lunedì 19 giugno 2017

IL PAESE - Magazine di cultura e informazione del Medio Friuli - luglio 2017



CODROIPO (UD)
SCUOLA di Musica "Città di Codroipo" A RITMO DI BLUES

Mancava solo il fumo per avere la certezza di stare in uno dei saloon dove si suonava il blues, quello disperato ma anche goliardico.  Quello di "Sweet Home Chicago" o "St Louis Blues"... che già all'ingresso del teatro Benois, il 7 maggio,  la faceva da padrone. 
Ma era solo un assaggio perché  il bello sul palco era totale. Bello lo scenario, i fiori, i presentatori, i musicisti di ogni età e la Big Band.
Tutto a ritmo di blues, questo genere musicale nato tra la popolazione africana sui campi di cotone verso il 1870, come aspra denuncia di una vasta comunità di neri che trova all'improvviso la forza e il coraggio di esprimere la propria angoscia. Un lamento di dolore, un grido provocato dalla miseria, dal vuoto.
Nel canto blues, infatti, persiste ancora la tristezza e il dolore  che si tramuta in speranza di miglioria e si esprime originariamente con canti accompagnati dal solo battito delle mani e non dalla musica, conservando il caratteristico aspetto di poesia.
A partire da queste umili origini, il blues è cresciuto al punto da  diventare la forma di musica popolare più registrata, fino a far nascere  molti degli stili della musica popolare moderna e influenzando, a partire dagli anni 1960, la musica pop.
Grande Blues alla Scuola di Musica di Codroipo, con gli insegnanti  Geremy Serravalle e Alessandro Dri,  Elsa Martin, Marko Cepak, Marco Locatelli, Cristian Colusso, Alessandro Turket, Nevio Zaninotto, anche direttore della Big Band.
Un concerto evento, una forma d'arte plasmata con grande umiltà e altrettanto impegno dagli allievi della scuola, cui la Direttrice Elena Blessano ha espresso plauso e apprezzamento.  I presentatori, Marco Locatelli, insegnante di chitarra ed Elsa Martin, insegnante di canto, hanno snocciolato il perché sia stato  scelto proprio il  linguaggio del blues.
Perchè è stata una rivoluzione diffusa dappertutto. Dai campi di cotone ai locali - dove c'era sempre il pianoforte - fino alle linee melodiche,  trasformandosi in Rock and Roll  forgiandosi al padre della chitarra elettrica, Jimmy Hendrix. Ciò che affascina del Blues è la semplicità. Se la musica  blues fosse poesia sarebbe un aforisma fatto di  poche parole.
Il Blues è facile da suonare e difficile da spiegare. Pochi gli accordi.
La sua  struttura ripete dodici battute e usa, nella melodia, le " Blue note", che associano il colore blu  al senso di nostalgia e tristezza tipico della musica afro-americana.
Un diluvio di note blu in   " Hoochie Coochie Man", con Damiano Maiero alla voce, "Feeling Good" con Jody Bortoluzzi alla voce,  "Boom Boom", At Last" , "Sir Duke", "Story of the Blues", con  la voce di Anna Tamburlini.  
E poi i fiati della Big Band che in "The Jody Grind", "Green Onions", "Maybe" con la voce di Monica Commisso, "Georgia on my mind" e "What I Say" con la voce di Damiano Maiero, hanno dato filo da torcere all'energia scatenante che ha gemellato  i concertisti e il pubblico. Poi il ballo tra le note e i cambi di strumenti e musicisti, con quel dinamismo che fa volare il tempo e ne rende meraviglioso ogni istante.
Fino a esplodere nel brano finale, "Sweet Home Chicago" versione Blues Brothers. I quattro cantanti insieme nella  famosa canzone popolare blues, scritta nella sua prima versione da Robert Johnson nel 1936,  una delle più diffuse canzoni blues su Chicago.  
 Gli insegnanti sul palco e poi tutti gli interpreti, in una allegra passerella che sa unire le generazioni nel nome del bene universale chiamato MUSICA. 
Miracolo della musica. 
Miracolo del Blues.
                                                                                                         

