mercoledì 31 agosto 2016

CODROIPO (UD): FRANCO MARCHETTA E IL SOGNO DEL FRIULANO COME LINGUA EUROPEA 30 agosto 2016


                 FRANCO MARCHETTA E IL SOGNO DEL FRIULANO COME LINGUA EUROPEA

 


Al ricordo di Franco Marchetta, codroipese, 62 anni di uomo e padre, architetto e scrittore, il Caffè letterario, presieduto da Luisa Venuti, ha dedicato una serata gradevolissima, tracciata con garbo ed eleganza.  Partendo dai  suoi nove  libri editi, quasi tutti nella lingua madre, uno appena pubblicato e uno inedito, il critico letterario Mario Turello  ha fatto emergere la figura di Franco quale “grande scrittore di casa nostra” mai banale, come i suoi maestri Bartolini e Giacomini che non si concedevano a facili letture. E’ emerso un Marchetta molto ironico, che passava le notti insonni a scrivere supportato  dal divertimento che ciò gli procurava.  Tutti i suoi libri sono percorsi da una estrema intelligenza, da un tempo morbido e da una speciale forma di contaminazione al “quadrato” controcorrente e al sapore di distopia. Si fa fatica, è vero, a leggere libri in friulano ma non quelli di Marchetta. Leggendoli ci si diverte, perché  lui si divertiva a scriverli. Il suo è un friulano piacevole, capace di dare spessore ai personaggi che vivono storie semplici, del mondo contadino, a volte grottesco ma reale. I suoi libri sono un mix di fantasia e precisione. Scriveva tanto, poi sottraeva, con l’idea fissa di portare il friulano fuori dal Friuli, valorizzandola al punto da sognarlo linguaggio europeo e il Friuli un “laboratorio italiano”. La sua letteratura è avulsa dalle solite narrazioni e la dimensione del sogno è presente in tutti i suoi libri. Ha vinto ben tre volte il premio San Simone di Codroipo ma la sua scoperta più grande è stata il romanzo “I fiori blu” di Raymond Queneau, del 1965,  tradotto in italiano da Italo Calvino. Come Queneau narra la storia di due differenti personaggi che si sognano reciprocamente, Marchetta attraversa i suoi romanzi sulla macchina del tempo modello DeLorean  gialla, protagonista del film  “Ritorno al futuro”. Una connessione Pop che non distingue la realtà dalla fantasia, fornendo un ulteriore indizio della profonda serietà dell’autore, così come emerge dal tema della morte, molto presente.

Un ritratto di  Franco uomo e Franco scrittore è  stato tracciato con leggerezza e affetto dallo scrittore Umberto Alberini, il figlio Gianmaria Marchetta e il critico letterario Mario Turello, gli attori Chiara Donada, Fabiano Fantini e Giacomo Trevisan, i giovanissimi musicisti Dario Caporuscio e Eugenio Delle Vedove. Regalando autentica emozione ai tantissimi amici intervenuti.




 con l'emozione di Luisa e l'arrivederci alle, tante, iniziative in cantiere del Caffè Letterario Codroipese.
 

 

FORTE & CHIARO - Mensile del Medio Friuli - settembre 2016


                                                          CODROIPO AI RAGGI X

DANCEART “CITTA’ DI CODROIPO” … PER FAR DANZARE LA VITA

 

Ha già compiuto 15 anni la scuola di danza Danceart ed è entrata nella rosa delle realtà consolidate della città di Codroipo.  Ma l’esperienza delle insegnanti Astrid Tomada, Alessandra de Marchi e Valentina Cengarle è maturata molto prima. Alla Dance and Fitness di Camino, per esempio, dove  per una ventina d’anni, grazie a loro,  la danza è stata un fiore all’occhiello e ancora continua ad esserlo, con gestione curata da  alcune allieve.  A Codroipo, basta avere 4 anni, sia per femmine che maschi, per imparare la  Danza Classica, Moderna, Contemporanea e Hip Hop. I risultati ottenuti in questi anni sono sotto gli occhi di tutti. Basti contare gli importanti concorsi cui la scuola ha partecipato e i  numerosi premi vinti. Solo nell’anno accademico 2015-16  l'allieva Anna Chiavacci, con una coreografia di Valentina Cengarle,  ha ottenuto il 2° posto categoria solisti moderno juniores al concorso City Bolzano, più una borsa di studio al concorso internazionale Citta' di Udine per il Centro Studi Plesno Poletejen  in Slovenia. Primo premio per   il gruppo avanzato  categoria modern senior al concorso City Bolzano su coreografia di Valentina Cengarle.   Collezione di premi per il Gruppo Dettagli. Il 2° posto al concorso Salieri danza presieduto dal direttore della Scala il Maestro Frederic Olivier,  Il 3° posto al concorso internazionale Città di Udine e il 1° posto al concorso Progetto Danza al miglior coreografo, Valentina Cengarle.

