martedì 18 ottobre 2016

DAL COSMO ALLA PAROLA a MESTRE - 3 settembre 2016

Organizzato dalle poetesse Giorgia Pollastri e Alessandra Pecman, una edizione "esportata" di Dal Cosmo alla parola, la manifestazione ideata nel 2009  dalla poetessa Marta Roldan di Codroipo (Ud) all'Osservatorio astronomico di Talmassons (Ud), ha dato vita a un incontro tra poeti veneti e friulani, tra cui io. Insieme a me, Patrizia Pizzolongo di Codroipo, Elisa Mattiussi di Udine, Luigina Lorenzini di Vito D'Asio e Alessandra Pecman di Muggia.  Grazie anche alla presenza di Gianpiero Favaro, astrofilo del gruppo Astrofili di Padova, la serata è stata interessante e varia.
Poetesse stellari friulane

poeti stellari friulani e veneti

 

Luigina LorenziniAntonella Barina e Monica alla chitarra "Quelli che parlano col mare" poesia-canzone
"Il mare è un cielo capovolto"

 
 Astrofilo Gianpiero Favaro e
il pianeta blu ovvero la terra è il pallone, la pallina la quantità d'acqua, la biglia la quantità d'acqua potabile "che noi sprechiamo nello sciacquone del water"
Elisa Mattiussi di Udine







 
Alessandra Pecman                                                                 Giorgia Pollastri
 Astrofilo Gianpiero Favaro e il dono di "Dal Cosmo alla parola" ... una stella pendente.


L'arrivederci alla prossima edizione di "Dal Cosmo alla parola"... parola delle poetesse stellari friulane...

Le Mie POESIE:

SOLE D’INVERNO

                                            C’è la  brina oggi,

piccola neve sull’erba intirizzita,

su foglie morte ai piedi di alberi gelati,

con i poveri rami secchi

verso un cielo incredibilmente

azzurro estate

e sereno

dopo la notte stellata

e la luna di cristallo.

C’è silenzio qui.

Le auto non passano più.

I bambini sono a scuola.

Io, guardo il cielo,

e due piccoli uccelli lontani

che si rincorrono

su ali danzanti.

C’è un timido sole d’inverno oggi.

                      Riuscirà a scaldare la brina?


LA FIABA DELLA TERRA

Nel negozio del sole

ho comprato un paio di scarpe di seta, rosa.

Le indosserò domani,

quando andrò a dare il buongiorno alla Luna

e cullerò le stelle affinché stiano sveglie.

Canterò per loro

una canzone lieve, in Sol Maggiore.

Scriverò per loro la fiaba della terra, verde, felice,

dove sette miliardi di uomini si abbracciano

e ridono,

in un gioco di far finta per davvero.

Dove i lupi si appisolano su coperte di fiori

e i terremoti sono solo film di mondi scomparsi.

Chiederò a ogni stella di salire

sul carro maggiore.

Prenderò in braccio la più piccola e timida.

A lei darò il mio nome.

24 Giugno 2015

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