezzosoprano,   dal timbro cristallino,
tra le numerosi partecipazioni a concerti sia in Italia che all’estero e i vari riconoscimenti ottenuti, si è  esibita a Trieste nell'Ave Maria tratta dalla Buona Novella di Fabrizio De Andrè.
 
Salvatore Moretti, tenore La sua carriera lo vede studiare canto solistico fin dal 1999 ed esibirsi come solista in numerosi  concerti anche fuori regione, e in collaborazione con l’Orchestra dell’Opera Giocosa del Friuli Venezia Giulia. Un'interpretazione sempre sicura la sua, a dimostrazione di una non comune passione per il canto.


 
 La soprano Laura Ulloa e il maestro accompagnatore Dimitri Candoni,
 

ELEMENTI dell’ORCHESTRA VARIETA’ D’ARCO  fondata nel 2010 dalla violista Elena Allegretto, titolare della scuola di musica “E.M.M.A. di Treppo Grande e anche direttrice.   Riunisce allievi dai 7 ai 55 anni e vuole essere opportunità di condivisione e aggregazione musicale. Ha vinto il 2° premio al primo concorso nazionale per giovani musicisti “Città di Palmanova”.
Presentano opere di Schumann,  Thomas, Beethoven,  Bach. Violino e pianoforte la Prof. Elena Allegretto.  

Esecutori: Al violino Barbieri Aurora, Buttazzoni Emma, Milan Arianna. Pianista Elena Allegretti
 


LAURA ULLOA, soprano:  Nata a L’Avana (Cuba), diplomata con merito al Conservatorio Amedeo Roldán, è solista presso l’Opera Nazionale di Cuba. Grand Prix del celebre concorso di canto Raúl Camayd 2014 (Cuba) e Premio di Interpretazione in Germania nel 2015. Il debutto nel ruolo di protagonista avviene nella Zarzuela cubana più prestigiosa, Cecilia Valdés, e poi nell’Opera contemporanea Cubanacan. Ha interpretato   Cavalleria Rusticana, opere sacre come Requiem e Stabat Mater. Attualmente sta perfezionando i suoi studi di canto al conservatorio Tomadini di Udine. 

 
Dalla zarzuela cubana, Laura Ulloa interpreta     CECILIA VALDES
Cecilia Valdés è il più osannato romanzo cubano. Scritto da  Cirilo Villaverde a metà del 1800. Protagonista è Cecilia Valdés, mulatta quasi bianca dalla bellezza straordinaria, con un’unica aspirazione: sposarsi con un uomo bianco e poter godere di quei privilegi che suoi natali le negano. Porta con sé il sigillo di una nobiltà negata, incarnata dal celebre cognome Valdés, prova di una paternità illegittima, frutto della relazione tra la madre, Charo Alarcón, e Don Cándido Gamboa immigrato spagnolo arricchitosi con il traffico di schiavi e con una redditizia piantagione di zucchero. Cecilia si innamora di Leonardo Gamboa, figlio di Don Cándido. Nonostante la sua ardente passione per Cecilia, Leonardo, decide di sposare una  giovane della sua classe sociale. Cecilia, condannata ad un amore illecito in nome di una ingiustificabile purezza di sangue, chiede al fedele amico, il musicista mulatto José Dolores Pimienta, di evitare il matrimonio. Il giovane, pazzamente innamorato di Cecilia, uccide Leonardo. Poi Cecilia si ritira in convento.

Il dramma di Cecilia è il dramma di Cuba. LEI non appartiene né al mondo dei mulatti, né a quello a cui è ingiustamente ricondotta, quello dei bianchi. Cecilia si sente diversa rispetto all’universo che la circonda. Si comporta come una bianca, crede di essere una bianca, eppure può amare ma solo in una condizione di illegittimità. Cecilia è metafora della Cuba della transizione, splendida mulatta violata dalle ignobili mani del governo e amata teneramente da un popolo, il suo popolo, paradossalmente senza voce. L’epilogo finale, ovvero l’omicidio di Leonardo, è un atto estremo, eccezionalmente non punito, per riappropriarsi della Terra/Donna, ingannata, sfruttata e usurpata dall’Altro, ridonandole una dignità rinnovata nel riconoscimento nazionale di Repubblica.
interpreti lirici e maestro accompagnatore