Questi risultati sono il frutto del forte l’impegno investito dalle direttrici per far crescere professionalmente gli allievi, con l’organizzazione costante di stage con maestri di alto livello quali Franca Desinio, Etoile della Scala di Milano, con Denis Bragatto, insegnante di classico della Scuola Di Amici, e Fabio Crestale, coreografo di danza contemporanea, molto quotato a Parigi e richiesto dai più importanti teatri italiani ed esteri.

Ma la scuola Danceart è sì danza ma anche molto altro.  Per tutti i gusti sono, infatti,  i corsi portatori di buona salute come la Ginnastica Posturale,  Pilates,  Ginnastica Funzionale, Fitball, Ginnastica Cardiovascolare,  Zumba, dove il divertimento è assicurato. Numerose gli inviti a partecipare a rassegne e masterclass di Zumba per l’istruttrice Zin Astrid, che costantemente segue corsi di formazione per offrire un alto livello di professionalità. I corsi sono seguiti Astrid Tomada,   Alessandra De Marchi, che insegna anche danza ai bimbi più piccoli della scuola, e da Katia Bertolini che insegna anche Hip Hop.

Dal 26 settembre sarà attivo anche  un corso di Yoga e  lezioni di Zumba Kids, rivolte a bimbi dai 4 ai 6 anni e dai 7 ai 12.

Danza e salute sono le parole chiave che identificano la Danceart “Città di Codroipo”. Via Moraulis, 2/2 l’indirizzo e www.danceartstudio.eu il sito.  In più  la pagina Facebook. Ma, soprattutto, l’opportunità di fare lo sport più congeniale a ogni persona, a ogni età, che vada di pari passo con la buona salute.        

                                    CORO 5 – QUANDO CANTARE  E’ AMICIZIA e BEN STARE

Diretto dal Maestro Elena Blessano e, nel 2016, dal Maestro Giorgio Cozzutti, il Coro 5 è la formazione corale di un vero e proprio Corso di Coro all’interno della Scuola di Musica “Città di Codroipo”.  Dopo il felice traguardo dei 5 anni di attività  l’entusiasmo non cede di una nota.  Ma perché CORO 5?  Perché è nato dall’idea di 5 allievi adulti dei corsi di linguaggio musicale della Scuola di Musica. In pizzeria, alla fine dell'anno accademico 2010 - 2011. "Perché non mettiamo su un coro? Sììì. Bella idea “. Gli ideatori e componenti iniziali erano: Mariangela Ghirardini, la madrina, Carla Gramai, Luca Mattiussi, Michele Venturini e io. Era maggio, quindi il 5° mese. Avevano 5 euro in cassa, per le spese future. Di nuovo il 5. “Come lo chiamiamo? Ma CORO 5". I primi anni ha rischiato di chiudere per scarso numero di coristi. Ma i 5 fondatori e fondatrici hanno caparbiamente creduto nel progetto e non si sono arresi, sempre sostenuti dai loro maestri.  Da 5 a 7 a 9, poi di nuovo a 7. Dal 2013 i componenti sono aumentati di anno in anno, fino a diventare CORO 5 x 4.  Infatti, a fine anno scolastico, il 30 giugno 2016, a comporre il Coro erano 15 donne e 5 maschi.  L'obiettivo più ambizioso è ora pienamente realizzato. 20 è già un numero perfetto ma chiunque desideri farne parte sarà il benvenuto. L'augurio è che entri qualche voce maschile per supportare il quintetto azzurro. Per far parte del Coro NON  è richiesta una preparazione musicale particolare né la classica "bella voce" di cui tutti sono convinti di essere sprovvisti. Basta iscriversi alla scuola di Musica "Città di Codroipo" in Via 4 novembre a Codroipo, tel. 0432 901062. Le prove si tengono ogni giovedì, da settembre a giugno, dalle 19.30 alle 20.30.  E’ prevista una lezione di “prova”. Il costo è di sette euro al mese. L'esibizione pubblica è limitata ai saggi corali della scuola, a Natale e ad aprile, insieme a tutti gli allievi.  Non è richiesto altro impegno che non sia voluto e gradito al Coro. Non c'è limite di età e chi ha la fortuna di farvi parte ha la preziosa opportunità di stare bene cantando e facendo parte di un gruppo e di un ambiente che cerca e dà benessere, obiettivo nel Dna della scuola di Musica “Città di Codroipo”.

                                                                                                                                             

CAMINO al T (UD)

16 SETTEMBRE: CONCERTO ALLA VITA con il Gruppo “ALI di ALI”

 

