martedì 29 novembre 2016

Il PAESE - Magazine di cultura e informazione del Medio FRIULI - dicembre 2016



UN SORRISO PER VIVERE MEGLIO… ANCOR  PIU’ A NATALE

Oddio…dicembre, sei già qui? Il mese del freddo e del Natale?  Quella che dovrebbe essere  la festa della pace e fratellanza nel nome di un bambino nato povero per salvarci? Che, invece, per molti è fonte di  stress, nervosismo e tristezza?  E le luci sulle strade stridono con le notizie di attualità che tingono di cupo la gioia.  
Dov’è  finito  quel Natale delle fiabe o dei ricordi, con  quell’ idea di stella cometa  che taglia il candore della neve e fa venir voglia di abbracci e compagnia?  Non è che si è dispersa sotto le montagne di inutilità che contribuiscono a inquinare  questo nostro pazzo anche se meraviglioso mondo? O nella  frenetica  corsa alle cose?  Di facciata. Di rappresentanza?  Mi sa proprio di sì e mi dispiace perché a me il Natale piace ancora. Sì, quello con le luci, la fiamma di un camino, una tavola imbandita, di occhi stupiti di bambini.
A proposito di bambini,  il miracolo è possibile fino ai tre anni al massimo. Poi iniziano i genitori, nonni e altri grandi che ruotano  intorno  a loro a sentenziare “ Se non fai il bravo Babbo Natale non arriva”.  Mi dispiace per il caro vecchietto barbuto e vestito di rosso per volere della Coca Cola ma ancor di più per i bambini, che troppo presto cominciano a scoprire chi egli sia veramente.  
Dando un calcio all’attesa, alla cara letterina spedita a indirizzi magici perché lontani come il Polo Nord o Rovanjemi. Oggi il Natale si riduce spesso a una lista tecnologica delle più avveniristiche novità per cellulari, computer e dintorni. Sparite le bambole, perfino i lego, i pensieri romantici dei ragazzi innamorati. Per molti il Natale, purtroppo,  si identifica con la scure del regalo, spesso obbligato e valutato per prezzo, importanza, bella figura.  
Forse per questo il Natale del consumismo inizia a farsi vedere già a ottobre nei negozi e supermercati, con panettoni, cesti e Babbi Natale pendenti e i ritornelli ossessivi di svendite, sottocosti, sconti miracolosi. Spariti i presepi e le statuine, fanno bella mostra solo alberi finti e palline colorate.  Capisco perché c’è chi  defila il Natale come una malattia, lo evita, preferendo andare altrove. O lo piange ricordando ciò che non ha più. 
O lo  teme perché sa che quel giorno soffrirà in modo più acuto.  Capisco se desidera solo che arrivi in fretta il sei gennaio per poter dire che, finalmente, le feste sono finite.
Anch’io provo queste sensazioni e credo di essere in buona compagnia.  Ebbene, quest’ anno propongo  di eliminare il Natale delle cose e oso  fare una proposta.  Perché non aboliamo le cose e gli auguri di plastica per un dono  a costo zero che fa solo bene? 
Qualche idea?  Uno scampolo di tempo da donare o scambiare, una gentilezza, un sorriso. Cosa sarà mai un sorriso?  Scontato, forse banale,  ma io mi rendo conto che così non è. 
Avete notato anche voi i musi  lunghi, tutt’occhi sui cellulari per strada, sui mezzi pubblici, negli uffici, nei ristoranti?  Praticamente ovunque. Mi è capitato di recente di trovarmi su un treno affollato e osservare persone di ogni età sedersi senza nemmeno guardare il vicino di sedile. Il primo gesto di tutti è stato prendere il cellulare o computer e  costruire  un muro invisibile con chiunque.  
Solo una signora  dai capelli d’ argento che risolveva parole crociate di fronte a me ha alzato lo sguardo per guardarmi. Per un piccolo istante ci siamo regalate un sorriso, autentico passaporto per la serenità.  Un sorriso come luce in casa di riposo ,  negli ospedali, ma anche nelle case dalle  saracinesche abbassate. Anche dove si pensa non ci sia   bisogno.  Praticamente ovunque.
Un sorriso può dare vita nuova perfino a una foglia ingiallita dall’ autunno e calpestata più e più volte.
Quante scintille di vita brillano in un  sorriso... figuriamoci cosa potrebbe fare il giorno di Natale. E non solo. 
Per sorridere al sorriso ci viene in aiuto una poesia di Pablo Neruda.
Tra le sue parole potete leggere i miei AUGURI, non solo per Natale ma per ogni giorno che ci viene regalato.
                                                                                                                                             

Il tuo sorriso - Pablo Neruda
Toglimi il pane, se vuoi,
 toglimi l’aria, ma
 non togliermi il tuo sorriso.