        
 



 Copernicoro, formazione di 70 tra allievi, professori, personale Ata dell'Ist. statale "N. Copernico" di Udine.
I brani eseguiti sono tratti dal repertorio tradiz. friulano, classico e popolare di varie regioni italiane ed estere e da colonne sonore di film. Oltre a esibirsi in varie iniziative regionali, ha partecipato per 3 volte alla Rassegna Internazionale di cori presso il Municipio di Vienna; ha tenuto concerti a Budapest, Monaco di Baviera, Praga, e in vari luoghi d’Italia.  Nel 2003 è stato scelto come migliore coro studentesco della provincia di Udine. Ha ottenuto premi in numerosi concorsi nazionali e internazionali. E’ in partenza per Bratislava, in Slovacchia, dove parteciperà a un prestigioso  concorso di cori.
Al pianoforte:  Lucia Zavagna e Michele Trevisan -  Dal 2002 dirige: il maestro Serena Vizzutti   Diplomata in arpa con il massimo dei voti presso il Conservatorio Tomadini di Udine, si è perfezionata con la prof. israeliana Judit Liber. Oltre al Copernicoro, dirige i Pueri et Juvenes Cantores del Rojale. È docente di arpa presso la scuola di musica “città di Codroipo”. Il Copernicoro è in partenza per Bratislava, per partecipare ad un prestigioso concorso pe cori.
Gianna Cuberli Clabassi e Antonietta Cimolino

 
Ospite del concerto, il musicista e pittore Giovanni Toniatti Giacometti
 



 
 
 

SUONO MEDITATIVO con THOMAS FINK e BAGNO di GONG con MARINA FORTE - a Pantianicco (Udine)




 L’idea di questa forma di meditazione nasce dall’antico concetto della cultura indiana, scritto nei Veda, secondo il quale il Suono è l’energia generatrice di tutto ciò che esiste.
In ognuno di noi è presente la capacità di percepire la musica in forma vibrazionale a livello cellulare, entrando così in profondo contatto con il mondo dei suoni che trovano dentro di noi risonanza in un modo personale ed individuale.
Quando? In una serata di meditazione e raccoglimento ascoltando gli strumenti indiani suonati dal vivo. La serata si divide in quattro momenti caratterizzati dall’uso di strumenti dai differenti colori sonori.
 Per  abbandonare il flusso dei pensieri quotidiani ed immergersi  all’interno del personale spazio interiore e sacro, guidati dai suoni potenti, intensi ed ancestrali del Rudra -Vina (lo strumento più antico) seguito dal Surbahar; entreremo poi in una dimensione senza spazio e senza tempo con il suono luminoso e dolce della Dilruba e ci risveglieremo gradualmente incontrando il suono delle note cristalline del Sitar.
Il viaggio viene accompagnato dalla Tampura e dalle Campane Tibetane.
Una serata che può essere vissuta rilassandosi in una forma di meditazione e/o in forma concertistica, abbandonandosi al mondo dei suoni e lasciando che essi entrino in risonanza con il proprio essere.
Tutto questo sarà condotto dall'operatore olistico e maestro di danzarmonia Thomas Fink. venerdì 1 aprile 2016 a Pantianicco - sede AW Recording Studio.      
cell 3474703737 - Moni
 
