sabato 23 aprile 2016

Presentazione del LIBRO "GAIA, MIRACOLO D'AMORE" a Camino al T (UD) - 22 aprile 2016

Può una madre sopravvivere alla morte della figlia sedicenne? Può continuare ad andare  avanti sentendo profonda pace nel cuore? La risposta è “sì”, se si crede che la morte non sia assenza ma un cambiamento di presenza, abbandonando la razionalità per riuscire a vedere oltre. “ E’ innaturale che un figlio muoia prima del genitore. Oggi ringrazio Dio per ogni cosa che mi ha dato, anche il trapasso nella luce di Gaia, mia figlia” così testimonia Rita Callegari, madre friulana, che ha voluto scrivere questo libro, facendosi aiutare dalla cugina Daniela De Stefano, per portare un aiuto a chi si trovi nella stessa situazione. Messo a punto in nove mesi, non è un libro di morte ma di speranza, dalla prima all’ultima pagina. Non è patetico ma fa sgorgare lacrime che riempiono il cuore. Dove trova mamma Rita la forza per essere serena, con la sua famiglia, il figlio, il marito, i tanti amici, il lavoro? Nell’aver sperimentato il divino, nell’avere segni veritieri e ripetuti che Gaia è viva e felice, in un aldilà più vicino di quanto la ragione possa ammettere. “ Dall’aprile 2013 Gaia vive nella luce – racconta  Rita – e io sento pace e serenità perché durante i nove mesi di malattia nulla è rimasto in sospeso e lei mi ha lasciato in eredità una grande riserva d’amore. L’aldilà esiste e loro sono più vivi di prima. Gaia, durante la prima notte di terapia intensiva, ha  avuto un regalo: le è apparso Gesù. L’ha accarezzata sulla ferita e le ha parlato all’orecchio. Ho assistito alle sue visioni. Grazie a lei sono cresciuta spiritualmente e so che Gaia continua a esserci. E’ apparsa anche a suo fratello di dodici anni. Ha lasciato un grande segno e continua  a fare “miracoli” come quello di farmi parlare in pubblico, cosa che ho avuto sempre difficoltà a fare, fin da piccola. Il titolo e i contenuti del libro sono stati ispirati da Gaia, che ha vissuto la malattia come una cosa speciale, al punto da essere fiera anche della sua cicatrice”.  Il rimasuglio di incredulità verso il soprannaturale è svanito ormai, convalidato dalla presenza che si concretizza tramite sms sul cellulare nel momento in cui mamma Rita va  a dormire o quando una signora sensitiva, di nome Manuela, le telefona per dirle che Gaia le si è presentata dicendole “Voglio parlare con mia mamma”. Questo è ciò che Gaia ha detto poi alla sua mamma “ Sai che sono sempre con te. Basita sei in questo momento ma felice, lo so. Siamo tutti qua – riferendosi ai nonni – ma solo io comunicherò perché ho un compito anch’io da svolgere e tu lo sai. La luce che emana dal tuo viso risplende gioiosa e contagi anche chi ti sta vicino perché è un’energia positiva che viene da Lui. Non devi piangere, io sono felice e so che anche tu sei felice. Queste sono lacrime di gioia. Tu sei la mia luce. La luce che dovrai portare alle anime che non credono. Il vostro compito è di trasmettere la fede in Dio. L’aldilà esiste. Da voi c’è la morte, qua c’è la vita. La vostra è un’esperienza di un tratto breve dell’eternità. Il mio compito è quello di proteggere bambini e ragazzi dagli incidenti e dalle malattie. Vi bacio tutti e vi mando un fascio di luce azzurra, la luce Divina”.  Il 30 giugno Gaia “compirà” 20 anni e si farà festa con lei, in spiaggia, dove verranno lanciate venti lanterne dalle sue amiche e da tutti coloro che la amano. Il  GAIA, MIRACOLO D'AMORE
La presentazione è stata curata dalla pittrice Maria Ciani che ha esordito così: "Come si fa a conquistare il cuore oggi, nel frastuono?  subito l'energia ha incollato il pubblico e le relatrici: Maria Ciani, Rita Callegari, mamma di Gaia, e Daniela de Stefano, che ha scritto il libro, sui racconti di Rita e l'ispirazione di Gaia. Un libro da leggere con il cuore e da serbare come capitale prezioso.




