giovedì 9 febbraio 2017

Il PONTE periodico del Medio Friuli - febbraio 2017



LIBRO       IL MONDO DELLE COSE SENZA NOME

Il “Mondo delle cose senza nome” è un romanzo della scrittrice sanremese Daniela Rossi ed è ispirato all'esperienza personale vissuta con suo figlio Andrea, sordo dalla nascita.
E’ un romanzo che punta dritto al cuore e lo fa con rara sensibilità. Pensato come la lettera d'amore sincera ed emozionante di una madre al proprio figlio,
"Il mondo delle cose senza nome" è la storia dura e dolcissima di una scelta di fiducia e libertà, un viaggio avventuroso e intenso attraverso sofferenze, speranze, tenerezze, incontri, tradimenti. E’  l'acuta riflessione sulla fragilità dei rapporti, sulla fallibilità umana, sulla paura e sul coraggio. Andrea è un bambino splendido, sano e allegro.
 La realizzazione di un sogno a lungo cullato. Daniela è la sua felicissima madre. Fino a quando un medico le rivela la terribile verità: suo figlio è sordo, è un bambino che si muove in un mondo di "cose senza nome", in cui non può sentire suoni, rumori, musica, parole. Non può udire neppure la voce della mamma.
Per Daniela è una rivelazione angosciante, un dolore che deve sforzarsi di superare, reinventando una comunicazione con lui. È una scoperta dolorosa che sembra portar via ogni energia e la speranza a una madre che aveva fatto mille progetti, si era accesa di entusiasmo e orgoglio, impaziente di assaporare le prime parole del suo piccolo.
E invece si trova di fronte una realtà mai immaginata, un dolore dilaniante che deve sforzarsi di comprendere e accettare, reinventando una comunicazione con il figlio. Inizia così il racconto serrato e coinvolgente di un'avventura umana, dallo smarrimento dei primi mesi alla determinazione di offrire ad Andrea la possibilità di una vita normale, garantendole socievolezza, curiosità, allegria e amicizie.
 Una sfida d'amore che porterà Daniela a superare, giorno dopo giorno, insieme al suo bambino, le barriere che lo separano dall'universo dei suoni, per fargli conoscere piacere e desiderio di ascoltare e parlare.
Daniela scopre che la sordità di Andrea non è totale e si oppone a medici, chirurghi, logopedisti disattenti che vorrebbero imporle diagnosi e terapie inadeguate. Lotta per restituire al bimbo i suoni del mondo, le voci dei familiari e dei piccoli amici, il senso e il piacere delle prime parole dette. Non si arrende di fronte ai conflitti con il padre di Andrea, all’ostracismo e all’arroganza degli esperti o ai lutti personali.
Non si abbassa davanti alla superiorità di alcuni pseudo-medici, i quali a volte scelgono la via più breve, senza considerare l’aspetto umano… ma per fortuna non tutti i medici sono privi di cuore. Attraverso un percorso difficile, originale e di profonda comunicazione, fiducia e armonia con il figlio, lo accompagna a scoprire e dimostrare anche ai più scettici il suo piacere, la sua gioia e la sua volontà di parlare.
Lungo il viaggio alla conquista di una possibilità di vita piena e autonoma per il suo bambino Daniela si apre a nuove forme di sensibilità, a nuovi incontri, a un nuovo rapporto con la spiritualità. Vincitore del Premio Anima per la Letteratura 2005, dal libro è stato tratto un film tv per la Rai “Tutti i rumori del mondo” e uno spettacolo musicale sceneggiato e interpretato da Annarita Chierici. 



CAMINO T (Ud)


SILVIO GIAVEDONI: MASTER  CHEF Internazionale 



Orgoglio tutto caminese è Silvio Giavedoni, classe 1982, figlio di Giuseppe e Paola Asquini.  Fin da bambino è stato sempre benvoluto dai suoi compagni per la sua semplicità e simpatia. Oggi  fanno ancora il tifo per lui. Oggi che  è di nuovo agli onori della cronaca nazionale per il suo successo come Chef di fama internazionale. Sarà perché è scresciuto a stretto contatto dei sapori del forno-pasticceria dei nonni materni Lucina e Silvio, da cui ha anche preso il nome.  Sarà perché il talento è spesso innato, fatto sta che Silvio  già da piccolo  amava impastare il pane e i dolci, alimentando  la sua passione per il mondo della cucina.  La sua carriera lo ha visto  frequentare  l’Istituto alberghiero di Aviano,  diversi stage in alcuni ristoranti tra cui la Corte Sconta di Venezia, la Rucola di Sirmione e lo stellato Miramonti l’Altro di Concesio (BS), dove dal 1999 al 2001 diventa capo partita. Decide di allargare i suoi orizzonti e parte alla volta di Parigi, dove dal 2001 al 2002 lavora da Pierre Gagnaire e poi presso l’hotel George V a fianco dello chef Philippe Legendre. Nel 2003 raggiunge le cucine di Massimiliano Alajmo con l’intenzione di fermarsi solo un anno.  In realtà nelle cucine delle Calandre lui mette solide radici che gli consentono di fare  altre esperienze mirate da grandi professionisti. Nel 2007 si trasferisce in Giappone per l’apertura del ristorante Calandrino a Tokyo. A marzo 2009 rientra alle Calandre e viene coinvolto nello sviluppo di diversi progetti gastronomici tra cui la linea di gastronomia di In.gredienti, il ristorante Abc di Montecchia. E, ora, è approdato niente di meno che al  Gran Caffè e Ristorante Quadri a Venezia. Sarà l’occasione per i suoi amici caminesi poter andare di persona  a complimentarsi con lui e dirgli con orgoglio “Mandi Silvio di Cjamin”.

