domenica 30 ottobre 2016

IL PAESE, magazine di cultura informazione del Medio Friuli - mese novembre 2016


NONNA MATERNA… ecco perché è importante in famiglia

Che i nonni, per la crescita e lo sviluppo psicologico dei bambini siano importantissimi, lo si sa.  Per la famiglia e per la società,  rappresentano il baricentro dell’economia e della qualità della vita.  Quello che invece non si sa è che tra tutti e quattro i nonni, il ruolo di privilegio spetta alla nonna materna. Non che ci siano nonni di serie A e di serie B, ma uno studio promosso da Ifefromm, mette in evidenza come vi sia  la tendenza ad affidare i propri figli alle cure della nonna materna, percepita dal nipotino come una seconda madre. Perché questa, in condizioni normali, è sempre presente nella vita della figlia e la accompagna passo dopo passo a partire dalla gravidanza.

Così come “la mamma è sempre la mamma” lo stesso vale per la nonna materna, una figura fondamentale nella famiglia perché custodisce la memoria, garantisce continuità, condiziona la crescita e l’educazione dei nipoti.

La nonna materna detiene da sempre un ruolo privilegiato in famiglia.   Un tempo, nelle famiglie numerose, era affiancata da altre figure femminili nella gestione dei nuovi arrivati e nell’organizzazione quotidiana.  Oggi  si ritrova spesso ad assolvere questo compito da sola e, per questo,  numerose indagini confermano che sia proprio lei a incidere maggiormente, rispetto agli altri nonni, sullo sviluppo educativo dei nipoti. Non a caso, nella maggior parte dei casi, è la persona ricordata con maggiore affetto.  Esistono studi che sottolineano l’importanza della nonna materna nella crescita delle nuove generazioni. I nipoti, infatti, ricordano più facilmente, nel tempo, eventi legati alla casa dei nonni materni, i gesti e le parole d’amore della mamma della loro mamma.

A livello psicologico questa dipendenza dipende dal fatto che la figlia neomamma  ha maggiore confidenza e fiducia nella propria madre e quindi tende ad affidare i figli a lei.  Inoltre, oggi si è creata una alleanza più stretta tra madri e figlie, dovuta anche all’innalzamento dell’età in cui si vive la gravidanza.

Aumentando gli anni in cui si rimane figlie  è più facile che si crei  una nuova sinergia  con la madre. Dopo che gli effetti adolescenziali si sono attutiti così come la rivalità edipica, i loro rapporti diventano  più fluidi. Quando si ritengono conclusi i compiti  e le responsabilità educative e terminata la responsabilità genitoriale, ecco nascere  tra le due donne un inedito sentimento di amicizia. Che, molte volte, porta a considerarsi “migliore amica” una per l’altra.

E’ quasi naturale, quindi, che la  nonna materna giochi un ruolo psicologico importante nella famiglia delle figlie che hanno un’opinione positiva e si fidano della loro madre,  colei che può intervenire con consigli adeguati e affidabili. E questo rapporto di complicità ha una ricaduta positiva  sui nipoti che tendono, di conseguenza, a percepire la nonna materna come una figura rassicurante simile alla propria mamma. Infatti, è a lei che si rivolgono per primi in caso di assenza della madre. Un supporto dunque, sia per la figlia che per i nipoti, una figura su cui appoggiarsi e che ispira fiducia.

Tendenzialmente una mamma tende a lasciare più volentieri il proprio figlio con la nonna materna che non con la nonna paterna ovvero la suocera. Le motivazioni possono essere le più disparate, ma salvo i casi differenti che di fatto esistono, la realtà è questa.

Ma tutto ciò basta a spiegare questo ruolo prioritario  della nonna materna? Ovviamente no.  Ipotesi scientifiche dichiarano che  la nonna materna trasmetterebbe diverse informazioni genetiche al nipote.

In poche parole, l'ovulo è portatore di informazione mitocondriale. I mitocondri sono "lo scrigno" delle informazioni ereditarie. Non ci si deve stupire, quindi se il nuovo arrivato avrà gli occhi della nonna o il suo sorriso, o il suo carattere.