L'Assessore alla cultura del comune di Camino T (UD) Cristina Pilutti introduce il libro, con squisita sensibilità. Mamma Rita è di Colloredo di Prato (Ud) dove abita con il marito e il figlio. Possiede doti d'artista e le sue mani creano capolavori.
                         Le violiniste  caminesi Elena Sbruazzo, Beatrice Pellegrini, Letizia Locatelli.

Il messaggio di Gaia  dice che l'aldilà è vicinissimo all'aldiqua,
perché la morte
NON E' ASSENZA
ma cambiamento di PRESENZA.


Ho letto il libro in due ore. Una volta iniziato non sarebbe stato possibile interromperne la lettura. L' ho letto piangendo, ma di quella speciale forma di serenità che mi coglie quando parole a me congeniali sono state scritte da qualcun altro. Gaia Vuan poteva essere mia figlia. Rita potrei essere io. Ecco, n questa forma di simbiosi si crea il miracolo di Gaia. Il Gesù che lei ha visto, la morte con il viso di scheletro, lo squillo del cellulare ogni sera, il colloquio richiesto tramite Manuela... i segnali  della sua presenza sono per me assolutamente CREDIBILI. Come noi tutti abbiamo gli angeli che ci seguono e aiutano, Gaia è una di loro. Niente di strano. E' solo la meraviglia della nostra discesa sulla terra con una missione da compiere. Il tempo che abbiamo a disposizione varia da persona a persona e  da missione a missione. Sapere che di là c'è la luce che abbiamo lasciato decidendo di venire sulla terra vuol dire che sappiamo dov'è la nostra vera casa. E che qui siamo in vacanza. Anche questa è una speciale forma di FELICITA'.
 



IL PONTE -periodico del Medio Friuli - Maggio 2016

LIBRI                          GAIA  MIRACOLO D'AMORE

 

 
Può una madre sopravvivere alla morte della figlia sedicenne? Può continuare ad andare  avanti sentendo profonda pace nel cuore? La risposta è “sì”, se si crede che la morte non sia assenza ma un cambiamento di presenza, abbandonando la razionalità per riuscire a vedere oltre. “ E’ innaturale che un figlio muoia prima del genitore. Oggi ringrazio Dio per ogni cosa che mi ha dato, anche il trapasso nella luce di Gaia, mia figlia” così testimonia Rita Callegari, madre friulana, di Colloredo di Prato (Ud)che ha voluto scrivere questo libro, facendosi aiutare dalla cugina Daniela De Stefano, per portare un aiuto a chi si trovi nella stessa situazione. Messo a punto in nove mesi, non è un libro di morte ma di speranza, dalla prima all’ultima pagina. Non è patetico ma fa sgorgare lacrime che riempiono il cuore. Dove trova mamma Rita la forza per essere serena, con la sua famiglia, il figlio, il marito, i tanti amici, il lavoro? Nell’aver sperimentato il divino, nell’avere segni veritieri e ripetuti che Gaia Vuan è viva e felice, in un aldilà più vicino di quanto la ragione possa ammettere. “ Dall’aprile 2013 Gaia vive nella luce – racconta  Rita – e io sento pace e serenità perché durante i nove mesi di malattia nulla è rimasto in sospeso e lei mi ha lasciato in eredità una grande riserva d’amore. L’aldilà esiste e loro sono più vivi di prima. Gaia, durante la prima notte di terapia intensiva, ha  avuto un regalo: le è apparso Gesù. L’ha accarezzata sulla ferita e le ha parlato all’orecchio. Ho assistito alle sue visioni. Grazie a lei sono cresciuta spiritualmente e so che Gaia continua a esserci. E’ apparsa anche a suo fratello di dodici anni. Ha lasciato un grande segno e continua  a fare “miracoli” come quello di farmi parlare in pubblico, cosa che ho avuto sempre difficoltà a fare, fin da piccola. Il titolo e i contenuti del libro sono stati ispirati da Gaia, che ha vissuto la malattia come una cosa speciale, al punto da essere fiera anche della sua cicatrice”.  Il rimasuglio di incredulità verso il soprannaturale è svanito ormai, convalidato dalla presenza che si concretizza tramite sms sul cellulare nel momento in cui mamma Rita va  a dormire o quando una signora sensitiva, di nome Manuela, le telefona per dirle che Gaia le si è presentata dicendole “Voglio parlare con mia mamma”. Questo è ciò che Gaia ha detto poi alla sua mamma “ Sai che sono sempre con te. Basita sei in questo momento ma felice, lo so. Siamo tutti qua – riferendosi ai nonni – ma solo io comunicherò perché ho un compito anch’io da svolgere e tu lo sai. La luce che emana dal tuo viso risplende gioiosa e contagi anche chi ti sta vicino perché è un’energia positiva che viene da Lui. Non devi piangere, io sono felice e so che anche tu sei felice. Queste sono lacrime di gioia. Tu sei la mia luce. La luce che dovrai portare alle anime che non credono. Il vostro compito è di trasmettere la fede in Dio. L’aldilà esiste. Da voi c’è la morte, qua c’è la vita. La vostra è un’esperienza di un tratto breve dell’eternità. Il mio compito è quello di proteggere bambini e ragazzi dagli incidenti e dalle malattie. Vi bacio tutti e vi mando un fascio di luce azzurra, la luce Divina”.  Il 30 giugno Gaia “compirà” 20 anni e si farà festa con lei, in spiaggia, dove verranno lanciate venti lanterne dalle sue amiche e da tutti coloro che la amano. A lei è intestata una borsa di studio che, ogni anno, verrà conferita al migliore allievo della classe frequentata da Gaia, all'Ist. "B.Stringher" di Udine. Il libro è stato presentato in Biblioteca a Camino T. il 22 aprile 2016.                                                                                     


