domenica 16 aprile 2017

IL PAESE - Magazine di cultura e informazione del Medio Friuli - Maggio 2017



MAGO ZURLI’…  CHI SE LO RICORDA?
C’era una volta... solo così può cominciare l’omaggio e il ricordo di un Mago che per noi bambini di mezzo secolo fa, si materializzava in bianco e nero sul piccolo schermo della televisione. 
Brillantini nei capelli, calzamaglia da ballerino, svolazzante mantello, il sorriso sempre stampato. Chi era? Cino  Quanta emozione nell’attesa che iniziasse la musica di  “Quarantaquattro gatti in fila per sei col resto di due”, “Cin cin dai noi siamo speciali”,  “Il valzer del moscerino”,  “Il coccodrillo come fa”,  “ Il Caffè della Peppina”.   In un  mondo povero, di una società contadina che si affacciava con stupore al mondo fatato dello spettacolo, l’appuntamento con lo Zecchino d’Oro era una festa grande. 
Vedere bambini come noi, ma più belli e con una voce più intonata, gareggiare a suon di note, senza stress da celebrità e senza super premi, era il massimo della vita. 
E poi appariva lui,  Mago Zurlì, per cinquant’anni garante di  gioia tranquilla,  bel cavaliere  cui i genitori ci affidavano, sapendo che con lui non correvamo pericoli. Sembrava un mago vero, garbato e innamorato dei bambini con cui parlava con naturalezza, da pari a pari.  Se poi con lui c’era topo Gigio le risate nascevano spontanee e i loro dialoghi sfociavano in simpatici battibecchi sempre risolti con un sorriso in più.  
 Dallo Zecchino d’Oro sono uscite canzoni intramontabili che fanno parte del bagaglio canoro di ogni generazione.  Autentici miti, come il Piccolo Coro dell'Antoniano, creato nel 1963 da Mariele Ventre che lo ha diretto  fino al 1995.  Il Mito però rimane lui, Cino Tortorella-Mago Zurlì che, alla soglia dei 90 anni, ci ha lasciato, con l’amarezza di essere stato escluso dallo Zecchino d’Oro una decina di anni fa perché vecchio.  Si stava battendo per difenderlo “da chi ne vuole distruggere lo spirito”.  Sarà per questo che io continuo a preferire lo Zecchino d’Oro della Tv dei Ragazzi all’odierna parata di piccoli divi fin troppo bravi, troppo sicuri, quasi plasmati per la perfezione. Qualcuno tra chi legge potrebbe dirmi che il mondo va avanti, che non è più quello di Mago Zurlì.  
 Giusto, però una certa nostalgia per quel tempo lì, confesso, io ce l’ho. So che noi bambini delle prime generazioni con la televisione eravamo più semplici, forse un po’ tonti, ma di sicuro più reattivi, con maggiore manualità e, soprattutto, capaci di inventare passatempi e giochi con nulla.  Mi rendo conto che oggi Mago Zurlì sarebbe fuori moda, in un certo senso ridicolo e, chissà, forse  i nuovi bambini lo prenderebbero in giro. Per il modello dei pantaloni o, semplicemente, perché oggi non credono più tanto ai maghi e alle fate. 
Qualcuno arriva a dire che non esistono, alla stregua di Babbo Natale e della cara vecchia Befana.  Beh, sapete cosa vi dico?   
Che continuo a rivendicare il sacrosanto diritto di credere nelle bacchette magiche, nelle magie e, perché no, in Mago Zurlì.  Per me non è troppo vecchio o fuori moda e resterà colui che mi ha incantato nei bei pomeriggi della prima televisione e anche dopo, col suo mantello e il modo garbato di parlare con topo Gigio e con i bambini.  In un modo così delicato che sembrava rivolgersi a me.  



CODROIPO (Ud)
LA CANTAUTRICE ELISA CARACCIO VINCE  “ARTISTI IN VETRINA” a TRIESTE, CON UN MATERASSO DA GIRARE

Di canzoni, Elisa, ne ha scritte tante. Con quella grinta e passione che le si legge nel sorriso, nella voce, negli occhi determinati eppure sognanti. Nata a Camino al T (Ud), altrove è più conosciuta come Carry, una sorta di nome bonsai nato dal cognome,  Caraccio, appunto. 
 Diventa poi Carry and the Same, se accompagnata dagli amici musicisti Andrea Locatelli al cajon, Simone Pilutti al basso e Matteo Locatelli alla chitarra.

In fatto di concorsi ha ampia esperienza perché spesso ha ottenuto risultati lusinghieri e buona critica. Ma adesso ce l’ha fatta e la targa è sua. Ci sta scritto “1° premio”  e le è stata consegnata al teatro Bobbio di Trieste, alla cerimonia di premiazione del concorso canoro “Artisti in vetrina”, riservato agli inediti e alle canzoni famose, lo scorso mese.  La canzone vincitrice è “Un materasso da girare” di Caraccio e Locatelli. Ad accompagnarla i Carry and the Same, vincitori del premio come miglior canzone in assoluto.
Ce l’ha fatta, dunque, Elisa o meglio Carry ! Mettendoci se stessa, l’umiltà e la costanza ma anche l’estro creativo e la competenza musicale che coltiva da quando era piccolissima.  
Prossimo impegno di Elisa sarà scrivere una nuova canzone per il concorso “Percoto canta” e metterne insieme il numero ideale per realizzare un CD. Intanto il video della canzone “Un materasso da girare” è disponibile integralmente su youtube. 
                                                                                                                                                            

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