Thomas Fink viene da Frankfurt, ma vive in Friuli da più di 15 anni ormai. Inizia a 18 anni a studiare chitarra, alla quale nel tempo aggiunge la 12 corde e la chitarra elettrica, ma la passione di fondo rimane sempre l’acustica. Un giorno scopre nel granaio della casa padronale la vecchia fisarmonica diatonica del nonno e comincia a dedicarsi anche a questo strumento. Nel suo percorso musicale farà esperienze anche con altri strumenti come clarinetto e tastiere. Compone proprie musiche, è curioso di ogni suono e strumento. L’incontro con un gruppo del Burkina Faso risveglia in lui la passione per il djembè e per le percussioni in genere, e che lo spinge a seguire per due anni un corso di djembé con l’insegnante friulano Roberto Lugli. Indirizza i suoi studi anche verso altri strumenti a percussione arabi come il darbuka e il duff, e altri strumenti cordofoni come il bouzouki. Con altri due musicisti  è coinvolto in due progetti: danze medio orientali con musica arabo dal vivo, e un “Viaggio intorno al mondo con 80 strumenti”. Negli ultimi anni ha sviluppato una passione profonda per la musica indiana più spirituale (sitar), che lo ha portato ad ampliare la sua ricerca personale verso la musica intuitiva e meditativa, attraverso gli insegnamenti di Hans Cousto sull’ottava cosmica.  Sperimenta i suoni  del  digeridoo, finendo per costruirne svariati in grado di emettere il proprio tono su bande sonore diversificate. Ha infine unito il sitar allo strumento hapi, un derivato degli steeldrum caraibici.
 
BAGNO DI GONG

Il Bagno Vibrazionale (o Bagno di Gong), è una pratica di massaggio sonoro della durata di tre quarti d'ora durante la quale la/le persona/e vengono immerse completamente da un ricco campo di suoni armonici che portano ad uno stato di profondo rilassamento meditativo. ?  I suoni sono prodotti sia dai Gong che da altri strumenti che emettono vibrazioni "armoniche naturali", cioè simili ai suoni che udiamo quando siamo immersi nella natura. Tutto in natura vibra ad una frequenza che ci fa stare Bene.


I partecipanti si stendono a terra su di un tappetino, preferibilmente coperti con un plaid, ma è possibile anche restare in posizione seduta.
La durata totale del Bagno Vibrazionale è di circa un’ora e mezza e prevede: un’ introduzione, la preparazione, il Bagno vero e proprio, infine la parte di condivisione libera.
Sono anche possibili delle sessioni individuali.


Durante il bagno vibrazionale, un magico mondo sonoro si apre portandoci oltre i confini del tempo e dello spazio. Le frequenze emesse hanno un effetto rigenerante, riequilibrante e trasmutativo, ogni singola cellula del corpo viene massaggiata dolcemente e stimolata a riarmonizzarsi.
Vengono liberati blocchi e tensioni anche di antica data. Ritroviamo quindi la nostra armonia interiore e la gioia di vivere.
Quando ci abbandoniamo completamente al suono, questo effettua una profonda pulizia, rompe e demolisce ogni sovrastruttura che ci appesantisce, ogni barriera, il nostro corpo ricorda chi siamo.
Veniamo portati in una dimensione oltre il tempo e lo spazio, possiamo sentire il nostro corpo sollevarsi, dissolversi o perderne completamente la percezione.



I bagni di gong e i suoni meditativi fanno davvero un effetto conciliante con il mondo. Ho avuto la fortuna di sperimentarne e continuo a nutrirmi di questa opportunità. Basso il costo per partecipare, enorme la dispensa energetica che si riceve in cambio.Nella sala di registrazione della sede AW Recording Studio di Pantianicco (Udine) il suono è semplicemente PERFETTO.
Invito a provare perché le parole non riescono a far comprendere ciò che si prova.
 

lunedì 28 marzo 2016

UDINE: IN DISCOTECA A LEZIONE DI SICUREZZA E DIFESA PERSONALE con l’istruttore Claudia Civran - 29 marzo 2016



