martedì 16 maggio 2017

LEZIONE-CONCERTO del PIANISTA SEBASTIAN DI BIN a Scuola di Musica "Città di Codroipo" (UD) 13 maggio 2017



Sebastian Di  Bin, considerato a livello internazionale uno dei maggiori pianisti della sua generazione, ha  offerto alla scuola di Musica "Città di Codroipo"  due incontri di lezioni concerto cui ho avuto la fortuna di partecipare.  In un contesto raccolto ho potuto capire cosa ci sia dietro e dentro il musicista che esprime con le note il proprio pensiero e creatività.  Ha iniziato a studiare musica a sette anni, facendo prima sei mesi di solfeggio con un maestro di tromba. Ha debuttato ufficialmente a 11 anni con l’orchestra Slovenicum di Lubjana  nella Sala del Parlamento del castello di Udine. E' anche compositore e ha recentemente pubblicato un libro di  musica per giovani allievi.  Si è presentato rivelando una grande umiltà e ha donato 45 minuti di musica senza spartito, spaziando da Liszt (Studio trascendentale n° 11 e Armonie della sera") a S. Rachmaninov (sei momenti musicali op. 16) a sue composizioni (Valzer ironico, Acquario, Pagliacci, Salt lake city). Mani come farfalle delicate in volteggi e incisioni sui tasti,  posseduti come l'aria e la luce. Quasi un pianto muto di gioia, un narrare di note ubbidienti alle dita sapienti, possessive, umorali come temporali e suadenti come fiocchi di neve nella notte.  
Sebastian non ha bisogno di occhi nè di spartiti. La musica esce dall' uomo- musica che balla il tango con le note e ne beve zampilli docili e felici.  Sembra piangere e ridere e incidere l' anima grata. Virgole di silenzi sospendono i volteggi delle sue mani. Bianche, lisce,  vibranti. Scene fotografiche se si chiudono gli occhi. Film dell'apocalisse, tramonti su mari quieti,  aurore lievi e  bombardamenti. L' uomo-pianista in ogni cellula sta lì seduto con il corpo ma la sua anima sta planando su pianeti noti solo a lui.  Le  mani sono un tutto con il cervello e quel qualcosa di  magicamente incomprensibile che le aziona. Poi, con una speciale forma di modestia  raccoglie gli applausi e presenta il libro che contine 15 brani fanciulleschi, anche a tastiera molto alta per favorire l' esecuzione a 3 e 4 mani e un cd con le musiche eseguite da lusi stesso.  Nel brano "Acquario" la zona alta della tastiera conferisce un senso sognante a macchia di suono per  dare la sensazione del sottomarino dove tutto è ovattato. Nel brano "I pagliacci" il  tema è legato al circo,  allo scherzo con un dialogo tra il pagliaccio grassottello e l'altro che gioca con lui.  "Salt Lake City" è ispirato a un viaggio in America e di un paesaggio notturno tradotto in musica. 
"La musica sta nell' ascolto, nel senso dell' ascoltare i grandi e se stessi. la musica non è nella tastiera ma nel contesto storico. E' la voce interiore che esprime le emozioni della vita. Il musicista rappresenta come lui sente le cose che vive e ciò che lo emoziona". Parole  come note che Sebastian snocciola con competenza e perfino un filo di timidezza. 
Sebastian accoglie Tommaso, giovane allievo della Scuola di Musica di Muzzana,  mentre esegue un brano tratto dal suo libro. Consigli e complimenti vanno di pari passo su un cammino confidenziale.



E poi uno scatto che ritrae noi allievi della maestra Micaela Del Giulio, docente a scuola di Musica di Codroipo e di Muzzana,  insieme a Sebastian di Bin. Momento da incorniciare perchè la sua lezione- concerto ha trasmesso anche la certezza del sacrificio che c'è dietro la musica. 
10 ore al giorno per Sebastian, tra tastiera, ascolto, scrittura. Vita in MUSICA la sua!















1 commento:

  1. peccato non averlo saputo. Sarei venuta ad ascoltare Sebastian. Grazie a te Pierina, che me l'hai fatto vedere ugualmente. Paola

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