mercoledì 31 agosto 2016

CODROIPO (UD): FRANCO MARCHETTA E IL SOGNO DEL FRIULANO COME LINGUA EUROPEA 30 agosto 2016


                 FRANCO MARCHETTA E IL SOGNO DEL FRIULANO COME LINGUA EUROPEA

 


Al ricordo di Franco Marchetta, codroipese, 62 anni di uomo e padre, architetto e scrittore, il Caffè letterario, presieduto da Luisa Venuti, ha dedicato una serata gradevolissima, tracciata con garbo ed eleganza.  Partendo dai  suoi nove  libri editi, quasi tutti nella lingua madre, uno appena pubblicato e uno inedito, il critico letterario Mario Turello  ha fatto emergere la figura di Franco quale “grande scrittore di casa nostra” mai banale, come i suoi maestri Bartolini e Giacomini che non si concedevano a facili letture. E’ emerso un Marchetta molto ironico, che passava le notti insonni a scrivere supportato  dal divertimento che ciò gli procurava.  Tutti i suoi libri sono percorsi da una estrema intelligenza, da un tempo morbido e da una speciale forma di contaminazione al “quadrato” controcorrente e al sapore di distopia. Si fa fatica, è vero, a leggere libri in friulano ma non quelli di Marchetta. Leggendoli ci si diverte, perché  lui si divertiva a scriverli. Il suo è un friulano piacevole, capace di dare spessore ai personaggi che vivono storie semplici, del mondo contadino, a volte grottesco ma reale. I suoi libri sono un mix di fantasia e precisione. Scriveva tanto, poi sottraeva, con l’idea fissa di portare il friulano fuori dal Friuli, valorizzandola al punto da sognarlo linguaggio europeo e il Friuli un “laboratorio italiano”. La sua letteratura è avulsa dalle solite narrazioni e la dimensione del sogno è presente in tutti i suoi libri. Ha vinto ben tre volte il premio San Simone di Codroipo ma la sua scoperta più grande è stata il romanzo “I fiori blu” di Raymond Queneau, del 1965,  tradotto in italiano da Italo Calvino. Come Queneau narra la storia di due differenti personaggi che si sognano reciprocamente, Marchetta attraversa i suoi romanzi sulla macchina del tempo modello DeLorean  gialla, protagonista del film  “Ritorno al futuro”. Una connessione Pop che non distingue la realtà dalla fantasia, fornendo un ulteriore indizio della profonda serietà dell’autore, così come emerge dal tema della morte, molto presente.

Un ritratto di  Franco uomo e Franco scrittore è  stato tracciato con leggerezza e affetto dallo scrittore Umberto Alberini, il figlio Gianmaria Marchetta e il critico letterario Mario Turello, gli attori Chiara Donada, Fabiano Fantini e Giacomo Trevisan, i giovanissimi musicisti Dario Caporuscio e Eugenio Delle Vedove. Regalando autentica emozione ai tantissimi amici intervenuti.




 con l'emozione di Luisa e l'arrivederci alle, tante, iniziative in cantiere del Caffè Letterario Codroipese.
 

 

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