A ingresso libero, in Sala Teatro, venerdì 16 settembre, dalle ore 20.30, triplice  evento, con un’unica protagonista: Alice Conco.  Sarà possibile ammirare la sua mostra pittorica, assistere alla presentazione del suo libro “Semplicemente Lei” e al concerto alla VITA con il Gruppo “Ali di Ali”, dopo l’intermezzo musicale delle violiniste Elena Sbruazzo, Letizia Locatelli, Beatrice Pellegrini. Il senso del Concerto alla VITA sta nei contenuti emotivamente molto coinvolgenti trasmessi dalle  canzoni  rivisitate dai cantanti Laura Ragazzon, Francesca Verbasi, Marzia Zandonà e Mattia Perin.   La serata, organizzata dal Comune di Camino, con il patrocinio della Commissione Provinciale Pari Opportunità tra uomo e donna, vuole parlare  della Vita, del dolore e del canto del cuore tramite parole, pittura e musica.  Tutto è centrato sull’esperienza di Alice, finalmente Donna, dopo una vita trascorsa a tacere la sua vera essenza, per essere omologata alla società, per evitare l’etichetta di “diversa”. Nata in un corpo di uomo, Alice ora è ciò che ha sempre sentito di essere, una Donna vitale nei talenti e nella sensibilità verso il prossimo prima che verso se stessa. Alice ora si esprime con naturalezza e gioia attraverso le parole, scrivendo libri, la musica componendo e suonando, e la pittura. Il gruppo musicale “Ali di Ali” canta  le ali di Alice e la sua storia, dopo aver rivisitato canzoni celebri come “Imagine” in versione Unicef, “Hallelujah” di Burke, "Perché" di Alex Britti, “You raise me up”, “Gli uomini non cambiano” di Mia Martini,  “Puoi sentirmi ancora” dei Pooh, e “Io voglio vivere” dei Nomadi e  “Angeli siamo noi” inedito con musica e testo recitato di Alice Conco.  Sarà una serata carica di emozione, che non potrà lasciare indifferente nessuno.

LAGO D'ORTA, Acquerello di Dio 14 agosto 2016

Lago D'Orta, il più romantico.               

 

Orta San Giulio, rinomata e romantica sede di villeggiatura, è dominata alle spalle dal suo Sacro Monte, con le 20 cappelle affrescate.  Di fronte si trova l'Isola di San Giulio, con la Basilica omonima del 300, ricostruita tra il 900 e il 1000.  Giulio e Giuliano giunsero a predicare il cristianesimo alla fine del 300, e rimasero in questi splendidi luoghi per sempre, influenzandone l'arte e la storia. Le radici antiche della zona, i suoi paesaggi ed i suoi pittoreschi borghi, fonti d'ispirazione per scrittori, pittori e registi, non hanno impedito a questi luoghi di sviluppare anche tradizioni dapprima artigianali e quindi industriali. Si distinguono oggi il "distretto dei casalinghi", (Guzzini) incentrato nella zona di Omegna, all'estremità settentrionale del Lago d'Orta, ed il "distretto del rubinetto".


                                                                                                                   
                              SACRO MONTE
 Gioiello dell'UNESCO a Orta San Giulio Dedicato a San Francesco d'Assisi, il Sacro Monte di Orta San Giulio è uno spazio aperto immerso in una collinetta. Vanta una bellissima e invidiabile posizione panoramica sulla penisola di San Giulio, il lago e le montagne.
Il percorso è un susseguirsi di 20 cappelle affrescate adornate con statue di terracotta a grandezza naturale che rappresentano gli episodi più significativi della vita del Santo.
Riconosciuto come Patrimonio Naturale dell'Unesco, il Sacro Monte emana un’aurea di preghiera, raccoglimento e spiritualità.




 

  

Isola di San Giulio, l'isola che "c'è

                                                                                   
Passeggiare sull’isola oggi regala la vista di uno scenario incantato: il lago e le montagne circostanti offrono un vero e proprio dipinto a cielo aperto.
Si narra di draghi, serpi, mostri marini e forti tempeste...passato burrascoso, quindi, per l'isola che secondo la leggenda accolse il Santo Giulio alla fine del 300.
La leggenda narra che San Giulio, navigando sul suo mantello, affrontò i mostri e le serpi presenti nelle acque del lago e raggiunse l’isola per costruirvi una chiesa, la sua centesima.

La chiesa di San Giulio è ora una bellissima basilica che nel corso degli anni ha subìto continui ampliamenti e varie influenze architettoniche.
L'esterno mostra uno stile semplice e romantico.
Oltre alla basilica, sull'isola è presente un bellissimo percorso: la Via del Silenzio.Attraversarlo significa immergersi in quella che è la magica atmosfera dell'isola di San Giulio ed assaporarne il forte influsso mistico presente nell'aria.

