sabato 23 aprile 2016

GLI AMORI DI IPPOLITO NIEVO a cura della Prof. Carmela De Caro - Camino al T (UD) 9 aprile 2016

 
 

Prof. De Caro e Cristina Pilutti, assessore cultura

La storia del nostro territorio sta a cuore alla Commissione Biblioteca caminese, ai comuni di Camino e Varmo e lo si capisce dalle iniziative attivate sui personaggi che qui hanno lasciato traccia. La 2° edizione è stata dedicata a Ippolito Nievo, con riferimento ai suoi amori.


 
 
 
 
 
 
 
 
La prof.ssa Carmela De Caro, ricercatrice appassionata di eventi sconosciuti perché tenuti nascosti negli archivi e nelle dimore private, ha delineato un quadro preciso e documentato delle donne che avevano fatto innamorare il Nievo, morto tragicamente a soli trent’anni, in Sicilia, dove era stato mandato a recuperare le casse con oro e documenti dell’impresa dei Mille, di cui era tesoriere. Amori di cui si sa poco in effetti e svelati durante la serata, con dovizia di particolari. Ma come era Ippolito? Magro, dato che non mangiava volentieri, pallido al punto da intravvedere sul viso i peli della barba. Perché era legato al Friuli? La madre Adele era figlia della contessa  Ippolita di Colloredo di Monte Albano sposata, in seconde nozze,  con Antonio Nievo. Adele ricevette in dote terreni a Colloredo e, da donna colta ed emancipata qual era per i tempi,  li amministrava saggiamente fin dall’età di 22 anni. Ippolito amava poco il castello e preferiva seguire il fattore che abitava tra Varmo e Camino.  Non stava bene con i nobili del castello, preferiva stare con la gente. Da piccolissimo veniva con la madre a San Martino, dai nobili Di Prampero dove scrisse la novella “Il Varmo”.  Lì giocava con Pisanina Di Prampero ( 1837-1858)  che sarà la protagonista delle “Confessioni di un italiano” dove  Nievo tratteggia sempre i giochi tra bambini.  Non è dimostrato un probabile amore tra i due. Si sa che era frizzante, controcorrente, che sposò Luigi Chiozza e che morì a 21 anni, il 31 marzo 1858,  di parto. E’ sepolta a Udine, nel cimitero S. Giovanni, nella prima arcata a sinistra, in una tomba seria, imponente. La critica si chiede Pisana, qual è tra le donne che Nievo ha amato? La risposta è “Tutte”.                    I suoi amori? Il primo fu per Matilde Ferrari, 1830-1868, che Nievo conobbe a Mantova, nella villa di Attilio Magri, suo amico di sempre, che muore suicida nel lago di Como. Matilde era arcigna, magra, con capelli castani. Andava a farle visita, in salotto, suonava il pianoforte e cantava. Era molto geloso di lei e, di notte, andava a vedere se lei ricevesse altri uomini. Le scriveva tante lettere ma lei rispondeva  a monosillabi. In due anni lei non gli rispose mai. Un giorno, Nievo assistette, non visto, ad un dialogo tra Matilde e la madre che, mentre passeggiavano, le disse “Devi trovarti un partito migliore”. Nievo la lasciò senza spiegazioni. Ha 20 anni e, soffrendo, scrisse “Antiafrodisiaco dell’amore platonico”.
Matilde morì giovane, due anni prima di Nievo, invocando il suo nome. Il secondo amore fu Beatrice, contessa di Magenta, nata nel 1832. Fu un amore grandissimo, pazzo, perché lei era sposata con Carlo Gobio, cugino acquisito di Nievo. Ma non esiste traccia di questo amore. Le scrisse 61 lettere cui lei non rispose mai. Bice o Beatrice era seria, stava sempre in casa, era malata di tisi fin da bambina. Stava a Mantova e a Bellagio, sul lago di Como dove oggi c’è l’Hotel Suisse. Forse a causa di questo amore Nievo si arruolò nei Mille, con Garibaldi.  E, per tornare da lei, salì sul piroscafo sbagliato dove trovò la morte. Era una nave per merci che faceva spola tra Messina e Napoli. Trasportava con sé due casse e registri. Dato che Cavour aveva accusato Garibaldi di rubare soldi, egli mandò Nievo a portargli i registri su cui annotava ogni spesa.
Ci fu il naufragio e Nievo morì il 4 marzo 1861. Bice, disperata, ebbe un altro bambino, poi morì.
Fu sepolta avvolta nella camicia rossa di Nievo, nel 1863.

Per la storica Carmela De Caro,  Nievo è meglio di Manzoni perché descrive un mondo straordinario dopo averlo toccato e amato, conoscendo bene  i personaggi.
Purtroppo non ha avuto il tempo di rimaneggiare le sue opere mentre Manzoni ha impiegato 20 anni per la stesura finale dei Promessi Sposi.

 



 
 
Un incontro che ha aperto il tracciato inedito nella vita amorosa di Ippolito Nievo. Grazie alla ricerca accurata della prof.ssa Carmela De Caro e dell' Assessore alla cultura di Camino al T, Cristina Pilutti.









 









 



 

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