Tutto questo avvalora la figura della nonna materna ma va precisato che le nonne più soddisfatte, con  un feeling migliore con figlie e nipoti,  sono quelle che non si sostituiscono  ai ruoli dei genitori e non interferiscono nei loro equilibri familiari.  Insomma, quelle che si rendono disponibili  sì con presenza e aiuto ma sanno stare al posto di loro competenza.  Che è quello di “Grandi Mamme” come vengono giustamente definite all’estero. Studi a parte, però, la cosa fondamentale è che ogni bambino possa godere, qualora sia possibile, della presenza di tutti i nonni, senza distinzioni.

CODROIPO (UD)

LA SPORTIVA SEZIONE PATTINAGGIO VINCE IL 1° PREMIO con il MUSICAL “CATS”

Grande soddisfazione per allieve, allievi e insegnanti  al concorso per il 13° trofeo nazionale "Skating Center Trophy", di Corno di Rosazzo. Una cascata di premi  per la sezione pattinaggio codroipese classificatasi al primo posto con “No Limits” nella categoria Cats, al 5° con le Farfalle e al 12° con i  Delfini  "Until twenty". Palpabili le emozioni e la motivazione,  percepite chiaramente nelle esibizioni  degli oltre cinquanta atleti che  hanno lasciato a bocca aperta il folto pubblico intervenuto al concorso nazionale. Rendendo bene l’idea dell’energia, vitalità e gioia che il pattinaggio su rotelle sa dare a chi lo pratica.
Iniziato alla grande, l’anno accademico sta proseguendo con entusiasmo a mille e un carnet di progetti e partecipazione a concorsi anche nazionali, che favoriranno il confronto con altre scuole e  la coesione del gruppo.

Inserita nella  Nuova Polisportiva Codroipo, presieduta da Maurizio Chiarcossi,  già lo scorso anno aveva registrato un balzo di qualità grazie al nuovo staff delle insegnanti Maura Marsetti, Arianna Bracelli e Danila Trezza.  Il buon livello raggiunto dagli atleti aveva già  dato lustro allo spettacolo di fine anno che li ha visti impegnati con grande responsabilità ed entusiasmo, uniti nella fatica e nella passione per quest’arte che disciplina ed esalta il rapporto tra le persone e tempra nella sfida con se stessi. Lo stile e la bravura dimostrati e convalidati dai risultati ottenuti al concorso nazionale sono precursori di  futuri successi.    

sabato 29 ottobre 2016

28 ottobre 2016: UN LIBRO LUNGO UN GIORNO

28 ottobre 2016: UN LIBRO LUNGO UN GIORNO – 3^ GIORNATA REGIONALE PER IL FOMENTO DELLA LETTURA… CRESCERE LETTORI NON È FACILE, FACCIAMOLO INSIEME IN QUESTA STAFFETTA DI LETTURA LUNGA UN GIORNO.

 
Leggere è una passione, un fuoco e come tale deve essere continuamente alimentata. Venerdì 28 ottobre 2016 insegnanti, ragazzi, bibliotecari, lettori di professione e lettori volontari, amministratori, librai, pediatri, scrittori, papà, mamme, nonni, baby sitter e tutti quelli che hanno il piacere di partecipare si passano idealmente il testimone in questa giornata dedicata alle LETTURE AD ALTA VOCE E AL PIACERE DI LEGGERE INSIEME. In ogni luogo della regione si può partecipare attivamente alla diffusione della lettura in ambito familiare, scolastico e sociale.
 

Come sempre ho partecipato, convinta che sia indispensabile dare il proprio contributo affinché la cultura circoli e dia buoni frutti.
Con la mia VALINGIRA...  piena di LIBRI, LIBRINI, LIBROTTI, libri nuovi libri rotti, macchiati, scarabocchiati, sudati, ma sempre emozionati... Libri con figure piccole, grandi, chiare, scure...libri bassi, alti, giusti, strambi...
NUOVI, GIA' GUARDATI, INVENTATI, STRAPAZZATI...   sono qui…   in fila per essere letti.