Non togliermi la rosa,
 la lancia che sgrani,
 l’acqua che d’improvviso
 scoppia nella tua gioia,
 la repentina onda
 d’argento che ti nasce.

Dura è la mia lotta e torno
 con gli occhi stanchi,
 a volte, d’aver visto
 la terra che non cambia,
 ma entrando il tuo sorriso
 sale al cielo cercandomi
 ed apre per me tutte
 le porte della vita.

Amor mio, nell’ora
 più oscura sgrana
 il tuo sorriso, e se d’improvviso
 vedi che il mio sangue macchia
 le pietre della strada,
 ridi, perché il tuo riso
 sarà per le mie mani
 come una spada fresca.

Vicino al mare, d’autunno,
 il tuo riso deve innalzare
 la sua cascata di spuma,
 e in primavera, amore,
 voglio il tuo riso come
 il fiore che attendevo,
 il fiore azzurro, la rosa
 della mia patria sonora.

Riditela della notte,
 del giorno, della luna,
 riditela delle strade
 contorte dell’isola,
 riditela di questo rozzo
 ragazzo che ti ama,
 ma quando apro gli occhi
 e quando li richiudo,
 quando i miei passi vanno,
 quando tornano i miei passi,
 negami il pane, l’aria,
 la luce, la primavera,
 ma il tuo sorriso mai,
 perché io ne morrei.

Pablo Neruda


CODROIPO(UD)

NUOVA ASSOCIAZIONE ALZHEIMER CODROIPO DI SOSTEGNO ALLE FAMIGLIE  

Da un anno l’Associazione Alzheimer/Gruppo di auto – aiuto per i Familiari delle persone affette da demenza e morbo di Alzheimer ha cessato la propria attività. 
Ciò ha provocato smarrimento e  quella paura di rivivere la solitudine e l’abbandono nelle proprie case in presenza di un malato.   
Le famiglie che facevano parte del Gruppo di auto-aiuto non  volevano regredire bensì continuare il lavoro insieme, dando  ad altri la possibilità di partecipare. Per loro,  il gruppo rappresentava un luogo dove condividere problemi, riconoscersi negli altri e trovare insieme soluzioni e strategie da mettere in campo. 
Era attivo da anni per volontà dell’Associazione Perusini Alzheimer, presieduto da Luciano Commisso. La cosa certa era la volontà di non rimanere soli.
Eccoli allora rimboccarsi le maniche e, insieme , pensare a come continuare a essere utili a se stessi e agli altri. La scelta di dar vita a un’altra Associazione che potesse continuare il percorso intrapreso a sostegno del Malato e delle Famiglie, è parsa l’unica via percorribile.
Decisione non priva di difficoltà, tra le quali l’impegno casalingo con l’ammalato che richiede costante presenza. 
Ora l’Associazione è operativa, vitale e gode del patrocinio della Città di Codroipo.  
 Il suo l’obiettivo è condividere la personale esperienza a sostegno degli altri “care giver” e dei nuovi familiari  che arriveranno, nella consapevolezza che le demenze e le malattie collegate avanzano inesorabilmente.
L’Associazione desidera far conoscere nel territorio la sua esperienza, creare rete, consolidare uno sportello dedicato, in grado di fornire  un primo supporto ai familiari, potenziare il Gruppo di auto – mutuo aiuto e sviluppare tutte quelle iniziative che possono essere di supporto agli altri familiari. In questi anni, qualche passo avanti è stato fatto. 
Alcune strutture cominciano a essere presenti sul territorio e, spesso,  i mezzi di comunicazione ne parlano. Alcuni medici illuminati cominciano ad ascoltarla con maggiore attenzione. Oggi chiede collaborazione a tutti per creare insieme un mondo che si possa definire “a misura” del malato di Alzheimer e dei suoi familiari.   
Si è presentata ufficialmente in Auditorium, il 2 dicembre, puntando il dito sul tema “Alzheimer…affrontiamolo insieme”. Relatori il neurologo  Ferdinando Schiavo, l’assistente sociale Stefania Ferreri e il medico di famiglia Aberto Soramel. La sede dell’associazione è in Viale Duodo, 82/5 a Codroipo (Ud) . Telefono: 3480717227 - sabato mattina al diurno su appuntamento in Viale Duodo (Codroipo - Udine)

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