Che l’allarme sicurezza sia ovunque, si sa.  Ma questa volta l'allarme arriva direttamente da chi fa sicurezza nei  locali pubblici e dai loro proprietari che, sentendo parlare di difesa personale, tendono l'orecchio e mettono a disposizione i loro locali a chi di sicurezza se ne intende.  La discoteca in questione è la Queen Theater Discoteca in via Palladio78 a Tavagnacco. Per la prima volta un proprietario  con i collaboratori della sicurezza, i vecchi “buttafuori”, di un locale così grande mette a disposizione i suoi spazi per sensibilizzare giovani e non sull’importanza della difesa personale.   Martedì 29 marzo, dalle ore 19.30 alle 23.00,  l'istruttore codroipese Claudia Civran della nota Federazione Scuola Italiana Krav Maga è ospite della discoteca per trattare temi attualissimi come  Sicurezza e  Responsabilità personale,  prevenzione alle aggressioni, sicurezza in caso di pericoli imminenti e difesa personale. Perché questa disponibilità? Per sensibilizzare la cittadinanza, partendo dai giovani e, in particolare, di quelli delle scuole del territorio,  in uno stage o incontro-lezione  in cui  l'Istruttore propone simulazioni di pericolo in ambiente realistico, in situazioni di poca luce, in mezzo alla gente che si accalca nelle piste, nei corridoi, nei bagni, davanti alle porte di emergenza. Tutto ciò per allenare la mente umana a riconoscere il pericolo.   “ Il lavoro che propongo  – chiarisce l’istruttore Civran - passa attraverso più passaggi,  come osservare l'ambiente circostante,  scoprire  quali siano le cose importanti da fare, adottare strategie per essere in vantaggio,  imparare tecniche di difesa personale che si attengano alle leggi italiane.  “Io sono un istruttore di difesa personale disciplina Krav Maga - chiarisce la Civran -  nata esclusivamente per difendersi da una reale necessità. Ho  trent'anni e, prima di intraprendere questa missione, ho vissuto sulla mia pelle una spiacevole situazione. Ora  lavoro per aiutare la cittadinanza, di tutte le età, conformazione e sesso a partire dai 16 anni a imparare a vivere in Sicurezza. Punto molto sul fattore fuga.  Su come si scappa, cercando di evitare gli scontri. L'obiettivo è  tornare sempre a casa. Questa serata al Queen Theater Discoteca a Udine rappresenta  un evento particolarmente sentito e di assoluta necessità visto cosa accade ogni giorno anche vicino a noi”. Per adesioni 3481838810 o, semplicemente, raggiungere la discoteca.          

 Serata del 29 marzo 2016



sabato 19 marzo 2016

19 marzo 2016: ORA DELLA TERRA - HEARTH HOUR 2016 Il futuro inizia oggi

Ora della Terra (Earth Hour in inglese) è un evento internazionale ideato e gestito dal WWF che ha l'obiettivo di richiamare l'attenzione sulla necessità urgente di intervenire sui cambiamenti climatici in corso mediante un gesto semplice ma concreto: spegnere la luce per un'ora nel giorno stabilito. Quest'anno si può ...regalare un'ora del nostro tempo alla Terra.
Questo è l'invito che il WWF fa a tutti per unirsi e poter costruir un futuro migliore per noi e per chi verrà dopo di noi. A casa, per le strade, nei luoghi simbolo delle città, con l’Ora della Terra vogliamo dimostrare che tutti insieme possiamo dare al mondo un futuro sostenibile, spegnendo le luci per un'ora.
Il risparmio energetico che ha come effetto minori emissioni di anidride carbonica, il principale dei "gas serra", è del tutto simbolico ma ha lo scopo di sollevare l'attenzione sul tema dei cambiamenti climatici.
Le nostre azioni di oggi possono cambiare il mondo per le generazioni future.

per combattere i cambiamenti climatici e creare un futuro migliore per noi e per il pianeta.

VIDEO  https://youtu.be/aiY9Tj2KdeQ
 

Insieme è possibile: il 19 marzo 2016, mobilitazione globale contro i cambiamenti climatici


Earth Hour (Ora della Terra) è la grande mobilitazione globale del WWF che, partendo dal gesto simbolico di spegnere le luci per un’ora, unisce cittadini, istituzioni e imprese in una comune volontà di dare al mondo un futuro sostenibile e vincere la sfida del cambiamento climatico. E’ la dimostrazione che insieme si può fare una grande differenza.

Dalla prima edizione del 2007, che ha coinvolto la sola città di Sidney, la grande ola di buio si è rapidamente propagata in ogni angolo del Pianeta, lasciando al buio piazze, strade e monumenti simbolo come il Colosseo, Piazza Navona, il Cristo Redentore di Rio, la Torre Eiffel, Il Ponte sul Bosforo e tanti altri luoghi simbolo, per manifestare insieme contro i cambiamenti climatici.
Il cambiamento climatico
Il cambiamento climatico evolve molto rapidamente e gli impatti sono sempre più seri e preoccupanti. Finora le azioni dei Governi a livello nazionale e globale sono state troppo lente e poco incisive, non al passo con un rischio che mette a repentaglio il Pianeta come lo conosciamo e dunque la stessa civilizzazione umana. Nella COP21 di Parigi, nel dicembre del 2015, si è però raggiunto un accordo storico che può segnare una inversione di tendenza, a patto che si acceleri la decarbonizzazione, cioè l’abbandono dei combustibili fossili e il passaggio all’energia rinnovabile e a modelli di efficienza e risparmio energetico.