ROSANNA PERESSINI e i suoi 102 anni - 22 agosto 2016

 CAMINO T (UD)Nella Casa di Riposo di Codroipo è quasi una regina. Il portamento nobile, minuscolo ma non fragile, eleganti golfini, sorriso accogliente per chiunque le si avvicini.  Ha la pochette con i suoi tesori, appoggiata al tavolino della sedia a rotelle. In sala da pranzo, al primo piano, ha il posto privilegiato, accanto al finestrone.  E’ Rosanna Peressini, nata a Bugnins Vecchio il 22 agosto 1914 e non  dimostra certo le sue 102 primavere. Per tutti e da sempre Osane, perché Rosanna sarebbe stato un nome troppo lungo. Figlia di Ines Liani e di Francesco Peressini, cresce in una famiglia allargata, dove il vecchio nonno fa le veci di suo padre, sempre “pa lis merichis”. A 20 anni, Osane se ne va in treno a Roma.  A servire, a casa di un generale originario di Avellino, dove accudisce  una bimba piccolissima, Maria Antonietta., dal carattere un po’ troppo vivace  ma che, per i 100 anni, le ha telefonato regalandole  una grande gioia.  Ha molto da raccontare Rosanna. Della guerra per esempio. “Durante la seconda guerra mondiale io ero a Roma e mi ricordo tutto, per filo e per segno. Ero sempre con Maria Antonietta che voleva scappare fuori Roma”. Poi il ritorno a Camino, al servizio dalla famiglia Giavedoni, assistendo per molti anni il padre della signora Luisa, della signora Pucci e della signorina Angioletta, meglio conosciuta come Cinine, fino alla fine dei suoi giorni.  Non le sembra vero di aver raggiunto un traguardo così importante e dice, agitando le mani affusolate “Fin che al è chel chi. Dopo si saludin” “Finchè funziona la testa. Dopo ci salutiamo”.    Alla sua festa molte persone le hanno fatto gli auguri. L’Assessore alla cultura di Camino, Cristina Pilutti, le ha portato il saluto di tutta la comunità.  Sorride Rosanna, con la serenità di chi ha tutto e si affida al Signore. Il viso sembra incipriato e i capelli di un bianco sfumato azzurrino in tinta con il golfino di morbido cotone. dal mess.veneto del 23 settembre 2016
 dal Ponte settembre 2016


 Rosanna legge il giornale con l'articolo che la riguarda...senza occhiali.

IL PONTE periodico del Medio Friuli - settembre 2016


LIBRI

… COME PETALI DI LUNA…                    
       

… parole in forma di poesia, racconti, di viaggio, di teatro, di canzoni e altro ancora…

 Stavolta scrivo del mio libro, edito dall’Orto della Cultura. Il secondo, realizzato dopo sette anni dal primo “Come aerei di carta”,  su sollecitazione di molte persone che, da tempo, mi invitavano a dargli un “fratello”. Il titolo “Come petali di luna” nasce dal fatto che la luna, per me, è musa ispiratrice dalle sembianze umane.  La luna sono io e ogni petalo è una parte di me. Di una me a volte persa nei meandri delle fantasie che mi portano altrove ma poi ritorno sempre alla base. Più ricca ed emozionata. Una me orgogliosa di essere nata nel 1952 e di aver vissuto tra Pozzo, Codroipo, Camino e Codroipo di nuovo una vita impregnata di affetti e progetti e persone e luoghi.  In una porzione di tempo lungo quasi 42 anni, di cui 36 nella Scuola dell’Infanzia di Rivolto, ho incontrato e amato tanti bambini, ora donne e uomini che mi salutano nel modo più bello  “Ciao Maestra”.  Mi piace specchiarmi in occhi impolverati dal tempo ma vividi, se amati, di persone sagge che della vita conoscono ogni sentiero.  Ne sono affascinata e ne traggo preziosi tasselli di vita densi di significati e insegnamenti. Mi reputo fortunata di ciò che sono, con tutte le mie timidezze e tare umane. A sollevarmi lo stomaco sino a farmi volare sono le passioni che nutrono il mio esistere. La mia numerosa famiglia, la musica, l’angeologia, i viaggi. Ma ciò che mi attrae da sempre è scrivere. Per me, scrivere è come respirare. E questo libro distilla parole, dalle fogge e colori più disparati.  Vi si leggono poesie, in lingua friulana e italiana, poesie scritte dai miei nipoti, racconti, poesie e racconti in viaggio, racconti per ridere e d’amicizia, quasi canzoni, testi di teatro e parole di “carta”, ovvero articoli e redazionali apparsi su varie testate giornalistiche, e recensioni di libri, scelte tra le tante pubblicate. Dedico questa raccolta ai miei sette nipoti: Sofia, Ambra, Morgana, Evita, Maria Zoe, Sebastian e Vincent. Sette immensi semafori nell’incognita dell’eternità. Mi sorprendo a sperare che il mio viaggio tra loro sia ancora lungo ma so
bene che un giorno dovrò preparare i bagagli e partire. In realtà ho poche cose da metterci dentro. Libri, sì, così continuerò a leggere loro quando sarò nel Paradiso delle nonne. Leggerò fiabe, poesie, racconterò di lune parlanti e case fatate, canterò la bellezza del vivere e ninne nanne per addormentare un mondo in pace. E, dondolando sulla luna, riunirò tutti i petali in un mazzolino e ne farò dono al buon Dio.

Il libro sarà presentato  venerdì 14 ottobre, ore 20.30, da Ferrin a Bugnins di Camino T.  a cura della poetessa Viviana Mattiussi. Ingresso libero con momento conviviale.

