venerdì 12 maggio 2017

FORTE & CHIARO - Mensile del Medio Friuli - maggio 2017



CODROIPO (UD)
“IN MADAGASCAR con MANUELA e LUCA TURCO” esperienza di solidarietà e volontariato



Promosso da Equazione, il ciclo di serate dedicate a tre viaggi di volontariato  ( Madagascar, Kenia e Bolivia) si è aperto con Manuela Miculan e Luca Turco che hanno  narrato il loro viaggio di nozze in Madagascar. Perché andare proprio là? 
Per vedere con i loro occhi il luogo dove erano nate le bomboniere che avevano donato ad amici e parenti, un cuore di acciaio riciclato, il giorno del loro matrimonio, nel settembre 2015.
Ci sono andati, e quel viaggio ha cambiato loro la vita. Letteralmente.
Ne ha mutato i punti di vista, priorità, al punto da far loro prendere decisioni radicali. 
A introdurre la serata ci ha pensato Anna di Equazione o Bottega del Mondo, di cui Manuela e Luca sono collaboratori.  La serata ha preso avvio con la proiezione del filmato, descritto da Luca in persona.
" Madagascar è isola paradisiaca africana, sottoposta a vari colpi di stato che ne hanno lacerato l'economia e la scolarizzazione. Chi governa, infatti, si disinteressa della gente. Ora ci sono i cinesi che, rispetto ad altri, almeno lasciano infrastrutture. Oggi le attività redditizie in Madagascar sono il brigantaggio e la ricerca delle pietre preziose.  Ma i ricercatori hanno devastato il territorio e lasciano dietro di loro  terra bruciata.  Hanno abbattuto foreste di palissandro e saccheggiato. Ciò che funziona è la telefonia.  Tutti hanno il cellulare che usano per spendere e comunicare.  I cellulari costano poco e   la Telecom locale è capillare e fornisce servizi a poco prezzo.  La religione più diffusa è la cristiana. Il Madagascar è terra piena di contrasti e contraddizioni, dagli spazi dilatati.  La AN7 è l'unica strada, lunga mille km."
Ed è proprio su quella strada che Manuela e Luca hanno viaggiato, fermandosi nei vari laboratori collegati alla Bottega del Mondo.
Hanno visto costruire i loro cuori in acciaio riciclato, piccole biciclette, oggetti con le corna degli zebù. hanno visto famiglie spaccare pietre e bambini costruire mattoni per tante ore al giorno. Hanno capito la fatica che sta dietro ogni oggetto fatto a mano e in condizioni spesso poco consone all'umanità.
Hanno conosciuto persone che si prendono cura della popolazione.
 Sono entrati in un grande orfanotrofio e lì hanno lasciato il cuore.  " La cosa più dolorosa è che non si può salvare tutti e ciò vuol dire che gli altri sono condannati. Difficile uscire dall'orfanotrofio lasciando andare le piccole mani fiduciose. Ancor più difficile dire "No" a occhi supplichevoli e pieni di speranza.  Chiudere il cancello, girar loro le spalle lasciandoli dentro, come prima, da soli... sensazione impossibile da trasferire”.
L'emozione di Manuela e Luca è diventata l'emozione di tutti i presenti. Quel colpo al cuore che ha il sapore dell'impotenza, della tenerezza e dell'istinto di prendere quei bambini e tenerli con sé.  Sapendo bene come ciò sia impossibile.
“E' necessario essere prudenti nelle iniziative di sostegno che possono diventare un boomerang. 
 Se si manda denaro c'è solo da sperare che finisca nelle mani giuste.
Esseri umani di sesso maschile depredano le  donne se solo si accorgono che hanno soldi.
Se di mandano container di vestiti e medicinali il governo chiede un dazio improponibile e il materiale viene  depredato". Cosa si può fare allora? Comprare nei negozi equosolidali è l'unico modo per garantire uno stipendio equo e la scolarizzazione dei bambini.
Parola di Manuela e Luca. Parola di Bottega del mondo.
                                           

CODROIPO  UD)      
YOGA DELLA RISATA: STAR BENE E' POSSIBILE

Che ridere faccia bene si sa, a scanso di chi sostiene che il riso abbondi sulla bocca degli stolti.   velocemente si arriva a produrre una risata vera attraverso il contatto oculare,  la giocosità e la gioia tipiche dei bambini. La ragione per cui è chiamato Yoga delle risata è perché si combinano esercizi respiratori dello Yoga.
Ridere fa buon sangue, dicevano i nostri saggi vecchi. Ma oggi si ride sempre meno. Ed è un peccato, perché ridere non è sinonimo di assenza di problemi e di vita paradisiaca, alquanto improbabile, ma è voglia di ridere nonostante i problemi di tutti e di sempre. In soccorso arriva lo Yoga della risata, un metodo unico, che sta diffondendosi rapidamente nel mondo, dove ognuno può ridere senza barzellette, senza umorismo e gags comiche. Insomma, è un metodo rivoluzionario per RIDERE SENZA MOTIVO. Ridendo come forma di esercizio,
Lo Yoga della risata si basa sul dato scientifico che il corpo non avverte la differenza tra una risata reale e una indotta (se fatta volontariamente) e si producono gli stessi benefici sia a livello fisiologico che psicologico.  In pratica, il cervello  non sa distinguere tra la risata vera e quella indotta e, quindi, produce gli ormoni del buonumore.
Lo Yoga della risata è stato sviluppato da un medico indiano, il Dr. Madan Kataria, cominciando con 5 persone nel 1995 in un parco di Mumbai, e si è rapidamente diffuso in tutto il mondo, contando attualmente migliaia di Club della risata in oltre 65 paesi del mondo. Il Dr. KATARIA porta avanti un importante messaggio pacifista. Egli afferma che : “ RIDERE non conosce confini, non fa distinzioni di razza, credo religioso o colore ed è un LINGUAGGIO UNIVERSALE che può unificare il mondo”.
Scopo fondamentale della risata è produrre BENESSERE,  ritenendo che “Ridere sia è la miglior medicina”.  
Da anni a Bertiolo e poi nella zona del codroipese si applica lo Yoga della risata grazie a Teacher certificati, tra cui Rosa Fiume, già insegnante e ora testimonial e docente di questa disciplina.  
 Il 1° aprile ha tenuto un interessante workshop alla “Casa dei suoni” durato otto ore, che è valso il diploma di 1° livello ai frequentanti. 
 La pratica non finiva nella giornata insieme ma è continuata per 21 giorni. A un’ora stabilita, ogni coppia di Buddy, o amici conosciuti al corso, si è sentita  per ridere insieme per un minuto. 
Il compito successivo è quello di ridere, anche da soli, per 10-15 minuti al giorno, continuativi.   
Per ottenere il massimo dei benefici dalla risata questa deve essere forte e fragorosa e provenire dal diaframma. 
Dovrebbe essere, insomma, una risata di pancia. 
Cosa più difficile di ciò che si possa immaginare. 
Perché, come per i bambini, il gioco e la risata sono una cosa seria.

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