 
 
                                e le mie compagne di lettura... BIANCAROSA e BIANCANEVE... DOVE? a Codroipo (UD) alla Libreria Trovatempo dove è esposto anche il mio libro ...come petali di luna ...  al Salone ANNALISA
 




 
Il più furbo... il mostro peloso... nonna zucchero e nonno cioccolato... e tanti altri libri




                                   dai miei nipoti... Morgana, Zoe, Sebastian, Vincent


 
che bello aver trasmesso una briciola di gioia...

giovedì 27 ottobre 2016

CAMINO T (UD): EMILIO SABATINI: SCULTORE DEL RAME



I BAGLIORI DI LUCE DI EMILIO SABATINI

Lo scultore Emilio Sabatini, classe 1952,  nasce a Camino al Tagliamento (UD) da Alice Panigutti e Walter, il Cjaliâr. Artista del rame per esigenza interiore, per istinto e desiderio di lasciare una traccia di luce  nella propria  famiglia, nella propria  terra,  Emilio vive con straordinaria energia ogni fase del suo percorso creativo, affinata dalla personale tecnica. Unica nel suo genere.
Nemmeno lui sa spiegare come riesce a dar vita a una lastra di rame lucente. 
Obbedisce semplicemente all’ispirazione che lo cattura e obbliga, in qualsiasi momento del giorno e della notte,  a prendere scalpello, cannello, martelli di vari pesi e incidere la lastra, quasi a possederla, mettendoci dentro l’anima.
Sono lastre di rame luccicanti le sue.
Pulsano, fremono alle carezze del martello, obbediscono docili ai precisi colpi prima di realizzarsi in forme armoniose e sempre garbate.
Fino a far risorgere scene di vita contadina, i personaggi di un tempo, come il ciabattino, il mugnaio, l’arrotino oppure  cavalli, uccelli, fiori e tanti altri decori.
E’ dalla profonda fede di Emilio che si plasmano i volti di Cristo e degli innumerevoli soggetti sacri che comunicano con parole di sguardi, sempre incredibilmente espressivi.
Ogni volta un miracolo nuovo.
Quando l’opera è finita,  Emilio è il primo a sorprendersi di ciò che vede, a chiedersi come abbia fatto, avvalendosi solo delle proprie mani e di quella speciale forma di  passione che conferisce spessore alle sue emozioni.  
A guardarle,  le sue lastre appaiono  dotate di un personale respiro mentre catturano lo sguardo.  In esse converge una straordinaria dinamicità in cui spirito e materia si intrecciano, idealità e realtà, radici e aspirazioni si fondono.
Mai per caso ma sempre con il cuore in mano.
Impossibile passar oltre le sue opere senza focalizzare immagini e momenti di vita che se ne stavano sbrindellati, come ragnatele, nella soffitta dei ricordi  più remoti.
Sculture documento, fotografie dell'anima, racconti intagliati, battuti, lisciati... si offrono umili, giocando con l'ispirazione di un artista che continua da un trentennio a percorrere un cammino creativo sempre più apprezzato, in tutto il mondo. Ma lui ama di più donare molte delle sue opere-creature  che impreziosiscono chiese d’Italia e del mondo,  in esposizione in Canada, Argentina, Germania e in tutta Italia, isole comprese.
Emilio non saprebbe contarle ma sa che sono tante e lui le ama tutte come fossero creature  che contengono il suo stesso sangue.
In un rapporto scambievole di passione e amore che tutto chiede e tutto dà. 

 

 

 

 
 
 

Il suo atelier si trova a Straccis di Camino al T (UD) in Via Belgrado, 14. Cell 3398263769 e-mail emiliodiwalter@gmail.com

 da Forte e Chiaro novembre 16
 

 

mercoledì 26 ottobre 2016

PREMIATO IL FRIULANO DEL MEDIO FRIULI - con la poesia di Viviana Mattiussi di Pantianicco (UD)


 
Il friulano del Medio Friuli è stato premiato in settembre al biennale concorso nazionale per lingue minoritarie dell’Istituto Culturale ladino Cesa de Jan del Bellunese, edizione 2015/2016.

Fra oltre cento poesie partecipanti, è salita sul podio la parlata di Pantianicco con cui la poetessa Viviana Mattiussi ha  scritto i versi che hanno vinto il secondo premio, la Naghena d’argento.

Si tratta del concorso nazionale per lingue minoritarie di maggior rilievo.