 
CODROIPO

POZZO, BEANO E RIVIS, UNITI NEL NOME DI SAN ROCCO

Attaccata al cimitero di Pozzo, sorge la chiesetta di San Rocco che, ogni 16 agosto, accoglie anche gli abitanti di Rivis e Beano per la Messa, in onore di un voto che i tre paesi fecero a San Rocco qualora li avesse salvati dalla peste e, in seguito, dalle orde di Napoleone. Così fu e la tradizione continua, con una  Messa riservata a Beano e Rivis, e quella agli abitanti di Pozzo, officiata da Don Fabio Varutti, accompagnata alla tastiera da Olindo Bosa.  La chiesetta fu costruita intorno al 1400, nel punto dove si trovava un pozzo all’incrocio tra  due strade fiancheggiate dal Tagliamento. Qui i pellegrini sostavano, si dissetavano e si riposavano.  Intitolarla a San Rocco fu una scelta naturale, così come chiedergli la grazia e sceglierlo come patrono. Si sa, infatti, che egli fosse  un pellegrino e taumaturgo francese, Rocco di Montpellier, vissuto tra il 1350 e il 1379, che camminasse  senza meta, di luogo in luogo, aiutando chiunque avesse bisogno. È il santo più invocato, dal Medioevo in poi, nel mondo contadino, nei terremoti, epidemie ed è il protettore dal terribile flagello della peste. Egli si occupava dei malati che, a volte, venivano abbandonati persino dai familiari. Molti di essi guarirono in modo miracoloso, il che contribuì a far emergere il carisma del santo presso una popolazione terrorizzata. Con il passare dei secoli è divenuto uno dei più conosciuti nel continente europeo e oltreoceano, ma è rimasto anche uno dei più misteriosi. Oggi, a Pozzo, la chiesetta di San Rocco ha bisogno di restauri urgenti. La piccola frazione di Codroipo e, in particolare, gli abitanti di Via San Rocco, continuano a prendersene cura, con la pulizia, la manutenzione ordinaria, la celebrazione della Messa ogni 2° domenica di ogni mese. Ma non basta. Il comitato spontaneo, promotore di lavori già effettuati con autofinanziamento, guidato da Angela Pevato e dal pittore Ennio Martinis, da tempo sottolinea che il pavimento si sta disgregando e l’umidità scolora gli affreschi. Manca la fonte battesimale, rubata negli anni 70. Al posto delle statue trafugate ben due volte, si ammira la serie di tavole in legno raffiguranti la Via Crucis, realizzata dall’artista di Pozzo, Galdino Tomini. Il quadro di San Rocco, realizzato da Ennio Martinis, fa bella mostra davanti all’altare così come la statua donata dagli abitanti di Via San Rocco, ma la devozione non basta. Si rischia di perdere un patrimonio della zona, una chiesetta votiva che, pur senza pretese di fama, è testimone della storia friulana. Non quella scritta sui libri, bensì quella della vita di ogni giorno, legata all’umile destino del popolo delle campagne spesso trascurato, a un voto, a pestilenze, a guerre o a altre disgrazie, al bisogno di protezioni soprannaturali sulle attività rurali.  E’ un bene culturale che acquista sempre maggiore rilievo in quanto espressione dell’antica civiltà locale, voluto dalla gente comune con pochi soldi, tirato su da costruttori locali che  lavoravano come potevano e a buon prezzo, ma con coscienza e buona conoscenza del loro mestiere. Sarebbe un peccato abbandonarlo all’ingiuria del tempo  perché questo luogo sacro è un bene di tutti, ricco di valori immortali,  forte legame con un passato che pretende dignità.

                                                                                                                                             
CODROIPO

IL CANTANTE ANGELO SERETTI è in classifica nelle Radio Nazionali

Non sono molti i cantanti Friulani che sono entrati nelle classifiche Radio Nazionali. Ce l'ha fatta, e di nuovo,  Angelo Seretti, il cantante codroipese quarantenne, già noto al pubblico per le numerose apparizioni televisive e radiofoniche. Con il nuovo singolo ”Bye Bye city” è, infatti,  entrato in classifica Radio Nazionale MEI. Angelo porta alto il nome del Friuli in Europa, dove spesso si esibisce in concerti live. Viene definito un "Crooner" , stile Frank Sinatra,  ovvero a metà strada tra un cantante di musica popolare e un cantante di musica jazz . Un cantante confidenziale insomma, che gioca  con la voce facendo leva sulle qualità vocali più vicine al parlato, alla confidenza. Angelo si è fatto  notare da tempo grazie a questa personale caratteristica  vocalità e alla tecnica swing. Dopo il grande  successo decretato al suo ”Let it be me”,  cantato insieme con la Star degli anni 80 George Aaron, Angelo torna a fare parlare della sua musica.  La canzone ”Bye Bye city” è subito piaciuta a molti DJ che lo hanno messo in rotazione sulle varie radio sia FM che Web radio consentendole di entrare nella classifica Radio Nazionale MEI.  Diverse interviste dalle radio estere ne confermano l’apprezzamento anche fuori dall’Italia. Viene girato un video, cliccatissimo su Youtube, e molti portali musicali iniziano ad interessarsi al cantante codroipese. Anche la stampa si incuriosisce, e compaiono interviste su pubblicazioni del settore musicale e di spettacolo. Angelo Seretti nasce in Francia nel 1976, in una famiglia di artisti; tra padre e fratelli, alcuni hanno fatto della loro passione per pittura e scultura una professione.  Il talento di Angelo è la musica, tanto che fin da piccolo si perfeziona in pianoforte e canto. Trae ispirazione dai cantanti "Crooners", affina nel tempo la tecnica swing, conquistando sempre maggiore favore nel settore dell’interpretazione. Nel 2012  firma  un contratto con la prestigiosa etichetta “Ghiro Records” di David Marchetti. Inizia poi una tournee in Italia, Germania e Francia. Nel 2013 viene invitato a Sanremo Doc, partecipa a vari concorsi a livello regionale e nazionale, che culminano con la vincita delle selezioni di Friuli Venezia Giulia e Veneto di “The Talent”. Si esibisce più volte al programma “Millevoci”, a diffusione nazionale ed internazionale, insieme a Bobby Solo, Amedeo Minghi, I cugini di campagna, i Jalisse e molti altri. Angelo canta fluentemente in ben 5 lingue e ha in serbo un altro album  più un tour, dal 4 all' 11 novembre, in Gran Bretagna. E’ un personaggio aperto al mondo grazie al suo talento vocale e musicale. Egli continuerà a portare alto il nome della sua città, Codroipo, e del Friuli nel mondo.