Dobbiamo mobilitarci tutti, fare la nostra parte e pretendere che i Governi assumano la CRISI del clima come priorità..
Le giovani e le future generazioni hanno il diritto di ricevere in eredità un mondo pieno di vita e che non sia condannato a cambiamenti climatici catastrofici.

Questo appello è rivolto a:

  • A tutti gli abitanti del Pianeta Terra;
  • Ai giovani, cioè a coloro che rischiano di vedere le conseguenze più drammatiche del cambiamento climatico;
  • Alle Istituzioni, a partire dalle città, che possono diventare motori e pungolo del cambiamento;
  • Alle imprese, che possono divenire attori dell’economia del futuro ;
  • A te che leggi
                            ALLE 20.30 del 19 marzo 2016: A CASA MIA LUCI SPENTE


 20 marzo 2016: Ieri sera erano le 20.30 in punto quando la facciata di Palazzo Chigi si è spenta, dando il via anche in Italia all'Earth Hour - Ora della Terra, la maratona di luci spente per un'ora che sta facendo il giro del pianeta. L'evento è nato a Sydney nel 2007 ed è promosso dal Wwf. A iniziare è stata la Nuova Zelanda, quando in Italia erano ancora le 8 e 30 del mattino e a finire saranno invece le Isole Cook, nel Pacifico.
Spenti 366 monumenti in 178 Paesi - Dall'Opera House di Sydney passando per l'edificio più alto del mondo, il Burj Kalifah, alle torri KLCC di Kuala Lumper alla Torre Eiffel a Parigi, dall'Empire State Building alla Porta di Brandeburgo a Berlino, i monumenti più famosi del pianeta si stanno unendo alla più grande azione volontaria al mondo, che quest'anno ha toccato il record di spegnimenti e di adesioni con oltre 366 luoghi o monumenti simbolo in 178 Paesi.

Record anche per l'Italia con oltre 400 spegnimenti, l'adesione del mondo dello sport, testimonial di eccezione come Piero Angela, Marco Mengoni, Fedez.

Wwf: "Molto più di un evento simbolico" - "L'Ora della terra è molto più di un evento simbolico: è un movimento di cittadini di tutto il pianeta che manifestano la volontà di agire contro i cambiamenti climatici e fare la propria parte" ha dichiarato Donatella Bianchi, Presidente del WWF Italia.

giovedì 17 marzo 2016

TIKUANA TACHA, sciamana e principessa, a Bugnins di Camino al T (UD) da Ferrin - 12 marzo 2016



 
L'UOMO. la PACE, l'ARMONIA dell'UNIVERSO, i temi che a Tikuana stanno a cuore.

La dott.ssa Tikuana Tacha nasce il 12 agosto, data in cui piovono stelle nella selva colombiana, nella tribù Tikunas - di cui suo padre era il Capo. Durante la sua infanzia e adolescenza viene educata, nel rispetto delle tradizioni della tribù, alle antiche saggezze e ai segreti indigeni: come conseguenza di ciò è incoronata principessa e sciamana della tribù. Per il secondo anno è approdata da Ferrin e ha incantato il pubblico accorso con entusiasmo a salutarla. Un piacere poterla presentare, con quell'affetto speciale che in questo anno ci ha tenute in contatto. Colombia-Friuli. Per ritrovarci e stare bene insieme a tutte le persone intervenute. Che Tikuana ha fatto abbracciare, meditare, sognare.
"Come esiste un grande creatore dell'universo esiste un grande distruttore. E l'uomo non è senza responsabilità.
Come si chiama l'emergenza che sta distruggendo l'umanità? Sta andando giorno per giorno in peggio. I bambini e i ragazzi devono conoscere questa difficile situazione.
Il male sta nell'aria, sotto il materasso, nei pensieri. Come esistono gli angeli protettori esistono i demoni distruttori. Non per motivi religiosi. Io non sono religiosa. Io porto avanti un solo nome: AMORE.
 Bisogna saper dare, insegnare l'AMORE.
Ho avuto una vita bellissima e ho imparato che ogni cosa che si fa ha la sua conseguenza, nel bene e nel male.
Essere sciamana è sacrificio, grande sofferenza, percorso difficile, combattimento.