Motivo di orgoglio per  il Friuli e per la lingua friulana, spesso poco considerata, ma apprezzata in ambito nazionale.

 

Viviana Mattiussi così scrive:

Como che il fevelâ dala Gjestra Tiliment al è stât clamât lenga di aga, jessint di zona umida, cussì nô, che i vin un teren magri, i podin dî di fevelâ una lenga di cjera, o di claps. Tal furlan di Pantianins a è la poesia Lenga di cjera, che a à vint la Naghena di arint al concors leterari nazionâl Mendrànze N Poejia 2015-2016. Si trata di una manifestazion inmaneada dal Istitut Cultural Ladin Cesa De Jan di Colle S.Lucia (BL) par i idiomis ricognossûts tant che lenghis minoritaris dal Stât talian. A erin in concors passa cent componiments in viers, scrits par Cimbri, Furlan, Ladin, Grec, Ocitan, Provenzâl, Sart, Sloven, Gjermanòfin e atris inmò.  Ogni edizion, tre di lôr a vegnin premiâts cula Naghena (di oro, di arint e di bronz) o Eliantus Superbus, un flôr di mont. Par preservâ la sô esistença e la sô bieleça, al è stât declarât specie proteta.  Duncje al è simbul dali lenghis minoritaris che a van protetis dala omologazion che a vores falis sparî, cancelant il pluralisim lenghistic e culturâl. Par chista edizion, tal centenari dal prin conflit mondiâl, sui cristai naturai che a regin i flôrs al è encje un fîl spinât, a ricuardâ che la bieleça pura dali montagnis a è stada insanganada dala guera.

Una atra sezion dal concors a rivuardava temis scrits par furlan dai arlêfs dali scuelis. Fra una trentina di componiments in gara, il secont premi al è lât a I misteris dal Tiliment, vignût dala seconda classa di scuela primaria di Pantianins. A mertin un preseament  chês maestris che a àn preparazion e cussiença identitaria di sostignî li gnovis gjenerazions tal cognossi e tignî viva la lenga dala sô int, dal sô paîs.

 

Poesia di Viviana Mattiussi

LENGA  DI  CJERA
La me lenga a ven dai cjamps - dai agârs dali cumieris -  che nus àn dât pan e peraulis.

E à colôr di claps e cjera -  La me lenga a ven dai prâts -  lârcs e clârs sot dal soreli -  fen seât a stagjonâ - e frutins a grîs cul fros. E à l’odôr dai graps di fraula -  e dal most tal caratèl -  e di corsis pal vignâl.
A sa il ghêrp e il dolç dai emui -  di urtiçòns su pai rivài -  e di cecjis di baraç -  e di moris di morâr.

Si spandeva il so rivoc -  sot la lobia o tal curtîl -  o sul clap di gnot d’estât -  a contâ lis novitâts.
E compagn a conta vué -  di pc o di celulârs -  dvd, file o motôrs.
A no è vecja la me lenga - a fevela, a vîf cun nô -  sula bocja e insot tal cour.

E à una storia, un lunc passât -  ma al è fresc il so sunôr. Se i savìn ce tant che a vâl -  a à vigôr par il doman.



 
NOTA BIOGRAFICA 

Viviana Mattiussi, risiede a Pinzano al Tagliamento. Laureata in lettere, già docente nella secondaria superiore, ha ultradecennale esperienza di redattrice, regista, conduttrice di programmi radiofonici a Pordenone, anche in lingua friulana.  Coordina e presenta eventi culturali e di poesia, è lettrice e animatrice in performances che uniscono versi, musica, arti visive (3*).

Ha studiato Arte Della Parola presso l’Accademia Antroposofica A.Bargero di Oriago (VE) e nel Gruppo Teatrale Mercur di Milano, con cui ha recitato.

Ha partecipato a programmi televisivi di emittenti regionali (1*). Ha prestato la voce per letture poetiche, nonché nei CD  A cuore aperto  e  La voce del cuore (2*), pubblicati da  Radio Voce nel Deserto

Friulana nell’anima, oltre che all’anagrafe, scrive sia in italiano che in marilenghe.

