domenica 22 maggio 2016

IL PONTE - Periodico del Medio Friuli - giugno 2016


LIBRI

      

Alice Conco. Donna per esigenza di Vita dopo che Madre Natura l’aveva imbrigliata in un corpo non adatto a lei. In un corpo di uomo. Alice ha vissuto sessant’anni in quelle forme che mai aveva riconosciuto ma che aveva accettato per convenzione sociale. Per non essere diversa.  Poi, non ce l’ha fatta più. Dopo un percorso di vita coerente con l’essere uomo, quindi con il matrimonio e un figlio, Alice ha preteso di uscire dalla prigione fisica che la soffocava.  Imperativo categorico era l’abbandono del corpo di uomo.  E così ha fatto. Da sola, andando incontro a sofferenze indescrivibili, a livello fisico e umano, con rara tenacia e invidiabile coraggio, ha deciso di  far corrispondere il proprio corpo alla propria anima di Donna.  E’ riuscita a superare esprienze profonde, molto dolorose eppure ricche ed emozionanti, fino a raggiungere l’esatta entità che era sempre stata, ovvero essere una vera Donna. Che ora è pulsante, creatrice di emozioni e di arte, di grande umanità e generosa vicinanza a chi soffre, ai bambini, alle donne e alla salvaguardia delle loro opportunità. Alice fa parte della Commissione Pari Opportunità del comune di Udine, insegna catechismo, accompagna i malati terminali, e molto altro.  Ricca della sua storia che ha tenuto fede al proprio Sé, ascoltato, cercato, ritrovato, Alice si esprime con la pittura, la musica, la composizione musicale, poetica e letteraria che sfociano anche  in un musical, “Ali di Ali”. Sono le ali di Alice che hanno preso il volo dopo una vita vissuta chiudendo la porta in faccia al grido interiore di poter esistere. Dopo i due libri in cui racconta la sua storia, ha in stampa il terzo nel quale la protagonista è la vera essenza di Alice. Ora che il suo sogno e tormento si è avverato, Alice  è in grado di poterci finalmente dire “Perseguite fortemente i vostri desideri, soffrite, sfidate e lottate. Se lo vorrete, tutto sarà possibile, anche quando dovesse sembrare tutto inutile. Nella durezza e aridità del deserto si possono trovare, talvolta, i fiori più belli”. Alice rompe gli schemi e li ricrea, in un susseguirsi di sogni, evocazioni, conquiste, sull’altalena del passato, presente e futuro. Nei suoi libri c’è tutto. C’è la sua vita. Data la delicatezza del tema, però, Alice si preoccupa di adottare sempre il giusto approccio, in ogni espressione scritta, parlata, dipinta. La cultura pittorica, infatti, è la prima forma espressiva matura che ha adottato: il simbolismo, grazie al quale prendono il volo emozioni, sintesi, idealismo. La sua è una descrizione talmente profonda e attenta all’indagine dell’anima, che è più facile evocarla che descriverla. I suoi quadri parlano per lei, con sfumature di pennelli delicati ma sempre in perfetta comunione armonica con il ricco universo umano che le appartiene. Lei sale sul palcoscenico della vita per defilarsi subito dopo, per lasciare che la nostra attenzione vada a chi ha voluto camminare accanto a lei. E lei segue, guarda e sorride. Ci abbraccia e si lascia abbracciare. Concedendoci il tempo dello stupore, delle domande, delle perplessità. Ma anche dell’ammirazione del suo coraggio di mostrarsi, di spogliarsi da ogni retorica e falsità. Regalandoci una dimensione di completezza, serenità e gioia pervasa dalla voglia di conoscerla e starle accanto. Provare per credere.

I libri di Alice con spettacolo musicale dal vivo saranno presentati nella sala teatro di Camino Tag.to venerdì 16 settembre, alle ore 20.30 con ingresso libero.

