martedì 10 maggio 2016

FORTE e CHIARO -mensile del Medio Friuli - mese Maggio 2016


 
CAMINO T -  GLI AMORI DI IPPOLITO NIEVO
La storia del nostro territorio sta a cuore alla Commissione Biblioteca caminese, ai comuni di Camino e Varmo e lo si capisce dalle iniziative attivate sui personaggi che qui hanno lasciato traccia. La 2° edizione è stata dedicata a Ippolito Nievo, ( 1831-1861) con riferimento ai suoi amori. La prof.ssa Carmela De Caro, ricercatrice appassionata di eventi sconosciuti ai più perché tenuti nascosti negli archivi e nelle dimore private, ha delineato un quadro preciso e documentato delle donne che avevano fatto innamorare Nievo, morto tragicamente a trent’anni, in Sicilia, dove era stato mandato a recuperare le casse con oro e documenti dell’impresa dei Mille, di cui era tesoriere. Amori di cui si sa poco in effetti e svelati durante la serata, con dovizia di particolari. Ma come era Ippolito? Magro, dato che non mangiava volentieri, pallido al punto da far intravvedere sul viso i peli della barba. Perché era legato al Friuli? La madre Adele, figlia della contessa  Ippolita di Colloredo di Monte Albano aveva sposato, in seconde nozze,  Antonio Nievo. Adele ricevette in dote terreni a Colloredo e, da donna colta ed emancipata qual era,  li amministrava saggiamente fin dall’età di 22 anni. Ippolito amava poco il castello e preferiva seguire il fattore che abitava tra Varmo e Camino.  Non stava bene con i nobili, preferiva la gente. Da piccolissimo veniva con la madre a San Martino, dai nobili Di Prampero dove scrisse la novella “Il Varmo”.  Lì giocava con Pisanina Di Prampero ( 1837-1858)  che sarà la protagonista delle “Confessioni di un italiano”. Lei era frizzante, controcorrente e morì a 21 anni, di parto. E’ sepolta a Udine, nel cimitero S. Giovanni, nella prima arcata a sinistra, in una tomba imponente. La critica si chiede “ Pisana, qual è tra le donne che Nievo ha amato”? La risposta è “Tutte”. I suoi amori? Il primo fu per Matilde Ferrari, 1830-1868, che conobbe a Mantova, nella villa di Attilio Magri, suo amico di sempre, che morì suicida nel lago di Como. Matilde era arcigna, magra, con capelli castani. Nievo andava a farle visita, in salotto, suonava il pianoforte e cantava per lei. Era molto geloso. Di notte la spiava per vedere se ricevesse altri uomini. Le scriveva tante lettere ma lei, in due anni lei non gli rispose mai. Un giorno, Nievo assistette, non visto, ad un dialogo tra Matilde e la madre che, mentre passeggiavano, le disse “Devi trovarti un partito migliore”. Nievo lasciò Matilde senza spiegazioni. A 20 anni, scrisse “Antiafrodisiaco dell’amore platonico”. Matilde morì giovane, due anni prima di Nievo, invocando il suo nome. Il secondo amore fu Beatrice, contessa di Magenta, nata nel 1832. Fu un amore grandissimo e pazzo, perché lei era sposata con Carlo Gobio, cugino acquisito di Nievo. Ma non esiste traccia di questo amore. Le scrisse 61 lettere cui lei non rispose mai. Bice o Beatrice era seria, stava sempre in casa, era malata di tisi fin da bambina. Stava a Mantova e a Bellagio, sul lago di Como dove oggi c’è l’Hotel Suisse. Forse a causa di questo amore Nievo si arruolò nei Mille, con Garibaldi.  E, per tornare da lei, salì sul piroscafo sbagliato dove trovò la morte. Era una nave per merci che faceva spola tra Messina e Napoli. Trasportava con sé due casse e registri. Dato che Cavour aveva accusato Garibaldi di rubare soldi, egli mandò Nievo a portargli i registri su cui annotava ogni spesa. Ci fu il naufragio e Nievo morì il 4 marzo 1861. Bice, disperata, ebbe un altro bambino, poi morì. Fu sepolta avvolta nella camicia rossa di Nievo, nel 1863.

Per la storica Carmela De Caro,  Nievo è meglio di Manzoni perché descrive un mondo straordinario dopo averlo toccato e amato, conoscendo bene  i personaggi. Purtroppo non ha avuto il tempo di rimaneggiare le sue opere mentre Manzoni ha impiegato 20 anni per la stesura finale dei Promessi Sposi.
                                                                                                                  

CODROIPO                     UTE: RITROVO FINE ANNO ACCADEMICO AL DOGE per 300

Presidente Ute Lionello Baruzzini,  i coordinatori delle sedi  di Bertiolo, Codroipo, Lestizza, Rivignano con i sindaci di Bertiolo, Lestizza e l’Assessore Tomada di Codroipo. 
   