E’ stata premiata in concorsi poetici sia a carattere regionale (“Emozioni d’inchiostro” segnalaz. 2011, premio 2012), che nazionale (“Mendrànze n poejia” -concorso lingue minoritarie- premio 2016, diploma merito 2010), che internazionale (“Sledi /Tracce” – TS, premio 2010, e  Premio Accademia Città di Udine  2015).

Partecipando a eventi di poesia anche fuori Regione, ha pubblicato i suoi versi, spesso friulani, in quaderni, raccolte, antologie sia a livello regionale che nazionale (Ispirazioni d’autunno, Dal cosmo alla parola, Zoster’s House, Poeti nel Sanvitese,

I poeti e la crisi, e altri).

Ha condotto e pubblicato ricerche su storia, memoria popolare, substrato culturale preindustriale di Pantianicco, paese nativo, parlandone in conferenza all’Accademia Città di Udine nel 2016.

Ha presentato libri di poesia e prosa a Pordenone e Camino al Tagliamento (UD).


ISOLA D'ELBA - ORTANO MARE - 17/24 settembre 2016 con Abaco Viaggi e Radio BK

video Video di saluto del gruppo Abaco e Radio  Birikina
 

 
Isola d'Elba. Un puzzle naturale e umano che, la prima volta  ti sorprende, per la dimensione, la calma, il verde. Sì, ciò che colpisce di più è il verde, che non dipende dalla pioggia ma dalla falda del sottosuolo che lo mantiene sempre umido. Mai verde bruciato nell'isola più verde del Mediterraneo, quasi tutta coperta da vegetazione, con lecci datati anche 200 anni. Verde come ciuffi di capelli dipinti attaccati con colla invisibile.a coprire le curve e la schiena delle colline. Poi cambia se si entra nella zona ferrosa.  Diventa color ruggine e grigioverde, di pietra serpentina con rame e ferro. O nera di ematite.   Macchia mediterranea intricata con il corbezzolo che regala il miele dal retrogusto amaro, con l'erica arborea e i  cinghiali. Profumata di rosmarino selvatico strisciante. A ogni  passo, a ogni curva un nuovo quadro. Una scoperta continua a ogni visuale.  Paesi antichi e altri nati per il turismo.  Piombino, Portoferraio, Marciana Marina con le torri contro saraceni, Marina di Campo, 50 anni all'anagrafe, la Rimini dell' Elba, Porto Azzurro.   L' essenza di un' isola nel suo profumo,  l' acqua dell'Elba.  La schiacciabriaca,  il dolce tipico. Le bouganville, piante di ficus, enormi eucalipti portati dalla bonifica dell'agropontimo. Napoleone. Paolina dai capelli rossi.
 Ortano Mare Villaggio TH Resort, ideale epicentro per una vacanza all'insegna del relax e del ben stare. Animazione, verde, mare, silenzi e balli, per una settimana da incorniciare. Io fortunata accompagnatrice di 78 persone diventate amiche, dal Friuli alla Lombardia.
 

 

 
 Nord Isola: Marciana Marina



 Gruppo in escursione

 Piccola Miniera dove si entra con il trenino. Durata percorso 20'

 Porto Azzurro: borgo di pescatori, circondato da spiagge dorate e dal blu profondo delle acque del canale di Piombino. La caratteristica principale di questo paese sta nella capacità di offrire ai proprio visitatori molti spunti di soggiorno essendo caratterizzato non solo da un ricco patrimonio naturale, ma da un altrettanto prezioso e variegato patrimonio artistico-culturale
 PORTOFERRAIO:
e i CAPPERI: il frutto fa il fiore non il contrario. Portoferraio si colloca in baia naturale voluta da Cosimo 1 De Medici. L'Architetto Camerini progetta città fortificata per proteggerla dai pirati. La appoggia alla collina e verso mare la circonda da 2 cinta di mura. La città oggi ha mantenuto l' aspetto  a semicerchio.   Napoleone è  imperatore all'Elba per 900 giorni. Portoferraio è la sua corte.
 

                                 Con Grazia e Donatella di Treviso
con Martino di Brescia
 
con Enzo di Pordenone e Goffredo di Merano
 con i Pierinicon Rossana di radio bella e Monella  
 

Una nota tra tante di soddisfazione degli  amici di una settimana il cui ricordo non svanisce, anzi si cementa con altri incontri e altri viaggi.