CAMINO

FESTA GIUBILARE DEL SACRO CUORE DI GESÙ

Dal 9 al 12 giugno, a Camino e Pieve di Rosa  troverà vita la “Festa del Sacro Cuore di Gesù” originata dal ritrovamento nell’archivio della Parrocchia di Camino di un documento del 1871, scritto a mano dal Mons. Sante Moretti Pievano della Chiesa Matrice di S. Maria di Pieve di Rosa, intitolato “Corporis Christi”. In quell’anno l'arcivescovo di Udine, mons. Andrea Casasola, con una lettera pastorale dispose che tutta l’Arcidiocesi di Udine venisse consacrata al SS. Cuore di Gesù. Anche nella Pieve di Rosa domenica 11 giugno 1871, solennità del Corpus Domini, avvenne questa consacrazione alla presenza della gente di tutte le Parrocchie della Pieve assieme ai loro Curati e Cappellani di Camino, Bugnins-Straccis, Glaunicco, San Vidotto e Biauzzo. Dopo aver celebrato i Vespri nelle chiese filiali, l'intera popolazione si recò in solenne processione alla chiesa di Pieve di Rosa dove fu eseguito l'atto di consacrazione al Sacro Cuore di Gesù.Il  Consiglio Pastorale, assieme a Don Maurizio, ha pensato di rinnovare questa Consacrazione con quattro giorni intensi di preghiera e meditazione volti a riportare i veri valori cristiani di amore e solidarietà.

In un tempo in cui l’Arcidiocesi conta oltre 80 Parrocchie senza Sacerdote, 260 con una media alta di Sacerdoti anziani e poche prospettive di nuovi con la previsione di grandi cambiamenti, c’è più che mai la necessità di unione nella Fede. In questo contesto la Festa giubilare si colloca come forma privilegiata di fiducia nella “Divina Provvidenza”.

CAMINO

GIORNATA DEL DONATORE

A Pieve di Rosa, domenica 19 giugno, si svolgerà la “Giornata del donatore”, promossa dalla locale sezione A.F.D.S. presieduta da Illario Danussi. Con l’occasione verrà dato lustro alla chiesa matrice, oggetto di recenti e importanti lavori di ristrutturazione. Il programma prevede alle ore 10.00 il ritrovo dei donatori e, alle 10.30, la S. Messa solennizzata dal Coro S. Francesco, diretto da Eliana Gallai. Dopo i discorsi di rito, alle 12.00, pranzo comunitario per tutti i presenti. A seguire la dimostrazione pratica,  con l’ausilio dei propri mezzi, a cura dei Vigili del fuoco, Polizia e Carabinieri. Inoltre sarà aperto alle visite gratuite il museo militare di Giuseppe Zamparini.

                                                                                                                                                        
BERTIOLO

CORSO YOGA DELLA RISATA

“Quando tu ridi tu cambi e quando tu cambi tutto il mondo cambia intorno a  te” è lo slogan dello yoga della risata, ideata nel 1995 dal dr. Madan Kataria in India e ora diffuso in tutto il mondo. Il 25 e 26 giugno, sabato e domenica, dalle ore 9.00 alle 18.30, si terrà a Bertiolo il corso tenuto da Rosa Fiume, leader e teacher di yoga della risata. Il corso è rivolto a chiunque voglia portare più benessere, felicità e salute nella propria vita personale e professionale. La risata diventa un nuovo strumento che arricchisce la capacità di prendersi cura di se stessi e degli altri dando spazio a nuove opportunità. Al corso si apprenderà come utilizzare lo yoga della risata per ridurre lo stress, aumentare la gioia, contribuendo così alla pace nella realtà più vicina e nel mondo. Nell’ultimo ventennio questa tecnica si è sviluppata avvalendosi di studi scientifici medici, economici e filosofici. Si applica nelle scuole, ospedali, palestre, aziende, centri benessere, case di riposo, centri per disabili e malati di Alzheimer, carceri e varie comunità. Per info e adesioni: cell 3498366737 – e-mail fiume.rosa@libero.it
                                        
  CODROIPO: 

 

UTE.  chiusura anno accademico 2015-16

Lionello Baruzzini, Presidente UTE,  i coordinatori delle sedi  di Bertiolo, Codroipo, Lestizza, Rivignano con i sindaci di Bertiolo, Lestizza e l’Assessore Tomada di Codroipo.                                                                                                                               

mercoledì 11 maggio 2016

IL PAESE - magazine di cultura, società, turismo del Medio Friuli - maggio 2016


 
Editoriale:                         Parlare di ISIS ai bambini: Si o no?  

