martedì 18 aprile 2017

VILLE GALLARATI SCOTTI e CONTARINI a Pasquetta 2017 con Abaco Viaggi - Ville e giardini storici (Pd)



Ho trascorso una Pasquetta insolita e rilassante, a contatto con la natura e un bel gruppo, a Villa Gallarati Scotti a Fontaniva (PD), dal 1925  è monumento nazionale. Non c'è una data certa di costruzione . E' stata, piuttosto, costruita nei secoli. Ha ospitato personaggi illustri quali  Cadorna e Benedetto Croce. E' stata abitata da due famiglie imparentate: Orsatto, famiglia  nobile, con Fabrizio appassionato di libri e che già nel 1800 parlava di omeopatia e Cittadella Vigodarzere, con Antonio e i figli Federico, Maria, Aurelia. Gli attuali proprietari, nipoti di Aurelia,  figlia di Antonio Cittadella Vigodarzere, abitano l'ala  laterale della villa. 
PARCO: 
 

E' una quinta teatrale la cui platea è la villa. Parco romantico, sembra attributo a Japelli, progettista del caffè Pedrocchi. E' alimentato dall'acqua della Roggia Frona, il terreno è ricco di argilla e di ampolle acquifere.  E' un salotto all'aria aperta. C'è anche la torretta come osservatorio e laboratorio del figlio di Antonio che voleva sconfiggere la grandine.  Ci sono molte stradine,  montagnole, che appaiono come naturali.  Si trovano qui la Convellara japonica , erba a ciuffo che in autunno viene pettinata,   rose di 250 anni che profumano di acqua di rose. Alberi:   Gestroemia di San Bartolomeo, datata   100 anni, tigli, tanti carpini da cui deriva il verbo scarpinare,  tasso, dal  legno flessibile ideale per gli intarsi dei mobili e dalle bacche velenoso, cedro del Libano del 1847,  cresciuti molto grazie all' acqua. Conifere chiamate così per la forma a cono utile a far cadere la neve. Le loro radici superficiali vengono protette da una paciamatura o copertura di foglie diverse, di  platino faggio,  carpino,  portate dall' uomo ma sono  attaccate spesso dalla processionaria. Cipresso, usato anche nei cimiteri perchè non ha radici e non alza le tombe. Prende il nome dal principe Ciparisso che il Dio Apollo trasformò in albero dopo che egli, per errore, aveva ucciso il cervo dalle corna d'oro. Pianta Gingopiloba,  non ha aghi, fa il seme nudo come le pigne e nessun fiore. Si sa se è femmina solo dopo 25 anni ed è l'unica pianta che resiste agli incendi e all'inquinamento. Platano bianco che vive benissimo vicino alle  rogge  e ha foglie che non si distruggono mai. Il Cipresso della palude ha radici che escono dal terreno. Il Faggio rosso,  in zona massonica, domina da dietro la villa. L'ippocastano  fa la castagna selvatica per i cavalli. Si trovano inoltre farnie, faggio pendulo, querce  italiane, la betulla,  albero della saggezza. In betulla è stata costruita la croce in piazza Venceslao a Praga. Betulla liliodendro tulipifera con fiori a tulipano. Sofora japonica pendula dalla crescita lenta.
Oratorio riservato solo a famiglia del  1664 e poi rimaneggiato. Stile neogotico fiorito, in  pietra bianca di Vicenza. Viene usato per la messa per i defunti sepolti. Si trova all' ombra della pianta della morte o tasso dalle bacche velenose.   Ci sono anche piante di limoni usate come riserva di vitamina C.  C'è anche l'Isola dei conigli dove questi si  riproducevano e diventavano cibo per i proprietari che si recavano con la barchetta a prenderli.


                                                     VILLA CONTARINI a PIAZZOLA SUL BRENTA (Pd)

E' una delle più grandi ville del Veneto.

Non c'è un centimetro libero dagli  affreschi i cui temi sono le allegorie, le muse, i fumetti a colori del mondo orientale. Villa atta alla diplomazia, all' estetica, all' apparenza, lontana dai problemi della laguna veneziana.   180 m di galleria.









Di aspetto barocco, è situata a sfondo della piazza principale di Piazzola sul Brenta (Padova), porticata e semicircolare.

Nel 1546 Paolo e Francesco Contarini fecero costruire il corpo centrale della villa. Il nucleo centrale, che si deve probabilmente all'architetto Andrea Palladio, fu successivamente inglobato nell'ampliamento della fine del Seicento voluto da Marco Contarini, dando al complesso l'attuale aspetto barocco.

Dopo un lungo periodo di degrado, l'acquisto nel 1852 da parte della ricca famiglia imprenditoriale dei Camerini di Castel Bolognese portò alla sistemazione attuale, con ampi interventi di restauro e veri e propri rifacimenti. 
Alla fine dell'Ottocento venne anche creato il vasto parco all'inglese che la caratterizza a settentrione, oltre 40 ettari con peschiere, laghetti e viali alberati.

La villa si compone di numerosi ambienti, che si sviluppano dal corpo centrale. Copre una superficie di 6.000 m² per un totale di 144 ambienti.

Al piano terra si trova la Galleria delle conchiglie, con il soffitto e le pareti adornate di vere conchiglie. Le due ali parallele della villa si suddividono in varie sale comunicanti, affrescate con temi biblici, mitologici, scene di caccia, mosaici e giochi prospettici per lo svago degli ospiti. Un passaggio nell'ultima sala permetteva di raggiungere l'emiciclo dove erano situate le stanze degli ospiti. Parte delle sale furono restaurate o decorate ex novo nell'Ottocento.

Al secondo piano si trova la grande biblioteca e le sale arredate nell'Ottocento dalla famiglia Camerini, che volle dotarsi di alcune comodità come il bagno e l'ascensore.

Sul retro della villa si esce nel parco attraverso la sala del pozzo, mentre nei sotterranei si estendono le cantine.

La villa racchiude nel corpo centrale l'originale auditorium che, con la soprastante "sala della musica", detta anche "della chitarra rovesciata", va considerato un vero e proprio teatro sonoro dalle caratteristiche acustiche uniche. Dall'ingresso principale si entra nel grande auditorium, la sala più grande del complesso, il cui soffitto si apre al centro.

La sala della musica presenta un'apertura circolare sul pavimento, in corrispondenza del centro della volta del sottostante auditorium. La musica, eseguita dagli orchestrali posti sulle balconati aggettanti, aveva così modo di amplificarsi grazie al controsoffitto di legno, costruito come la cassa armonica di una immensa chitarra, fluendo poi attraverso il foro per spandersi nell'auditorium.

L'impianto scenografico della villa è completato dai due parterre di impostazione formale e da un vasto parco retrostante, di quaranta ettari, ricco di piante secolari, con un piccolo lago che ospita numerose specie animali.



L'impostazione "all'inglese" offre suggestive variazioni scenografiche, apprezzabili percorrendo gli ombrosi viali, con un laghetto, tempietti, chalet, peschiere e ghiacciaia.




Una poesia-dedica è sempre gradita e ringrazio il signor Adelchi per averla pensata e scritta in rima.


















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