 

CAMINO


Gruppo donatori e staff medico dell'autoemoteca recentemente intervenuta a Camino. Sono state effettuate 9 donazioni di plasma e ben 18 di sangue, grazie alla consueta e puntuale generosità dei donatori. Il presidente Illario Danussi, a nome della sezione AFDS, li ringrazia.

 

CODROIPO                 
IN  DISCOTECA  A UDINE A LEZIONE  DI  SICUREZZA E  DIFESA PERSONALE  con l’istruttore Claudia Civran

Claudia Civran è nata e vive a Codroipo. Ha trent’anni ed è istruttore della nota Federazione Scuola Italiana Krav Maga. In pratica insegna le tecniche di difesa.  Che l’allarme sicurezza sia ovunque, si sa.  Imparare a difendersi può essere un’esigenza personale dettata dal timore di aggressioni ma qualcosa sta cambiando. L’allarme arriva direttamente da chi fa sicurezza nei  locali pubblici e dai loro proprietari che, sentendo parlare di difesa personale, tendono l'orecchio e mettono a disposizione i loro locali a chi di sicurezza se ne intende.  La discoteca che ha fatto questa scelta è la Queen Theater Discoteca di Tavagnacco. Per la prima volta un proprietario  con i collaboratori della sicurezza, i vecchi “buttafuori”, di un locale così grande ha messo a disposizione i suoi spazi per sensibilizzare giovani e non sull’importanza della difesa personale.   L’istruttore codroipese Claudia Civran è stata chiamata in discoteca per trattare temi attualissimi come  Sicurezza e  Responsabilità personale,  prevenzione alle aggressioni, sicurezza in caso di pericoli imminenti e difesa personale. Lei si è resa disponibile ritendendo importante sensibilizzare la cittadinanza, partendo dai giovani e, in particolare, di quelli delle scuole del territorio,  in  un incontro-lezione  dove  proporre simulazioni di pericolo in ambiente realistico, in situazioni di poca luce, in mezzo alla gente che si accalca nelle piste, nei corridoi, nei bagni, davanti alle porte di emergenza. Tutto ciò per allenare la mente umana a riconoscere il pericolo.   “ Il lavoro che propongo  – chiarisce l’istruttore Civran - passa attraverso più passaggi,  come osservare l'ambiente circostante,  scoprire  quali siano le cose importanti da fare, adottare strategie per essere in vantaggio,  imparare tecniche di difesa personale che si attengano alle leggi italiane.  “Io sono un istruttore di difesa personale disciplina Krav Maga - chiarisce la Civran -  nata esclusivamente per difendersi da una reale necessità. Ho  trent'anni e, prima di intraprendere questa missione, ho vissuto sulla mia pelle una spiacevole situazione. Ora  lavoro per aiutare la cittadinanza, di tutte le età, conformazione e sesso a partire dai 16 anni a imparare a vivere in Sicurezza. Punto molto sul fattore fuga.  Su come si scappa, cercando di evitare gli scontri. L'obiettivo è  tornare sempre a casa. L’evento al  Queen Theater Discoteca a Udine rappresenta  un evento particolarmente sentito e di assoluta necessità visto cosa accade ogni giorno anche vicino a noi”. Per altre info 3481838810.                   