Che non sia tema facile da affrontare si sa.  Figuriamoci con i nostri bambini. Parlare con loro di ciò che sta accadendo nel mondo, delle immagini che la televisione propone quotidianamente è impresa davvero difficile.  Isis, attentati, terrorismo, kamikaze, sono parole ricorrenti che suscitano curiosità ma, più che cambiare canale, evitare i telegiornali,  è  necessario informarsi, capire, per poter dare risposte convincenti, verosimili e, soprattutto, a misura di bambino. Domande capaci di spiazzare anche il più esperto degli psicologi nascono anche nei bambini ben riparati e schermati dalle crude notizie. Ma è corretto parlare ai bambini di ISIS e di altre atrocità che condiscono il nostro oggi, quindi la nostra storia?

Di certo è d’obbligo rispondere alle domande e soddisfare le legittime curiosità. I bambini, da almeno 3 anni in su, vivono immersi nello stesso flusso informativo degli adulti,  sono soggetti a iperstimolazione di dati e immagini che non sanno sintetizzare. Chi ha a che fare con i bambini detiene, nei loro confronti, una responsabilità educativa, soprattutto in situazioni difficili come possono essere quelle legate ad atti terroristici,  morti,  tragedie che a loro arrivano in modo indiretto, ma arrivano.

Cosa rispondere a una richiesta di spiegazioni? Come rispondere per rasserenare un bambino che ha il sacrosanto diritto al benessere anche quando si verificano eventi che possono minacciarlo? Davanti a qualsiasi richiesta di saperne di più è, quindi, corretto fornire risposte.  Va bene, ma come?

Viene in aiuto un libro “Parlare di Isis ai bambini” edito da Erickson,  a cura di Dario Ianes, presentato recentemente al Festival Vicino/lontano di Udine.   Un saggio che va dritto al punto: è giusto parlare ai bambini di ISIS e di terrorismo? Dario Ianes inquadra la questione scrivendo: «Sciascia esortava a “illuminare” le cose della Mafia, a non tacere…» e poi, analizzando la realtà dei fatti: «Genitori e insegnanti tendono a evitare di parlare di ISIS e terrorismo, non sanno come farlo e rischiano di banalizzare le ansie, le paure e le domande dei loro figli e alunni. Spesso dicono che sono cose lontane, che non arriveranno mai qui».  Ma se nell’aria si respira paura e gli adulti sono spaventati,  nella prospettiva emotiva di un bambino, un adulto spaventato diventa anche un adulto spaventante. Quindi, ha maggior bisogno di sicurezza e certezza. Per dargliele l’autore prova a tracciare una sorta di storia del terrorismo per avere una visione quanto più completa possibile della situazione. In un’epoca in cui la disinformazione la fa da padrone e si accompagna al pregiudizio è basilare sapere prima di parlare di ISIS ai bambini e non solo. Nel libro non ci sono  risposte immediate a interrogativi tipo “Mamma come mai c'è chi uccide così tanta gente? Perché lo fa? Cosa si può fare per fermare queste persone?” Non è un libro con domande e risposte. Ma  aiuta a conoscere e riflettere per poi avere maggiori elementi per le proprie risposte che, però, devono essere personali.  Non è una lettura semplice e, visto il contenuto, non poteva essere altrimenti. Certi meccanismi sono difficili da comprendere anche per noi  adulti, spesso impreparati sull'argomento.


VARMO (UD)               
3 Aprile: “Festa della Patria del Friuli” con l’ omaggio al poeta Amedeo Giacomini
Varmo ha dedicato l’edizione 2016 della Festa della Patria del Friuli a uno dei grandi della letteratura di questa terra, scomparso dieci anni fa: Amedeo Giacomini. Nell’ambito dei festeggiamenti della Provincia  di Udine, promotrice di eventi in tutto il Friuli storico per ricordare il 1077, il poeta e scrittore nativo di Varmo, è stato commemorato nella Sala Consiliare per volere del Comune, della Pro Loco ‘Lis aghis’ di Romans con il coordinamento di Paolo Bortolussi. Ho avuto l’onore di  illustrare la produzione letteraria di Giacomini, sia in prosa che poetica. Su Wikipedia si legge che Giacomini è considerato "il più grande che il Friuli abbia avuto dopo Pasolini”. In realtà lui diceva «Le mie parole vengono dalla vita, dalle osterie, dalle strade. A me la tradizione serve poco. Solo Pasolini è un modello, ma negativo. Un idolo polemico. Senza di lui io non esisterei come poeta.» Giacomini ha scritto sia in italiano che in friulano. La scelta di utilizzare la lingua friulana risale al 1976, anno del terremoto del Friuli. Giacomini è stato anche docente universitario presso l'università di Udine e si è dedicato alla filologia, curando diverse opere dialettali. Le parole di Amedeo Giacomini, il cantore di Varmo, restano sempre la migliore guida all’interpretazione della sua poesia e all’urgenza ‘dialettica’ dei suoi versi. Lo storico e critico d’arte Franco Gover, ha descritto Villa Giacomini, villa veneta in cui nacque il poeta nel 1939. La farsa ‘Il Trovatore’ di  Pietro Zorutti, a cura dei lettori interpretativi della Pro Loco e il Coro ‘Aghe frescje’ diretto da Guerrina Virgili,   hanno arricchito il convegno con note di allegria nel nome della schietta tradizione friulana.