                                                                                                                                                            

CAMINO al T (UD)     BUGNINS VECCHIO
ROSANNA PERESSINI “OSANE” SOFFIA SU 102 CANDELINE

Nella Casa di Riposo di Codroipo è quasi una regina. Il portamento nobile, minuscolo ma non fragile, eleganti golfini, sorriso accogliente per chiunque le si avvicini.  Ha la pochette con i suoi tesori, appoggiata al tavolino della sedia a rotelle. In sala da pranzo, al primo piano, ha il posto privilegiato, accanto al finestrone.  E’ Rosanna Peressini, nata a Bugnins Vecchio il 22 agosto 1914 e non  dimostra certo le sue 102 primavere. Per tutti e da sempre Osane, perché Rosanna sarebbe stato un nome troppo lungo. Figlia di Ines Liani e di Francesco Peressini, cresce in una famiglia allargata, dove il vecchio nonno fa le veci di suo padre, sempre “pa lis merichis”. A 20 anni, Osane se ne va in treno a Roma.  A servire, a casa di un generale originario di Avellino, dove accudisce  una bimba piccolissima, Maria Antonietta., dal carattere un po’ troppo vivace  ma che, per i 100 anni, le ha telefonato regalandole  una grande gioia.  Ha molto da raccontare Rosanna. Della guerra per esempio. “Durante la seconda guerra mondiale io ero a Roma e mi ricordo tutto, per filo e per segno. Ero sempre con Maria Antonietta che voleva scappare fuori Roma”. Poi il ritorno a Camino, al servizio dalla famiglia Giavedoni, assistendo per molti anni il padre della signora Luisa, della signora Pucci e della signorina Angioletta, meglio conosciuta come Cinine, fino alla fine dei suoi giorni.  Non le sembra vero di aver raggiunto un traguardo così importante e dice, agitando le mani affusolate “Fin che al è chel chi. Dopo si saludin” “Finchè funziona la testa. Dopo ci salutiamo”.    Alla sua festa molte persone le hanno fatto gli auguri. L’Assessore alla cultura di Camino, Cristina Pilutti, le ha portato il saluto di tutta la comunità.  Sorride Rosanna, con la serenità di chi ha tutto e si affida al Signore. Il viso sembra incipriato e i capelli di un bianco sfumato azzurrino in tinta con il golfino di morbido cotone.                                                            

 