 CODROIPO (UD)
LA DANCEART “CITTA’ DI CODROIPO” SI FA SPETTACOLO
La 15° edizione del  saggio-spettacolo ha visto sul palco del teatro Benois cento allievi della scuola Danceart, diretta da Alessandra De Marchi, Astrid Tomada, Valentina Cengarle.
Uno spettacolo sotto l'egida dell'energia, del ritmo incalzante, ma anche della favola e del circo, magistralmente interpretati in danza, presentato da Elisa Padovani.
Un sapiente equilibrio tra  brani emotivamente toccanti della Foresta Incantata dal "Sogno di mezza estate", la "Dimora di Titania e le fate", "Le fourmis rouges e les papillons", "Sweet Embrace", "Stamina", "Paquita" con i grandi passi classici, i corroboranti "Proud Mary" con la voce di Tina Turner e "Military".
Per poi tornare a "I sogni son desideri", danza del ventre con il gruppo guidato da Costanza Brancolini, "Relazioni" e "Credi" interpretati dal pluripremiato Gruppo Dettagli. Le coreografie sono state curate dalle insegnanti Alessandra De Marchi, Valentina Cengarle, Katia Bertolini, Alberto Tondolo, Elena Barberino
Cento allievi di una scuola in continua evoluzione hanno dato forma a uno spettacolo degno di lode, vetrina di una indiscussa professionalità docente che insegna, oltre ai passi di danza, anche i valori dell'impegno e del sacrificio.  
 Imprescindibili per chi sceglie la danza come disciplina, che tuttavia è fonte di grandi soddisfazioni.
Ma la Danceart non è solo danza e spettacolo  ma anche solidarietà.
Come sempre, le offerte degli spettacoli vengono interamente devolute a Yurimaguas in Perù di cui Pierangelo Defend è il portavoce.
L'assessore alla cultura di Codroipo, dott.ssa Tiziana Cividini, ha espresso il plauso alla Danceart  e l’emozione  nel ricordare come lei stessa, nel 1977, abbia fondato la scuola di danza codroipese, per un ventennio punto di riferimento di competenza e  serietà nel mondo delle scarpette rosa. Che ancora continua raccogliendo entusiasmanti consensi.
                                                                                             

MUSICA
BOBBY SOLO e GEORGE AARON, duettano insieme in un nuovo brano Dance in terra friulana
Bobby Solo e George Aaron, due grandi artisti uniti da una profonda amicizia e stima reciproca, si sono uniti in un duetto per 'Russian Ladies', un brano dance di sicuro impatto, che promette successo di pubblico e critica.
Chi sono?
Bobby Solo, che da anni vive ad Aviano ed è molto legato al Friuli, non ha certo bisogno di presentazioni.
Ciuffo da eterno ragazzo ribelle, voce che definire inconfondibile è riduttivo. Arriva a Sanremo nel 1964 con Una lacrima sul viso, il 45 giri italiano più venduto di tutti i tempi, e da allora la sua carriera non si è più fermata. Una collana di successi, due vittorie a Sanremo e canzoni indimenticabili, tantissimi concerti, sia in Italia che all'estero.
Bobby Solo ha mille idee, e un sorriso contagioso.
Ama circondarsi di persone brillanti e acute, ma soprattutto di giovani, che lo cercano per il suo realismo, ben noto alla gente.
E lui, senza la condiscendenza che potrebbe permettersi, li consiglia senza illuderli né disilluderli.
George Aaron,  storica voce di band dance quali Video e Time,  è legato al Friuli per merito della nonna originaria della Carnia. Egli conta quattro  dischi d’oro, costantemente nelle classifiche di Italia, Europa e USA la vittoria al 'Un disco per l'estate' del 1984.   George è apprezzato da sempre per il suo stile e la sua voce dal timbro molto particolare. Non si ferma mai e non conta i concerti live in tutto il mondo. E'  appena rientrato da un tour in Messico dove si è esibito davanti a ventimila persone.
Due grandi della musica, insieme, in terra friulana, farà sicuramente ballare e parlare di sé.

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