martedì 10 maggio 2016

FORTE e CHIARO -mensile del Medio Friuli - mese Maggio 2016


 
CAMINO T -  GLI AMORI DI IPPOLITO NIEVO
La storia del nostro territorio sta a cuore alla Commissione Biblioteca caminese, ai comuni di Camino e Varmo e lo si capisce dalle iniziative attivate sui personaggi che qui hanno lasciato traccia. La 2° edizione è stata dedicata a Ippolito Nievo, ( 1831-1861) con riferimento ai suoi amori. La prof.ssa Carmela De Caro, ricercatrice appassionata di eventi sconosciuti ai più perché tenuti nascosti negli archivi e nelle dimore private, ha delineato un quadro preciso e documentato delle donne che avevano fatto innamorare Nievo, morto tragicamente a trent’anni, in Sicilia, dove era stato mandato a recuperare le casse con oro e documenti dell’impresa dei Mille, di cui era tesoriere. Amori di cui si sa poco in effetti e svelati durante la serata, con dovizia di particolari. Ma come era Ippolito? Magro, dato che non mangiava volentieri, pallido al punto da far intravvedere sul viso i peli della barba. Perché era legato al Friuli? La madre Adele, figlia della contessa  Ippolita di Colloredo di Monte Albano aveva sposato, in seconde nozze,  Antonio Nievo. Adele ricevette in dote terreni a Colloredo e, da donna colta ed emancipata qual era,  li amministrava saggiamente fin dall’età di 22 anni. Ippolito amava poco il castello e preferiva seguire il fattore che abitava tra Varmo e Camino.  Non stava bene con i nobili, preferiva la gente. Da piccolissimo veniva con la madre a San Martino, dai nobili Di Prampero dove scrisse la novella “Il Varmo”.  Lì giocava con Pisanina Di Prampero ( 1837-1858)  che sarà la protagonista delle “Confessioni di un italiano”. Lei era frizzante, controcorrente e morì a 21 anni, di parto. E’ sepolta a Udine, nel cimitero S. Giovanni, nella prima arcata a sinistra, in una tomba imponente. La critica si chiede “ Pisana, qual è tra le donne che Nievo ha amato”? La risposta è “Tutte”. I suoi amori? Il primo fu per Matilde Ferrari, 1830-1868, che conobbe a Mantova, nella villa di Attilio Magri, suo amico di sempre, che morì suicida nel lago di Como. Matilde era arcigna, magra, con capelli castani. Nievo andava a farle visita, in salotto, suonava il pianoforte e cantava per lei. Era molto geloso. Di notte la spiava per vedere se ricevesse altri uomini. Le scriveva tante lettere ma lei, in due anni lei non gli rispose mai. Un giorno, Nievo assistette, non visto, ad un dialogo tra Matilde e la madre che, mentre passeggiavano, le disse “Devi trovarti un partito migliore”. Nievo lasciò Matilde senza spiegazioni. A 20 anni, scrisse “Antiafrodisiaco dell’amore platonico”. Matilde morì giovane, due anni prima di Nievo, invocando il suo nome. Il secondo amore fu Beatrice, contessa di Magenta, nata nel 1832. Fu un amore grandissimo e pazzo, perché lei era sposata con Carlo Gobio, cugino acquisito di Nievo. Ma non esiste traccia di questo amore. Le scrisse 61 lettere cui lei non rispose mai. Bice o Beatrice era seria, stava sempre in casa, era malata di tisi fin da bambina. Stava a Mantova e a Bellagio, sul lago di Como dove oggi c’è l’Hotel Suisse. Forse a causa di questo amore Nievo si arruolò nei Mille, con Garibaldi.  E, per tornare da lei, salì sul piroscafo sbagliato dove trovò la morte. Era una nave per merci che faceva spola tra Messina e Napoli. Trasportava con sé due casse e registri. Dato che Cavour aveva accusato Garibaldi di rubare soldi, egli mandò Nievo a portargli i registri su cui annotava ogni spesa. Ci fu il naufragio e Nievo morì il 4 marzo 1861. Bice, disperata, ebbe un altro bambino, poi morì. Fu sepolta avvolta nella camicia rossa di Nievo, nel 1863.