                                                                                                                                        

CODROIPO

L’organista ELISABETTA TONIZZO di Codroipo è tra i migliori diplomati italiani e nel CD di  “Suonare news” di aprile 2016

 

Allegato all'ultimo numero di Suonare news (n. 226, aprile 2016) c'è il CD che contiene esecuzioni  di tre  tra i  migliori diplomati italiani nell'anno a.s. 2014/2015, è presente anche l’organista  Elisabetta Tonizzo, di Codroipo, insieme a Alberto Idà (pianoforte) da Palmi (Reggio Calabria) e Marco Molino (percussioni) da Montorio (Campobasso).  Orgoglio tutto codroipese, Elisabetta è nata  nel 1994 e già da giovanissima ha dimostrato  talento e predisposizione per la musica. A  7 anni inizia gli studi musicali presso la Scuola di musica “Città di Codroipo” con il M° Giorgio Molinari. Prosegue gli studi presso il Conservatorio “J. Tomadini” di Udine e si diploma con il massimo dei voti nel 2014. Ha seguito corsi di perfezionamento e interpretazione organistica con docenti di fama, tra cui L.Lohmann, M.Imbruno, L.Rogg e M.Radulescu. È membro dell’orchestra giovanile “Città di Codroipo”, diretta dal M° Giorgio Cozzutti, con la quale svolge numerosi concerti. È stata inoltre corista nel Coro polifonico “Sant’Antonio Abate” di Cordenons, diretto dal M° Monica Malachin, con cui ha approfondito la musica corale sia antica sia moderna e contemporanea. Da oltre dieci anni è organista liturgica e, dal 2013, a Codroipo. Collabora con diverse corali del Medio Friuli e svolge concerti come solista all’organo in diversi strumenti del Friuli e all’estero.                                               

          

SEDEGLIANO

CONCERTO VOCALE E STRUMENTALE  in memoria di suor Amelia Cimolino                            

Il  teatro  “P.Clabassi” di Sedegliano ha ospitato il tradizionale Concerto lirico e strumentale per ricordare l’insigne figura di Suor Amelia Cimolino, la “Madre Teresa dell’ovest”,  nata a Carpacco nel 1912 e scomparsa nel 2006. Missionaria in India, ha fondato il Villaggio dell’Amore ed è stata insignita di importanti riconoscimenti internazionali. A dar lustro al concerto Hanno contribuito il Gruppo Corale Copernicoro, diretto dal Maestro Serena Vizzutti, formato da una settantina di  allievi, insegnanti, personale ATA del Liceo Scientifico Statale "N. Copernico" di Udine, pluripremiato e in partenza per Bratislava ad un concorso per cori, elementi dell’orchestra “VariEtà d’Arco” diretta dal Maestro Elena Allegretto, che riunisce allievi di varie età provenienti da  scuole di musica private dell'hinterland udinese,  il mezzo soprano Elisabetta Jarc,  il tenore Salvatore Moretti,  il soprano Laura Ulloa proveniente da Cuba, il maestro accompagnatore Dimitri Candoni.  Ad aprire il concerto il video che ha proposto stralci di esibizioni originali del basso Plinio Clabassi, figura di spicco della lirica internazionale e nativo di Gradisca di Sedegliano. Il concerto ha incollato per due ore il pubblico, attento e partecipe, che ha apprezzato tutte le esibizioni e ha accolto con calore I’ospite Laura Ulloa, giovane soprano cubano, ora a Udine per perfezionare lo studio del canto in Conservatorio “J. Tomadini”.  Il concerto è stato promosso dall’Associazione “Amici del Teatro Plinio Clabassi”,  presieduto dalla signora Gianna,  in sinergia con il Comune di Sedegliano, con il patrocinio del Club Unesco di Udine e dell’ Associazione Polse Ollavina Halli.

