martedì 28 marzo 2017

CORINALDO (Ancona) - Città natale di S. Maria Goretti - dei matti - d'arte - di fede 26 marzo 2017


CORINALDO: il paese natale di Santa Maria GORETTI  .

Corinaldo, città palcoscenico, città dei matti, città d'arte e di fede, città natale di S. Maria Goretti (16 ottobre 1890-1902), uccisa a 11 anni, 8 mesi e 21 giorni, da Alessandro Serenelli (1882-1970) di Ancona,  allora ventenne,  che abitava in casa Goretti, insieme al padre, come bracciante agricolo. Voleva abusare di lei ma, rifiutato, le infierì 14 colpi con un punteruolo di ferro. 
Dopo 24 ore Maria Goretti morì, perdonandolo e chiedendo di averlo con sé in Paradiso. 
Egli scontò 27 anni di carcere e visse tutta la vita da pentito. Il 27 aprile 1947  Papa Pio XII la dichiarò beata. Fu dichiarata santa il 24 giugno 1950 e la madre Assunta fu presente accanto al papa, in Vaticano.
L'unica madre a essere presente alla santificazione della figlia. Assunta Carlini era una trovatella e il cognome Carlini le fu dato dal comune. A 19 anni sposò Luigi Goretti, 22 anni, il 25 febbraio 1886. 
Nel 1900 egli morì  e lei rimase sola con sei figli. 
Morì nel 1954 ed è sepolta nella basilica dedicata a S. Maria Goretti, di fronte al Serenelli.  

CURIOSITA: L'immagine di Santa Maria Goretti non è una fotografia ma un ritratto eseguito sulle indicazioni della madre, dato che non c'era alcuna fotografia della bambina.  Il custode della casa di S. M. Goretti - dove abitò fino a sei anni - prima di trasferirsi a Nettuno con la famiglia, è il signor RINALDO MORBIDELLI ( tel 3396927300) che conobbe personalmente la madre della santa, Assunta. Egli è sempre disponibile ad accompagnare i gruppi nella visita della casa e ospitarli poi nello spazio apposito, adatto a spuntini e dotato di parcheggio gratuito e bagni.
Un'emozione grande entrare nella casa, ben curata, e vedere il letto dove la santa nacque, la sedia a rotelle della madre. Si respira una suggestione  che dà significato al luogo che, nel 2015, ha ospitato ben 101 pullman di pellegrini.

VISITARE CORINALDO vuol dire uscire dal mondo ed entrare in una dimensione magica dove le emozioni scappano dai mattoncini color biscotto e dalle campane a festa.  C'è tanto da vedere, respirando aria fresca e pulita, in un luogo a misura d' uomo e turista curioso e attento. Diffusori di musica medievale sono ovunque. 
  La gradinata di 100 scalini che conduce al  pozzo  da cui trae origine la sagra del pozzo della polenta con costumanti , la terza  domenica di luglio.
Il Pozzo è stato ricostruito nel 1890  per far rivivere la vecchia storia del contadino che ha fatto cadere sacco di farina.  
COSA VEDERE?   Il Museo del costume, con costumi realizzati a mano dalle sarte di Corinaldo.



 
O la Pinacoteca in centro, ricca di collezioni pittoriche,  pale di altare recuperate da chiese demolite nel corso dell'Ottocento tra cui quelle di Claudio Ridolfi di Verona (1560 -1644). Madonna col bambino e Santi Biagio Gacomo Francesco e il donatore....

Di ignoto del 1700 Madonna di Loreto e Santi Carlo Borromeo Benedetto e Stefano, e la collezione di  fra Bartolomeo Orlandi.
Inoltre, 18 splendidi reliquiari a busto in legno scolpito e dipinto, opera raffinatissima di intagliatori siciliani dei primi anni del Seicento. Opere  di Ercole Ramazzani, di Giuseppe Bastiani, di Claudio Ridolfi, di Domenico Peruzzini, di Giuseppe Marchesi e di altri artisti dei secoli XVII e XVIII.

La raccolta è aperta TUTTI I GIORNI con orario 10-12:30 e 15:30-19.
Ingresso: 2,50 euro. Biglietto ridotto a 2 euro per gruppi sopra le 10 persone, over 65 e bambini fino a 10 anni.