Per la storica Carmela De Caro,  Nievo è meglio di Manzoni perché descrive un mondo straordinario dopo averlo toccato e amato, conoscendo bene  i personaggi. Purtroppo non ha avuto il tempo di rimaneggiare le sue opere mentre Manzoni ha impiegato 20 anni per la stesura finale dei Promessi Sposi.
                                                                                                                  

CODROIPO                     UTE: RITROVO FINE ANNO ACCADEMICO AL DOGE per 300

Presidente Ute Lionello Baruzzini,  i coordinatori delle sedi  di Bertiolo, Codroipo, Lestizza, Rivignano con i sindaci di Bertiolo, Lestizza e l’Assessore Tomada di Codroipo. 
   

                                                      CODROIPO AI RAGGI X

SCUOLA DI MUSICA “CITTA’ DI CODROIPO”  dove la Musica è di tutti foto dal concerto “ Musiche e danze dal mondo”


Ogni vita ha la propria colonna sonora.  E la musica è ovunque, perfino nel silenzio. Quindi è di tutti. Anche Codroipo ha la personale colonna sonora e si chiama Scuola di Musica, gestita dall’Associazione Musicale e Culturale “Città di Codroipo”, con oltre 400 soci. E’ diretta dal M° Elena Blessano e presieduta da Manuela Sartore.  Ha sede in edificio storico in via 4 novembre, accanto all’Auditorium comunale. Apparenza classica da fuori, esplosione di vita dentro. Bambini, anche piccolissimi, ragazzi e nonni entrano ed escono a ogni ora, mentre anche i muri cantano. Sì, avete capito bene. Qui la musica è per tutti e a tutti è dato conoscerla e viverla. Basta un po’ di coraggio iniziale nell’aprire la porta o fare una telefonata e poi la musica verrà “servita” su un piatto d’oro da un team di docenti qualificati che amano la scuola e chi la frequenta. E’ possibile imparare molto, dal linguaggio musicale a ogni tipo di strumento, anche in convenzione con il Conservatorio “J. Tomadini” di Udine. Altra possibilità è data dalle orchestre, band, Big Band, Gruppo Vocale,  Coro Lirico  e Coro 5 per adulti. Per far parte del Coro 5, ad esempio,  non è richiesta competenza musicale ma solo entusiasmo e voglia di cantare in gruppo. La scuola è l’unico Centro nazionale e di ricerca per la formazione BAPNE, con diversi articoli pubblicati su riviste di alto impatto scientifico. Il  Vice-direttore, M° Giorgio Cozzutti,  è infatti l’unico referente italiano per il metodo Bapne, in grado di sviluppare le intelligenze multiple attraverso la didattica della percussione corporale. La scuola di Musica, quindi,  ha lo sguardo che va ben oltre l’orizzonte che si profila dall’edificio fisico perché è stimata e seguita da chi fa della musica la professione o, semplicemente, passione. Come? Promuovendo  a Codroipo seminari di altissimo livello, con insegnanti accreditati a livello internazionale e partecipanti da tutta Europa, tra cui  il BAPNE, con l’ideatore, il Dott. Javier Romero Naranjo, musicologo presso l´Università di Berlino. E’ aperta al territorio e si esprime con saggi corali, concerti e spettacoli in manifestazioni pubbliche e private, tra cui i concerti della domenica in biblioteca, premio San Simone, serate dedicate ai sostenitori, come quella dedicata alla memoria di Barbara Scaini, la cui famiglia ha donato tre timpani.  E’ presente nelle scuole codroipesi, dall’infanzia alla secondaria di 1° grado, in convenzione con l’Istituto comprensivo e il comune, in un percorso musicale ragionato pluriennale. E’ propositiva anche nel promuovere corsi, di amplificazione, montaggio e ripresa video,  e molti altri.  La scuola costituisce un vanto e motivo di crescita per la Città di Codroipo ma  sta in piedi grazie alle quote degli allievi,  al contributo di enti e privati e  agli  eventi di auto sostegno, tra cui spicca  “La musica è servita” in Corte Bazan a Goricizza, in collaborazione con l’Assoc. Sante Sabide.  Il risultato del 2015 è un bilancio economico in positivo,  investimenti effettuati in strumentazioni indispensabili allo svolgimento delle attività, e  un bagaglio di competenze musicali e umane che ne costituiscono la spina dorsale e  patrimonio prezioso. A scuola di musica si sta bene, al ritmo giusto, perché la musica è per tutti e ognuno può trovarvi la propria, magari realizzando un sogno nel cassetto. Motivo di orgoglio sta nelle centinaia di allievi di ogni età che l’hanno scelta ma il tallone di Achille è sempre la cronica mancanza di spazi per poter soddisfare tutte le richieste. Perché dire di no a chi desidera fare musica significa  dare uno schiaffo alla cultura e allo sviluppo armonioso delle future generazioni. 

