giovedì 1 settembre 2016

TRENTINO E I CASTELLI e SAN ROMEDIO 27-28 agosto 2016

 

 VAL DI NON: Nascosti tra fitti boschi o maestosi in posizione panoramica questi antichi palazzi testimoniano la lunga storia della valle. Accanto ai castelli, distese tra le campagne si scorgono decine e decine di chiese, santuari ed eremi, piccoli tesori che non aspettano altro che essere scoperti ed ammirati in silenzio...
 
CASTEL BESENO: E’ il più vasto complesso fortificato del Trentino. Di origini medievali, ristrutturato nel Cinquecento, occupa un’intera sommità collinare dominando la Valle dell’Adige, tra Rovereto e Trento. A colpire, oltre alla grandiosità, è l’atmosfera che ancora si percepisce, carica di suggestione e fascino. Rivela una prevalente funzione difensiva, che consente un esteso controllo territoriale dall’alto, sia dalla sua massiccia struttura muraria.

 
SANTUARIO DI SAN ROMEDIO:


Sorge in Val di Non sulla vetta di uno sperone di roccia alto più di 70 metri. Qui San Romedio Di Thaur visse come eremita per molti anni, secondo quanto dice la leggenda in compagnia solo di un orso trentino. Il Santuario di San Romedio è formato da cinque piccole chiesette sovrapposte, tutte costruite su uno sperone di roccia e unite tra loro da una lunga scalinata di 131 gradini. Il sentiero che conduce al Santuario di San Romedio è una delle passeggiate di culto più significative del Trentino.
 

Chi era ROMEDIO?  Romedio visse tra il 300 e il 400, erede di una ricca famiglia bavarese, signore di un castello nei pressi di Innsbruck e proprietario di saline nella valle dell'Inn; dopo un pellegrinaggio a Roma, donò tutti i suoi beni alla chiesa, ritirandosi in eremitaggio nella Val di Non in alcune grotte esistenti ancora oggi nei pressi del santuario. Lo seguirono due compagni, Abramo e Davide. Si narra che un giorno, dovendo recarsi a Trento per salutare Vigilio, allora vescovo della città, chiese a Davide di sellargli il cavallo: il discepolo tornò con la notizia che un orso aveva sbranato il cavallo. Romedio non si scompose e gli ordinò di sellare l'orso, il quale – ecco il portento – docilmente si lasciò mettere la sella, conducendo poi Romedio fino a Trento. Quest'episodio è ricordato da una statua lignea posta accanto ad un arco trionfale all'ingresso del Santuario.

CLES: PALAZZO ASSESSORILE:

 

 
È un elegante e arcigno edificio tardogotico fortificato che si erge al centro borgata di Cles. Cresciuto attorno a una torre del XII secolo ricoprì, durante la sua storia secolare sia il ruolo di ricca abitazione urbana di famiglie nobiliari locali (i Cles, i Sant'Ippolito, i Thun), sia il ruolo di palazzo pubblico con funzioni giudiziarie (dal 1679). L'aspetto attuale del palazzo è frutto dell'ampliamento voluto dai signori di Castel Cles alla fine del Quattrocento. All'esterno conserva una facciata gotico/rinascimentale, impreziosita da bifore in gotico veneziano e da un esteso affresco di scuola nordica, datato 1482, rappresentante due angeli che sorreggono l'insegna araldica dei Cles, inoltre la merlatura, le feritoie, le caditoie sotto il tetto conferiscono alla struttura un aspetto austero.

Autoritratto di LIGABUE, alla mostra degli IRREGOLARI, ovvero di coloro che non hanno frequentato accademie  o hanno problemi psichici.
 

 
                                                            Gruppo ABACO VIAGGI


Classe 1951 di Osoppo (UD)
 a Cles





 CASTEL THUN
Imponente e austero, il castello fu la dimora di una delle più potenti famiglie feudali della regione. situato su una collina che domina dall’alto il territorio della Valle di Non, armoniosa unione tra un elegante palazzo signorile con ampi giardini e possenti fortificazioni.
E’ circondato da un complesso sistema di fortificazioni costituito da torri, mura, bastioni, cammino di ronda e fossato e risalente al Cinquecento.



 
 Convivio boschivo... classe 1951 di Osoppo
 
Il Trentino carico di sole ci ha accolto con la sua cordiale severità, facendoci solcare le linee della sua storia fatta di vicende, di grandi casati, di splendori ben mantenuti. Una regione che molto insegna, in fatto di cultura e di amore per la natura.





1 commento:

  1. grazie peer tutto. per la tua professionalit, la tua simpatia e la tua sensibilità. un abbraccio da Bruna e Paolo

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