CAMINO

16 SETTEMBRE: CONCERTO ALLA VITA con il Gruppo “ALI di ALI”

 
Si tratta di un Concerto-evento, un Concerto alla VITA che non si potrà scordare facilmente e andrà in scena nella Sala Teatro venerdì 16 settembre, dalle ore 20.30, con apertura della mostra pittorica di Alice Conco, cui seguirà la presentazione del suo libro “Semplicemente Lei”. Dopo l’intermezzo musicale a cura delle violiniste Elena Sbruazzo, Letizia Locatelli, Beatrice Pellegrini,  inizierà il Concerto alla VITA, con  canzoni  rivisitate dai cantanti Laura Ragazzon, Francesca Verbasi, Marzia Zandonà e Mattia Perin, provenienti dal Veneto. Un mix di parole, colori, musica e voci dai contenuti molto potenti sotto il profilo emotivo.  Perché parlano della Vita, di quando il silenzio copre il dolore, di quando non tace la musica ma canta il cuore. Il libro e la mostra di Alice Conco rivelano come lei, dopo una coraggiosa scelta di vita,  sia riuscita a costruire un personale equilibrio, stabilizzato con sorprendente energia nella pittura e nella scrittura.  Alice è finalmente Donna, dopo che madre natura l’aveva imprigionata in uno sbagliato corpo di uomo. Alice è persona vitale nei talenti e nella sensibilità verso il prossimo prima che verso se stessa. Alice riesce a volare, sulle ali di un angelo, fino a toccare quella speciale forma di perfezione invocata per tutta la vita, soffocata troppo a lungo per timore della scure del  giudizio.  Indossa ali di libertà.  Ali spezzate da grande dolore ma che hanno imparato a volare, senza farsi strappare dall’ottusità e dall’umana cattiveria. Il concerto, dal sapore di un musical, ispirato alla storia di Alice, sa prendere per mano l’ascoltatore elevandone la sensibilità  fino all’empatia e alla comprensione di ciò che troppo spesso sembra appartenere solo ad altri o viene confinato nel rifiuto o nell’indifferenza.   Canzoni del calibro di “Imagine” in versione Unicef, “Hallelujah” di Burke, "Perché" di Alex Britti, “You raise me up”, “Gli uomini non cambiano”
di Mia Martini, “Angeli siamo noi” inedito con musica e testo recitato di Alice Conco , “Puoi sentirmi ancora” dei Pooh, e “Io voglio vivere” dei Nomadi trovano le parole adatte a descrivere il percorso vissuto da Alice, carico di sofferenza, sensi di colpa, fino alla tentazione di gesti estremi, eppure ricco di opportunità che la accompagnano verso un traguardo di gioia, completezza, piena realizzazione dei propri talenti, a beneficio di una società in evoluzione.  Sempre a testa alta.   L’evento è organizzato dal Comune di Camino T, assessorato alla Cultura, e patrocinato dalla Commissione Provinciale Pari Opportunità tra uomo e donna. Ingresso libero.

                                                                                                                                                 

PANTIANICCO

ANGEL’S WINGS RECORDING STUDIOS TRA I 4 MIGLIORI STUDI D’EUROPA

Un’eccellenza tutta friulana ha sede in un piccolo paese della campagna friulana: Pantianicco.

Scelta fatta col cuore e con la testa da Monica Zinutti e Nico Odorico, titolari di quello che è stato premiato e riconosciuto tra i migliori studi di registrazione d’Europa dal Pro Sound Awards 2016 di Londra, la manifestazione che premia a livello europeo i migliori studi ed esperti del settore audio. Al 22 settembre il verdetto finale a Londra ma la soddisfazione è già alle stelle.  Gli Angel's Wings Recording Studios sono una struttura all’avanguardia che ha deciso di seguire una nuova visione di studio di registrazione in Italia. La filosofia che hanno privilegiato è fare musica con passione e piacere, riportando l'anima al centro del processo produttivo musicale ma sempre ad altissimi livelli tecnici. Valore aggiunto è la  trentennale esperienza di Nico in ambito musicale che, insieme a Monica, sua compagna di vita,  ha voluto creare un luogo inedito, quasi un’ oasi, dove gli artisti possano trovare ispirazione, registrare e comunicare al meglio le proprie canzoni. Insomma, emozionare facendo musica.  Al termine del percorso di registrazione, il prodotto musicale è il risultato di una esperienza artistica intensa che non tralascia nessun dettaglio tecnico e qualitativo. La struttura è stata inaugurata il 7 febbraio 2015 da una madrina d'eccezione, la cantante italiana Cristina Donà, e vanta un area di 250 mq.  Gli ambienti sono ispirati ai modelli degli studi anglo-americani dove la produzione musicale è vissuta in modo piacevole. Chi entra si sente  subito a proprio agio e può creare musica come se fosse a casa propria. Molti sono i grandi nomi della musica che qui approdano per registrare i loro pezzi. Bobby Solo, la famosa cantante slovena Tinkara Kovac, Luca Napolitano, George Aaron, Tamara Obrovac, l’Italian Gospel Choir, il The Powerful Gospel Corale, il coro FVG Gospel Mass Choir, gli Harmony Gospel Singers, il pianista jazz Claudio Cojaniz, il chitarrista Gianni Rojatti, il cantante Gianni Drudi per citarne alcuni.  La loro stima attesta la validità a livello locale, nazionale e internazionale dell’Angel’s Wings Recording Studios, orgoglio friulano nel mondo.

LAGO MAGGIORE e ISOLE BORROMEE 12-14 agosto 2016

                                            
Mistero, magia, credenze popolari e tanta fantasia rendono il lago Maggiore un luogo suggestivo in cui perdersi e in cui lasciar spazio ai sogni, perché in fondo, in un paradiso del genere, la mente può davvero schiudersi per dar vita a tutto l’immaginario possibile.
                      12 agosto 2016: VERBANIA
                                        Giardini di Villa Taranto, tra i più belli al mondo




                                                               
Stresa è una delle città più amate dai turisti per il suo lungolago maestoso e per la grande quantità di hotel sul Lago Maggiore tra i più belli sul territorio mentre Verbania Pallanza, con i suoi giardini, è uno dei luoghi preferiti per la villeggiatura nel periodo che dalla primavera va fino all’autunno inoltrato.
                                                        parata degli Hotel di lusso
Palace Hotel
 