                                                                                                                                  

 

 
 

sabato 7 maggio 2016

HARMONY GOSPEL in concerto a Rivolto (UD) - 11 dicembre 2015

 
11 dicembre 2015: HARMONY GOSPEL SINGERS  infiammano  Rivolto
Hanno davvero infiammato la Parrocchiale, gremita in ogni ordine di posto. Hanno fatto ballare, applaudire, obbligatoriamente obbedire al ritmo travolgente di sonorità emesse con ogni fibra del loro corpo. Un concerto-esplosione di energia, capitanato dalla direttrice Stefania Mauro, profonda conoscitrice delle musiche delle chiese afroamericane. Le mani dei coristi sono liberate da spartiti e  testi da leggere. Essi conoscono ogni canzone a memoria e in inglese. Cantano con tutto ciò che hanno, corpo, voce, gestualità, fino ad esplodere grazie all’energia liberatrice.  Il corpo del Coro è uno solo, dondolante, fuso nel canto  mentre regala un diluvio di brani, tra i più ricchi ed acclamati, spaziando dagli spiritual classici al gospel contemporaneo. Con quel profumo di libertà capace di svuotare l’anima.  “Siate l’arcobaleno nelle nuvole degli altri” ha detto Cristian, presentatore e corista “Ogni cosa che respira lodi il Signore. E , per lodare il Signore, bisogna tirar fuori tutta l’energia del corpo. Re Gesù, King Jesus,  ci sta ascoltando”.







 Carla Comisso, presidente AFDS




 Gli Harmony Gospel Singers si sono formati nel 2003 con l’intento di far conoscere e diffondere al pubblico la musica gospel e la cultura afro-americana. Da sempre sono diretti dalla carismatica Stefania Mauro, cuore e anima del gruppo. Senza mai piegarsi alle mode o ai canoni europei, Stefania attinge dal vasto repertorio della musica gospel, dalle forme più moderne della “black church music” agli spiritual più tradizionali. Con il nuovo cd degli Harmony (“Up!”, 2015), Stefania, insieme ai musicisti della band, ha scritto tre inediti che rappresentano la sua visione del gospel. Grazie a questa attenta ricerca gli Harmony possono vantare un repertorio sempre nuovo e di grande impatto, carico di sonorità “black” che riesce a coinvolgere e far emozionare il pubblico. Altra importante figura che rappresenta gli Harmony Gospel Singers è il “preacher”, Cristian Barel, che ha l’importante compito di fare da tramite tra il pubblico e i brani, una guida che attraverso la sua vasta preparazione, prende per mano il pubblico per fargli conoscere i brani che andranno ad ascoltare. Ad oggi gli Harmony Gospel Singers hanno tenuto moltissimi concerti, in Italia e all’estero e possono fregiarsi di aver partecipato ai più importanti eventi italiani dedicati alla musica gospel









 Don Plinio

 Elisa Fantino, presidente Pro Loco Rivolto

domenica 1 maggio 2016

SEDEGLIANO (UD) - 31 ° RASSEGNA CORALE - 10 aprile 2016

 