                                                      CODROIPO AI RAGGI X

SCUOLA DI MUSICA “CITTA’ DI CODROIPO”  dove la Musica è di tutti foto dal concerto “ Musiche e danze dal mondo”


Ogni vita ha la propria colonna sonora.  E la musica è ovunque, perfino nel silenzio. Quindi è di tutti. Anche Codroipo ha la personale colonna sonora e si chiama Scuola di Musica, gestita dall’Associazione Musicale e Culturale “Città di Codroipo”, con oltre 400 soci. E’ diretta dal M° Elena Blessano e presieduta da Manuela Sartore.  Ha sede in edificio storico in via 4 novembre, accanto all’Auditorium comunale. Apparenza classica da fuori, esplosione di vita dentro. Bambini, anche piccolissimi, ragazzi e nonni entrano ed escono a ogni ora, mentre anche i muri cantano. Sì, avete capito bene. Qui la musica è per tutti e a tutti è dato conoscerla e viverla. Basta un po’ di coraggio iniziale nell’aprire la porta o fare una telefonata e poi la musica verrà “servita” su un piatto d’oro da un team di docenti qualificati che amano la scuola e chi la frequenta. E’ possibile imparare molto, dal linguaggio musicale a ogni tipo di strumento, anche in convenzione con il Conservatorio “J. Tomadini” di Udine. Altra possibilità è data dalle orchestre, band, Big Band, Gruppo Vocale,  Coro Lirico  e Coro 5 per adulti. Per far parte del Coro 5, ad esempio,  non è richiesta competenza musicale ma solo entusiasmo e voglia di cantare in gruppo. La scuola è l’unico Centro nazionale e di ricerca per la formazione BAPNE, con diversi articoli pubblicati su riviste di alto impatto scientifico. Il  Vice-direttore, M° Giorgio Cozzutti,  è infatti l’unico referente italiano per il metodo Bapne, in grado di sviluppare le intelligenze multiple attraverso la didattica della percussione corporale. La scuola di Musica, quindi,  ha lo sguardo che va ben oltre l’orizzonte che si profila dall’edificio fisico perché è stimata e seguita da chi fa della musica la professione o, semplicemente, passione. Come? Promuovendo  a Codroipo seminari di altissimo livello, con insegnanti accreditati a livello internazionale e partecipanti da tutta Europa, tra cui  il BAPNE, con l’ideatore, il Dott. Javier Romero Naranjo, musicologo presso l´Università di Berlino. E’ aperta al territorio e si esprime con saggi corali, concerti e spettacoli in manifestazioni pubbliche e private, tra cui i concerti della domenica in biblioteca, premio San Simone, serate dedicate ai sostenitori, come quella dedicata alla memoria di Barbara Scaini, la cui famiglia ha donato tre timpani.  E’ presente nelle scuole codroipesi, dall’infanzia alla secondaria di 1° grado, in convenzione con l’Istituto comprensivo e il comune, in un percorso musicale ragionato pluriennale. E’ propositiva anche nel promuovere corsi, di amplificazione, montaggio e ripresa video,  e molti altri.  La scuola costituisce un vanto e motivo di crescita per la Città di Codroipo ma  sta in piedi grazie alle quote degli allievi,  al contributo di enti e privati e  agli  eventi di auto sostegno, tra cui spicca  “La musica è servita” in Corte Bazan a Goricizza, in collaborazione con l’Assoc. Sante Sabide.  Il risultato del 2015 è un bilancio economico in positivo,  investimenti effettuati in strumentazioni indispensabili allo svolgimento delle attività, e  un bagaglio di competenze musicali e umane che ne costituiscono la spina dorsale e  patrimonio prezioso. A scuola di musica si sta bene, al ritmo giusto, perché la musica è per tutti e ognuno può trovarvi la propria, magari realizzando un sogno nel cassetto. Motivo di orgoglio sta nelle centinaia di allievi di ogni età che l’hanno scelta ma il tallone di Achille è sempre la cronica mancanza di spazi per poter soddisfare tutte le richieste. Perché dire di no a chi desidera fare musica significa  dare uno schiaffo alla cultura e allo sviluppo armonioso delle future generazioni. 

                                                                                                                                  

 

 
 

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