E' molto difficile entrare nelle altre persone e sentirne il pianto.
Penso che io non ho imparato niente. Ho tutto da imparare. Mai si finisce di imparare. Io sono un medico chirurgo dell'Università colombiana, ho studiato biologia, psicologia, giornalismo ma...non so niente.
 Sono solo una sciamana nata nella selva. Meglio sarebbe stato se non avessi studiato. avrei la mente più libera.
            COS'E' ESSERE SCIAMANA?
E' una cultura, si nasce sciamano. E' nel sangue. Non c'entra essere una principessa. no, no, io sono nuda e col sudore in fronte.
Non cerco né ricchezza né bellezza.
Non sono religiosa, sono sciamana perché il mio sangue è indigeno.
L'essere umano non combatte il male ma lo fa.
 

 Ci vuole AMORE per il Creatore, il prossimo, la VITA. E' dura ma è tanto bello andare a dormire e dire "Ho perdonato chi mi ha fatto male". E' un orgasmo dello spirito.
 L'inizio della PCE è perdonare e chiedere di essere perdonato.
 In Colombia ai bambini di otto anni insegnano a sparare. Non gli insegnano a leggere e scrivere. Si vedono cose orribili nell'umanità. Non solo in Colombia.

 PERCHE' NON FACCIAMO UN PASSAPAROLA DI PACE?
La pace non esiste finchè il mondo non capisce che tutti abbiamo gli stessi diritti.
Dobbiamo avere il principio della PACE in noi stessi. Perciò è bello abbracciare noi stessi. E avere rispetto per tutti. Anche per i politici, anche se sono disonesti, per ogni religione, per il sesso di ogni persona.  Per i nostri genitori, e questa è la base. La razza UMANA è una sola. Ha differenti colori ma l'essere umano è UNO. Non è difficile. Basta usare le nostre due orecchie per ascoltare. E per conoscere. Per conoscere si deve soffrire. Io ho fatto tanti sacrifici e li rifarei con più piacere perché la disciplina è importante. Guarda le tue mutande. Se c'è pulizia e ordine c'è ordine anche nei tuoi pensieri. La tua casa è il tempio e questo sei tu: con ordine mentale, spirituale, sessuale. Nessuna cosa materiale serve quando la persona non c'è più.  L'importante è avere ciò che è giusto. Meno complicato. Più facile.  La cosa più bella è poter dire TI VOGLIO BENE. Se tutti dicessimo così nel mondo ci sarebbe la PACE.  Dire tra genitori e figli, marito e moglie (meglio Ti amo) sempre.
Le parole piccole alimentano l'aura. L'abbraccio fa irradiare il corpo. Chi ha la tiroide deve abbracciare ogni giorno e in abbondanza.  Perfino il cancro regredisce con un abbraccio. Ogni malattia va relazionata con lo spirito".
 
 E l'incontro ha visto tutti i partecipanti abbracciarsi. Momento magico. GRAZIE TIKUANA.
Uscita dalla selva, giunge nel mondo civilizzato per studiare e si laurea con onore come medico chirurgo. Con un bagaglio di conoscenze scientifiche, sciamaniche e botaniche, fonda il centro botanico "Tikuana" a Fusagasuga (Colombia). Le sue esperienze la portano a comprendere che il reale cammino della libertà e della felicità per l'essere umano è quello dell'Amore. Oggi fa incontri e conferenze nel mondo per accompagnare lo sviluppo umano, diffondere la conoscenza della medicina naturale e un'educazione all’armonia tra l’uomo, Dio e la Natura. Conoscerla  e sapere di essere nel suo cuore è senz'altro un grande PRIVILEGIO.