              

 

SEDEGLIANO                            31° RASSEGNA DI CORI

Ben 10 formazioni corali trovano “fiato” nel territorio di Sedegliano e apprezzata tradizione è l’annuale rassegna in Teatro “P. Clabassi”. Così è stato anche per l’edizione 2016, la 31esima, che ha visto sfilare sul palco formazioni corali che hanno dato prova di autorevoli competenze canore ed espressive. Ad aprire la rassegna il Coro della Scuola Primaria con parole d’acqua e “Colors”,  il Coro della Scuola primaria e tutti i cori  diretti da Fabrizio Giacomo Fabris. Il Coro della Scuola Secondaria, diretto da Ilaria Tuniz con Geremy Serravalle al pianoforte, ha deliziato con le note melodie di Morricone tratte da “Nuovo cinema Paradiso”. Il Coro “Ploe di Rosis”, diretto da Nada Minuzzi e Gabriele Cecco alla tastiera ha spaziato da “Caresse sul l’océan” a “O nuit”. La Cantoria Santo Stefano, diretta da Fabiola Venier, con un gruppo di ragazzi di Gradisca ha “volato” sulle note di Vola vola vola e del celebre The lions sleeps tonight. La Cantoria di Sedegliano, diretta da Benigno Moratti e Gabriele Cecco alla tastiera, ha spaziato dall’Halleluja di Cohen a “Daur San Pieri”. La Cantoria di San Lorenzo, formazione tutta al maschile, diretta da Lionello Baruzzini, con Giovanna Pagnucco e Fabiola Venier alla tastiera, ha interpretato un’ autorevole “Libera me domine” dal  Requiem di Perosi e “Evviva” di Verdi. Sorprendente il gruppo vocale femminile “Euterpe”, diretto da Fabrizio Giacomo Fabris che ha celebrato Adoramus Te e  Spirtitual. La Cantoria di Rivis, diretta da Giorgio Molinari e Giovanna Pagnucco alla tastiera ha deliziato con What a wonderful world e Contraponto bestiale. A dare libertà alle ugole ci ha pensato il coro “Voci libere”, diretto da Carlo Zorzini e Francesco Zorzini alla tastiera, che ha conferito alla rassegna una nota di colore e freschezza interpretando sigle di cartoni animati anni 90, per indurre poi alla quiete interpretando “Someone like you” di Adele. Come ha detto il sindaco Ivan Donati “ Questo è un evento di restituzione incredibile della cultura del canto, con investimento nullo. Questi cori, durante l’anno, hanno innalzato la cultura corale e ci restituiscono tutto il cuore di un percorso formativo per loro e per la comunità”.

                                                                                                                     

                                                          

 

 

 

 

GLI AMORI DI IPPOLITO NIEVO a cura della Prof. Carmela De Caro - Camino al T (UD) 9 aprile 2016

 
 

Prof. De Caro e Cristina Pilutti, assessore cultura

La storia del nostro territorio sta a cuore alla Commissione Biblioteca caminese, ai comuni di Camino e Varmo e lo si capisce dalle iniziative attivate sui personaggi che qui hanno lasciato traccia. La 2° edizione è stata dedicata a Ippolito Nievo, con riferimento ai suoi amori.


 
 
 
 
 
 
 
 