L'hotel dove soggiornò E. Hemingway nel 1918 e trovò ispirazione per il romanzo
"Addio alle armi"

                                                          Davanti all'Iles  Borromees
                                       13 agosto 2013: Verso le Isole Borromee in motoscafo

                                         ISOLA BELLA, dono di Vitaliano 6° Borromeo alla moglie  Isabella:
                                          

Oggi l’isola appare come un vascello che fluttua sulle azzurre acque del lago Maggiore così come nell’intento del suo fondatore Vitaliano VI Borromeo. Visitare questo luogo permette di immergersi per un giorno in un’epoca passata dove il gusto barocco si mescola virtuosamente con l’architettura verde del giardino creando un connubio che non ha eguali.     "Per quanto fantastica e meravigliosa possa essere ed è l'isola Bella, è tuttavia bellissima."  (C. Dickens, 1844) Il giardino dell’isola Bella è un paradiso dove si alternano statue e decori architettonici a geometrie e preziosità botaniche. I fidati giardinieri potano, concimano, sperimentano, preservando questo luogo d’incanto dallo scorrere del tempo. Alle porte del giardino un grande canforo da quasi duecento anni accoglie i visitatori che varcato il grande cancello trovano dinanzi a se lo splendore dell’Anfiteatro che scenograficamente occupa la parte centrale dell’isola. Il giardino all’italiana di gusto barocco si sviluppa su parterres e terrazze poste ad altezze differenti ed alterna statue, obelischi, scalinate e balaustre in pietra che creano un impianto scenografico pensato per simboleggiare la potenza della nobile casata. Si può percorrere i viali del giardino fino a salire sull’alto della terrazza più grande, vera plancia di comando dell’isola da cui ammirare la distesa del lago e l’incanto di questo giardino forgiato dall’uomo. Nel Museo dell'Isola Bella è conservata una piroga preistorica ritrovata nell'800, a testimonianza della lunga ininterrotta storia della navigazione locale, proseguita poi nei secoli più recenti con il trasporto dei blocchi lapidei e dei legnami.
Il palazzo dell’isola Bella è uno scrigno dell’arte barocca sospeso sull’acqua. Saloni elegantemente arredati con splendidi affacci sul lago, con tele di noti artisti, mobili di gran pregio, marmi, stucchi neoclassici, sculture antiche, armature e arazzi fiamminghi d’oro e di seta. In più le grotte, la sala della musica e molto altro.

                                       










ISOLA MADRE
è un prezioso gioiello incastonato nelle acque del lago Maggiore.                                                 
 


 
Conosciuta in tutto il mondo per le sue raffinatissime collezioni botaniche, è la più grande delle isole del Verbano ed emerge dalla superficie dell’acqua con un profilo esuberante, tracciato dalla vegetazione rigogliosa che si estende sulla maggior parte della sua superficie e dalla massa squadrata del palazzo, costruito sulla sponda meridionale e sul punto più elevato dell’isola.

 In posizione defilata rispetto all’Isola Bella e all’Isola dei Pescatori, fu probabilmente la prima tra le isole ad essere abitata. Alla lussureggiante natura del giardino si affiancano l’antico palazzo, al cui interno si conservano prestigiosi arredi di Casa Borromeo, e la cappella di Famiglia con la bella facciata decorata da pannelli in terracotta

Il palazzo Borromeo è un palazzo seicentesco di Isola Bella, sul Lago Maggiore (comune di Stresa, provincia del Verbano-Cusio-Ossola), i cui giardini si estendono fino alla punta meridionale della piccola isola. Appartiene tuttora alla famiglia Borromeo. Gli ambienti ospitano quadri di noti pittori, tra i quali Luca Giordano, Francesco Zuccarelli e Pieter Mulier, detto il Tempesta, Nella galleria degli Arazzi sono conservati arazzi fiamminghi cinquecenteschi.

Nel 2008 è stata inoltre riaperta al pubblico anche la galleria dei Quadri (o del Generale Berhier), dove si conserva la collezione di pitture della famiglia, con opere di Raffaello, Correggio, Tiziano e Guido Reni, insieme alla sala della Regina e alla sala del Trono.

Al piano terra si aprono verso il giardino una serie di ambienti con decorazione a grotta, con motivi decorativi formati da ciottoli e piccoli sassi.

 

ISOLA PESCATORI: 3Kmq superficie
Unica tra le isole Borromee ad essere abitata durante tutti i mesi dell’anno, ospita un piccolo villaggio di 50 cinquanta abitanti caratterizzato da una piazzetta racchiusa da vicoli stretti e sinuosi che conducono alla passeggiata sulla punta settentrionale dell’isola. Caratteristiche sono le case a più piani sorte per sfruttare al meglio il poco spazio a disposizione: sono quasi tutte dotate di lunghi balconi indispensabili per essiccare il pesce. Come indicato chiaramente dal nome, l’attività della pesca è ancora assai praticata, ed è possibile gustarne i freschissimi frutti in una delle numerose trattorie con vista lago.
                                                           Passeggiando sul lago a Stresa
Con gli sposi d'oro Elsa e Giuseppe