Ben 10 formazioni corali trovano “fiato” nel territorio di Sedegliano e apprezzata tradizione è l’annuale rassegna in Teatro “P. Clabassi”. Così è stato anche per l’edizione 2016, la 31esima, che ha visto sfilare sul palco formazioni corali che hanno dato prova di autorevoli competenze canore ed espressive. Ad aprire la rassegna il Coro della Scuola Primaria con parole d’acqua e “Colors”,  il Coro della Scuola primaria e tutti i cori  diretti da Fabrizio Giacomo Fabris. Il Coro della Scuola Secondaria, diretto da Ilaria Tuniz con Geremy Serravalle al pianoforte, ha deliziato con le note melodie di Morricone tratte da “Nuovo cinema Paradiso”. Il Coro “Ploe di Rosis”, diretto da Nada Minuzzi e Gabriele Cecco alla tastiera ha spaziato da “Caresse sul l’océan” a “O nuit”. La Cantoria Santo Stefano, diretta da Fabiola Venier, con un gruppo di ragazzi di Gradisca ha “volato” sulle note di Vola vola vola e del celebre The lions sleeps tonight. La Cantoria di Sedegliano, diretta da Benigno Moratti e Gabriele Cecco alla tastiera, ha spaziato dall’Halleluja di Cohen a “Daur San Pieri”. La Cantoria di San Lorenzo, formazione tutta al maschile, diretta da Lionello Baruzzini, con Giovanna Pagnucco e Fabiola Venier alla tastiera, ha interpretato un’ autorevole “Libera me domine” dal  Requiem di Perosi e “Evviva” di Verdi. Sorprendente il gruppo vocale femminile “Euterpe”, diretto da Fabrizio Giacomo Fabris che ha celebrato Adoramus Te e  Spirtitual. La Cantoria di Rivis, diretta da Giorgio Molinari e Giovanna Pagnucco alla tastiera ha deliziato con What a wonderful world e Contraponto bestiale. A dare libertà alle ugole ci ha pensato il coro “Voci libere”, diretto da Carlo Zorzini e Francesco Zorzini alla tastiera, che ha conferito alla rassegna una nota di colore e freschezza interpretando sigle di cartoni animati anni 90, per indurre poi alla quiete interpretando “Someone like you” di Adele. Come ha detto il sindaco Ivan Donati “ Questo è un evento di restituzione incredibile della cultura del canto, con investimento nullo. Questi cori, durante l’anno, hanno innalzato la cultura corale e ci restituiscono tutto il cuore di un percorso formativo per loro e per la comunità”.
                                                Coro Scuola primaria - dir. Fabrizio Giacomo Fabris
                                             Coro scuola primaria e tutti i cori -dir. Fabrizio Giacomo Fabris
                        Coro scuola secondaria - Dir. Ilaria Tuniz - pianoforte Jeremy Serravalle
                                 Coro "Ploe di rosis" dir Nada Minuzzi - tastiera Gabriele Cecco
                                      Cantoria S. Stefano e ragazzi di Gradisca - dir Fabiola Venier
                            Cantoria di Sedegliano - dir- Benigno Moratti - tastiera Gabriele Cecco


                              Cantoria di San Lorenzo - dirige Lionello Baruzzini - tastiera Giovanna Pagnucco e Fabiola Venier


                                               Gruppo vocale femminile "Euterpe" - dir Fabrizio Giacomo Fabris
                                                  Cantoria di Rivis - dir Giorgio Molinari - tastiera Giovanna Pagnucco
                                                 Coro "Voci libere" - dir Carlo Zorzini - tastiera Francesco Zorzini








 

VIDEO di TOURDION con il Coro Voci Libere - dirige Carlo Zorzini - alla tastiera Francesco Zorzini
 
 
VIDEO di HALLELUJAH di L. Cohen, con la Cantoria di Sedegliano. Dirige Benigno Moratti- tastiera Gabriele Cecco
VIDEO di "The lions sleeps tonight" - Cantoria S. Stefano - dir Fabiola Venier
"Libera me domine" da Requiem di Perosi - Cori San Lorenzo e Gradisca (UD) - dirige Lionello Baruzzini - tastiera Giovanna Pagnucco"Someone like you" di Adele - Coro Voci Libere  - dir. Carlo Zorzini - tastiera Francesco Zorzini