Ma quella che mi ha dato più suggestione è la collezione pittorica di  Eleonora De Nobili di Corinaldo, rinchiusa in manicomio per 30 anni dei 60 vissuti. 
Il padre non le fece mai mancare il materiale per dipingere. 
Per volontà testamentaria della sorella Bice, il comune di Corinaldo ed il comune di Ripe sono diventati proprietari di tutta la produzione, circa milleduecento opere, dell’ artista Nori de’ Nobili,
in arte Nori,  nasce a Pesaro il 16 dicembre 1902, e trascorre la sua giovinezza tra la casa di Pesaro e la "Villa delle cento Finestre" a Brugnetto di Ripe. 

La forte passione per l'arte figurativa  la seguirà fino alla morte avvenuta  in una clinica psichiatrica di Modena il 2 Giugno 1968. 

Nella sua vita entrerà in contatto con tutte le correnti artistiche del periodo, fornendo una produzione artistica di altissimo livello.
 

Attualmente queste opere sono esposte in parte nel museo dedicato a Nori de' Nobili nel Comune di Ripe e in parte nella Civica Raccolta d'Arte Claudio Ridolfi.

Che altro da vedere?   In Municipio, per esempio...







 
E il CORINALDO PIPA FESTIVAL  con Mostra mercato della pipa, laboratorio di costruzione, gara di Lento Fumo, gastronomia e prodotti tipici.   All 'Oasi la gara della pipa  con piccola porzione tabacco affidata a ogni concorrente. Insieme accendono pipa e a fuoco lento si svolge la gara per 70 persone.
CORINALDO, città piccola ma piena di consapevolezza. 
Da visitare per trovavi pace, serenità, gastronomia tipica e regalare a occhi e cuore un'oasi di verde, natura, meraviglia.




















domenica 19 marzo 2017

Spettacolo "LA FATTORIA DI ELIO" con i genitori della Sc. Infanzia "Stella del Mattino" Codroipo (UD) - 19 marzo 17



I genitori, provetti attori per gioia, non si sono smentiti e, anche quest'anno, hanno regalato uno spettacolo divertente, ben strutturato nei tempi e nelle coreografie. 

" La fattoria di Elio"  si inserisce nella programmazione educativa della scuola perchè parla di nutrizione sana ma mescolata alla nutrizione delle favole classiche come il Topo di campagna e il topo di città, i  Tre porcellini, i Musicanti di Brema e delle canzoni del repertorio tradizionale come "Anin anin a  nolis" fino a "Andiamo a comandare" passando per la via delle quattro stagioni che prima litigano poi fanno pace.

Aglio  e cipolla, gorgonzola e fagioli non rientrano tra i suoi cibi preferiti e il detto "tromba di cul sanità di corpo" non la consola di certo. 
Gli amici del cugino la invitano al lavoro nei campi ma prima le volgiono presentare i "Cugini di campagna" che si presentano in stile anni 60 cantando "Anima mia". E poi arrivano i tre porcellini Zampone, Muset e Brovade  che si divertono a fare la raccolta di craccole e  ruttini. Poi Zampone costruisce la casa di mattoni mentre gli altri due artisti di non avere paura del lupo nero, dato che esiste solo nelle favole.


Ma eccolo il lupo nero col suo "Ucci ucci sento odor di porcellucci". Ed ecco arrivare il  Pulcino Pio... la gallina Rosita... i musicanti di Brema con i briganti fino al momento in cui nonna Topa racconta la storia della buonanotte per addormentare Antonietta che non riesce a dormire  sul letto di paglia, nonostante le tante pecorelle da contare.



"C'era una volta una vecchia signora, egoista e cattiva, che non voleva avere fiori né colori. 



Arrivano le  quattro stagioni, l'Autunno che porta in dono il caco, l'Inverno con  Babbo Natale e Gesù Bambino, la Primavera con le ciliegie e le fragole, l'Estate che fa finire la scuola. Grazie a quei doni la vecchietta guarisce e dormono tutti. Ma il canto del gallo li  sveglia  perchè è ora di pigiare l'uva. Arriva addirittura Adriano Celentano che pigia ballando e facendo ballare tutti. Festa finale dopo che la topolina di città chiede di rimanere in campagna, dove la vita è più sana e divertente. Infine, tutti, in autostrada, virtualmente sul trattore, salutando con la canzone "Andiamo a comandare".