 

CODROIPO NEL TEMPO: "La Diretta" in Auditorium svela la vecchia Codroipo

 

 


22 gennaio:  L’ Auditorium affollato come si conviene a un’ occasione d’oro ovvero vedere come era Codroipo dal 1878 al 1914, dimostra che la cosa piace e continuerà a farlo. A chi c’era, a chi ne ha sentito parlare, a chi vuole scoprirlo.  Bastava guardare  chi entrava orgogliosamente con il pass personalizzato in mano che dava diritto a sedersi in platea.   Si sentiva importante. E, una volta seduto, ha  ascoltato, focalizzando date, nomi, episodi fin dall'introduzione, affidata a Pierino Donada, esperto di storia e di quella codroipese in particolare.   Si è trattato solo della prima puntata, come  hanno promesso i promotori e ricercatori delle preziose  immagini  d’epoca,  Egidio Moro  e Maurizio Zorzini, instancabili curatori di quello che è diventato un archivio storico di tutto rispetto e valore.  
Abbinate alla loro spiegazioni, ecco apparire una Codroipo inedita e ai più sconosciuta, in una sorta di corsa all’indietro nel tempo, dall’ultimo quarto dell’ 800 alle  soglie della prima guerra mondiale.   La prima curiosità: da una mappa del 1831 risultano due famiglie importanti a Codroipo: i Rota nel Borgo di  Sotto, fino al macello, che hanno alienato le loro proprietà agli inizi del 900, e i Cossio  in Borgo di Sopra.  Poi la carrellata di avvenimenti, tutti documentati e corredati da immagini, che hanno segnato anno per anno  la storia codroipese.
Nel 1878 nasce il SOMSI con  presidente Daniele Moro. Nel 1881 la popolazione di Codroipo conta 5834 persone e quella di Rivolto 3654.  Nel 1883  vengono inaugurate due lapidi fisse in onore di Garibaldi e Vittorio Emanuele. Il 31 ottobre 1886 si inaugura 1a sede della Banca Cooperativa , dove ora ci sono i Servizi sociali in Piazza Garibaldi. Nel 1890 arrivano i fratelli Savoia da Flambro, in Vicolo della Roggia. Capostipite Giuseppe, tre figli, nove operai. Nel 1890 chiedono di posizionare una nuova ruota per la forza motrice dell'acqua.  A Pozzo, nel 1908, costruiscono i pozzi. Nel 1892 nasce il caseificio a Zompicchia, diretto da Giuseppe De Tina.  Nel 1894, alla  Trattoria al Cacciatore si costituisce il Club Ciclistico Codroipese per gare in bicicletta, affiliato al Touring Club Italiano. Viene istituita la fanfara ciclistica unica in Friuli e il velodromo ha sede nel Foro Boario. Nel 1897, il  primo vigile urbano, Michele Del Fabbro, cui viene riconosciuta la percentuale sulle multe.   Nel  1899 si dà avvio alla  numerazione delle case e alla denominazione delle vie su ordine del prefetto Germonio.  Nel 1902, viene sistemata Piazza dei Grani.  Nel 1903 avviene il disastro ferroviario di Beano.  Il 27 agosto arriva l’elettricità, con 16 fanali a petrolio a riverbero.   Nel 1904 si inaugura la Scuola elementare a Goricizza-Pozzo, nella foto con la scolaresca appare il maestro Piccini.  4 aule ospitano 230 alunni. 60 gli alunni per ciascun insegnante.
Nel 1904 vengono inaugurate le Scuole elementari di Biauzzo, su  progetto di Ongaro Giulio De Rosa. Nel 1905, all'Albergo Roma, gestione Marcassa,   la società telefonica apre il servizio telefonico interurbano con la prima cabina. Nel 1905 viene approvato il progetto del nuovo macello comunale  e nel  1907  il progetto della nuova pescheria comunale in Via Nuova, con l'impresa Flaminio Cengarle, per 4mila lire di spesa.  Nel 1908,  in Filanda lavorano 250 persone. Nel  1909 si inaugura l’albergo alla Stazione, realizzato da Giovanni Battista D'Aronco di Udine.   Nel 1910 si inaugurano le scuole elementari di Piazza Dante, costate 102mila lire. Costruttore Flaminio Cengarle, proprietario di villa Flaminia. Nel   1911 si inaugura la nuova sede della Banca Cooperativa.  Nel 1911, il teatro Bellini viene alienato per lasciar posto al Pastificio Quadruvium.   Nel 1913 è in costruzione la caserma di Viale Duodo, per una spesa di  300 mila lire.  Prevede di ospitare in 13mila mq.  300 soldati artiglieri e 12 ufficiali.  Nel 1913, si inaugura il poligono, attivo fino a fine anni 60. Sergio Pezzi ne è l’ingegnere progettista.  Nel 1914, la giunta municipale approva la nascita della cucina economica per i bisognosi.
Ogni foto è un tuffo nella storia lunga 140 anni. L’ assessore alla cultura, Tiziana Cividini,  ha invitato i curatori Moro e Zorzini ad andare oltre l’archivio digitale  realizzando dvd o un libro in modo che questo patrimonio possa  essere fruito da un numero maggiore di persone. Rafforzandone  il senso di appartenenza al territorio.
                                                                                             

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