La prof.ssa Carmela De Caro, ricercatrice appassionata di eventi sconosciuti perché tenuti nascosti negli archivi e nelle dimore private, ha delineato un quadro preciso e documentato delle donne che avevano fatto innamorare il Nievo, morto tragicamente a soli trent’anni, in Sicilia, dove era stato mandato a recuperare le casse con oro e documenti dell’impresa dei Mille, di cui era tesoriere. Amori di cui si sa poco in effetti e svelati durante la serata, con dovizia di particolari. Ma come era Ippolito? Magro, dato che non mangiava volentieri, pallido al punto da intravvedere sul viso i peli della barba. Perché era legato al Friuli? La madre Adele era figlia della contessa  Ippolita di Colloredo di Monte Albano sposata, in seconde nozze,  con Antonio Nievo. Adele ricevette in dote terreni a Colloredo e, da donna colta ed emancipata qual era per i tempi,  li amministrava saggiamente fin dall’età di 22 anni. Ippolito amava poco il castello e preferiva seguire il fattore che abitava tra Varmo e Camino.  Non stava bene con i nobili del castello, preferiva stare con la gente. Da piccolissimo veniva con la madre a San Martino, dai nobili Di Prampero dove scrisse la novella “Il Varmo”.  Lì giocava con Pisanina Di Prampero ( 1837-1858)  che sarà la protagonista delle “Confessioni di un italiano” dove  Nievo tratteggia sempre i giochi tra bambini.  Non è dimostrato un probabile amore tra i due. Si sa che era frizzante, controcorrente, che sposò Luigi Chiozza e che morì a 21 anni, il 31 marzo 1858,  di parto. E’ sepolta a Udine, nel cimitero S. Giovanni, nella prima arcata a sinistra, in una tomba seria, imponente. La critica si chiede Pisana, qual è tra le donne che Nievo ha amato? La risposta è “Tutte”.                    I suoi amori? Il primo fu per Matilde Ferrari, 1830-1868, che Nievo conobbe a Mantova, nella villa di Attilio Magri, suo amico di sempre, che muore suicida nel lago di Como. Matilde era arcigna, magra, con capelli castani. Andava a farle visita, in salotto, suonava il pianoforte e cantava. Era molto geloso di lei e, di notte, andava a vedere se lei ricevesse altri uomini. Le scriveva tante lettere ma lei rispondeva  a monosillabi. In due anni lei non gli rispose mai. Un giorno, Nievo assistette, non visto, ad un dialogo tra Matilde e la madre che, mentre passeggiavano, le disse “Devi trovarti un partito migliore”. Nievo la lasciò senza spiegazioni. Ha 20 anni e, soffrendo, scrisse “Antiafrodisiaco dell’amore platonico”.
Matilde morì giovane, due anni prima di Nievo, invocando il suo nome. Il secondo amore fu Beatrice, contessa di Magenta, nata nel 1832. Fu un amore grandissimo, pazzo, perché lei era sposata con Carlo Gobio, cugino acquisito di Nievo. Ma non esiste traccia di questo amore. Le scrisse 61 lettere cui lei non rispose mai. Bice o Beatrice era seria, stava sempre in casa, era malata di tisi fin da bambina. Stava a Mantova e a Bellagio, sul lago di Como dove oggi c’è l’Hotel Suisse. Forse a causa di questo amore Nievo si arruolò nei Mille, con Garibaldi.  E, per tornare da lei, salì sul piroscafo sbagliato dove trovò la morte. Era una nave per merci che faceva spola tra Messina e Napoli. Trasportava con sé due casse e registri. Dato che Cavour aveva accusato Garibaldi di rubare soldi, egli mandò Nievo a portargli i registri su cui annotava ogni spesa.
Ci fu il naufragio e Nievo morì il 4 marzo 1861. Bice, disperata, ebbe un altro bambino, poi morì.
Fu sepolta avvolta nella camicia rossa di Nievo, nel 1863.

Per la storica Carmela De Caro,  Nievo è meglio di Manzoni perché descrive un mondo straordinario dopo averlo toccato e amato, conoscendo bene  i personaggi.
Purtroppo non ha avuto il tempo di rimaneggiare le sue opere mentre Manzoni ha impiegato 20 anni per la stesura finale dei Promessi Sposi.

 



 
 
Un incontro che ha aperto il tracciato inedito nella vita amorosa di Ippolito Nievo. Grazie alla ricerca accurata della prof.ssa Carmela De Caro e dell' Assessore alla cultura di Camino al T, Cristina Pilutti.









 









 



 

mercoledì 20 aprile 2016

FESTA DELLA DONNA con Abaco Viaggi - 13 marzo 2016 - Castello di Bevilacqua e Montagnana

 dal Ponte aprile 2016

13 marzo 2016:
31° edizione della FESTA DELLA DONNA con 170 signore. A Montagnana e Castello di BEVILACQUA (Vr)
  Una delle città murate più belle d'Italia: MONTAGNANA

 Castello di Bevilacqua: Il saluto del titolare, Marco Iseppi

                                              La cantante Silvia Pirani

                                     Laura Ragazzon, cantante e presente sul calendario di radio Birikina 2016

                                    La sua interpretazione di "America" semplicemente... da applauso


                                 E che la festa conosca esplosione... garantita